Estratto del documento

Importanza per il tirocinante e il professionista :

- conoscere i costrutti teorici

- Conoscere e riconoscere le dinamiche del

- Diventare consapevoli delle proprie strategie nel gruppo

- Avviare un processo di riflessione consapevole sul sé nelle relazioni con l’altro

L’esperienza di base è sapersi inserire nel gruppo di lavoro e utilizzare le esperienze non sempre facili all’interno dei contesti organizzativi, farsi promotori di strategie

positive e costruttive, saper utilizzare lo strumento del gruppo nel progetto d’aiuto.

Gruppo:

Per definirsi tale occorrono presupposti ben precisi che attengono al compito, la finalità e alle dinamiche.

A una struttura propria, fini peculiari e relazioni particolari con altri gruppi: esso è una totalità dinamica le cui proprietà strutturali differiscono da quelle sue sotto parti.

Evidenzia bisogni che non sono riconducibili ai bisogni dei singoli ma bisogni del gruppo da qui nascono tensioni a seconda della finalità del gruppo.

Si caratterizza per la stretta interdipendenza delle sue parti e rapporti reciproci fra le parti determinano le proprietà strutturali della totalità.

Leadership:

E per la dinamica del gruppo è determinante la figura del conduttore, generalmente coincide con il leadership ovvero la persona che ha ruolo di definire le modalità di

appartenenza al gruppo

L’appartenenza al gruppo:

Caratteristiche:

- Cognitiva : si è consapevoli di essere membri del gruppo.

- Valutativa: si connota questo fatto in senso positivo negativo

- Emozionale : il giudizio elaborato è affiancato da diversi tipi di sentimento.

Queste caratteristiche dell’appartenenza sono applicabili all’interazioni faccia a faccia così come nelle relazioni tra grandi categorie sociali: non è fondamentale la

ristrettezza del gruppo perché tra i membri sussiste un’intesa affiliazione, già che queste sperimentabile anche in macro contesti aggregative.

Cosa viene all’interno del gruppo:

- appartiene all’esperienza di ciascuno come esperienza

- Permette il confronto

- In esso si cresce e si sviluppa una parte della consapevolezza

Il gruppo e suscita:

- Paure, blocchi, entusiasmo, flessibilità e rigidità

- Nel gruppo si sperimentano sentimenti negativi e positivi

- Di fronte al gruppo ognuno sviluppa strategie.

Interazione – comunicazione – metacomunicazione

Comunicazione verbale e non verbale:

Questi due tipi di comunicazione sono complementari e infatti hanno il messaggio verbale che viene accompagnato da un comportamento non verbale incongruo, siamo

portati a dubitare di ciò che viene detto.

Assiomi della comunicazione:

- È impossibile non comunicare :

• la comunicazione coincide con un comportamento

• Non può esistere un non comportamento

• Chi tace o guardo altrove non può essere considerata come una persona che non comunica il suo comportamento felice

• Per quanto una persona con la sua passività e i suoi silenzi trasmette la volontà di non comunicare con un altro individuo sta comunque

iniziando un messaggio.qualunque cosa si dica o si faccia qualunque scelta o qualunque atteggiamento si assumano, comunicano alcuni aspetti

di se stesso agli altri. La comunicazione può essere involontaria, non intenzionale, non conscia e addirittura inefficace. Anche l’indifferenza e

l’inattività sono forme di comunicazione come le altre, poiché portano con sé comunque un significato.

- Esistono due livelli di comunicazione, di contenuto e di relazione :

• All’ interno di ogni comunicazione si possono individuare due livelli ovvero la comunicazione sulla comunicazione: il primo è quello del

contenuto e ci dice cosa stiamo comunicando mentre il secondo è quello della relazione e indica il tipo di relazione che si vuole instaurare con la

persona a cui ci stiamo rivolgendo

• Il primo livello trasmette il dato, l’informazione mentre il secondo come bisogna interpretare tale informazione ovvero cosa dice come lo dice.

Anche se la frase è la stessa implicano relazioni diverse tra chi le comunica.

• I messaggi che gli esseri umani si scambiano tra loro non possono essere considerati mere trasmissioni di informazioni.

- La punteggiatura delle sequenze degli eventi definisce la relazione :

• le persone comunicano con una serie interrotta di scambi; la comunicazione continua ad ognuno porta il proprio punto di vista ed interpreta i

messaggi alla luce di questo. Ognuno uso la propria punteggiatura per organizzare gli scambi comunicativi-

• Ovvero inizia considerare alcuni messaggi e non altri in taluni casi annullando i precedenti

• La punteggiatura condizione il flusso comunicativo.a seconda della punteggiatura usata cambia il significato dato la comunicazione e alla

relazione. La comunicazione comprende diverse versioni della realtà che si creano e modificano durante l’interazione tra piùindividui. Queste

diverse interazioni condizionano la punteggiatura della sequenza degli eventi ossia il modo in cui ognuno tende a credere che l’unica versione

possibile dei fatti sia la propria

• L’esempio della vita di coppia.

- La comunicazione avviene attraverso i canali verbali e non verbali

• la comunicazione verbale caratterizzato da parole distinti con un significato specifico. Quello non verbale invece esprime significati che vengono

interpretati per somiglianza. Il primo canale utilizza modalità digitali il secondo criteri definiti analogie

• La comunicazione analogica si basa sulle somiglianze tra la comunicazione in essere e l’oggetto della comunicazione e rientrano in esse la

comunicazione non verbale e l’utilizzo di immagini. Il linguaggio analogico veicola prevalentemente gli aspetti di relazione e prevede una

perfetta corrispondenza tra il significato e significante. La comunicazione non verbale analogica include ad esempio la postura i gesti

l’espressione del volto eccetera

• La comunicazione digitale riguarda l’uso delle parole cioè dei segni usati convenzionalmente per disegnare qualcosa

- Le interazioni possono essere complementari o simmetriche:

• Sia un interazione simmetrica quando gli interlocutori si considerano sullo stesso piano e quindi di pari livello

• L’interazione complementare si verifica quando gli interlocutori non si considerano sullo stesso piano

• È fondamentale avere chiaro in mente che le relazioni simmetriche quelle complementari non devono essere equiparate a una buona e cattiva:

si tratta solo di suddivisione che ci permette di classificare un’interazione comunicativa in uno dei due gruppi identificati

• Chi comunica stabilisce il contenuto meta comunicativo o relazione e l’altro può rispondere in due modi rispondendo con lo stesso tipo di

relazione o rispondendo con un altro tipo di relazione

Interazione —> comunicazione :

Per comunicare in modo efficace per innanzitutto ricordare che esistono regole comunicative universalmente prefissate è inoltre importante saper ascoltare in modo

attivo i propri interlocutori prestando attenzione alle loro modalità espressive verbo e gestuali. L’interazione comprende ogni tipo di comunicazione verbale gestuale, i

contenuti portati dalle persone e le relazioni tra esse. Se le relazioni tra i partecipanti sono difficili i contenuti perdono il loro senso e di messaggi rischiano di diventare

strumentali. La comunicazione come questa si realizza dipende dalla presenza di fattori agevolati o contrastanti. Si sviluppa liberamente quando le idee vengono espresse

in un’atmosfera accettante mentre viene limitata quando si presentano timori di squalifica senso di inadeguatezza, sentimenti di ostilità ed esclusione.

La comunicazione tende ad impoverirsi quando vi è eccessiva auto referenzialità dei membri, quando non si ascolta adeguatamente e quando gli interventi dei

partecipanti sono invasivi.

L’ascolto attivo:

Una delle caratteristiche chiave possedute dai leader è la capacità di saper ascoltare per imparare gli altri. Il livello della capacità di ascolto indica la persona sia centrata

su se stessa su altri. Se il focus su se stesso è probabile che si tende a tagliare fuori gli altri senza dar loro la giusta attenzione. Si sia focalizzati sugli altri quasi certamente

si è buoni ascoltatori.

Le sette regole dell’arte di ascoltare:

1. Non avere fretta di arrivare a delle conclusioni. Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.

2. Quello che vedi dipende dalla prospettiva in cui ti trovi. Per riuscire a vedere la tua prospettiva devi cambiare prospettiva.

3. Se vuoi comprendere quello che è un altro sto dicendo devi assumere che ho ragione e chiedergli di aiutarti a capire come perché.

4. Le emozioni sono gli strumenti conoscitivi fondamentali se sei comprendere il loro linguaggio. Non ti informano su cosa vedi ma su cosa guardi. Il loro codice

è razionale e analogico.

5. Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili. I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza com’è il tempo stesso

trascurabili e fastidiosi marginali e irritanti perché in congruenti con le proprie certezze.

6. Buon ascoltatore coglie volentieri paradossi del pensiero e della comunicazione. Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un campo che lo

appassiona: la gestione creativa dei conflitti.

7. Per divenire esperto nell’arte di ascoltare devi adottare una metodologia umanistica. Ma quando hai imparato ad ascoltare l’umorismo viene da sé.

Uso della metafora valorizzazione autoironia :

• Rinforzo della persona.

• Sdrammatizzare.

• Dare la possibilita di vedere con altri occhi.

• Restituire dignità riconoscendo paradossi.

Ciò che si cerca :

- nel gruppo si cerca la soddisfazione di bisogni, espressi o inespressi, consapevoli o non consapevoli.

- È utile per poter perseguire adeguatamente gli scopi del lavoro comune, avere sufficientemente presente ciò.

Si forma una struttura :

- Emerge man mano una struttura sociale relativamente stabile.

- Si condividono valori e regole, il rispetto e la violazione dei quali permettono di sperimentare fenomeni ascrivibili a conformismo, appartenenza, devianza,

resistenza al cambiamento.

Il gruppo può essere letto da diversi punti di vista:

- vissuto dalla persona: aspettative, bisogni, autostima, motivazioni, credenza eccetera

- Rapporti interpersonali: reti di comunicazione, ruoli, considerazione reciproca, regole….

- Sistema di relazioni all’esterno

Lavorare in gruppo :

- Modifica gli equilibri dei saperi e dei comportamenti, richiede in cambiamento continuo.

- Adattamento.e la necessità di sviluppare competenze.

- Fatica.

- Arricchimento.

Regole : per regolare l’interazione sociale all’interno del gruppo vi sono le regole e sistemi di valori condivisi. Le regole di gruppo permettono che esso si mantenga e

avanzi nel proprio lavoro.

Sviluppo del gruppo :

1. Fase di inclusione – formazione: i soggetti tentano di inserisci nel gruppo cercando di intuire comportamenti che favoriscono l’accettazione.

2. Fase di controllo: i comportamenti del gruppo sono impegnati a distribuirsi, responsabilità i ruoli, prendere consapevolezza di essere un gruppo e trovare la

giusta distanza; è la fase più conflittuale

3. Fase dell’affettività: il gruppo si stabilizza rafforzando i legami affettivi tra i soggetti ed elaborando norme condivise rispetto a pensieri, sentimenti e

comportamenti.

4. Fase della presentazione : il gruppo ormai formato può dedicarsi al perseguimento dei suoi scopi.

Il ruolo:

Può essere definito come l’insieme di attività in relazioni che ci si aspetta da una persona che occupa una certa posizione all’interno di un gruppo o di una società e da

parte degli altri nei confronti della persona in questione.

I principali ruoli assunti nel gruppo di lavoro:

- Partecipante:

• Comprensione / uso di sé

• Riconoscere e farsi riconoscere

• Attenzione problemi affettivi e diversità

• Comprensione degli altri

- Conduttore : Il conduttore media tra i bisogni individuali e quelli del gruppo. Inoltre cura la dimensione relazionale, la comunicazione, il coinvolgimenti:

registra i segnali di disagio, predispone un clima favorevole. Da un lato considera le esigenze delle persone, dall’altro li motiva continuamente la

partecipazione e sopperisce a momenti di stanchezza sulla base della costruzione di un senso.

- Osservatore

- Verbalista

Alcuni aspetti salienti :

- È un’esperienza che ci accompagna durante tutta la vita.

- Costituisce uno strumento di soddisfazione dei bisogni

- Permette di sperimentare se stessi e di costruire la propria identità

- Favorisce l’apprendimento attraverso la partecipazione e il senso di appartenenza

- Permette di esercitarsi a trovare il proprio modo di stare con gli altri, sviluppando e verificando strategie e relativi bisogni anche in espressi.

Il gruppo : una situazione di lavoro e uno strumento professionale nel servizio sociale.

Un insieme di persone che lavora in un gruppo è caratterizzato da :

- condivisione di un obiettivo, chiaro ed esplicitato a tutti i membri

- Interdipendenza ovvero la consapevolezza che è successo individuale dipende dal successo e collettivo.

Questi aspetti non sono mai scontati soprattutto quando il lavoro del gruppo è di fatto una situazione obbligata perché necessariamente richiesta dall’ambito lavorativo

organizzativo spesso senza sufficiente consapevolezza.

Gestione dei conflitti:

- la vita di relazione dei componenti di un gruppo può far sorgere conflitti come naturale fenomeno fisiologico della diversità di cui sono portatori e dei

reciproci rapporti. Anche diversità di ruoli e competenze possono far nascere conflitti.

- La gestione positiva dei conflitti è un aspetto importante per mantenere la collaborazione tra i componenti del gruppo, fino a diventare una risorsa per lo

sviluppo.

Il compito e relazione: l’innesco del conflitto

+ compito / - relazione -Compito / - relazione -compito / + relazione + compito / + relazione

È l’area del contrasto . Si sicura poco E l’area della fuga o del conflitto E l’area dell’adeguamento.il gruppo si È l’area del compromesso e della

della relazione, per un risultato ad negato. Si nega il conflitto, si fa finta di adegua ciò che viene proposto come successiva integrazione.il conflitto

ogni costo. niente sperando che non emerga.è compito pur di non mettere a rischio viene visto e viene reso manifesto con

una strategia poco attenta sia al la relazione.si connota per il un’analisi dei motivi delle divergenze,

compito sia la relazione perché i conformismo. nella ricerca di soluzioni che possono

problemi ci sono e rimangono i risolti. soddisfare entrambe le parti in

conflitto.

Gestione positivo dei conflitti:

- Importante per mantenere la collaborazione tra i componenti del gruppo, fino a diventare una risorsa per lo sviluppo

- È opportuno non fuggire dai conflitti, non si può fare lavorare bene se non si riesce a sostenere su di loro

- Per salvaguardare la relazione determinanti per la vita stessa del gruppo è opportuno saper far ricorso ad alcuni possibili modi di comportarsi quali ad

esempio:

• mettersi in ascolto dei conflitti capire cosa sta succedendo

• Parlare ed esporre i problemi prima che esplodono in conflitto

• Essere disponibili a superare insieme il conflitto

Felicità relazionale:

La felicità ha natura paradossale proprio perché è costitutivamente relazionale: una 'vita buona' non può essere vissuta se non con e grazie agli altri»

spunto di riflessione: come l’aspetto relazionale interdipendente e interconnesso al gruppo si interseca con la qualità della vita in genere e della vita professionale.

Gruppo nel servizio social : opportunità per

- prevenire il disagio e promuovere il cambiamento

- Coinvolgere e attivare la partecipazione dei cittadini

- Progettare l’organizzazione dei servizi in una logica di community Care

- Rafforzare la capacità di scelta delle persone

- Operare con una logica di rete

L’assistente sociale può:

- essere il promotore o il conduttore di un’iniziativa di gruppo per uno specifico target di riferimento

- Condurre o partecipare ad un gruppo di lavoro o ad un’équipe strutturata o incidentale

- Condurre a partecipare a riunioni presso il proprio o altro servizio

- Condurre a partecipare all’incontro di supervisione in un gruppo

- Condurre o partecipare a momenti di formazione continua in gruppo

Il lavoro con il gruppo non è qualcosa aldilà e al di fuori della competenza del servizio sociale:

• Si approfondiscono quindi gli elementi posseduti, formulando obiettivi ancora ipotetici e si riflette sui potenziali destinatari, iniziando a rappresentare il target di riferimento, si pensano le atti

e disponibili. Nasce in questo modo una progettazione ipotetica, che lascia spazio ad una costruzione futura più definita. Lo step successivo è rappresentato dal cercare un'adesione all'inizia

servizio, una cosiddetta legittimazione ad operare, a meno che l'assistente sociale non si muova già in base ad una richiesta specifica, ad un mandato dell'organizzazione, o non si attivi nell’am

• Si costituisce così il gruppo attraverso la ricerca e la composizione dei partecipanti. L'avvio reale dell'esperienza si verifica solo con una prima adesione dei soggetti coinvolti.

• Con i partecipanti si concorda la finalità del gruppo e le modalità di incontro (il contratto)

• La realizzazione è il fulcro dell'esperienza operativa e dello sviluppo del gruppo.

La fase conclusiva è caratterizzata dalla conclusione o trasformazione dell'attività, dalla valutazione rispetto al progetto e dal disperdersi della partecipazione al gruppo.

• Per Ferrario la progettazione di un’iniziativa di gruppo

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sara.sama.tani01 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Laboratorio di tirocinio i e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Caprini Rita.
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