Interferenza e Dirazione
Guida ragionata con teoria e formule
Contents
1 Interferenza 1
1.1 L'idea di fondo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1
1.2 L'esperimento di Young (doppia fenditura) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1
1.3 Il metodo dei fasori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2
1.4 Interferenza con N sorgenti (verso il reticolo) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2
1.5 Interferenza su lamina sottile . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2
2 Dirazione 4
2.1 L'idea di fondo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4
a
2.2 Dirazione da singola fenditura (larghezza ) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4
2.3 Dirazione da apertura circolare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
2.4 Limite di dirazione e criterio di Rayleigh . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
2.5 Dirazione e interferenza insieme: la doppia fenditura reale . . . . . . . . . . . . 5
2.6 Potere risolutivo del reticolo di dirazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
2.7 Dirazione dei raggi X: la legge di Bragg . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6
3 Riepilogo concettuale 7
1 Interferenza
1.1 L'idea di fondo
Quando due (o più) onde luminose si sovrappongono nello stesso punto dello spazio, i loro campi
elettrici si sommano. A seconda di come sono sfasate tra loro, la somma può essere più grande
costruttiva distruttiva
(interferenza , luce più intensa) oppure più piccola o nulla (interferenza ,
interferenza
buio). Questo è il fenomeno dell' . coerenti
Perché questo avvenga in modo stabile e osservabile, le sorgenti devono essere : la
loro dierenza di fase deve restare costante nel tempo. Due lampadine ordinarie non danno mai
interferenza visibile perché gli atomi emettono impulsi di luce scorrelati tra loro (la dierenza
una sola
di fase cambia continuamente e casualmente). Per questo, negli esperimenti, si usa
sorgente che viene sdoppiata (ad esempio con due fenditure): così le due onde partono sempre
in fase tra loro.
1.2 L'esperimento di Young (doppia fenditura) S S d
Un'onda piana investe uno schermo con due fenditure sottili e , distanti . Dietro, a
1 2
L
distanza , c'è uno schermo di osservazione. Le due fenditure diventano sorgenti di onde sferiche
(principio di HuygensFresnel), coerenti tra loro perché provengono dallo stesso fronte d'onda.
P r
In un punto dello schermo, le due onde sono arrivate percorrendo cammini diversi, da
1
sfasamento
S r S
ed da . Questa dierenza di cammino genera uno :
1 2 2 2π
− −
δ = k(r r ) = (r r )
2 1 2 1
λ
1
≫ − ≈
L d r r d sin θ θ
Se (schermo lontano), geometricamente si dimostra che , dove è
1 2
P
l'angolo sotto cui si vede rispetto al centro. Quindi:
2π
δ = d sin θ
λ
Sommando le due onde con il metodo dei fasori (vedi 1.3), l'intensità sullo schermo risulta:
δ πd sin θ
2 2
I(θ) = 4I cos = 4I cos
0 0
2 λ
I 4I 2I
dove è l'intensità prodotta da una singola fenditura. Il massimo possibile è e non :
0 0 0
questo è proprio l'eetto dell'interferenza costruttiva (l'energia non si crea, si ridistribuisce: dove
c'è buio, l'energia mancante si concentra nei massimi).
Massimi (frange chiare). 2
cos (δ/2) = 1 δ = 2mπ
Si hanno quando , cioè