Corso di Fondamenti di Economia
Ingegneria Gestionale
Primo Semestre a.a. 2024/2025
1 Concetti economici di base - Microeconomia
Definizione la microeconomia è una branca dell’economia che si occupa dello
studio dei processi decisionali individuali. Ne studia gli effetti sulle risorse e
sull’allocazione delle stesse.
Le scelte degli individui avvengono all’interno un aggregamento, una società.
Queste società possono essere differenti tra loro. In particolare ci interessa il
loro grado di centralizzazione o decentralizzazione delle procedure di scelta.
La forma più comune di decentralizzazione di una società è il mercato. Esso
è un’istituzione dal punto di vista economico, che permette all’ individuo di
acquistare o vendere beni e servizi.
Ogni mercato è associato a un certo gruppo di beni o servizi, che sono stretta-
mente collegati e quindi fortemente sostituibili l’uno con l’altro.
Gli scambi nei mercati sono governati dal prezzo, definito come un’informazione
che permette la comunicazione tra venditore e acquirente. È la quantità di
denaro necessario ad ottenere un determinato bene.
La microeconomia che analizza le scelte nei mercati, si pone delle domande, che
possono essere di tipo:
• Fattuale : si tratta di un’analisi positiva, ovvero analizzando ciò che è
effettivamente accaduto, cosa accadrà o cosa potrebbe accadere.
• Normative : le questioni di questo tipo implicano dei giudizi di valore che
riguardano come si dovrebbero allocare le risorse. Cosa quindi dovrebbe
accadere. Spesso s incontrano in questo ambito delle decisioni soggettive,
dunque ci si rifà al principio della sovranità del consumatore (ognuno è
capace di stabilire cosa è meglio per se).
1
2 Strumenti della Microeconomia
L’approccio principale è il metodo scientifico. Si parte quindi da un’osservazione
iniziale, si procede con una teorizzazione quindi una possibile spiegazione, iden-
tifico ulteriori implicazioni, faccio delle verifiche (in economia si utilizzano dei
dati) e procedo con un raffinamento della mia teoria (posso confutarla, anche
solo parzialmente).
Per effettuare questo approccio, gli economisti fanno uso di modelli economici,
attraverso l’utilizzo della matematica. Questo permette di semplificare situ-
azioni complesse.
Questi modelli analizzano delle scelte che sono prevalentemente di tipo quanti-
tativo (ricordiamo che si tratta di modelli matematici).
Le variabili possono essere esogene o endogene. Le prime non dipendono dal
modello, ma sono variabili note. Quelle endogene sono determinate dal modello
utilizzato.
Per analizzare le relazioni tra queste variabili, si utilizza l’Analisi Statica Com-
parata. Essa studia i cambiamenti e le variazioni delle variabili endogene al
cambiamento di quelle esogene.
Le variabili endogene, a un certo punto, raggiungono un equilibrio. Significa
che il valore, in un certo momento, non ha tendenza a cambiare notevolmente.
3 La curva di domanda
La curva di domanda di un bene ne identifica la quantità che i consumatori sono
disposti ad acquistare per ogni livello di prezzo.
La curva di domanda ha quasi sempre pendenza negativa. Significa che maggiore
è il prezzo di un bene, minore è la quantità che il consumatore sarà disposto ad
acquistare.
La curva di domanda può subire uno spostamento a causa di fattori come la
crescita demografica, le preferenze, il reddito, i prezzi di altri beni, tasse e rego-
lamentazioni.
È possibile anche uno spostamento sulla curva di domanda nel caso di una vari-
azione di prezzo. Questo si traduce ovviamente in una variazione della quantità
domandata. 2
Sono tutti i fattori che non riguardano il prezzo a causare uno spostamento della
curva di domanda, effetto noto come variazione della domanda.
Si può dire che la funzione della domanda assuma la seguente forma:
Quantità domandata = D(Prezzo, Altri fattori)
4 Curva di Offerta
Rappresenta la relazione tra la quantità di offerta che le imprese sono disposte
a portare sul mercato per ogni livello di prezzo.
La curva di offerta:
• Ha pendenza positiva
• Si sposta in seguito alla variazione di altri fattori (es. Tecnologia, fattori
produttuvi, tasse, regolamentazioni)
Consideriamo l’offerta del mais:
• se si riducesse il costo di produzione del mais, i coltivatori produrrebbero
più mais per ogni livello di prezzo
• se aumentasse il prezzo di colture alternative al mais (come la soia), i
coltivatori produrrebbero meno mais per ogni livello di prezzo.
Al variare del prezzo del bene, ci si muove lungo la curva di offerta (Variazione
della quantità di offerta). Al variare di altri fattori esterni al prezzo, osserviamo
degli spostamenti della curva di offerta (Variazione dell’offerta).
La funzione di offerta può essere espressa nella forma:
Qtà offerta = S(Prezzo, Altri fattori) 3
5 Equilibrio di mercato
La curva di domanda e di offerta sono legate da una relazione che ne determina
un equilibrio. Il prezzo che si viene a determinare, il prezzo di equilibrio, è il
prezzo in corrispondenza del quale domanda e offerta del bene si equivalgono.
In questa situazione tutti i consumatori che desiderano acquistare al prezzo di
equilibrio riescono a farlo e, allo stesso modo, tutti i produttori che desiderano
e
vendere riescono a farlo al prezzo P .
Se invece il prezzo fosse inferiore al prezzo di equilibrio, ci sarebbe più domanda
di quanto l’offerta possa soddisfare: è la situazione dell’eccesso di domanda.
Qualche consumatore, pur di acquistare, sarà disposto a offrire un prezzo più
alto.
Al contrario, a un prezzo più alto, abbiamo una situazione chiamata eccesso di
offerta o surplus. La quantità offerta è molto maggiore della quantità doman-
data.
La situazione di eccesso di offerta porta i produttori a essere disposti a offrire il
bene a un prezzo inferiore pur di vendere.
In generale, le forze di mercato portano il prezzo ad appiattirsi verso un prezzo
di equilibrio. 4
I cambiamenti nell’equilibrio di mercato possono essere determinati da:
La dimensione dei cambiamenti di prezzo e di quantità dipende dalla pendenza
delle curve, in particolare della curva che non si sposta.
Osserviamo che in (a) una piccola variazione di offerta modifica ampiamente la
quantità domandata. Tutto l’effetto di espansione dell’fferta si scarica su un
aumento della quantità di equilibrio.
In (b), invece, una qualsiasi variazione di prezzo non tange la quantità doman-
data. Tutto l’effetto della variazione di offerta si scarica sul prezzo.
5
6 Elasticità di domanda e offerta
Per misurare la sensiblità della quantità al prezzo si ricorre al concetto di elas-
ticità.
Date due variabili X e Y , l’elasticità di Y rispetto ad X, che si indica come
Y
E , si definisce come la variazione percentuale di Y in rapporto alla variazione
X
percentuale di X:
V % Y
Y
E =
X V % X
Ad esempio se un aumento del 2% in X causa un aumento del 4% in Y :
4%
Y
E = =2
X 2%
Questo significa che Y aumenta del 2% per ogni aumento dell’1% di X.
Per valori più lontani da 0 (sia in positivo che in negativo), si riscontra una
maggiore elasticità.
6.1 Elasticità al prezzo della domanda
L’elasticità al prezzo della domanda corrisponde alla variazione percentuale della
quantità di domanda per ogni variazione dell’1% del prezzo.
Generalmente, è un numero negativo.
La domanda di un bene tende ad essere più elastica nel momento in cui esistono
altri beni sostitutivi, oppure per i beni di lusso.
L’elasticità della domanda al prezzo P è data da:
∆Q ∆Q
100·( )
V % domanda
d Q Q
= )=
E = ∆P ∆P
V % prezzo 100·( P P
Se l’elasticità della domanda è minore di -1, essa si definisce elastica.
Se è compresa tra 0 e 1, di definisce inelastica.
E’ possibile riscrivere l’elasticità della domanda come:
∆Q P
d
E = ∆P Q 6
6.2 Elasticità delle curve di domanda lineari
Per una funzione lineare, del tipo
d − ·
Q = A B P
Abbiamo
∆Q −B
=
∆P
Il che implica
P
d −B
E = Q
In una curva di domanda lineare, la domanda è più elastica in corrispondenza
di livelli di prezzo più elevati.
Un modo alternativo per scrivere l’elasticità è:
P
1
d
E = ∆P Q
∆Q
∆P
Dove corrisponde alla pendenza della curva di domanda.
∆Q
Una curva di domanda orizzontale è perfettamente elastica. In questi caso la
formula dell’elasticità tenderebbe all’infinito.
Al contrario, una curva di domanda verticale è perfettamente inelastica e la
formula darebbe come risultato 0.
6.3 Elasticità delle curve di domanda non lineari
Una funzione di domanda ad elasticità costante (isoelastica) ha la stessa elas-
ticità in corrispondenza di un qualsiasi livello di prezzo.
Una funzione del genere è del tipo:
−B
d ·
Q = A P
Dove A, B > 0
Dato che
∆Q −B−1
−A · ·
= B P
∆P
L’elasticità è pari a −B−1
∆P P P
d −A · · −B
E = = B P =
−B
∆Q Q A·P 7
6.4 Spesa totale ed elasticità della domanda
·
La spesa totale (P Q) aumenta in seguito ad un piccolo incremento del prezzo
se la domanda è inelastica e si riduce se la domanda è elastica.
Prendiamo il caso in cui un aumento del prezzo dell’1% comporti una riduzione
dell’1% della quantità domandata (elasticità pari a -1). In questo caso la spesa
totale resta invariata.
Se un aumento del prezzo dell’1% comporta una riduzione inferiore all’1% della
quantità domandata (elasticità maggiore di -1), la spesa totale aumenta.
Se un aumento del prezzo dell’1% comporta una riduzione suoeriore all’1% della
quantità domandata (elasticità minore di -1), la spesa totale si riduce.
La spesa totale è massima in corrispondenza di un prezzo per il quale l’elasticità
è esattamente -1.
6.5 Elasticità al prezzo dell’offerta
L’elasticità al prezzo dell’offerta corrisponde alla variazione percentuale della
quantità offerta per ogni variazione dell’1% del prezzo.
L’elasticità dell’offerta è generalmente un numero positivo, ed è data da
100·(∆Q/Q) ∆Q/Q
V % q of f
s = =
E = V % prezzo 100·(∆P/P ) ∆P/P
Quando l’elasticità dell’offerta è maggiore di 1, l’offerta si definisce elastica.
Quando l’elasticità dell’offerta è minore di 1 (compresa tra 0 e 1), l’offerta si
definisce inelastica.
Una curva di offerta orizzontale è perfettamente elastica (elasticità tendente a
infinito).
Una curva di offerta verticale è perfettamente inelastica (elasticità pari a 0).
6.6 Ulteriori elasticità
L’elasticità della domanda al reddito corrisponde alla variazione percentuale
della quantità domandata per ogni variazione dell’1% del reddito. La forma
della formula è identica alle precedenti. L’elasticità della domanda al reddito si
d
indica con E
M
d
E > 0: bene normale
M
d
E < 0: bene inferiore
M
L’elasticità incrociata della domanda corrisponde alla variazione percentuale
della quantità domandata per un bene per ogni variazione dell’1% del prezzo di
d
un altro bene (E )
P
0
d
E > 0: beni sostituti
P
0
d
E < 0: beni complementari
P
0 8
7 Preferenze del consumatore
7.1 Principi della scelta del consumatore
Le preferenze forniscono informazioni riguardo ciò che un consumatore preferisce
o meno (gusti).
Secondo il principio dell’ordinamento delle preferenze, un consumatore è im
grado di stabilire un ordine di preferenza rispetto a tutte le possibili alternative
che gli vengono proposte (con possibili ex æquo)
Questo principio si basa su due ipotesi rispetto ai confronti tra coppie di alter-
native:
• Completezza delle preferenze: date due alternativa il consumatore può
preferire l’una o l’altra, oppure essere indifferente.
• Transitività delle preferenze: se un consumatore preferisce X a Y e Y a Z,
dovrà anche preferire X a Z.
Principio della scelta: tra diverse alternative, il consumatore sceglie quella a cui
attribuisce il più alto rango di preferenza.
L’obiettivo è sempre quello di ottenere il maggior livello di benessere.
7.2 Caratteristiche delle preferenze dei consumatori
Un paniere di consumo è l’insieme dei beni che un individuo consuma in un dato
intervallo di tempo.
Generalmente le scelte dei consumatori rispecchiano le opinioni sui diversi panieri
anziché sui singoli beni.
Principio di non-sazietà: quando un paniere contiene una maggior quantità di
beni rispetto a un secondo paniere, il consumatore preferisce il primo al secondo.
7.3 Curve di indifferenza dei consumatori e loro proprietà
Una curva di indifferenza rappresenta tutte le alternative che un consumatore
gradisce equamente.
Le curve di indifferenza sono sottili e hanno pendenza negativa.
La curva di indifferenza che passa per qualsiasi paniere di consumo, ad esempio
A, separa tutti panieri migliori di A da quelli peggiori di A.
9
7.4 Famiglie di curve di indifferenza e loro proprietà
Una famiglia di curve di indifferenza è un insieme di curve di indifferenza che
rispecchiano le preferenze di uno stesso.
Due curve di indifferenza di una stessa famiglia non si intersecano e, quando un
consumatore mette a confronto due panieri qualsiasi, egli preferisce quello che
giace sulla curva più lontana dall’origine degli assi (Principio di non-sazietà).
7.5 Saggio marginale di sostituzione
La pendenza della curva di indifferenza fornisce informazioni sulla quantità di
un bene necessaria a compensare il consumatore per il sacrificio di una certa
quantità di un altro bene.
Dati due beni X e Y, il Saggio Marginale di Sostituzione MRS di X con Y è il
tasso a cui il consumatore deve adeguare Y per mantenere lo stesso livello di
benessere quando X varia di una piccola quantità.
∆Y
−
M SR =
XY ∆X
Il MSR è uguale alla pendenza della tangente alla curva di indifferenza (in
val. assoluto).
Il saggio marginale di sostituzione dipende, essenzialmente, dai gusti dei con-
sumatori. 10
7.6 Casi particolari: sostituti perfetti e complementi per-
fetti
Sostituti perfetti: beni le cui funzioni sono identiche, coisicchè un consumatore
sia disposto a scambiarli a un tasso fisso
Complementi perfetti: beni che sono utili solo quando utilizzati insieme in rap-
porti fissi.
7.7 Utilità
L’utilità è un valore numerico che indica il benessere relativo del consumatore.
Un utilità più alta associata a un determinato paniere di consumo indica una
soddisfazione maggiore derivante da quel paniere.
Per assegnare valori di utilità ai panieri di consumo si ricorre alle funzioni di
utilità.
Il paniere ottimo è quello in corrispondenza del quale l’utilità raggiunge il suo
massimo.
Se vale il principio dell’ordinamento delle preferenze (dunque le preferenze sono
complete e transitive), esiste una funzione di utilità che rappresenta le pref-
erenze.
Le informazioni ordinali permettono soltanto di determinare se un’alternativa
sia migliore o peggio dell’altra. (Primo paniere, secondo paniere, terzo paniere
ecc. . . )
Le informazioni cardinali invece indicano l’intensità delle preferenze (quanto
migliore o quanto peggiore)
7.8 Funzione di utilità e saggio marginale di sostituzione
L’utilità marginale (MU - Marginal Utility) è la variazione dell’utilità del con-
sumatore derivante dall’aggiunta di una piccolissima quantità di un certo bene,
divisa per la quantità addizionata.
∆U
M U =
X ∆X
Risulta che M U
M RS = X
XY M U Y
Una variazione di X pari a ∆X determina una variazione dell’utilità pari a
·
M U ∆X
X
E analogamente per Y.
Se restiamo sulla stessa curva di indifferenza, allora: M U
∆Y
· · ⇐⇒ − = M RS =
M U ∆X + M U ∆Y = 0 X
X Y XY
∆X M U Y
11
Il saggio marginale è essenzialmente determinato dalle preferenze del consuma-
tore.
8 Vincoli, scelte e domanda
8.1 Reddito, prezzi e retta di bilancio
Il reddito di un consumatore è costituito dal denaro che egli riceve in un inter-
vallo fisso di tempo.
Il vincolo di bilancio di un consumatore è dato da:
≤
Costo del paniere di consumo reddito
Supponendo che un consumatore desideri solo zuppa e pane e che il prezzo
unitario dei beni sia rispettivamente P e P , il vincolo di bilancio sarà:
Z P
≤
P Z + P P M
Z P
Dove Z e P indicano le quantità di zuppa e pane, mentre M è il bilancio.
La retta o linea di bilancio del consumatore identifica tutti i panieri di consumo
che esauriscono esattamente il reddito di un consumatore.
La retta di bilancio, con riferimento all’esempio precedente, è data da:
P
M − Z
P = Z
P P P
P P
La pendenza della retta è pari al rapporto tra P e P moltiplicato per -1
Z P
8.2 Variazione del reddito e dei prezzi
La variazione di reddito non modifica quindi la retta, ma ne altera l’intercetta
verticale. 12
Una riduzione del reddito sposta la retta verso l’interno, mentre un aumento
del reddito provoca uno spostamento verso l’esterno.
A modificare la pendenza della retta sono i prezzi dei beni:
Una riduzione del prezzo fa ruotare la retta verso l’esterno, al contrario un
aumento la fa ruotare verso l’interno.
La retta ruota facendo ”perno” sull’intercetta del bene il cui prezz
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