Farmacognosia - Parte 1
Definizioni
Farmacologia: Studio degli effetti delle sostanze chimiche, non solo farmaci ma anche nutrienti, agenti tossici e xenobiotici, sulle funzioni degli esseri viventi.
Farmacognosia: Branca della farmacologia che si occupa dello studio dei farmaci (droghe) di natura animale o vegetale a cui si sono ispirati o da cui sono stati prodotti i farmaci di sintesi (acido acetilsalicilico, → corteccia estrazione del principio attivo). È una parte della farmacologia. Riconoscimento e preparazione della droga, identificazione dei principi attivi.
Farmaci di origine naturale e non naturale
Farmaci di origine naturale (vegetali o animali): prodotti da microorganismi, vegetali o animali, e quindi di natura estrattiva.
Farmaci di origine non naturale (sintetica o semisintetica): prodotti per sintesi chimica o tramite tecnologie di ingegneria genetica.
- Prodotti naturali (droghe)
- Molecole isolate (principi attivi): di estrazione, di semi sintesi e attivi di sintesi.
Fitoterapia
La farmacognosia è strettamente correlata alla fitoterapia: scienza che tratta la cura e la prevenzione delle malattie umane per mezzo delle piante medicinali (o delle droghe vegetali) e dei prodotti fitoterapici. Studia le capacità curative delle piante o delle droghe vegetali, le indicazioni di massima, le controindicazioni, la posologia, le vie di somministrazione più opportune e le interazioni con farmaci convenzionali e/o alimenti.
Nella fitoterapia convergono diverse materie di studio come: fitofarmaco-tossicologia e fitofarmacia; con il fitofarmaco-tossicologia studio la conoscenza su sicurezza ed efficacia di una droga; mentre con la fitofarmacia studio le preparazioni fitofarmaceutiche. ATTENZIONE: FITOFARMACO indica una sostanza usata per curare le piante; mentre FITOTERAPICI sono farmaci di origine naturale ma utilizzati per l’uomo.
Definizioni OMS
Per OMS (Organizzazione Mondiale della Salute):
- Piante medicinali: sono quelle che comunque introdotte o messe a contatto con un organismo umano o animale, svolgono in esso un’attività farmacologica anche blanda. Quindi possiamo definirle come ogni vegetale che contiene, in uno o più dei suoi organi, sostanze che possono essere utilizzate a fini terapeutici o che sono precursori di emi sintesi chemofarmaceutiche.
- Sono iscritte nella farmacopea
- Possono essere usate come tali dopo polverizzazione, oppure per la preparazione di estratti o estrazione di componenti attivi (principio attivo che può essere utilizzato per la base di nuove sintesi).
Droghe
Droga: nel linguaggio corrente, indica una sostanza capace di modificare temporaneamente lo stato psichico dell’individuo che le assume (drogato). Sono droghe stupefacenti o allucinogene tutte le sostanze di sintesi (eroina, LSD, barbiturici, amfetamine...) o naturali (coca, oppio, marijuana, hashish, mescal...) utilizzate per drogarsi.
Nel linguaggio corrente, il termine droga è spesso sinonimo di “spezia” ed è utilizzato per indicare prodotti originari dei paesi orientali e utilizzati a scopo alimentare (noce moscata, pepe, chiodi di garofano, cannella, curcuma ecc.) come aromatizzanti e stimolanti l’appetito e la digestione.
Droga vegetale
Droga vegetale: quella parte della pianta medicinale che viene usata a fini terapeutici perché contiene, insieme a sostanze inerti, composti chimici capaci di esplicare un’azione farmacologica (principi attivi). Le droghe vegetali possono essere messe in commercio come tali, dopo essicamento; il più delle volte vengono snaturate (decorticate, raschiate, sbucciate, spezzate e polverizzate).
Relazione fra pianta medicinale, droga e medicamento
“Materiale vegetale o animale conservato allo stato secco per uso terapeutico”
“Parte di pianta o animale utilizzata in farmacia, nell’industria farmaceutica [dei liquori, dei profumi] direttamente o per estrazione di principi attivi in essa contenuti”
Fitocomplesso
Fitocomplesso: Pool di sostanze [farmacologicamente attive e non] presenti nella droga: si stabiliscono sinergismi utili verso gli effetti medicamentosi e/o antagonismi verso gli effetti collaterali, anche grazie alle componenti inattive.
Conseguenze dell’avere aggiunte al principio attivo nel fitocomplesso:
- Conseguenze positive: Il pool di sostanze modula appropriatamente ed in modo difficilmente riproducibile da eccipiente di sintesi la biodisponibilità e l’azione sinergica dei principi attivi.
- Conseguenze negative: Difficoltà nella standardizzazione dell’attività terapeutica, influenza determinante della procedura di preparazione sull’efficacia terapeutica.
Principi attivi di una droga vegetale
Principi attivi di una droga vegetale: Molecole prodotte dal metabolismo di un corpo vegetale che possiedono azioni farmacologiche. Introdotte nell’organismo sono in grado di provocare delle modificazioni funzionali ben precise, responsabili del loro effetto finale. Il termine principio attivo indica una sostanza che possiede una certa attività biologica, includendo tutte le sostanze dotate di effetto terapeutico (farmaci); beneficio (vitamine, probiotici, antiossidanti) o tossico (veleni).
I principi attivi possono essere:
- Sintetici
- Semisintetici (aspirina, acido acetilsalicilico)
- Naturali (alcaloidi ed estratti da piante usate nella medicina tradizionale o in fitoterapia)
I principi attivi delle piante possono essere estratti dal fitocomplesso attraverso particolari tecniche estrattive o assunti con la droga.
I principi attivi sono la parte farmacologicamente attiva dei medicamenti, che sono formati anche dagli eccipienti. → PAPAVER SOMNIFERUM OPPIO, tintura di oppio che è un estratto vegetale.
La cellula vegetale
Metabolismo primario: Le cellule vegetali sono diverse da quelle animali; quelle vegetali fanno la fotosintesi. Hanno, inoltre, una parete cellulare. Metabolismo primario delle cellule vegetali = produzione di metaboliti che quelle animali non sono in grado di sintetizzare.
Metabolismo secondario: Produzione di composti terpenici, oli essenziali, gomme, steroidi. Serie di reazioni metaboliche che consentono alle cellule di produrre metaboliti secondari. Sembra che i metaboliti secondari difendano le piante da attacchi esterni, parassiti e infezioni fungine, facilitano la cicatrizzazione e permettono di sopravvivere a modifiche → del clima. Le piante non hanno un sistema immunitario.
Alcaloidi: via dell’acido scichimico. → Via costitutiva di produzione degli alcaloidi dalle radici. → Via indotta di produzione degli alcaloidi (e non solo) in condizioni particolari dalle foglie.
Relazione tra i metodi di produzione dei farmaci e la farmacognosia
Ambiti nei quali la farmacognosia ha relazioni più o meno strette con la produzione dei farmaci. Affinare dei metodi di estrazione e successiva produzione.
Droghe vegetali
Droga vegetale: Esistono due classi di piante che contengono i principi attivi:
- Piante spontanee
- Piante coltivate: Le piante coltivate hanno la maggior parte dei vantaggi, rispetto a quelle spontanee. Dalla maggiore disponibilità a una migliore identificazione, a un risparmio economico. Un aspetto interessante è che la pianta spontanea è maggiormente resistente ai parassiti. Il 90% di produzione di droghe vegetali viene operata da piante coltivate; solo per pochissime produzioni si sfruttano le piante spontanee.
Quali parti della piante possono essere delle droghe? Tutte, dipende dalla pianta. In ogni parte della piante, diverse tra loro, sono stati riscontrati diversi principi attivi. Una stessa pianta può, però, avere diversi principi attivi a seconda del tratto della pianta.
Droghe organizzate
- Radici: forma cilindrica/conica, grinzose, senza nodi e senza licheni
- Rizomi: fusti sotterranei; cilindri allungati con impronte di foglie, germogli e radici
- Tuberi: fusti sotterranei (ipogei); corpi sferoidali con impronte di germogli e radici
- Bulbi: fusti sotterranei; corpi sferoidali con breve fusto centrale ricoperto da numerose foglie (squame)
- Corteccia: pezzi piani, e rugosi
- Legno: corpo duro con struttura stratificata
- Erbe: pianta erbacea intera
- Sommità fiorite: rami terminali fioriti (secche presentano foglie e a volte frutti)
- Foglie: si distinguono per la forma, per il margine, nervature, picciolo
- Fiori: con/senza peduncolo, solitari o infiorescenze
- Frutti: si usano alcune parti o interi
- Semi: corpi duri di diversa forma, colore, si usano come tali o sgusciati
- Talli: sono corpi dei vegetali inferiori non differenziati in radici, fusto, foglie; essiccati si presentano come espansioni filiformi o membranose ramificate (alghe, licheni) o corpi spugnosi (funghi)
- Galle: formazione patologica dovuta a insediamento di un parassita; secche si presentano come corpi globosi con piccolo peduncolo
Nomenclatura
Indicare il nome botanico della specie vegetale fornitrice seguito dal nome latino della parte della pianta da utilizzare. Carl Nilsson Linnaeus è stato un medico e naturalista svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi. Introdusse nel 1735 la nomenclatura binomiale: vi sono due nomi: uno generico e uno descrittivo:
- Il primo nome si riferisce al GENERE di appartenenza dell’organismo stesso ed è uguale per tutte le specie che condividono alcuni caratteri principali – nome generico
- Il secondo nome, che è spesso descrittivo, designa la SPECIE propriamente detta – nome triviale o nome specifico.
Le droghe vegetali possono essere somministrate:
- Come tali (polveri...)
- Usate per semplici procedure estrattive (tisane, infusi, decotti...)
- Tinture madri (base omeopatia)
- Sospensioni integrali di pianta fresca
- Gemmoderivati
- Oli essenziali
Farmacognosia Parte 2
Preparazione di una droga ed estrazione dei principi attivi
È l’insieme delle procedure a cui vengono sottoposte le droghe vegetali per la produzione dei principi attivi e quindi di farmaci estrattivi. I metodi di preparazione sono diversi e dipendono dal tipo di droga impiegata. Si utilizzano dei metodi a cascata (da metodi meccanici faccio eseguire metodi estrattivi; estrattivo non significa purificare il principio attivo). Esistono tecniche a caldo e a freddo.
Metodi meccanici su droghe fresche: spremitura
La spremitura consiste in un’operazione “meccanica” di estrazione che si opera su una droga fresca che viene pressata in modo da lacerare il tessuto vegetale e farne uscire il contenuto. Questa operazione può essere effettuata per ottenere succhi freschi, ricchi in vitamine, oli essenziali (per esempio dalle bucce degli agrumi) o oli vegetali (olio di oliva, olio di ricino...).
Succhi vegetali
Contengono molte proprietà utili per l’organismo, miscele complesse di componenti che possono avere degli effetti farmacologici. Ottenuti meccanicamente per pressione delle piante fresche.
Metodi meccanici (spesso su droghe secche)
Frantumazione: Consiste nel ridurre il materiale vegetale in frammenti più o meno grossi; si applica soprattutto a materiali duri e consistenti. La frantumazione può essere realizzata mediante:
- Mortaio e pestello
- Trinciatrici, macine a coltelli rotanti, frantumatoi
- Frantumazione a freddo
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