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DIRITTO DELL’AMBIENTE (molto recente → negli ultimi 50 anni)

Si tratta di un ambito recente del diritto (enucleazione vera e propria avviene negli ultimi 50 anni). Non esisteva

il tema DEL DIRITTO DELL'AMBIENTE, perché il PROBLEMA DELL'AMBIENTE NON VENIVA CONSIDERATO. Ma

delle "aggressioni all'ambiente" esistevano già da tempo antichi. (disboscamenti in epoca romana per fini di

costruzioni civili o per la flotta. A Bologna in epoca romana e poi medievale c’era una gestione delle acque

pubbliche atta a distinguere gli usi delle acque bianche dalle emissioni delle acque nere).

→ Era un problema esistente, ma si trovava sullo sfondo e non in primo piano

Con la Rivoluzione industriale vi è poi un’espansione esponenziale del problema.

Il tema dell'ambiente iniziò a essere posto IN MODO NUOVO

Cosa intendiamo per "ambiente”? (in termini giuridici)

AMBIENTE: non è scontata la sua definizione ma possiamo definirlo attraverso 5 elementi:

• Spazio di vita dell'uomo: l’ambito spaziale in cui l’uomo svolge la sua vita

• Elementi naturali organici (flora e fauna)

• Elementi naturali inorganici (fondamentali matrici ambientali: Aria, suolo, acqua)

• Clima

• Reciproca relazione dei 4 elementi

Cos'è il diritto dell'ambiente?

Insieme delle regole che riguardano l'ambiente, o meglio, le regole che mirano a una PROTEZIONE

dell'ambiente.

Cosa sono le regole tramite cui si concretizza il tentativo di protezione dell'ambiente?

Il diritto dell'ambiente cerca di perseguire il suo fine protezionistico mediante due approcci:

COMMAND AND CONTROL:

Approccio approccio tradizionale secondo cui il legislatore pone obblighi o

divieti e poi controlla che nessuno li infranga. Nel caso in cui ci siano delle infrazioni si prendono provvedimenti

che consistono in sanzioni di vario tipo.

INCENTIVI:

Approccio basato su "non ti obbligo a" ma ti offro incentivi monetari/ sconti se fai cose che

influiscono positivamente (o influiscono meno) sull'ambiente (es. Comprare auto elettriche)

Il diritto dell'ambiente è un diritto MACROSETTORIALE

Intanto è SETTORIALE (non sono norme generali: Non è "non fumare/uccidere").

Ma è MACRO SETTORIALE perché è un ambito così tanto esteso che si articola in altri SUB SETTORI che hanno

delle differenze marcate (es. tutele delle acque e dell'aria sono due cose diverse).

Il diritto dell'ambiente si collega ad altri macrosettori della vita associata e del diritto (es. è collegato con

l'aspetto sanitario: la salubrità dell'aria è sempre stata collegata all'ambiente, ancora prima che il diritto

dell'ambiente nascesse).

Una parte del diritto dell'ambiente nasce da altri ambiti del diritto preesistenti (es. il diritto alla salubrità della

vita, infatti, deriva dall'ambito sanitario)

Una parte del diritto dell'ambiente è fondante in altri ambiti del diritto (es. Per specifiche costruzioni o imprese

ho delle limitazioni che derivano dal diritto ambientale)

COME NASCE E SI SVILUPPA IL DIRITTO DELL'AMBIENTE?

Alcune avvisaglie ci sono già verso fine 800 ma di "diritto dell'ambiente" si inizia a parlare negli anni 50.

Se ne inizia a parlare in CASI TRANSNAZIONALI:

1. TRAIL SMELTER→ Una fonderia in Canada al confine con gli stati uniti spargeva fumi negli USA.

Cosa succede se uno stato ricevente subisce l'inquinamento di uno stato emittente? Non c'erano ancora regole.

Il caso venne risolto da un collegio arbitrario che pose dei macro principi:

a. Divieto di inquinamento transfrontaliero

b. Responsabilità dello stato emittente per i pregiudizi causati all’altro stato e successiva ammenda

pecuniaria da stato emittente a stato danneggiato

2. LAGO LANOUX (1956) il lago situato in territorio francese e i francesi deviavano le acque di uscita nel

territorio spagnolo. Le autorità spagnole promossero il collegio arbitrario che affermò il seguente

principio: Uno stato non deve impattare troppo su uno stato di confine.

Il diritto dell'ambiente si sviluppa in ambito sovranazionale.

➔ Ben presto iniziarono a esserci iniziative promosse dall' ONU (non solo tra gli stati)

L'ONU promosse la CONFERENZA DI STOCCOLMA DEL 1972:

Momento in cui il diritto dell'ambiente inizia ad assumere una forma. Come periodo siamo dopo la seconda

guerra mondiale in seguito al quale vi è stato uno sviluppo industriale marcato e urbanizzazione nel mondo

occidentale --> i temi dell'aggressione dell'ambiente, derivante dalle azioni e dallo sviluppo umano, iniziano a

diventare evidenti.

L'ONU promuove questa sede e moli stati parteciparono iniziando a porre basi POLITICHE e GIURIDIHCE per

fronteggiare questo problema. Questa conferenza consacra l’ambiente come tema non trascurabile e

partorisce un documento non formalmente giuridico ma che sarà alla base di molti atti normativi veri e propri:

DICHIARAZIONE DI STOCCOLMA (primo esito), composta da 26 principi base su diritti e responsabilità in tema

di ambiente. La politica mette l'ambiente come PARTE DEL PROGRAMMA POLITICO

Nasce il PROGRAMMA ONU PER L’AMBIENTE (secondo esito) è il nome di un organismo o "un'agenzia

specializzata delle nazioni unite".

Il dibattito e le iniziative continuarono:

➔ 1983: COMMISSIONE INTERNAZIONALE PER L'AMBIENTE E PER LO SVILUPPO, una sede di studio che

contribuisce a partorire una serie di documenti semi giuridici che cominciano ad individuare le regole

per la protezione dell'ambiente da cui poi i giuristi faranno nascere le leggi.

➔ RAPPORTO BRUNDTLAND (uno dei documenti) affronta il tema dello SVILUPPO SOSTENIBILE, inteso

come sviluppo che non compromette la possibilità di sviluppo delle generazioni successive.

CONFERENZA DI RIO DEL 1992: parteciparono 172 stati, 108 capi di stato, centinaia di organizzazioni non

governative.

La conferenza partorì 3 principali testi normativi e 3 testi non formalmente giuridici.

NON formalmente giuridici:

a) AGENDA 21: con cui si cerca di individuare e proporre valori fondativi delle politiche ambientali da

intraprendere nel secolo successivo.

b) DICHIARAZIONE DI RIO SU AMBIENTE E SVILUPPO

c) PRINCIPI SULLE FORESTE

3 testi formativi:

a) CONVENZIONE SULLA BIODIVERSITA’

b) CONVENZIONE SULLA DESERTIFICAZIONE

c) CONVENZIONE QUADRO ONU SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI:

Documento con cui ci si inizia ad occupare, in termini legali, del problema del clima. è l'atto internazionale che

è alla base delle COP (conference of parties): Annualmente gli stati firmatari si incontrano per verificare lo stato

di attuazione delle politiche sul clima e per promuovere altre iniziative. Fra le COP più note ci sono:

KYOTO 1997: ha precisato la limitazione delle emissioni di gas nell'atmosfera.

PARIGI 2015: Si consacra a livello legale che il cambiamento climatico è di natura antropica. Ha emesso una

serie di misure per contenere l'aumento della temperatura entro gli 1,5°c.

Con il tempo si è passato dalla “comunità europea” all’ UNIONE EUROPEA.

(Italia, Francia Germania, Olanda, Belgio, Lussemburgo)

→ Il diritto dell’ambiente italiano, così come quello degli stati membri, ha origine “comunitaria” (se ne inizia a

parlare in Europa).

Le originarie 3 comunità europee:

1. CECA ‘51, (CARBONE E ACCIAIO)

2. EURATOM ‘57 (ENERGIA ATOMICA)

3. CEE ‘57 (MATERIE AGRICOLE)

Inizialmente si occupavano solo delle materie presenti nei singoli trattati e il clima non era presente come

materia da trattare, perché era una materia non percepita come tale.

Queste 3 comunità si unificarono nel ‘65.

All’interno dei trattati, nel corso degli anni, si è iniziato a trattare prima (e più intensamente) del clima rispetto

agli stati membri.

Tuttavia (a livello europeo) si è passati dall’ANALISI DELLA RICADUTA DELLE COMPETENZE DELL’AMBIENTE poi

si è iniziato a MODIFICARE I Trattati (= metodo incrementale).

Negli anni ‘70 la comunità europea comincia ad occuparsi di ambiente dilatando alcune competenze (diverse

dall’ambiente) a partire da una regola generale dei trattati dell’epoca → secondo cui la comunità si basava su

uno sviluppo armonioso delle attività europee. La comunità offre le sue competenze ad occuparsi di tutela della

concorrenza (es. i conflitti mondiali sono nati da conflitti economici tra le varie potenze.)

→ la comunità punta alla formazione di un MERCATO UNICO secondo cui le aziende degli stati membri non

vengano limitati o scoraggiati da dazi o tasse doganiere.

Dalla necessità di apertura del mercato si pongono le basi per l’attenzione all’ambiente→ imponendo dei limiti

che impediscano di danneggiare il clima solo in alcuni stati, il prezzo sarebbe diverso (più bassi in altri stati) e si

creerebbe concorrenza. → quindi si iniziano a porre delle limitazioni generali legate all’ambiente.

QUINDI lo sviluppo armonioso serve anche (e nasce per) per evitare la creazione di concorrenza (= tutti

dovrebbero avere le stesse spese per l’ambiente).

Dal 1973 la comunità comincia a fare i PROGRAMMI DI AZIONE = iniziative prive di base legislativa con cui si

incentivano azioni per mitigare l’impatto dell’attività economica sull’ambiente.

Nel 1985 la CORTE DI GIUSTIZIA (massimo giudice) dirà che il PRINCIPIO DELLA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE

(pur non essendo nei trattati) è entrato a far parte dell’insieme dei valori comunitari.

• fase zero (50-72) → si inizia solo a parlare di

ambiente

• fase uno 73-85 → in cui i trattati non dicono

niente

• fase due 86 → modifica dei trattati con un nuovo

trattato→ protezione di ambiente entra in diritto

= leggi vere e proprie

IN ITALIA…

Le leggi sull’ambiente in Italia avvengono con un PROCESSO COMPOSITO → emergono singole regole

sull’ambiente che poi vengono unite.

Tappe principali:

LEGGE CRISPI-PAGLIANI (1889) comincia ad occuparsi di temi a cavallo tra sanità e ambiente.

Una delle parti di maggior rilievo era quella sulle DISCIPLINA SULLE INDUSTRIE INSALUBRI = Nei secoli

precedenti le industrie e i luoghi di vita erano vicini. Però i nuovi stabilimenti industriali erano confinanti con i

luoghi di vita→ non era salubre (oggi diremmo che avrebbe anche impatti sull’ambiente).

Per questo motivo viene fatta una classificazione delle industrie insalubri in due classi.

Prima classe: di prodotto o di processo (sono pericolose o le sostanze o il metodo di creazione delle sostanze)

Seconda classe: non ha detto niente

Si iniziano a stabilire divieti e a limitare i luoghi in cui le industrie possono sorgere. In più al sindaco viene dato il

compito e il potere di vigilare sull’ubicazione delle industrie. (es. quelle di prima classe dovevano essere messe

in aperta campagna).

Leggi istitutive dei primi grandi parchi nazionali (primi 20 anni del 900) → es. nel 1938 legge sui beni

paesaggistici

TUTELA DEL PAESAGGIO → dal punto di vista giuridico il tema dell’aggressione si poneva poco. poi si inizia a

mettere a fuoco l’importanza della tutela delle bellezze culturali e paesaggistiche. La tutela dei paesaggi è uno

dei tasselli da cui nasceranno iniziative e regole legali a tutela dell’ambiente.

• Dal 1942 in Italia nacque un SISTEMA NAZIONALE DI DISCIPLINE DELL’URBANISTICA.

Questa legge urbanistica venne applicata solo 10/15 anni dopo perché si era in periodo di guerre e per la

resistenza dei proprietari immobiliari. Con il piano regolatore si suddivide il territorio in zone, se il mio terreno

finisce in una zona agricola non posso costruire nulla. I piani regolatori esistevano già in certe città→ per

esempio a Roma.

Le politiche ambientali trovano riconoscimenti frammentari.

Nella COSTITUZIONE ITALIANA (‘47) non è presente nessun cenno all’ambiente. Nei decenni successivi il tema

dell’aggressione all’ambiente comincia a porsi in modo più costante.

1966 legge 615 → INQUINAMENTO ATMOSFERICO

1976 legge Merli → INQUINAMENTO DELLE ACQUE (disciplina l’inquinamento delle acque). Nacque

successivamente al “disastro di Seveso” (esplode uno stabilimento), per tamponare i danni. Successivamente si

arrivò al fondamentale testo normativo in materia di ambiente. DECRETO LEGISLATIVO n’ 152 del 2006. (testo

formativo di riferimento in materia ambiente; codice ambiente)

NOZIONI GIURIDICHE PRELIMINARI

STATO/ DIRITTO/ ILLECITO

Che cos’è il DIRITTO?

Si parte dalla NORMA GIURIDICA. Quest’ultima si differenzia dalla norma morale, che ha influenza sulla

persona solo se quella prende parte a una comunità, perché si impone ai destinatari indipendentemente dalla

loro posizione/contesto sociale.

La differenza tra norma giuridica e non, è il fatto che si attui indistintamente a tutti anche con l’uso della forza

(che è monopolio solo delle autorità competenti).

→ l’ordinamento giuridico/L’INSIEME DI TUTTE LE NORME GIURIDICHE = DIRITTO

La norma giuridica si compone di due parti:

PRECETTO= l’ordine : la norma giuridica contiene un ordine (obbligo/divieto)

SANZIONE: conseguenza prevista per la violazione del precetto.

STATO: il diritto in senso proprio (cioè l'insieme di norme) presuppone un’entità pubblica che riconosca la

norma e applichi la sanzione.

ILLECITO: violazione della norma giuridica (precetto).

L’illecito più comune è quello CIVILE → la reazione all’illecito è lasciata alla vittima dell’illecito stesso: lo stato

rimane sullo sfondo. Le conseguenze sono soltanto PATRIMONIALI=ripristinatorio (nel caso di risarcimento in

forma specifica= ripristinare la condizione anteriore). (devo pagare una somma tale al valore del

danno/furto/violazione commesso). Ma non sempre le conseguenze di un illecito sono ripristinabili (es. mi

rompi un piede) → RISARCIMENTO PER EQUIVALENTE (a seconda del valore del danno/furto).

RESPONSABILITÀ CIVILE

PENALE → stato interviene automaticamente. Prevedo un illecito come REATO. (illecito diventa reato)

L’illecito è punito sulla base dei provvedimenti del pubblico ministero (che ha alle sue dipendenze le forze di

polizia).

Non sempre la pena è solo DETENTIVA; a volte una pena PENALE (PECUNIARIA) è possibile.

Cosa distingue sanzione penale da non penale? Le sanzioni penali vengono annotate nella fedina

penale/casellario (preclude l’accesso ad alcuni ambiti pubblici/privati, a seconda della gravità).

Illecito perseguibile A QUERELA DI PARTE (a metà tra civile e penale) → il ministero si attiva su richiesta della

parte (richiesta/non denuncia) lesa per indagare.

RESPONSABILITA’ PENALE

AMMINISTRATIVO → depenalizzazione, illeciti penali minori (multa stradale) e contravvenzioni (non delitti).

[legge 689 del 1981 molti reati penali sono stati declassati ad amministrativi.]

I reati amministrativi NON sono presenti nella fedina penale. La sanzione amministrativa (pecuniaria) viene

calcolata direttamente dalla pubblica amministrazione→ è più veloce di quella civile MA può essere molto

pesante. Il destinatario della sanzione può contestare una sanzione e avviare il processo (per difesa)

RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA

DISCIPLINARE→ violazione di regole di condotta nell'ambito di un’organizzazione di lavoro o affini (NON DA

FARE)

CONTABILE → se un dipendente pubblico causa danni ad un ente pubblico (dove lavora) la Corte dei conti può

imporre una pena (spesso pecuniaria) a favore dell’ente pubblico (ai danni di chi ha commesso l’illecito).

ENTE TERRITORIALE: quello che ha la rappresentanza politica di un territorio; in altre parole sono quelli per cui

si vota (comunità vota per i vertici di quell’ente) sulla base di un criterio di appartenenza esclusivamente

territoriale/geografico.

Ente territoriale maggiore (STATO) si riferisce alla rappresentanza politica dei CITTADINI.

Ente territoriale minore (contenuto nello stato) → regioni, città metropolitane.

• Gli enti territoriali sono il cardine lungo il quale si snoda il nostro sistema istituzionale e giuridico.

Esistono anche ENTI NON TERRITORIALI → ma spesso sono controllati dagli enti territoriali. (es. l’USL è un ente

non territoriale ma è controllato e deve sottostare alle regole della regione d’appartenenza).

FONTI DEL DIRITTO

Questa è una definizione che viene usata per indicare due concetti differenti:

FONTI DI COGNIZIONE= gli strumenti tramite cui il cittadino può conoscere le norme giuridiche.

→(BUR-

I testi ufficiali si trovano nel bollettino. per l’Emilia Romagna // gazzetta ufficiale per lo stato).

→ Ma il diritto si applica sulla base della sua conoscibilità, non sulla base della conoscenza; il fatto di avere

strumenti che ci consentano di conoscere le norme è fondamentale (MA se io non conosco una norma non vuol

dir che questa non si possa applicare a me; per questo l'effettiva conoscenza non serve, ma serve solo la

conoscibilità). Spesso si usano dei testi coordinati → banche dati che comprendono le norme aggiornate.

FONTI DI PRODUZIONE= atto/fatto normativo in sé cui l'ordinamento attribuisce la capacità di creare norme

giuridiche.

→la legge è una fonte di produzione che crea norme giuridiche/ uno strumento che può creare norme

giuridiche. (legge da intendere come un singolo esercizio di quel potere attribuito a questo strumento).

ATTI: delibere di organi che hanno questo potere (es. parlamento)

→ (atto consapevole o volontario di uno o più esseri umani)

FATTO: regole deliberate da comportamenti umani inconsapevoli o da eventi naturali (regole non scritte che

derivano dal comportamento comune/ non reiterato delle persone o, per esempio, emergenze climatiche).

→ la costituzione anglosassone è, in gran parte, non scritta; ma è all’origine di regole.

Una prima distinzione tra le fonti di produzione è quella tra fonti scritte e non scritte. Non tutto ciò che è regola

è scritto, almeno non è così in tutto il mondo.

Fonti scritte (CIVIL LAW) →I sistemi di paesi continentali. Le sentenze di un giudice non sono esse stesse fonti

del diritto, sono delle decisioni per uno specifico caso →

Fonti non scritte (COMMON LAW) → paesi anglosassoni regole intrinseche nella comunità.

Quando una regola non scritta viene enunciata e spiegata da un giudice, diventa conoscibile e parzialmente

scritta.

La sentenza di un giudice diventa formalmente fonte del diritto

Diritto legale → sentenze sono applicazioni di una legge già scritta.

Le sentenze normali non sono fonti del diritto, dovrebbero decidere solo il caso, MA HANNO UNA FUNZIONE

ORIENTATIVA:

Il sistema dei giudici italiani è costruito in modo tale che le loro sentenze (spesso di grado superiore) tendono

ad orientare le successive sentenze dei giudici (soprattutto di gradi inferiori).

[sistema di giudici di maggior livello sono: la corte d’appello= livello regionale // corte di cassazione=livello

statale]

• In Italia vi sono dei problemi (sistema giuridico in crisi):

1. la corte di cassazione tende a cambiare idea continuamente.

2. i magistrati scrivono norme ambigue.

3. le leggi si sovrappongono (stato, EU, regioni).

Diritto giurisprudenziale → enunciazione del diritto = le sentenze diventano legge.

Quali sono le fonti di produzione del nostro sistema?

FONTI DI PRODUZIONI INTERNE collocate su quattro livelli.

1. FONTI SUPERPRIMARIE (costituzionali) = COSTITUZIONE ITALIANA ‘47 + altre fonti costituzionali. Si

tratta di atti normativi al di sopra della legge ordinaria (nate dalla necessità di limitare la possibilità

della crescita di dittature o di modi per raggirare la legge→ il fascismo era nato “legalmente” dopo la

vittoria delle elezioni. →

COSTITUZIONE (testo storico) LUNGA (139 articoli + 18 disposizioni transitorie) e ha due tipi di contenuto:

• Regole fondamentali sul funzionamento del sistema (presente in tutte le costituzioni).

• NORME SULLE POLITICHE DI SETTORE (norme sulla tutela dei lavoratori, tutela attività bancaria…)

I due dati giuridici che vanno a conformare la costituzione e che la antepongono alle altre fonti sono:

Gerarchicamente sovraordinata rispetto a tutte le altre fonti del diritto.

= se la costituzione dice che “tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge”, non possono essere varate leggi

che sono incostituzionali. Quindi la costituzione deve essere rispettata anche da chi, al momento, ha la

maggioranza politica.

Limiti alla modifica della costituzione:

L’articolo 139 afferma che la forma repubblicana non può essere modificata.

La costituzione si compone di vari pezzi tra cui i "PRINCIPI FONDAMENTALI” (dall’art 1 a 12) → si ritiene che

non siano modificabili.

MA nel 2022 è stato modificato l’articolo 9 dal parlamento ed è stata inserita la “tutela dell’ambiente”. →

quindi si possono modificare quando si va ad aumentare o integrare la soglia di tutela di beni fondamentali.

COSTITUZIONE RIGIDA poiché la sua modifica richiede un procedimento aggravato, per evitare che la

maggioranza prevalga durante il processo di emanazione delle leggi.

Voto del parlamento in carica → poi si vota → il nuovo parlamento finisce il procedimento. (non lo chiede in

teoria).

(ciascuna camera deve pronunciarsi due volte. Tra le due votazioni devono passare almeno 3 mesi per

consentire un dibattito).

Per la prima deliberazione della camera è sufficiente la maggioranza ordinaria (maggioranza dei presenti di

quella camera), per la seconda è necessaria la maggioranza assoluta (50+1 di quelli presenti) (tutti i deputati

devono essere presenti e votare).

Nei 3 mesi successivi alla deliberazione è poi possibile chiedere il REFERENDUM.

ABROGATIVO/COSTITUZIONALE che può essere chiesto da 500mila elettori o da 5 consigli regionali.

CORTE COSTITUZIONALE è un organo giudicante a sé.

• si occupa di stabilire che le fonti primarie rispettino la costituzione. (serve per le violazioni più gravi

derivanti dagli organi subito inferiori alla costituzione). [serve che un organo “porti” la legge di fron

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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher endricela12 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Elementi di diritto dell'ambiente e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Zanetti Leonardo.
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