IL MONITORAGGIO: REGISTRI AIFA
Siamo su questa strada ormai dal 2006.
Attraverso l’introduzione dei registri AIFA viene creato un network che consente di
raccogliere evidenze
relative all’utilizzo di questi farmaci nella pratica clinica e di verifica l’applicabilità degli
accordi negoziali.
Si accede ai registri AIFA solo con le credenziali: in base alla professione di chi accede
potranno essere
visualizzate sezioni diverse.
Normalmente possono accedere i farmacisti
che sono in centri prescrittori (?) Il
farmacista potrà compilare solamente i campi
relativi alla dispensazione del medicinale il cui
prescrittore può essere interno o esterno e
potrà visualizzazione la scheda AIFA completa
nelle sue parti dal medico specialista. Inoltre il
farmacista si occupa, alla chiusura del
trattamento, della gestione del rimborso.
Funzionamento e criticità dei registri AIFA
Ci sono alcune criticità legate ai registri:
A tratti non hanno funzionato sempre
bene a causa di problemi con i software
Carenza di comunicazioni tecniche tra i vari
enti di governo inerenti le metodologie di
rimborso e ciò crea scarsa chiarezza nel pay-back
In alcuni casi c’era un’insufficienza di dotazioni tecnologiche per riuscire a tenere in piedi
tutto il
processo amministrativo che sta dietro questa tipologia di farmaci
48Esempio di Cost Cap: in inghilterra la lenalidomide viene rimborsato attraverso un
contratto alquanto
originale. Il SSN inglese paga i primi due anni di terapia e l’azienda produttrice ha a carico
tutto il resto del
trattamento oltre al secondo anno.
Ci possono essere anche dei problemi etici: caso del Sofosbuvir
Ci sono stati prezzi diversi per Paesi diversi → in Egitto c’è stato uno sconto del 98% del
prezzo medio
europeo. I costi di ricerca e sviluppo sono stati abbondantemente sormontati dai guadagni
dell’azienda.
Ci viene quindi da chiederci “questa innovazione è sostenibile?” In Europa e anche in Italia
c’è stata
difficoltà nel capire quali pazienti poter trattare, perchè non c’era un budget sufficiente per
trattare tutti,
quindi ogni regione ha dovuto fare le proprie scelte → Il prezzo è stato stimato intorno ai
37mila euro a
trattamento e ha costretto le regioni a dispensare le terapie con il "contagocce".
In India ciò non è successo perchè l’ufficio brevetti di Delhi ha respinto la richiesta di
registrazione
avanzata all’azienda produttrice ritenendo non abbastanza innovativa la sua molecola cioè il
sofosbuvir.
In Italia, su 50mila pz gravi di epatite C solo 600 hanno iniziato la cura con il farmaco.
IL PROCESSO DI ACQUISIZIONE DEI FARMACI
Nel momento in cui il paese performa male dal
punto di vista di trasparenza e denota una
situazione di corruzione le misure che si
prendono sono molto importanti perché bisogna
evitare delle situazioni di questo tipo, perché
sono acquisti molto importanti dal punto di vista
economico.
Nel 2017 c’è stata una legge finanziaria che ha
introdotto un accordo quadro per l’acquisto di farmaci biotecnologici e biosimilari, c’è anche
un position
paper dell’AIFA e un documento del ministero della salute, quindi abbiamo diverse norme
per aumentare
la sinergia, aumentare la trasparenza ed evitare l’autonomia dei singoli attori ad andare ad
acquistare e
scegliere i fornitori.
Criticità lato acquirente
Ci sono delle difficolta nel definire quello che è il fabbisogno di farmaci, l’acquirente prima di
acquistare
dei farmaci deve stabilire dei volumi, spesso quando si avvia la procedura d’acquisto l’ufficio
acquisti deve
redigere i capitolati/liste dei bisogni sia dal punto di vista quantitativo che dal punto di vista
qualitativo,
inoltre deve individuare il criterio con cui si scelgono i farmaci e indicare qual è il costo
massimo
consentito, quasi sempre si cerca di tenete questi costi bassi perché le risorse sono spesso
molto limitate.
Si è cercato ultimamente di formare delle centrali di committenza che gestiscono le gare di
appalto per la
scelta del fornitore dei farmaci, tra le centrali di committenza abbiamo:
- Le aziende sanitarie in proprio
- Le aziende sanitarie capofila di unioni d’acquisto che raggruppano più aziende
- Consorzi che sono delle entità giuridiche che acquistano per quelli che acquistano dal
consorzio
49- Centrali d’acquisto regionali, quindi a livello regionale si centralizzano gli acquisti (per
esempio la
regione Veneto con l’azienda zero ha centralizzato tutti gli acquisti, tutta la procedura di
acquisto viene
fatto da questa azienda)
- Centrali di acquisto nazionali
Possiamo fare una distinzione tra le forme di acquisto in house regionale, ossia che io
regione faccio
l’acquisto in casa rispetto a forma di acquisto in cui mi rivolgo ad un soggetto esterno
specializzato
nell’Acquisto. (il veneto con l’azienda zero ha una forma di acquisto in house).
Le funzioni che devono essere svolte dalle centrali regionali sono:
- La committenza, quindi tutta l’attività di acquisto
- Controllo dei consumi, quindi monitorare che ci effettivamente bisogno di tutti i consumi
effettuati
- Gestione dei sistemi informativi per inoltrare le richieste, per la scelta dei fornitori....
- Controllo sui contratti, bisogna controllare che i prodotti corrispondo effettivamente sia nei
tempi che
nella quantità e qualità a quello che è stato definito
- Gestione logistica, le centrali regionali non si occupano soltanto di acquistare ma devono
presidiare
anche su come la merce arriva, il trasporto, lo stoccaggio, la conservazione
Ci sono delle norme specifiche che regolano le centrali di committenza come:
- Articolo 37 che tratta l’aggregazione e centralizzazione delle committenze
- Articolo 38 che tratta la qualificazione delle stazioni appaltanti
Quindi ci sono delle norme per diminuire il numero
delle stazioni appaltanti e qualificare le stesse sulla
base di qualità, efficienza e professionalizzazione.
Il ruolo del farmacista nel percorso d’acquisto:
- Innanzitutto, quando bisogna definire le
caratteristiche dei prodotti che noi
andiamo a comprare ci deve essere una
commissione tecnica che descrive le
caratteristiche dell’oggetto d’acquisto
(capitolato)
- I farmacisti entrano nella commissione
giudicatrice per la valutazione delle
offerte di un prodotto rispetto che un
altro
- Gestione delle forniture
- Gestione delle richieste di nuovi farmaci e dispositivi medici
Per quanto riguarda l’ambiente l’industria sanitaria al momento è insostenibile per quanto
riguarda
l’emissione di CO2, consumo di risorse che non sono riproducibili e così via…. Le aziende
per contribuire
alla salvaguardia dell’ambiente ultimamente si stanno impegnando ad inquinare meno,
anche perché
LEZIONE 8
50alcuni paesi hanno iniziano ad ordinare prodotti solamente da aziende che hanno una
strategia di
sostenibilità nel tempo.
FARMACOECONOMIA
La farmacoeconomia è una disciplina che va a valutare il valore dei prodotti farmaceutici e di
tutto ciò che
è legato al mondo della salute.
La farmacoeconomia è importante per la valutazione delle risorse, ovvero per capire quante
risorse
destinare al budget per un intervento piuttosto che per un altro.
La farmacoeconomia nasce come una costola dell’economia sanitaria, ed è generata da
informazioni che
vanno a supporto delle decisioni.
La farmacoeconomia è ampiamente utilizzata anche dal mondo dell’impresa del farmaco,
infatti vengono
fatti studi farmacoeconomici prima di poter lanciare un prodotto sul mercato.
È stata enfatizzato il ruolo della valutazione economica associata al farmaco anche a livello
istituzionale.
Dato che le risorse sono limitate è molto importante seguire alcuni principi nel momento in
cui si va a
definire la valutazione delle risorse, in particolar modo per le considerazioni dei costi in
relazione con i
benefici attesi (analisi costo-efficacia).
L’analisi costo-efficacia è uno strumento che ci da un indice per definire quali sono alcuni
interventi
prioritari, infatti si andranno a stanziare le risorse laddove vi è un rapporto costo efficacia
maggiore.
Nel 2005 ci si interroga sempre sul rapporto costo-efficacia e ci si chiede se questo possa
portare a
contenere i costi e a migliorare il valore di ciò che si genera.
In quegli anni c’è un fiorire del dibattito, con voci anche critiche e viene pubblicato anche un
lavoro in cui
si richiamava al ruolo della farmacoeconomia dal punto di vista delle aziende farmaceutiche.
Il modo in cui oggi ha preso piede questa disciplina è un po’ dibattuto.
L’altra cosa è che viene sollevato il dubbio che questo porti a ridurre i costi e la risposta è
probabilmente
NO.
La farmacoeconomia, proprio perché ci permette di destinare meglio le risorse a
disposizione, viene
spesso adottata come strumento di controllo della spesa sanitaria e della spesa
farmaceutica e quindi è
uno strumento di controllo. Dal punto di vista degli strumenti operativi di cui si avvale la
farmacoeconomia, dobbiamo richiamare quelle che sono le tecniche di valutazione
economica.
Si parla di:
Analisi COSTO-EFFICACIA
Analisi COSTO-BENEFICIO
Analisi OTTIMIZZAZIONE DEI COSTI
Analisi COSTO-UTILITÀ
Sono quindi 4 le tecniche di analisi che normalmente sono utilizzate in maniera analitica, per
produrre le
informazioni necessarie per fare una determinata scelta.
Queste analisi sono utilizzate per obbiettivi diversi, tra cui, ad esempio decidere se un
prodotto debba
essere rimborsato o meno.
51Nell’ambito della rimborsabilità vi è sempre un tema legato alla valutazione economica.
Queste tecniche vengono utilizzate anche per la definizione dei prezzi, per definire se un
prodotto debba
entrare in un prontuario farmaceutico e come debba entrare, per definire un trattamento e
vengono
utilizzate anche per dare indicazioni ai soggetti prescrittori.
Dal 1977 ad oggi c’è stato un progredire continuo degli studi di farmacoeconomia. In Italia
l’investimento
che facciamo sul PIL per la sanità è pari al 6,4%. Ci sono anche delle riviste dedicate alla
farmacoeconomia.
Il tema connesso a come far fronte alla spesa sanitaria crescente è abbastanza trasversale
rispetto ai vari
paesi e quindi questo ci pone due sfide. Una sfida è che la popolazione vuole che vengano
mantenuti certi
livelli di assistenza e l’altra sfida è il bisogno di razionalizzare la spesa farmaceutica.
Queste due sfide è come se fossero due forze che tirano in direzioni opposte.
In questa situazione bisogna dimostrare l’utilità e i benefici e la convenienza economica di
una tecnologia
rispetto ad un’altra.
Bisogna dimostrare la valenza e la convenienza economica oltre alla validità di carattere
terapeutico.
Come strumento di fondo abbiamo le tecniche di valutazione economica e per riuscire a
cogliere il segno
dovremmo applicare queste tecniche di valutazione economica.
La valutazione economica non è solo valutazione dei costi.
Noi possiamo effettuare una valutazione delle risorse per un determinato obbiettivo che
vorrebbe dire
valutazione dei costi, ma se io valuto i costi sto valutando l’efficienza.
Ci sono anche valutazioni di efficacia. Si va a valutare l’efficacia teorica e anche l’efficacia
reale e si va a
fare anche un’analisi di accessibilità.
Tutti queste però sono cose diverse e nessuna porta al risultato della valutazione
economica.
Sono valutazioni che vengono fatte, ma non sostituiscono la valutazione economica che si
va a fare
considerando almeno 2 opzioni (o più). Quando si deve trattare un paziente, si cerca di
definire con quale
programma trattarlo, ad esempio opzione A e opzione B.
Non posso fare una valutazione economica prendendo in considerazione una sola opzione.
Si mettono quindi a confronto le opzioni A e B e per ognuna delle alternative si deve valutare
il costo
(valutazione d’efficienza) e si deve valutare le conseguenze (benefici generati).
Solo quando si fa questo in contemporanea allora si sta facendo una valutazione
economica, perché il
tutto è parte di un unico processo.
Intanto che io considero una sola alternativa non posso parlare di valutazione economica.
Se considero 2 alternative e guardo solo le conseguenze (i costi) sto facendo una
valutazione d’efficacia e
non la valutazione economica.
Si devono quindi confrontare 2 o più alternative e vanno considerati congiuntamente i costi e
le
conseguenze.
Senza queste due condizioni analizzate congiuntamente non si può parlare di valutazione
economica.
ANALISI DI MINIMIZZAZIONE DEI COSTI
52Anche in questo caso dobbiamo avere 2 alternative che devono condurre a risultati
equivalenti, ovvero
che io adotti la tecnologia A o la B alla fine devo avere il medesimo risultato. La
minimizzazione dei costi
implica che dato che il risultato è equivalente, si opta per la cosa che costa meno.
ANALISI DI COSTO-EFFICACIA
Nell’ analisi di costo-efficacia dobbiamo avere almeno 2 alternative che devono avere il
medesimo target,
però la modalità di perseguimento del risultato è diversa e i costi sono diversi. Quindi ho
alternativa A e B
per lo stesso obbiettivo, però si ottiene un risultato diverso e i costi sono diversi e allora io
posso applicare
la valutazione di costo-efficacia che implica sicuramente il calcolo del costo di A e B e si va
poi a valutare
l’efficacia. Per valutare l’efficacia si va a vedere ad esempio in quanto tempo il paziente vede
azzerarsi o
ridursi la patologia di cui soffre.
Il modo di misurare l’efficacia deve essere lo stesso per entrambe le alternative.
Quando faccio l’analisi costo-efficacia devo fare una scelta tra le metodologie che ho a
disposizione e
normalmente la modalità di misurazione dell’efficacia è una modalità che si esprime in
quantità fisiche
(tipo numero di pazienti liberi dal dolore per almeno tot giorni).
ANALISI COSTO-BENEFICIO
Nell’ analisi costo-beneficio noi, diversamente dall’analisi precedente, non scegliamo una
sola modalità,
ma prendiamo tutte quelle che vogliamo, a condizione che si vada a trovare un
denominatore comune alle
varie modalità. Si possono prendere tutte le misure che si vuole del beneficio, l’importante è
sia
traducibile in termini monetari.
Nell’ analisi costo-beneficio non ho il numero dei pazienti che è stato fuori dalla patologia per
un tot
numero di giorni, ma ho la traduzione in euro di cosa vuol dire essere fuori dalla patologia X
per tot giorni
e questo si somma alla traduzione in euro di altre possibili conseguenze.
L’elemento centrale dell’analisi costo-beneficio è che le conseguenze sono espresse in euro
(unità
monetaria). L’altra peculiarità è che l’analisi costo beneficio è l’unica che ammette come
alternativa il NON
TRATTAMENTO, opzione che non esiste tra le altre tecniche di valutazione economica.
L’analisi costo beneficio genera anche problemi di carattere etico, perché noi andiamo a
ridurre alla
moneta quelle che sono le conseguenze di un intervento.
ANALISI COSTO-UTILITÀ
Anche in questo caso dobbiamo avere come minimo 2 opzioni e qui l’elemento importante è
la qualità di
vita, che è il parametro con cui valutiamo la conseguenza.
Molto spesso si utilizzano delle scale per misurare la qualità di vita. È fondamentale
interpellare il paziente
per valutare la qualità di vita.
Se abbiamo un determinato programma sanitario, si deve andare ad individuare la misura
per cui c’è un
cambiamento dello stato di salute e nello stesso tempo si devono valutare le risorse.
Quando parliamo di farmacoeconomia si parla di tutto questo, ma applicato al farmaco.
Per le valutazioni servono dati sull’efficacia, sui costi del trattamento, dati di tollerabilità, di
sicurezza e di
qualità della vita.
L’efficacia teorica la misuriamo coi risultati della ricerca clinica, l’efficacia reale la si misura
con una ricerca
applicata e si misura la farmaco economia con le 4 valutazioni viste prima.
53Le conseguenze possono portare all’ allungamento della vita, al miglioramento della
qualità di vita e al
miglioramento di un esito patologico.
Per un programma sanitario possiamo avere dei costi e dobbiamo andare a vedere quali
sono le possibili
conseguenze.
La cosa vantaggiosa delle tecniche economiche è che portano a dei numeri oggettivi.
Quando si calcolano i costi ci si muove in un determinato contesto.
Bisogna porsi il problema di prospettiva di analisi. Al costo del trattamento vanno sommati
tutti i vari costi,
tra cui quello del farmaco e anche del personale impiegato e anche quello dei trasporti.
Le prospettive di analisi possono riguardare la sola prospettiva aziendale e quindi considero
i costi e i
benefici esclusivamente dal punto di vista dell’azienda sanitaria, quindi non si considerano
gli aspetti che
riguardano il paziente in sé.
Altrimenti se si usa la prospettiva sociale ci si va a preoccuparsi pure delle famiglie.
Se si usa la prospettiva del paziente vado a valutare tutti i costi in capo al paziente per la
patologia.
Definire la prospettiva con cui effettuare la valutazione economica è importante perché in
base alla
prospettiva andrò a definire come misuro i risultati e come misuro i posti.
FARMACOECONOMIA E PROSPETTIVE DI ANALISI
Non dobbiamo solo scegliere la tecnica di valutazione economica, ma dobbiamo scegliere
anche in che
prospettiva effettuare la valutazione.
1. Prospettiva Aziendale/del Ssn
2. Prospettiva Sociale
3. Prospettiva del Paziente
In relazione alla prospettiva, misuro variabili di costo e conseguenze diverse.
- Costi e benefici diretti: risorse consumato (costi) e risparmiati (benefici) dal programma
rispetto a una
scelta alternativa
- Costi e benefici indiretti: tempo lavorativo che i malati consumano a disposizione grazie al
programma
- Costi e benefici intangibili: conseguenze che comportano difficoltà di misurazione e
valutazione
(esempio miglioramento nello stato di salute)
Abbiamo quindi:
- Costi diretti (si considerano e si misurano le risorse consumate per un determinato
trattamento nel
perimetro aziendale/SSN) costi del farmaco, costi della diagnostica, costi della degenza
- Costi indiretti (si considerano e si misurano le risorse consumate per un determinato
trattamento dal
punto di vista del paziente e del Caregiver) costi legati alla perdita di produttività, costi di
trasporto,
costi alberghieri ecc.
- Costi intangibili: si considerano e si misurano le variabili che determinano uno stato di
sofferenza
psicologica dal punto di vista del paziente, tale da compromettere la sua qualità di vita.
Esempio paura
per l’attesa, stato di ansietà ecc
54Come misuro i costi?
- Costi diretti: rielaborazione dei dati
rilevati all’interno dell’azienda
- Costi indiretti: occorre coinvolgere
pazienti e caregiver, rilevare informazioni
attraverso un questionario e ricorrere ad
ulteriori fonti per tradurre dati fisici in
termini monetari
- Costi intangibili: occorre coinvolgere i
pazienti, rilevare le informazioni
attraverso questionari ad hoc. Ce ne sono di testati per alcune tipologie di pazienti.
Come si progetta un’analisi farmaco economica?
Se dobbiamo progettare uno studio di analisi farmaco economica progettata per le
tecnologie
farmaceutiche la prima cosa da fare è individuare le alternative di trattamento,
successivamente
dobbiamo porci il problema della prospettiva di analisi e la risposta dipende dal motivo per
cui faccio la
valutazione. Dobbiamo inoltre raccogliere i dati, somministrare questionari eventualmente.
Misurare
anche l’efficacia.
Utilità delle valutazioni economiche
- Influenza il processo regolatorio
- Definizione dei prezzi
- Definizione dei prontuari farmaceutici
- Decisione di ammissione di un farmaco alla rimborsabilità
- Decisione su strategie di trattamento alternative
- Guida per i professionisti
La valutazione economica è formalmente adottata da diverse agenzie regolatorie: AIFA
BUDGET IMPACT ANALYSIS
Obiettivi: non è una valutazione economica.
- Permette di stimare le conseguenze della decisione di aggiungere, mantenere o togliere un
farmaco
dal prontuario
- Permette di stimare l’impatto del cambiamento del
mix di trattamento sul budget
- Si tratta dell’unica analisi che considera il concetto di
sostenibilità finanziari/AFFORDABILITY
55BIA
Il decisore pubblico può richieder non solo che una
nuova terapia sia costo-efficace, ma anche l’impatto di
questa sul budget gestito/a disposizione.
Quasi sempre ad un aumento dell’efficacia corrisponde
un aumento di spesa.
Diverse autorità sanitarie richiedono una BIA, spesso in associazione a una analisi di
costo-efficacia.
In Italia, la procedura di negoziazione dei prezzi dei medicinali prevede che l’azienda indichi:
- Il numero annuo prevedibile di soggetti interessati al trattamento
- Il mercato totale dello specifico settore terapeutico
- La quota di mercato annua del prodotto stimata dall’azienda nei primi 3 anni di
rimborsabilità
HTA
HTA Health Technology Assessment, è un argomento di cui se ne parla moltissimo nel
mondo medico, dai
LEZIONE 9
device alla tecnologia farmaceutica. È un processo, un percorso lungo rispetto al quale ne
abbiamo già
parlato quando abbiamo trattato le tecniche di produzione economica e la valutazione
economica.
Si tratta di valutazione delle tecnologie, è un processo; quindi, non è un’attività che si
conclude in un atto
singolo, esamina e diffonde caratteristiche come sicurezza, efficacia, applica
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