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Diritto civile minorile

La condizione della persona minore d'età nell'ordinamento giuridico italiano

In quale settore del diritto si collocano queste tematiche? Diritto privato, ovvero quell'insieme delle norme che regolano i rapporti fra i soggetti privati (in particolare i rapporti fra le persone fisiche). Il diritto privato in questi termini si differenzia dal diritto pubblico, il quale regola i rapporti tra soggetti pubblici oppure i rapporti fra il cittadino e i soggetti pubblici.

Il diritto civile minorile risente di influenze anche di diritto pubblico, perché ha al suo centro il minore, cioè un soggetto fragile e vulnerabile e come tale necessita che il suo interesse sia tutelato. Per la tutela della sua posizione personale è necessario che intervengano anche dei soggetti pubblici, come per esempio i servizi sociali, che sono soggetti pubblici parte di una pubblica amministrazione che eroga un servizio alla persona.

Definizione di diritto privato

Per definire il diritto privato abbiamo assunto una prospettiva di tipo relazionale poiché è l'insieme di norme che regolano i rapporti fra soggetti di diritto privato, in particolare le persone fisiche.

Esempi di un rapporto di diritto privato:

  • Obbligazione, ovvero quel rapporto in virtù del quale un soggetto detto debitore è vincolato a svolgere una prestazione per il creditore, rapporto di tipo patrimoniale.

Rapporti di diritto di famiglia

Possiamo individuare:

  • Rapporti di tipo patrimoniale: rapporto che intercorre fra genitori e figli, se guardiamo al dovere per il genitore di mantenere il figlio.
  • Rapporti di tipo non patrimoniale: dovere dell'educazione in capo ai genitori, i quali sono tenuti ad impartire un'educazione o mettere a disposizione al proprio figlio tutti gli strumenti educativi necessari per affrontare la vita. Questa prestazione non è suscettibile di essere valutata in termini economici.

Struttura del diritto privato

Quando analizziamo un rapporto, possiamo individuare sempre un soggetto che è in una posizione di diritto e un soggetto che è nella posizione di dovere. Qualcuno ha diritto di ottenere qualcosa attraverso lo svolgimento di una certa prestazione e l'altro soggetto deve svolgere questa prestazione. Il diritto privato è molto vasto e comprende singoli settori tra loro molto diversi. Il settore del diritto privato in cui si colloca il corso di diritto civile minorile è ovviamente il settore del diritto di famiglia, che detta norme che regolano i rapporti fra i soggetti coinvolti in una situazione di tipo familiare (genitori, figli, coniugi e ascendenti).

Tipi di rapporti nel diritto di famiglia

Nell'ambito del diritto di famiglia possiamo individuare due principali tipi di rapporti:

  • Rapporti verticali: sono i rapporti che intercorrono fra i genitori e figli.
  • Rapporti orizzontali: facciamo riferimento a quelle regole che disciplinano le relazioni fra coniugi, quindi fra due soggetti che hanno contratto matrimonio o uniti civilmente (due persone del medesimo sesso che hanno contratto l'unione civile), ma facciamo riferimento anche al convivente di fatto, cioè unioni di fatto che non hanno alle spalle né matrimonio né Unione civile ma che danno vita a un rapporto di coppia.

Rapporti familiari e giurisprudenza

I rapporti verticali si incardinano nella stragrande maggioranza delle ipotesi su rapporti orizzontali su unioni e sulle convivenze eterosessuali, questo perché nel nostro ordinamento non è data la possibilità di procreare alle coppie omosessuali, siano esse unite in unione civile o siano coppie di conviventi di fatto. Tuttavia, nei fatti, seppure molto più raramente, può accadere che sussistano rapporti di tipo verticale e quindi di filiazione anche all'interno di unioni o convivenze omosessuali.

In alcuni casi la giurisprudenza italiana ha riconosciuto all'interno di un rapporto orizzontale omosessuale la sussistenza di un rapporto di filiazione e l’ha preservato. Si tratta di situazioni in cui due persone dello stesso sesso hanno procreato mediante una pratica medicalmente assistita posta in essere all'estero perché in Italia non sarebbe possibile e che poi, tornando in Italia, sono riuscite, mediante alcuni mezzi di carattere giudiziale, ad avere la tutela e a vedere preservato il loro rapporto con i figli generati con la procreazione mediamente assistita.

In alcuni casi è possibile quando due persone dello stesso sesso americane/canadesi che risiedono abitualmente in Italia hanno figli; questa è un'ipotesi in cui in Italia potremmo avere un caso di rapporto verticale incardinato sul rapporto orizzontale di tipo omosessuale.

Comprendere lo stato giuridico del minore

Comprendere come l'ordinamento giuridico italiano, anche alla luce delle sollecitazioni provenienti dall'esterno, definisce e disciplina lo stato giuridico del minore d'età e come, alla luce di ciò, devono modularsi i rapporti verticali, ovverosia i rapporti tra genitori e figli.

L'obiettivo è comprendere come da un lato l'ordinamento giuridico definisce lo status del minore d'età e quindi comprendere come devono modularsi i rapporti genitori e figli secondo quanto previsto dall'ordinamento giuridico. La prospettiva adottata è una prospettiva fisiologica o deontica (come devono essere i rapporti genitori-figli e come dovrebbero essere, come li disegna il nostro ordinamento).

Successivamente, adotteremo una prospettiva patologica; indagheremo, cioè, gli strumenti che l'ordinamento giuridico predispone per tutelare il minore via via che i rapporti con i suoi genitori (o, più in generale, le sue relazioni familiari) si allontanano dal modello tratteggiato dalla legislazione vigente.

Strumenti di tutela del minore

Saremo in grado di capire quali sono gli strumenti che l'ordinamento mette a disposizione del minore e della famiglia per dare protezione al minore nel caso in cui i rapporti fra genitori e figli siano via via più distanti rispetto al modello ideale tratteggiato dalla legge. Man mano che ci allontaniamo da quel modello fisiologico e ci addentriamo invece in rapporti di tipo patologico, quindi rapporti familiari che danno problemi e pongono questioni di tutela del minore, iniziamo con la fisiologia per comprenderla e successivamente entriamo nella patologia per comprendere quali sono gli strumenti che l'ordinamento mette a disposizione per far fronte alla patologia ed eventualmente ristabilire la fisiologia (transizione da fisiologica a patologica).

Fonti del diritto

Che cos'è una fonte del diritto? Qualsiasi atto (o fatto) abilitato dall’ordinamento giuridico a produrre norme generali e astratte aventi il carattere della giuridicità e cioè dotate di vincolatività. Una norma giuridica pone una regola vincolante, quando attribuisce alle parti di un rapporto, ad esempio, dei diritti e dei doveri che, se non rispettati, produrranno delle conseguenze giuridiche. Se un diritto non viene soddisfatto, proprio perché riconosciuto da una norma giuridica e quindi vincolante, sarà possibile per il titolare di quel diritto rivolgersi a un'autorità pubblica o giurisdizionale per ottenere il soddisfacimento del proprio interesse.

Quindi le fonti del diritto sono quelle che pongono norme giuridiche e che sono abilitate a farlo dall’ordinamento, una cosiddetta norma di riconoscimento. Ci possono essere due tipi di fonti:

  • Fonti interne (o statali e nazionali) possono essere tripartite su base gerarchica: all'interno dell'ordinamento giuridico italiano le fonti sono molteplici e sono tra loro in un rapporto di tipo gerarchico. Al vertice della gerarchia delle fonti troviamo la nostra Costituzione della Repubblica Italiana e le leggi costituzionali. Il testo è entrato in vigore nel 1948; la Costituzione, come atto normativo di vertice, deve essere rispettata da tutti gli atti normativi che si pongono un gradino sotto: a livello primario ed è la parte centrale della nostra piramide. Le fonti primarie sono le leggi dello stato e gli altri atti aventi forza di legge (Decreto Legislativo e decreto legge) e queste leggi dello stato sono, con le leggi regionali e altri provvedimenti normativi regionali, in rapporto di competenza. Vuol dire che la Costituzione ripartisce le competenze fra Stato e regioni, alcune materie sono date espressamente allo stato centrale e altre materie che non sono assegnate allo stato sono date alle regioni. Sia le fonti regionali che quelle statali devono rispettare la costituzione; se non rispettano la Costituzione, il giudice potrebbe impugnare la norma primaria e, con un’ordinanza di promovimento, sollevare dinanzi alla Corte Costituzionale un dubbio di costituzionalità e validità dell’atto e chiederne l'annullamento. La Corte Costituzionale potrebbe quindi annullare quella norma che risulta incompatibile con la costituzione. A livello primario si colloca il codice civile, che è un regio decreto (ad oggi un decreto legislativo), un atto del governo adottato sulla base di una delega; essendo un atto dello stato centrale e avente forza di legge, e quindi essendo collocato al gradino primario, deve rispettare la costituzione. Vi sono poi le fonti secondarie che sono i regolamenti del governo e dell’esecutivo e tendenzialmente non devono essere in contrasto con le fonti che stanno sopra.
  • Fonti esterne (o sovrastatali o sovranazionali) provengono dall'esterno rispetto al perimetro dell'ordinamento giuridico italiano. Queste fonti possono derivare da: Fonti dell’Unione europea, che si distinguono in diritto primario, si pongono al vertice delle fonti dell’ordinamento dell'UE (Trattato UE, trattato FUE, CDFUE cioè la carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea), una carta simile a una carta costituzionale ma questa è solo una carta dei diritti mentre la carta della nostra Costituzione dispone anche dell'ordinamento dello Stato (indica il Parlamento, l’esecutivo) tutta la parte relativa all'ordinamento. La carta Costituzionale non è solo una carta dei diritti ma contiene anche tutta la sua parte dedicata all'ordinamento dello Stato che detta tutte le regole per il funzionamento degli organi costituzionali. Il diritto derivato si colloca al di sotto del diritto primario e ne fanno parte i regolamenti, le direttive e le decisioni. Sono importanti per il diritto minorile alcuni regolamenti dell'Unione Europea che rilevano per il diritto internazionale privato, ovvero i regolamenti che contengono norme che ci dicono qual è la legge applicabile e qual è l'organo giurisdizionale competente nel caso in cui ci siano questioni di diritto di famiglia che presentano un elemento di transnazionalità.

Rapporto con l'ordinamento italiano

Le fonti del diritto dell'Unione Europea nel nostro ordinamento sono particolarmente importanti perché, in virtù dell'art. 11 della Costituzione, lo stato ha ceduto parte della sua sovranità all'Unione Europea, per cui essa interviene regolamentando quelle materie che sono attribuite dai Trattati alle sue competenze. All'interno dei trattati, sul funzionamento dell'Unione Europea ci sono delle liste di competenze che sono attribuite all'Unione Europea e in quelle materie intervengono gli atti normativi dell'Unione Europea. In ambito di diritto di famiglia, l'Unione Europea però non ha una competenza diretta; per lo più le norme di diritto di famiglia provengono dalla volontà del legislatore statale italiano, anche se spesso sono norme che sono evolute su sollecitazione di vicende normative esterne.

Art. 11 Cost.: "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo."

Molto importante il valore che l'Unione Europea ha nel nostro ordinamento in virtù della cessione di sovranità che lo Stato Italiano ha fatto alla comunità europea prima e all’UE poi, importanti sono anche le fonti del diritto internazionale.

Fonti del diritto internazionale

Sono sostanzialmente i cosiddetti trattati o convenzioni internazionali, cioè quegli accordi che fanno gli stati tra di loro, che sono all’esterno dell’ordinamento dell’UE che ha tratti di internazionalità ma che ha le sue peculiari caratteristiche. Tra le più importanti fonti del diritto internazionale ci sono:

  • Convenzioni ONU
  • Convenzioni adottate in seno al Consiglio d’Europa, un organo internazionale diverso dall’UE.

Rapporto con l'ordinamento italiano

Per le fonti del diritto internazionale, invece, per predicarne la vincolatività si fa riferimento:

Art. 117, 1° co., Cost.: "La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali."

A prescindere dai meccanismi che rendono queste norme vincolanti, è importante sapere che le norme contenute in questi documenti normativi non devono essere rispettate soltanto dalle autorità giurisdizionali e dal legislatore, ma tutte queste norme si rivolgono in generale all'apparato statale: quindi alle pubbliche amministrazioni ed ai servizi sociali che fanno parte della pubblica amministrazione. Queste sono carte che sanciscono diritti che devono informare l'attività anche delle pubbliche amministrazioni e dei servizi sociali.

Vincolatività per gli organi statali

Es. organi giudiziari, pubbliche amministrazioni, compresi i servizi sociali, etc.

Condizione del minore nel nostro ordinamento

Il codice civile è una fonte primaria ed è un testo che ha subito numerose modifiche nel corso del tempo, risale al 1942 e le due norme che analizzerò sono norme che non hanno subito modifiche dal '42. E sono le disposizioni normative sorte prima del secondo conflitto mondiale quindi in un contesto sociale molto diverso, ma queste due norme che sono il 1 e il 2 articolo del codice civile sono norme che per quanto datate sono ancora vigenti e sono norme che ci danno la possibilità di individuare due punti fermi di importanza sistematica.

Art. 1 del codice civile: La capacità giuridica si acquista dal momento della nascita e sono diritti che la legge riconosce a favore del concepito, subordinati all’evento della nascita e riconosciuti a tutte le persone; tutti hanno capacità giuridica, ovvero sono soggetti di diritto.

Che cosa vuol dire avere capacità giuridica? Significa che la nascita è sufficiente per essere titolari di situazioni o posizioni giuridiche soggettive attive o passive. È un soggetto titolare di diritti. Un minore può essere titolare di un diritto di proprietà o di un complesso immobiliare prestigioso che ha un grande valore di mercato, può essere stato destinato tramite un testamento o può essergli prevenuto a seguito di una successione ereditaria. Quindi la titolarità del diritto di proprietà in questo caso spetta al soggetto di diritto minore di età. Se ci spostiamo ai diritti di credito è possibile che il minore d'età sia titolare di un diritto di credito e quindi faccia parte di un rapporto obbligatorio. La prospettiva della capacità giuridica è una prospettiva statica che non guarda all'esercizio del diritto né al compimento dell'atto ma guarda alla titolarità della situazione giuridica.

Veniva e viene riconosciuto al minore la titolarità dei diritti assoluti della personalità, cioè il diritto alla salute, all’immagine, al nome, etc., che sono riconosciuti dall'ordinamento alla persona fisica in quanto tale.

Art. 2 Codice Civile: Maggiore età e capacità di agire. La maggiore età è fissata al compimento del diciottesimo anno. Con la maggiore età si acquisisce la capacità di compiere tutti gli atti per i quali non sia stabilita una età diversa. Fino al compimento dei diciotto anni il minore non ha capacità di agire. Sono salve le leggi speciali che stabiliscono un’età inferiore in materia di capacità a prestare il proprio lavoro. In tal caso il minore è abilitato all’esercizio dei diritti e delle azioni che dipendono dal contratto di lavoro.

Da questo articolo possiamo ricavare che, benché il minore possa essere titolare di posizioni giuridiche soggettive, cioè di diritti e di doveri, ciononostante il minore fino al compimento della maggiore età non può porre in essere atti di esercizio di quei diritti e che abbiano ad oggetto quei diritti. Ciò perché il legislatore afferma che il minore fino al compimento del diciottesimo anno non è in grado di autodeterminarsi e non ha quell'esperienza e quelle conoscenze necessarie che servono per disporre della propria sfera giuridica e delle proprie situazioni giuridiche soggettive attive e passive.

Quindi il minore è titolare di diritti ma per poter esercitare quei diritti e per poter compiere atti che presuppongono e che abbiano ad oggetto quei diritti non può farlo in autonomia perché fino al compimento del diciottesimo anno di età non è ancora dotato di capacità di agire.

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ale.oo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto civile minorile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Vanini Simone.
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