CHIMICA AMBIENTALE:
l’atmosfera funziona come una sorta di cuscinetto in grado di proteggere la terra dalle
emissioni delle radiazioni provenienti dal sole e, conservando la temperatura sulla
terra, contribuisce ai cicli dell’ossigeno, dell’azoto, del carbonio e dell’acqua.
L’atmosfera si divide in varie zone che si distinguono per altezza crescente a cui
corrisponde una diminuzione della pressione (infatti il cammino medio di un elettrone
passa da 10^-6 a livello del mare fino a 500 km all’estremo dell’atmosfera) e della
densità, a causa della dimunzione della forza di gravità.
L’atmosfera dunque si divide nella troposfera (da 0 a 16 km) con gradiente negativo a
causa del miscelamento delle masse d’aria che permettono la diffusione degli
inquinanti e in cui si verificano i principali fenomeni di inquinamento come le piogge
acide, lo smog fotochimico e l’effetto serra; segue poi la tropopausa con gradiente
nullo caratterizzata da fori sulla superficie da cui fuoriescono correnti a getto di
inquinanti emessi dalle attività antropiche, inoltre fornisce una barriera per il vapore
acqueo che conserva la quantità di acqua sulla terra che altrimenti nella stratosfera,
sotto forma di vapore, si disperderebbe per effetto della fotodissociazione.
Successivamente dai 16 ai 50 km si ha la stratosfera con gradiente termico positivo in
cui avviene l’assorbimento dei raggi ultravioletti emessi dal sole da parte dell’ozono
che svolge un ruolo ecoregolatore impedendo ai raggi UVB e UVC, particolarmente
dannosi per l’uomo, di penetrare fino al suolo. In stratosfera avviene il processo di
formazione e di consumo dell’ozono con la reazione a tre centri per cui inizialmente in
presenza delle radiazioni Uv l’ossigeno molecolare si fotodissocia producendo due
molecole di ossigeno atomico da cui segue la reazione a tre centri con una molecola
che assorbe il surplus di energia e si produce dunque ozono e un catione della
molecola M (generalmente azoto); l’ozono a sua volta reagendo con la luce si dissocia
a dare ossigeno atomico e ossigeno molecolare. La reazione tuttavia viene catalizzata
a causa della presenza di specie radicaliche come i clorofluorocarburi emessi dalla
terra che fuoriescono tramite le correnti a getto dai fori presenti sulla tropopausa che
ne causano l’assottigliamento. Alla stratosfera segue la stratopausa con gradiente
termico nulla e l’esosfera, suddivisa nella mesosfera (dai 50 agli 80 km) con gradiente
termico negativo per l’assenza di specie che assorbano le radiazioni elettromagnetiche
e infine la termosfera (dagli 80 ai 500 km) costituita da materia rarefatta che assorbe
solo le radiazioni con lunghezza d’onda inferiore ai 200 nm ed elevata energia.
L’atmosfera tuttavia non assorbe solo le radiazioni provenienti dal sole il cui contenuto
energetico dipende dalla frequenza della radiazione incidente e subisce fenomeni
ottici e termici quali la rifrazione, retrodiffusione, diffusione, convezione,
irraggiamento, conduzione, ma anche le radiazioni emesse dalla terra, soprattutto i
raggi infrarossi, che permettono di mantenere la temperatura del pianeta costante.
Gli inquinanti in atmosfera derivano principalmente dalla combustione, una reazione di
ossidazione di un combustibile ad opera di un comburente (aria, ossigeno), con
elevato sviluppo di calore che può avvenire totalmente o parzialmente in
sottostechiometria di ossigeno. Nonostante i prodotti teorici della combustione siano
gli ossidi di carbonio, gli ossidi di azoto e di zolfo, nei processi reali si formano anche
inquinanti secondari come il particolato, l’ozono e i composti organici volatili non
metanici e il metano.
Il monossido di carbonio è un gas incolore e inodore tossico per inalazione
prodotto dalla combustione in sottostechiometria di ossigeno e favorito da alte
temperature e scarso ricambio di aria. Il monossido di carbonio viene prodotto
dai trasporti, dagli impianti di riscaldamento domestico e industriale ed è
definito come un inquinante locale e urbano. La concentrazione di monossido di
carbonio aumenta soprattutto nelle aree urbane o negli ambienti indoor e può
portare a gravi problemi sanitari in quanto si lega in modo irreversibile con
l’emoglobina nel sangue formando il complesso carbossiemoglobina che non
consente lo scambio di ossigeno e CO2. L’inalazione di monossido di carbonio
può portare dalla perdita di percezione alla cefalea fino alla perdita di
conoscenza e al decesso.
Il biossido di carbonio è un gas inodore e incolore derivante dalla combustione
completa del carbonio ed è favorita dalle basse temperature. L’andamento della
sua concentrazione è stagionale in quanto dipende anche dalle attività delle
biomasse ed è massimo in inverno e minimo in estate e in primavera
nonostante l’aumento delle attività antropiche stia causando un continuo
aumento. L’anidride carbonica è responsabile dell’effetto serra naturale in
quanto insieme all’acqua è in grado di assorbire le radiazioni infrarosse
emanante dalla terra e così e trattenere il calore sulla terra per effetto
dell’iniziale eccitazione degli ioni che acquiscono energia che rilasciano in
seguito sotto forma di calore. Negli ultimi decenni con l’aumento delle attività
antropiche si è verificato un aumento di alcuni gas, definiti gas serra, inquinanti
che assorbendo le radiazioni infrarosse non solo mantengono la temperatura
ma la aumentano (per il protocollo di Kyoto tra gli inquinanti si ha la CO2, il
metano, l’ossido di diazoto, i perfluorocarburi e gli idrofluorocarburi, il
tetrafluoro di azoto e l’esafluoruro di azoto).
Gli ossidi di azoto sono prodotti dalla combustione nei veicoli e negli impianti
industriali: l’ossido di azoto è incolore mentre il biossido di azoto ha un colore
rosso-bruno e un odore pungente che colpisce le mucose. Si formano per
reazione radicalica favorita da elevate temperature che ne accelerano
notevolmente la produzione. Gli ossidi di azoto sono responsabili del ciclo
fotolitico ovvero l’insieme di reazioni di assorbimento delle radiazioni del vicino
ultravioletto da parte degli ossidi di azoto con produzione di
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Chimica ambientale
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