1 LEZIONE DI BIOLOGIA DEL 04/03/25
PROF. STRIPPOLI
COMUNICAZIONE CELLULARE: Bisogna considerare che una cellula da sola non fa nulla,
poiché una cellula tende a rispondere ad uno stimolo. Tale stimolo può essere, un segnale
che arriva da un’altra cellula, dal mondo esterno, da un parassita, oppure può essere un
segnale biofisico o biomeccanico. Tutto ciò è importante nei processi cellulari, fisiologici e
patologici.Quando ci sono organismi unicellulari, le cellule sono “sole contro il mondo”. Per
esempio l’amoeba proteus ha caratteristiche simili a cellule del sistema immunitario (le
cellule del sistema immunitario, “pattugliano” l’organismo in cerca di organismi esterni da
eliminare)
-Cellule procariote: Nel caso delle cellule procariote, quando sono in colonie, hanno le loro
forme di cooperazione. Per esempio, le cellule batteriche in colonie, formano il glicocalice.
-Cellule eucariote: Invece nel caso delle cellule eucariotiche, negli organismi pluricellulari,
abbiamo altri tipi di cooperazione e comunicazione (per gli studi viene usata la larva di
pesce zebrafish come organismo modello. Poiché è trasparente, e quindi i processi biologici
sono facilmente osservabili al microscopio).
Come può avvenire la comunicazione?: Una cellula può comunicare con:
-Altre cellule;
-Agenti esogeni biologici (batteri o virus);
-Agenti chimico-fisici (raggi UV, raggi X, calore, durezza del substrato);
Come funziona la comunicazione cellulare?: Una cellula emette una molecola segnale
(ligando), la quale arriva ad una cellula target. La cellula target, grazie ad un recettore (che
può essere posto sulla membrana cellulare, oppure essere intracellulare), riceve il segnale.
Dopo la ricezione del segnale, iniziano una serie di eventi biochimici che porteranno ad una
risposta cellulare che trasformerà la cellula (xes. Proliferazione, morte, differenziazione,
contrazione).
Principi generali della comunicazione cellulare: Come detto in precedenza, c’è sintesi e
rilascio di molecole segnale, chiamate ligandi. I ligandi vanno poi alla cellula target che li
riceve tramite recettori.I recettori sono presenti a livello della membrana plasmatica, o a
livello citoplasmatico. Una volta che il recettore interagisce con il ligando, esso si modifica
trasformando il segnale da extracellulare ad intracellulare. Il segnale intracellulare viene
chiamato “secondo messaggero”.
Esempio: Per esempio, i neurotrasmettitori, nel contesto della contrazione muscolare,
inviano un segnale alla cellula muscolare. Quindi il segnale arriva alla cellula target,
dopodiché il segnale diventa intracellulare, successivamente iniziano una serie di eventi
all’interno della cellula, che portano alla contrazione muscolare. Tutto questo processo viene
definito “trasduzione del segnale”.
Interazione recettore ligando: Ci sono diversi tipi di ligandi, i quali hanno diverse
caratteristiche nei confronti del recettore a cui si legano, come:
-Sono transienti;
-Hanno diversi gradi di specificità (xes. Antigene-anticorpo, hanno una K molto bassa e
D
quindi non si staccano più);
-Effettuano legami deboli non covalenti;
Bisogna comunque ricordare che esistono ligandi e recettori molto specifici, e ligandi che
possono legare più recettori, alcuni in modo più specifico e altri meno (quindi a seconda
della specificità, il ligando avrà una concentrazione più o meno alta). Inoltre a seconda della
specificità, si creano legami più o meno stabili i quali spiegano la durata dell’interazione
recettore-ligando, che può essere più o meno transiente. Quindi si può dire che, la capacità
di una cellula di rispondere ad un determinato segnale, dipende dal fatto che la cellula target
possiede o no, il recettore specifico a quel segnale (modello chiave-serratura).
Il non possedere un corretto appaiamento recettore-ligando, può avere un valore protettivo o
può portare allo sviluppo di patologie.
Per esempio:
1. Mutazione del recettore CCR5 e HIV: L’HIV usa il recettore CCR5 per infettare le cellule.
Il recettore CCR5 non nasce come recettore per l’HIV, ma come recettore per le miochine
(che servono alle cellule del sistema immunitario per richiamarle. Formano un gradiente che
i linfociti rilevano e in base al loco, in cui la concentrazione di miochine è più elevata, si avrà
lo spostamento dei linfociti in quella direzione). Esiste una variante mutata di CCR5, ovvero
il CCR5-∆32. Il quale, se presente in omozigosi, impedisce all’HIV di entrare nelle cellule, e
grazie a ciò, le persone che presentano il ceppo di HIV che usa il CCR5, sono protette
(variante protettiva). Il problema di avere il recettore CCR5 mutato però, aumenta la
probabilità di infezione. Per esempio, se gli individui vengono attaccati dal West Nile Virus,
ne risultano più sensibili dato che il sistema di risposta T è meno efficiente (variante
patologica).
2. LAD (deficienza di adesione dei leucociti): Sono malattie genetiche causate da un
problema di adesione dei leucociti. I leucociti sono cellule che circolano nel sangue. Nel
momento in cui c’è un infezione, l’endotelio si attiva e produce una serie di ligandi di
membrana, i quali permettono l’adesione di leucociti attraverso i recettori di adesione più
importanti (integrine). Prima però, abbiamo il “rolling” dei leucociti, mediato da selectine. Poi
l’adesione si ferma, e la successiva trasmigrazione dell’endotelio, è mediata dalle integrine.
Queste malattie genetiche sono di vario tipo, e dipendono da diversi recettori mutati.
Abbiamo diversi tipi di LAD:
-LAD I: dovuto all’attivazione dell’adesione;
-LAD II: difetto di rolling mediata da una mutazione di selectine;
-LAD III: si ha attivazione delle integrine;
Cosa possiamo aspettarci quindi come patologia?
-Leucocitosi;
-Maggiore sensibilità alle infezioni;
-Immunodeficienza;
Modalità di segnalazione: Possono essere di diverso tipo:
-Segnalazione tra organi distanti;
-Segnalazione cellula-cellula vicine;
-Segnalazione tramite gap junction;
SEGNALAZIONE ENDOCRINA: Tra cellule a lunga distanza. Vengono secreti ormoni nei
quali circolano nel sangue per arrivare alla cellula target. In questo tipo di segnalazione, il
ligando deve avere determinate caratteristiche:
-Stabilità;
-Lunga emivita (dato il tragitto che deve effettuare nell’organismo);
-Facilmente diffusibile attraverso i liquidi biologici;
SEGNALAZIONE PARACRINA: Tra cellule più vicine. La cellula segnale, produce appunto
un segnale che non va lontano, dato che la cellula target è vicina. Le caratteristiche delle
molecole segnale nella segnalazione paracrina sono:
-Emivita breve;
-Interazione specifica in un punto ristretto dell’organismo;
Esempio: Alcune molecole possono essere “appiccicose” (citochine, chemochine). Ad
esempio, la nicchia tumorale, dove le cellule tumorali, quando si stanno sviluppando, creano
il loro “ambiente”, che gli favorisce la sopravvivenza. Questa nicchia è formata da cellule
non tumorali che vengono”educate” dalle cellule tumorali attraverso una segnalazione
paracrina. Così facendo le cellule tumorali, riescono a far fare alle cellule non tumorali,
quello che vogliono per nutrirle.
SEGNALAZIONE AUTOCRINA: In questo caso, le cellule producono i ligandi per i propri
recettori. Può avvenire nei tumori.
SEGNALAZIONE SINAPTICA: Funziona con lo stesso principio della paracrina, solo che in
questo caso abbiamo i neuroni. I quali, con l’assone, inviano un segnale attraverso le
sinapsi. Quindi, si ha il segnale che arriva alla cellula target, la cellula target si associa al
ligando tramite recettore il quale viene attivato effettuando reazioni a catena che formano
nuovi ligandi nel citoplasma (secondi messaggeri) i quali vanno a bersagliare determinate
proteine all’interno della cellula, le quali dopo aver ricevuto il segnale, eseguono determinate
funzioni. Le funzioni (xes. contrazione muscolare, migrazione, funzioni a livello nucleare
come trascrizione, sintesi proteica), dipendono dalla molecola segnale, recettore, secondo
messaggero, ecc..
Quindi, Cosa può fare una cellula? Una cellula può migrare, invadere, un tessuto,
proliferare, trasformarsi (plasticità cellulare), morire (apoptosi), effettuare autofagia. La
cellula fa queste cose grazie ad una serie di reazioni biochimiche in risposta a segnali.
Cos’è il secondo messaggero? Molecola che fa da ponte tra il complesso recettore-
ligando e la molecola bersaglio intracellulare.
Interruttori molecolari: Molte proteine di segnalazione, hanno una funzione “ON-OFF”
(acceso-spento), ovvero hanno funzione di interruttori molecolari, che avviene attraverso
modificazioni post-traduzionali.
1- Fosforilazione/Defosforilazione: Avviene ad opera della proteina chinasi (fosforilazione)
e fosfatasi (defosforilazione). Quindi abbiamo una serie di reazioni a catena, in cui una
chinasi fosforila un’altra chinasi, attivandola, e si prosegue così, facendo reazioni a catena,
fino ad arrivare alla trasduzione del segnale. Invece l’inattivazione avviene a causa della
fosfatasi, la quale effettua una defosforilazione, anch’essa a catena.
2- Scambio di GTP/GDP: Usato per attivare le proteine, che sono: proteine G e proteine
monomeriche che legano GTP. Queste proteine, quando legano GTP, hanno attività
enzimatica e GTPasica, e dopo un po’ si spengono da sole, disattivandosi. Quando sono
inattive, legano GDP.
3- Taglio proteolitico di precursore inattivo: Un esempio classico sono le caspasi. In
questo caso, una caspasi si attiva, e va a tagliare un’altra caspasi. Quindi si ha una caspasi
iniziatrice che si attiva, la quale va a tagliare la caspasi effettrice, la quale si attiva e così via,
a cascata.
Questi tipi di attivazione, hanno diverse caratteristiche che sono:
-Amplificazione del segnale;
-Adattamento (ovvero, desensibilizzazione);
Quindi, come avviene la risposta?
-Endocitosi;
-Inattivazione del recettore con modificazione allosterica del recettore stesso (il recettore,
manda avanti il segnale fino a quando non riesce più a farlo);
-Sintesi di proteine inibitorie;
Che tipo di risposte ci sono?
-Primaria precoce: ovvero, il ligando arriva al recettore e si ha risposta immediata;
-Secondaria ritardata: dovuta a produzione di nuovi ligandi da parte della cellula;
Che tipo di segnali abbiamo?
-Piccole molecole: amminoacidi e derivati;
-Gas;
-Steroidi: derivati dal colesterolo;
-Eicosanoidi: derivati da acido arachidonico;
-Lipidi: i PAF;
-Molecole complesse esogene;
-Polipeptidi e proteine (più o meno grandi);
LE MOLECOLE SEGNALE: Affinché le molecole segnale vengano riconosciute devono
viaggiare nell'ambiente extracellulare (tranne nella comunicazione gap-junction e
nell’interazione cellula-cellula) ed, in particolare, possono farlo da sole, insieme a proteine
carrier o inserite in delle vescicole per esempio le LDL (low density lipoproteins) o gli
esosomi.
Concentriamoci sugli esosomi: piccole vescicole con diametro di 70-100 nm circa liberate
da tutte le cellule per esocitosi; sono, inoltre, caratterizzate da dei marcatori specifici (CD9,
CD63, Alix) e, oltre ad essere importanti per la segnalazione intercellulare, hanno una
rilevanza fisiopatologica ed un valore diagnostico-prognostico (essendo molto stabili
possono essere raccolte dai liquidi biologici, come sangue ed urine, per sostanzialmente
determinare se la terapia sta procedendo bene o male).
Un’altra caratteristica particolare degli esosomi è che, nel loro cargo, possono contenere
anche materiale genetico (in particolare microRNA): ciò è rilevante perché generalmente si
pensa che il trascrittoma (insieme dei trascritti della cellula) sia creato dalla cellula stessa
ma, nella realtà, una parte di questo sistema può derivare alla cellula da parte di esosomi
(microRNA e long non coding RNA possono, quindi, essere trasferiti da una cellula all’altra)
che, una volta entrato, andrà ad avere un proprio effetto biologico.
Ritornando, invece, alle molecole segnale, queste si possono distinguere in diverse
tipologie:
- MOLECOLE SEGNALE IDROFOBICHE: ormoni steroidei, tiroidei, retinoidi ed ossido di
azoto. Questo tipo di molecole segnale hanno difficoltà a viaggiare nell’ambiente sanguigno
ma attraversano facilmente il doppio strato fosfolipidico, per questo viaggiano attraverso una
molecola trasportatrice, entrano nella cellula, si legano a delle molecole carrier e si spostano
nel compartimento dove avrà effetto (queste molecole, infatti, non hanno dei recettori sulla
membrana). Sono delle molecole segnale che portano ad un tipo di segnalazione che non
ha amplificazione, non ha una vera e propria trasduzione del segnale. Gli ormoni steroidei,
in genere, hanno effetto sull’espressione genica;
In questa immagine viene rappresentato l’esempio
dell’ormone steroideo cortisolo.
Una volta che l’ormone si lega al recettore proteico
intracellulare subisce una variazione conformazionale
che attiva il recettore stesso; a questo punto, il
complesso recettore-steroide si sposta nel nucleo dove
avrà effetto su una serie di bersagli specifici;
Chiaramente, in generale, la risposta cellulare dipende
dalla cellula bersaglio: lo stesso recettore può dare
luogo a risposte cellulari differenti per la presenza di
cofattori tessuto-specifici.
Qui sotto sono indicati una serie di molecole segnale idrofobiche:
Un altro esempio è il monossido d'azoto (NO), un gas semplice e la più importante
molecola segnale di tipo paracrino nei sistemi nervoso, immunitario e circolatorio, prodotto
dalla NO sintasi.
È un gas che penetra direttamente nella cellula senza bisogno di legando di membrana
dando luogo ad una risposta molto rapida legandosi direttamente ad un enzima all'interno
della cellula bersaglio, la guanilato ciclasi, che catalizza la formazione di GMP ciclico,
segnale intracellulare che porta al rilassamento delle cellule muscolari lisce e alla
conseguente vasodilatazione.
Pazienti, per esempio, affetti dall’angina pectoris (ischemia miocardica) vengono trattati con
la nitroglicerina che si converte in NO, portando al rilassamento delle arterie coronarie.
L’ossido nitrico, però, può avere anche un effetto negativo: attraverso una serie di
modificazioni può creare il perossinitrito (radicale libero dell’azoto, agente ossidante) che
causa una serie di modificazioni e produzione di radicali liberi dell’ossigeno, producendo una
serie di effetti fisio/patologici (effetti citotossici e mutageni).
-MOLECOLE SEGNALE IDROFILICHE: proteine, peptidi, amminoacidi e nucleotidi.
Viaggiano facilmente nell’ambiente extracellulare e presentano dei recettori transmembrana
con cui instaureranno un interazione ligando-recettore che porta a delle modificazioni del
recettore, alla sua attivazione con il conseguente inizio della trasduzione del segnale.
Spesso, il recettore va ad attivare una cascata di segnalazioni che si dirigono, poi, verso
diverse proteine bersaglio (es.: enzima metabolico, proteina che regola i geni, proteina del
citoscheletro..) dove si avrà una risposta cellulare funzionale;
Quindi, i recettori per le molecole segnale possono essere localizzati sulla membrana
plasmatica (per le molecole segnale idrofiliche) e nel citoplasma o nel nucleo (per le
molecole segnale idrofobiche);
Adesso andiamo ad analizzare uno per uno i principali recettori transmembrana:
1- Recettori con struttura di canali ionici (molti neurotrasmettitori);
2- Recettori collegati a proteine G eterotrimeriche (la maggior parte degli ormoni idrosolubili
e chemochine);
3- Recettori con attività enzimatica: agiscono loro stessi da enzimi, quando legano il ligando
si attivano ed, in genere, si fosforilano tra di loro (autotransfosforilazione). Possono essere
tirosina chinasi o serina-treonina chinasi;
4- Recettori associati ad attività tirosino chinasica non recettoriale;
RECETTORI COLLEGATI A PROTEINE G ETEROTRIMETRICHE: I recettori collegati a
proteine G eterotrimeriche hanno una forma caratteristica, con 7 domini transmembrana
(alfa eliche), nell’uomo sono centinaia, hanno numerosissime funzioni biologiche (infatti
sono bersaglio del 40-50% dei farmaci utilizzati) ed, in particolare, vanno ad agire
indirettamente nella regolazione di proteine bersaglio intracellulari.
I ligandi di questi recettori sono molto diversi tra di loro (chimicamente eterogenei, es.:
peptidi, lipidi, glucagone, adrenalina che agisce nella risposta allo stress, acetilcolina, acido
glutammico che è un neurotrasmettitore, dopamina, cannabinoidi, angiotensina che
determina il tono dei vasi, serotonina, ADH, ACTH, adenosina);
AZIONE: L’azione di questi recettori è mediata da proteine che legano il GTP o il GDP, le
proteine G che sono eterotrimeri formati da tre subunità (alfa, beta e gamma) legate alla
membrana plasmatica;
INTERAZIONE: L’interazione ligando-recettore porta al reclutamento della proteina G che si
lega al recettore stesso, si attiva (l’attivazione è legata allo scambio da GDP a GTP) e si
dissocia (la subunità alfa/GTP si distacca dal complesso beta-gamma);
- il complesso beta-gamma ha una sua attività specifica (per esempio, ha effetto sui canali
del potassio);
- la subunità alfa, invece, si lega all’effettore da cui partiranno i secondi messaggeri
intracellulari che si sposteranno nel citoplasma per svolgere la loro funzione;
La proteina G è attiva quando lega GTP ma dopo aver attivato l’effettore, avendo attività
GTPasica, la sua subunità alfa lega il GDP, si autodisattiva e si riassocia al complesso beta-
gamma per riformare una proteina G inattiva (per questo possiamo definire questo processo
come transiente autoregolato);
La proteina G lega degli acidi grassi con cui accumula dei microdomini: la me
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