BIOCHIMICA
DELL’ESERCIZIO
FISICO
Laurea in scienze motorie, sport e
salute Primo semestre anno
2025/2026
Alessio PIZZI
Sommario
MUSCOLI..............................................................................................................3
DOMANDA D’ESAME............................................................................................7
METABOLISMO ENERGETICO MUSCOLARE.........................................................20
MONETA ENERGETICA.....................................................................................20
SISTEMI DEI FOSFATI AD ALTA ENERGIA..........................................................25
GLICOLISI (sistema anerobico lattacido)........................................................30
CATABOLISMO OSSIDATIVO (meccanismo aerobico)......................................33
METABOLISMO DEI GLUCIDI NEL MUSCOLO E NEL FEGATO...............................33
GLICOLISI E MUSCOLO SCHELETRICO.............................................................36
ALTRO DESTINO DEL PIRUVATO...................................................................40
GLICOLISI E GLUCONEOGENESI NEL FEGATO.................................................41
ESOCHINASI.................................................................................................42
PFK-1 e FBPasi.............................................................................................43
PIRUVATO CHINASI......................................................................................45
GLICOGENOLISI E MUSCOLO SCHELETRICO...................................................46
SINTESI DEL GLICOGENO E MUSCOLO SCHELETRICO.....................................49
GLICOGENOLISI E FEGATO..............................................................................50
SINTESI DEL GLICOGENO E FEGATO...............................................................51
DEGRADAZIONE E SINTESI DEL GLICOGENO..................................................51
UTILIZZO DEI CARBOIDRATI CORRELATO ALL’ATTIVITÀ FISICA.......................51
METABOLISMO DEI LIPIDI NEL MUSCOLO E NEL FEGATO...................................55
CATABOLISMO DEGLI ACIDI GRASSI................................................................55
BIOSINTESI DEGLI ACIDI GRASSI.....................................................................60
TRIACIGLICEROLI............................................................................................62
LIPOPROTEINE DEL PLASMA UMANO..............................................................63
UTILIZZO LIPIDI CORRELATO ALL’ATTIVITÀ FISICA..........................................65
METABOLISMO DELLE PROTEINE NEL MUSCOLO E NEL FEGATO........................68
BILANCIO DELL’AZOTO...................................................................................68
CLASSIFICAZIONE DEGLI AA...........................................................................70
CATABOLISMO DEGLI AA.................................................................................71
CICLO DELL’UREA...........................................................................................75
AA A CATENA RAMIFICATA..............................................................................79
1
BIOSINTESI DEGLI AA.....................................................................................80
MOLECOLE DERIVATE DAGLI AA.....................................................................81
ORMONI CATABOLICI E ANABOLICI.................................................................82
SUBSTRATI ENERGETICI DEL SNC E DEL MIOCARDIO.........................................84
SUBSTRATI ENERGETICI DEL SNC...................................................................85
MIOCARDIO.....................................................................................................88
ADATTAMENTI ALL’ESERCIZIO FISICO................................................................89
DEBITO DI OSSIGENO..................................................................................93
ALIMENTAZIONE E SPORT..................................................................................94
MB...............................................................................................................96
TE-AL...........................................................................................................96
DE-AF...........................................................................................................96
I NUTRIENTI....................................................................................................98
GLUCIDI.....................................................................................................100
LE PROTEINE.............................................................................................101
LIPIDI.........................................................................................................102
LA DIETA.......................................................................................................102
ALIMENTAZIONE DELLO SPORTIVO...............................................................103
2
BIOCHIMICA DELL’ESERCIZIO FISICO
MUSCOLI
MUSCOLO SCHELETRICO
Il tessuto muscolareè composto da cellule estremamente specializzate che
assolvono funzioni di motilità.
Muscolo liscio e cardiaco involontario (visceri, vasi).
movimento
Muscolo scheletrico volontario (coadiuvato da apparato scheletrico
movimento
e legamenti).
Il tessuto muscolo ha 4 caratteristiche fondamentali:
1. Contrattilità.
2. Estensibilità.
3. Elasticità.
Eccitabilità.
4.
Le cellule muscolari cambiano morfologia, distribuzione e caratteristiche biochimiche e
funzionali in base al tipo di tessuto muscolare.
Striate scheletriche: sono cellule allungate, polinucleate, in comune con
striate cardiache la striatura che identificano più struttura proteica che
soddisfano la capacità contrattile.
Lisce: mononucleate e che non presentano la striatura.
Mioepiteliali: cellule deputate a fenomeni di contrazione intorno alle
ghiandole.
Il tessuto muscolare viene definito trasduttore biochimicoperché converte
un’energia chimica (dell’ATP) in energia meccanica o cinetica.
Il tessuto muscolare opera in stretta connessione con altre tipologie di cellule, quali le
cellule del SN, del tessuto connettivo, del tessuto adiposo e del sistema immunitario.
Quelle del muscolo scheletrico sono polinucleate perché sono la fusione di più cellule, i
mioblasti vanno incontro a differenziamento e fusione per generare i miotubi che porta
alla generazione delle cellule satelliti, qua una parte delle cellule rimangono 3
indifferenziate (cellule satelliti) che entrano in gioco nello sviluppo di massa muscolare
e nella riparazione del danno.
Il muscolo scheletrico è il tessuto più esteso del corpo umano: alla nascita costituisce
circa il 25% della massa corporea, in età adulta oltre il 40% e un po’ meno del 30% in
età avanzata.
Strato più esterno di tessuto connettivo denso si continua nel tendine; separa i
muscoli dai tessuti circostanti (epimisio).
Il primo circonda il perimisio che contiene circa 150 miofibre (fasci muscolari)
contiene vasi sanguigni e nervi che nutrono e stimolano i fasci muscolari.
Poi c’è l’endomisio che circonda le singole cellule muscolari ed è in diretto
contatto con il sarcolemma; contiene capillari e fibre nervose a diretto contatto
con le singole cellule e contengono le cellule satelliti.
Le fibre muscolari (miofibre, fibrocellule, miocita) sono lunghe e cilindriche e
generalmente si estendono per tutta la lunghezza del muscolo, diametro variabile,
multinucleate.
Il numero di fibre all’interno di un muscolo può variare da diverse centinaia a più di un
milione; sono costituite da:
75% di H20; 20% di proteine (miosina e actina; mioglobina (deposito di Ox); 5% di
sostanza come vitamine, minerali, diversi ioni, amminoacidi, carboidrati
(principalmente glicogeno), grassi (neutri, colesterolo e fosfolipidi).
L’unità motoria è costituita da un singolo motoneurone α e dalla miofibre che sono
innervate da tale motoneurone.
Il punto di contatto tra fibre muscolari e neurone è definito giunzione
neuromuscolare.
Il versante della fibra muscolare che fa parte della giunzione neuromuscolare è
la regione del sarcolemma corrispondente al bottone sinaptico terminale ed è
nota come placca motrice (in pratica è il sarcolemma del miocita).
1. Sarcolemma (membrana cellulare elettricamente eccitabile) doppia membrana
fosfolipidica.
2. Sarcoplasma (citoplasma che contiene: miofibrille, mioglobina, glicogeno,
trigliceridi, organelli (mitocondri e nucleo).
3. Reticolo sarcoplasmatico (reticolo endoplasmatico).
ORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA CONTRATTILE 4
Porzione proteica presente all’interno del citoplasma, fa vedere l’origine della parola
striata.
Rappresentazione grafica dell’unità funzionale dei muscoli (sarcomero).
Le proteine contrattili all’interno del sarcomero sono miosina (filamenti spessi) e
actina (filamenti sottili).
Bande I (zona chiara)filamenti sottili.
Banda A (zona scura)filamenti spessi e sottili.
Linea M al centro della banda A (punto di mezzo del sarcomero).
Banda Harea intorno ad una linea M composta solo da filamenti spessi.
Linea Zal centro delle bande I, definisce il sarcomero.
Zona di sovrapposizioneregione in cui i filamenti spessi e sottili si
sovrappongono.
L’unità ripetitiva compresa tra le due linee Z è detta sarcomero (lunghezza di 2,6
μm), una miofibrilla è costituita da circa 10000 sarcomeri, che durante la contrazione
subiscono un accorciamento che va dal 25% al 50%.
All’interno del miocita non ci sono solo però proteine contrattili.
ORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA CONTRATTILE
Proteina contrattile miosinaci sono diverse forme di miosina (di tipo II è
coinvolta nella contrazione); la miosina funzionale è costituita da 6 subunità:
2 pesanti (220 kDa ciascuna); 4 catene leggere (2 regolatrici e 2 essenziali
ciascuna di 15-22 kDa).
Un filamento spesso è costituito da 300-400 molecole di miosina. 5
Alcuni tipi di miosine aiutano il movimento di esocitosi.
1. Estremità n-terminaledominio globulare (punto legame actina-miosina e
attività ATPasica).
2. Codasi avvolgono a forma di elica che costituiscono la miosina funzionale
(+ miosine costituiscono il filamento spesso).
Ogni filamento spesso si proietta verso l’esterno rispetto all’asse delle code di
miosina, sporgendosi verso uno dei 6 filamenti di actina così da amplificare il
fenomeno di contrazione.
Le molecole di miosina di ciascun filamento sono organizzate in modo da
fasci con direzionalità opposta
formare due (“coda a coda” al centro del
filamento a livello della linea M), le molecole di miosina hanno perciò sempre le
teste rivolte verso il disco Z. I filamenti spessi si ancorano alle proteine della
linea M.
La miosina non è correttamente funzionale se non sono presenti al collo due
catene leggere:
catena leggera regolatrice nella zona di connessione con la coda;
o fosforilata,
può essere influenzando la cinetica del processo di
contrazione (cambia la capacità di modificare la forza da erogare perché
determina una modificazione strutturale).
Catena leggera essenziale prima della connessione con il dominio
o motore; fondamentale per la struttura della testa (attaccarsi all’actina e
accogliere la molecola di ATP).
Sono presenti isoforme differenti.
La forma deriva dall’unione degli amminoacidi dati dai legami peptidici.
Proteina contrattile Actinaè una proteina globulare (42 kDA) è il principale
filamenti sottili in cui sono presenti anche la tropomiosina e le
componente dei
troponine, le principali proteine regolatrici del processo di contrazione.
Tutti i monomeri vanno incontro a polimerizzazione per creare il filamento, essi
partono dal disco Z e si estendono verso il centro del sarcomero. 6
Actina Gmonomero.
o Actina Fpolimero, filamento.
o Polimero=catena di monomeri, generato dal processo di
o polimerizzazione.
2 filamenti sottili si uniscono per formare l’actina, ma per generare questa
porzione funzionale troviamo troponina e tropomiosina.
Nella forma 3D è presente una tasca idrofobica che accoglie l’ATP; nella
zona n-terminale (dove c’è anche C-terminale dato che è globulare) è presente
il sito di legame con la miosina.
DOMANDA D’ESAME
C’è differenza funzionale tra le 2 ATP che vengono raccolte tra le due proteine
contrattili? O hanno la stessa funzione?
Si è presente una differenza: L’ATP dell’actina serve per erogare energia
necessaria per il processo di polimerizzazione dei monomeri; per la miosina per
creare il punto di forza.
Proteine regolatrici
Le 2 molecole regolatrici, tropomiosina e troponina.
La tropomiosina si avvolge lungo il filamento di actina (2 subunità a α elica)
andando a coprire i punti di contatto tra actina e miosina; ogni dimero di tropomiosina
si estende su 7 monomeri di actina, in prossimità dei punti di contatto testa-coda si
localizza il complesso della troponina, si chiama così perché presenti 3 subunità
che generano la struttura funzionale:
1. Tn-Tlega la troponina e tropomiosina.
2. Tn-Ilega la troponina all’actina, inibisce il legame tra miosina e actina.
3. Tn-Csi legano gli ioni calcio per generale il processo di contrazione.
Per ciascuna subunità abbiamo più siti, alcuni occupati altri legati con il calcio solo
quando la quantità di calcio è alta. I siti di legame variano in base al tipo di fibre. 7
Ci troviamo nel citoplasma dove di base non c’è tanto Ca 2+:
A basse concentrazioni di Ca 2+ il complesso tropomiosina/troponina blocca
o l’interazione actina/miosina ed il muscolo non si contrae;
ad alte concentrazioni di Ca 2+ il legame con Tn-C promuove la
o modificazione conformazionale del complesso tropomiosina/troponina (Tn-I si
dissocia dall’actina e si sposta la tropomiosina) favorendo la contrazione.
Ruolo di troponina, tropomiosina e calcio nell’attivazione dei ponti trasversali.
Muscolo rilasciatoil sito actinico è fisicamente coperto dal complesso
troponina-tropomiosina.
Muscolo eccitatoil calcio di lega alla troponina sostando il complesso
troponina-tropomiosina, rendendo accessibile il sito di legame per la miosina.
Il citoplasma contiene il reticolo sarcoplasmatico (si estende come un sistema di tubuli
delimitati da membrana che circonda le miofibrille e serve per stoccare tante quantità
di calcio nella cellula.
Ogni filamento si avvolge tra loro, perché questa struttura viene considerata più
resistente.
Il Ca2+ necessario per l’innesco della contrazione muscolare deriva dal reticolo
endoplasmatico.
Il reticolo sarcoplasmatico è composto da:
Sistema dei tubuli longitudinalipresenti in concomitanza della banda A del
o sarcomero, composto da tubuli del reticolo sarcoplasmatico allungati e paralleli.
Sistema a reteformato da piccoli canicoli intercomunicanti disposti al centro
o del sistema dei tubuli longitudinali in corrispondenza della banda H. 8
Cisterne terminaliampie dilatazione che si trovano in prossimità del confine
o tra la banda A e banda I.
A due cisterne terminali adiacenti si associa un tubulo T formando la cosiddetta
“triade”. invaginazioni sottili e anulari
I tubuli T sono del sarcolemma che comunicano con lo
spazio extracellulare. La loro funzione è quella di aumentare la superficie del
sarcolemma, molto importante sia per la risposta all’impulso nervoso sia per il
metabolismo del miocita (presenza di trasportatori e recettori).
Proteine strutturali
Servono per mantenere la struttura del sarcomero.
Titinaproteina + grande e si estende per tutto l’emi sarcomero, parte dai
filamenti spessi e arriva alla linea Z; mantiene in posizione centrale al
sarcomero i filamenti spessi di miosina, genera una tensione passiva del
sarcomero, alterazioni della titina sono associati a patologie muscolari.
Nebulinacoinvolte nello stabilire quante subunità di actina devono essere
polimerizzate tra loro per creare filamenti.
Proteine della linea M e miomesinasono proteine con capacità di ancorare
i filamenti spessi alla linea M.
Abbiamo poi delle proteine ad attività enzimatica:
1. Creatina chinasi.
2. Beta enolasi (9° enzima della via glicolitica). 9
Proteina della linea Ztroviamo le molecole di α-actina che sono disposte in
modo da formare una rete regolare nella linea Z da cui si dipartono i filamenti
sottili orientati in modo antiparallelo verso il centro dei due sarcomeri adiacenti.
Proteine di connessionecollaborano alla contrazione coordinata di tutta la
fibrocellula in seguito all’accorciamento dei sarcomeri.
Distrofinacoinvolta nella strutturazione dei sarcomeri. Può portare alle
o distrofie muscolari.
Sintrofisina.
o Distrobrevina.
o Laminina.
o Desminaproteina che mette in contatto la miofibrilla, il mitocondrio
o come centrale di creazione di energia.
Integrina.
o Sarcoglicani.
o Distroglicani.
o
MECCANISMO DI CONTRAZIONE
La contrazione è un lavoro meccanico generato in risposta ad un impulso nervoso
proveniente dal sistema nervoso centrale, fenomeno definito “accoppiamento
eccitazione-contrazione”.
L’unità motoria è costituita da un singolo motoneurone α e dalle fibre che sono
innervate da tale motoneurone.
punto di contatto tra fibre muscolari e neurone
Il è definito giunzione
neuromuscolare. Il versante della fibra muscolare che fa parte della giunzione
neuromuscolare &egrav
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