Alfa e beta bloccanti
Alcuni beta-bloccanti hanno anche proprietà di alfa bloccanti, questa è una caratteristica
particolare per quanto riguarda l’ipertensione perché i normali beta-bloccanti non hanno attività
regolatori come gli alfa-bloccanti e dunque c’è la combinazione delle due categorie.
Labetalolo
Due di questi farmaci con queste proprietà sono il in esso oltre all’atomo di carbonio
asimmetrico che reca il gruppo ossidrico è presente poi un secondo come sostituente del gruppo
amminico e quindi ci possono essere 4 diasteroisomeri. È usato come miscela di 4
disasteroisomeri per le sue proprietà antipertensive anche se è noto che il diasteroisomero in cui
gli atomi di carbonio hanno con gurazione R può essere epatotossico. Carvedilolo,
Un altro farmaco che ha proprietà sia di alfa che di beta antagonista è il oltre che
come agente antipertensivo vine usato anche per l’ischemia cardiaca, proprio per la sua attività
vasodilatatoria.
La proprietà vasodilatatoria è dovuta quindi al blocco dell’antagonismo sui recettori alfa-1; in
realtà esistono altri farmaci che vengono chiamati vasodilatatori diretti, esplicano la stessa attività
vasodilatatoria ma non interagiscono con i recettori alfa, hanno diversi meccanismi d’azione.
Idrazine,
Tra questi ci troviamo le il cui capostipite è
l’Idralazina, farmaco usato soltanto nell’ipertensione breve,
viene normalmente usato per via orale, l’insorgenza
dell’azione si ha entro mezz’ora e dura da 2 a 4 ore, oppure
può essere somministrato per endovena per avere un azione
immediata.
Questo farmaco da e etti collaterali dovuti ala
vasodilatazione:
mal di testa, nausea, vomito, e soprattutto tachicardia
ri essa, spesso viene infatti associato a beta-bloccanti per
ridurre questo e etto collaterale.
Come agiscono le Idrazine?
Esercitano l’azione vasodilatatoria speci camente sulle arterie e non sulle vene, quest’azione è
dovuta all’apertura dei canali per il potassio, si ha una iperpolarizzazione delle brocellule
muscolari lisce, questo incremento della fuoriuscita dalla cellula di ioni potassio fa so che si abbia
Fosfatidiltriinositolo
un’inibizione del (IP3) necessario per indurre il rilascio degli ioni calcio dal
reticolo sarcoplasmatico. Riducendo gli ioni calcio si ha una diminuzione della capacità di
contrazione delle brocellule muscolari lisce.
L’altro meccanismo d’azione è dovuto alla stimolazione dell’Ossido nitrico sintasi, questi enzimi
hanno un meccanismo che vedremo in successive lezioni, essi catalizzano la biosintesi dell’
ossido nitrico (ON), questo è un potente agente vasodilatatorio locale, dunque agisce nelle strette
vicinanze dei siti in cui viene prodotto e liberato e il suo meccanismo d’azione comporta a
produzione di GMPciclico che a sua volta causa rilassamento della muscolatura liscia.
L’idralazina e i suoi analoghi sono indicati quando si hanno valori di pressione elevata minima o
diastolica, piuttosto che per valori di pressione elevata massima.
Questo farmaco agisce anche a livello renale, causando ritenzione degli ioni sodio e quindi di
conseguenza diminuzione della ecrezione di H2O perché viene riavventato l’assorbimenti di H2O
e quindi va associato a diuretici perché altrimenti si andrebbe ad annullare l’e etto antipertensivo
della idralazina.
L’Idralazina viene somministrata per via orale ha un’insorgenza dell’azione antipertensiva di circa
mezz’ora e una durata di 4 ore, bisogna però fare attenzione perché l’Idralazina viene
metabolizzata per acetilazione del gruppo idrazinico e in parte per idrossilazione (ma questo è il
metabolismo minoritario) dell’anello aromatico con formazione dei coniugati a livello dell’ossigeno
o dell’azoto.
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Il metabolismo principale comporta la reazione di N-acetilazione e questa reazione per questi
fenotipi di
enzimi che catalizzano le reazioni di acetilazione ne esistono di diversi fenotipi:
acetilazione normali fenotipi acetilatori lenti.
e
Nei fenotipi aetilatori lenti: gli enzimi che causano questa reazione di metabolizzazione per
l’acetilazione sono poco espressi, questo comporta che l’acetilazione avvenga in tempi che sono
doppi rispetto a quelli degli individui con normale fenotipo, bisogna fare attenzione con questi
individui perché si potrebbe avere un accumulo e l’emivita del farmaco potrebbe andare a
raddoppiarsi.
l’Idrazina è il capostipite è il capostipite di questa classe di molecole, ne esistono altri derivati che
Diidralazina,
sfruttano il concetto di raddoppiamento molecolare, come per esempio la in cui
abbiamo sull’anello Talazinico due sostituenti idrazinici e non uno.
Oppure derivati in cui nella posizione 4 dell’anello Talazinico è presente un anello piridinico-metil-
butilico; oppure derivati in cui la funzione idrazinica viene convertita in funzione idrazonica per
reazione con opportuno chetone e questo fa sì che il derivato causi meno tachicardia ri essa e
quindi si riduce uno degli e etti collaterali, dunque questo farmaco può essere somministrato
anche senza associarlo a beta-bloccanti.
L’incremento della ritenzione idrica causato dalle Idralazine è dovuto a un aumento del rilascio di
Renina, (che causa anche aumento della produzione e rilascio di Aldosterone che causa a sua
volta la ritenzione di sodio e di conseguenza dell’H2O) meccanismo di attivazione della Renina
Minoxidil,
che è comune a tutti gli agenti vasodilatatori diretti, come ad esempio il nella sua
molecola contiene un N-ossido di una diammino pirimidina, questo fa sì che la molecola sia un
profarmaco, in quanto come tale non è attivo, in vivo metabolizzato con la formazione del
corrispondente solfato sull’ossigeno dell’N-ossido, ovvero la porzione dotata di azione sui canali
per gli ioni potassio.
Il Minoxidil agisce sui canali per il potassio, ne causa l’apertura e l’iperpolarizzazione causa a sua
volta la chiusura dei canali calcio voltaggio dipendenti, quindi si ha un minor a usso di ioni calcio
all’interno della brocellula liscia, minore quantità di ioni calcio che sono disponibili per il legame
con la calmodulina, quindi si ha una
riduzione dell’attivazione della
chinasi della Miosina a catena
corta, quindi riduzione della
fosforilazione della misogina che
non può andare ad interagire con i
lamenti di Actina, questo causa
una riduzione della funzionalità
della muscolatura liscia soprattutto
delle arterie.
Tuttavia il Minoxidil non viene
frequentemente usato come
antidepressivo, ma viene usato in
quei casi di ipertensione grave che
non rispondono ad altri farmaci,
perché causa una forte tachicardia
e ritenzione di liquidi, va dunque
sempre somministrato in
associazione a diuretici; un altro
e etto collaterale associato a
questo farmaco è l’irsutismo,
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per cui per via topica sotto forma di lozioni viene usato in caso di Alopecia androginica.
Un altro farmaco che agisce sui canali per gli ioni potassio con un meccanismo uguale al
Diazossido,
Minoxidil è il contiene nella sua molecola una funzione solfonammidica ciclica che va
a interagire con i recettori SUR che sono presenti sulle cellule beta-pancreatiche e va dunque a
inibire il rilascio dell’insulina causando iperglicemia, per questo motivo può essere usato come
farmaco di emergenza in crisi ipertensive nell’ipoglicemia legata ad alcuni caricinomi del
pancreas. È un farmaco di emergenza che viene somministrato per via endovenosa e ha una
durata d’azione prolungata che può arrivare sino a 12 ore.
Un altro vasodilatatore diretto è il Nitroprussiato, è un nitrocomposto. Esistono 2 tipi di
nitrocomposti:
• Quelli come il nitroprussiato che senza bisogno di metabolismo va a liberare l’ossido nitrico
presente nella molecola, usato dunque nel caso di ipertensione
• Nitrocomposti organici, che in realtà sono dei nitrati organici che non agiscono liberando ossido
nitrico direttamente ma devono subire metabolismo, questi vengono utilizzati nell’Angina come
vasodilatatori coronarici.
Nitroprussiato sodico
Il va a liberare
ossido nitrico, il quale incrementa le
quantità di GMP ciclico, vada attivare
una chinasi GMP dipendente, questo
porta ad una chiusa dei canali per gli
ioni calcio voltaggio dipendenti e
quindi al rilassamento della
muscolatura liscia sia delle arterie che delle vene.
È un farmaco che ha un e etto immediato ma una breve durata d’azione, perché l’ossido nitrico
ha la caratteristica di essere un vasodilatatore molto potente ma con una brevissima durata
d’azione. Comunque sia questo è un farmaco che non si può usare ripetutamente o in terapia
cronica perché non si libera solo ossido nitrico ma anche ioni cianuro, i quali possono causare
acidosi metabolica, aritmie, ipotensione eccessiva sino addirittura alla morte.
Passiamo adesso a un’altra categoria di farmaci antipertensivi: quelli che agiscono sul sistema
Renina-Angiotensina-Aldosterone
Badate che questi farmaci non agiscono a livello renale, anche se l’attivazione di questo sistema
parte a livello renale!
Cosa succede quando si ha un calo della
pressione arteriosa, oppure si ha l’attivazione
dei recettori beta-1 da parte del SNS, da parte
di adrenalina o noradrenalina?
Si ha un rilascio di Renina, un enzima
proteolitico, in particolare è una proteasi che va
a idrolizzare l’angiotensinogeno, un peptide
prodotto a livello epatico e rilasciato nel torrente
circolatorio. Per idrolisi dell’angiotensinogeno si
ottiene l’angiotensina 1 (un beta-peptide) che a
sua volta viene idrolizzato da una metallo-
proteasi che si chiama ACE (=enzima di
conversione dell’angiotensina) che va a formare
l’angiotensina 2.
L’angiotensina 2 è un agente vasocostrittore che
in realtà provoca un aumento della pressione
arteriosa tramite 2 meccanismi:
• Causa vasocostrizione: aumento delle
resistenze vascolari periferiche
• Causa secrezione di aldosterone: un ormone antidiuretico, causa un aumento del
riassorbimento di ioni sodio e di conseguenza di H2O, quindi si ha un aumento del volume
plasmatico, ovvero l’altro fattore che va a incrementare la pressione sanguigna.
Questo sistema è un sistema altamente controllato da meccanismi di feedback negativo a breve e
a lungo raggio. La Renina che viene liberata quando a livello delle cellule iuxtaglimerurali viene
registrata ad esempio un bassa concentrazione di ioni sodio, in realtà è liberata anche quando i
barocettori presenti a livello delle arteriole renali registrano un basso livello di pressione, va a
pro
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