Antinfiammatori steroidei
Abbiamo visto che uno dei sistemi per bloccare l’infiammazione che è legata a una risposta chimica
è la somministrazione di farmaci, glucosteroidi o cosrticosteroidi. Questi sono degli ormoni
prodotti dalla corticale del surrene, che oltre ai corticosteroidi, produce altri ormoni steroidei,
come gli ormoni sessuali (mentre la parte midollare produce fondamentalmente adrenalina). La
produzione degli ormoni steroidei è sotto controllo dell’asse ipotalamo-ipofisari: in particolare, per
quanto riguarda i corticosteroidi, l’ipotalamo produce un ormone di rilascio in grado di stimolare
l’adenoipofisi a produrre l’ormone adrenocorticotropo – ACTH o corticotropina, che ha come
tessuto bersaglio la corticale del surrene, dove stimola la produzione del cortisolo, il principale
ormone steroideo.
Il cortisolo è anche detto ormone dello stress o ormone del digiuno, in quanto le situazioni di
stress e le condizioni in cui si ha abbassamento della concentrazione ematica di glucosio stimolano
l’ipotalamo a produrre il fattore di rilascio della corticotropina (CRH), che agisce sull’ipofisi,
stimolando la produzione di ACTH. Questo agisce sulla corticale del surrene, determinando la
sintesi del cortisolo e il suo rilascio; il cortisolo, a sua volta, tramite un meccanismo a feedback
negativo, va ad inibire sia la produzione di CRH che di ACTH.
Il cortisolo, in realtà, ha anche un’attività sul sistema immunitario, in particolare sui linfociti, sui
macrofagi e sui neutrofili, che producono IL-1, IL-2, IL-6 e TNF-α, che vanno a loro volta a stimolare
il rilascio di CRH a livello dell’ipotalamo e ACTH a livello dell’ipofisi.
Una volta sintetizzati i glucocorticoidi, quindi, questi potranno agire sulle cellule del sistema
immunitario, sopprimendone l’azione e riducendo, di conseguenza, la sintesi di interleuchine che
andrebbero a stimolare l’ipotalamo. In particolare, è ridotta la sintesi di citochine pro-
infiammatorie, come l’IL-1, IL-2, IL-6 e il TNF-α, tramite un meccanismo di controllo a feedback
negativo.
L’interazione dell’ACTH con i suoi recettori a livello della corticale del surrene determina
l’attivazione di un meccanismo di trasduzione tramite il quale si ha un aumento dei livelli di cAMP
intracellulari, con conseguente attivazione di proteasi, PKA, fosfochinasi ed esterasi, che portano
alla liberazione di colesterolo dai siti di deposito. Il colesterolo è essenziale per la sopravvivenza
dell’individuo e rappresenta il precursore degli ormoni steroidei, oltre che di altre sostanze
fondamentali per il funzionamento dell’organismo. Nonostante sia assunto con la dieta, il
colesterolo che viene prodotto giornalmente è di una quantità almeno tre volte superiore rispetto
a quello esogeno.
Biosintesi del colesterolo
La biosintesi del colesterolo ha origine dall’acetil-CoA, dal quale si forma il 3-idrossi-3-
metilglutaril-CoA, che viene convertito in acido malonico, ad opera dell’enzima idrossi-metil-
glutarilCoAreduttasi, enzima limitantedell’intero processo. Seguono altre reazioni, che alla fine
portano alla formazione del colesterolo, molecola a struttura ciclopentanoperidrofenantrenica.
Il colesterolo è un lipide indispensabile, perché va a costituire parte delle membrane
citoplasmatiche dei mammiferi, ma è indispensabile anche perché è precursore di tutti gli ormoni
steroidei– e quindi anche del cortisolo.
A partire dal colesterolo, attraverso 3 vie biosintetiche collegate l’una all’altra, si formano le tre
principali famiglie di ormoni steroidei:
• via dei mineralcorticoidi (aldosterone);
• via dei glucocorticoidi (idrocortisone);
• via degli ormoni sessuali (estrogeni, progestinici e androgeni).
Dal cortisolo si ottiene (per scissione enzimatica della catena laterale ad opera del citocromo P450)
il pregnenolone, precursore di tutti gli ormoni steroidei. Questo viene convertito, ad opera di una
17α-idrossilasi, in 17-α-idrossipregnenolone, da cui si forma, passando per il 17-α-idrossi
progesterone, l’11-deossi-cortisolo. Infine, questo verrà convertito nel glucocorticoidecortisolo.
Partendo dal pregnelonone, per , si formano anche tutti gli ormoni sessuali maschili e femminili.
Si può infatti ottenere, dal 17-α-idrossipregnenolone, anche il deidro-epiandrostenedione,
precursore degli ormoni sessuali, in particolare estrogeni ed androgeni. Dal pregnenolone, con la
via biosinteticache prevede l’intervento della 3-β-idrogenasi, si ottiene invece il progesterone, altro
ormone progestinico da cui deriva l’11-desossi-corticosterone e, successivamente, il
corticosterone. Dal corticosterone si ottiene, poi, anche l’aldosterone – ormone steroideo che
regola il bilancio idrosalino. Il cortisoloè l’ormone steroideo di origine naturale prodotto in
maggior quantità dalle cellule della corticale del surrene (circa 5-15 mg al giorno, con emivita di
un’ora e mezzo) e la sua forma attiva ha solo attività di tipo glucocorticoide.
L’altro ormone steroideo maggiormente abbondante è il corticosterone, che viene prodotto in
minore quantità (0,5 –5 mg al giorno) ed è dotato, oltre che dell’attività glucocorticoide, anche
dell’attività mineralcorticoide.
La produzione di questi ormoni segue un’attività circadiana, con una produzione maggiore nelle
prime ore del mattino, in prossimità del risveglio e subito dopo il risveglio. Tra l’altro, la produzione
di questi ormoni è controllata anche da altri sistemi e rilasciati soprattutto in situazioni di stress,
fuori dagli orari tipici. La mancanza di questi ormoni mette a rischio la vita dell’individuo,
inducendo disturbi a livello psichiatrico, a livello cardiocircolatorio, a livello del metabolismo dei
glucidi, protidi e lipidi. Carenze necessitanoinfatti l’assunzione di farmaci appropriati. Altre
patologie prevendono invece un eccesso nella produzione di corticosteroidi e necessita quindi di
un trattamento terapeutico a base di antagonisti.
L’emivita del cortisolo è breve in quanto esso subisce l’azione dell’11β-idrossisteroidedeidrogenasi,
con formazione del cortisone, suo metabolita inattivo. Tale reazione è reversibile in alcuni tessuti,
ma in altri come in quello renale risulta irreversibile, e qui la sua presenza è importante perché ha
attività antagonista nei confronti dell’aldosterone.
Nei tessuti in cui il processo è reversibile, si passa nuovamente alla forma attiva di cortisolo, che
pusubire l’azione della 5β-reduttasi, che riduce il doppio legame presente nell’anello A, con
formazione del 5β-diidrocortisolo, metabolita inattivo. Il processo metabolico prosegue con
riduzione del gruppo chetonico in posizione 3 e formazione dell’urocortisolo, sempre inattivo.
Tale processo metabolico è importante perché va a regolare la concentrazione ematica del
cortisolo.
Oltre a questa riduzione del doppio legame tra l’atomo di carbonio 4 e l’atomo di carbonio 5,
seguita dalla riduzione del gruppo carbonilico in posizione 3, un altro percorso metabolico prevede
la riduzione del gruppo carbonilico in posizione 20 ad alcol secondario che è ugualmente un
metabolita inattivo.
Altro percorso metabolico comporta l’ossidazione dell’atomo di carbonio in posizione 11 con la
formazione di un gruppo chetonico. Questa metabolizzazione può essere seguita dalla riduzione
del gruppo chetonico in posizione 3, dalla riduzione del doppio legame tra gli atomi di carbonio 4 e
5 e dalla riduzione del gruppo chetonico in posizione 20. Anche questo e i metaboliti che seguono
sono dei metaboliti privi di attività.
Relazione struttura-attività
Apportando delle modifiche strutturali sulla molecola del cortisolo, si sono potute stabilire le
relazioni struttura-attività. In particolare, è stato messo in evidenza quali fossero le funzioni
necessarie per l'attività:
• il gruppo chetonico in posizione 3 e il doppio legame tra gli atomi di carbonio nelle
posizioni
4 e 5 sono necessari sia per l’attività mineralcorticoide sia per quella glucocorticoide;
• il gruppo ossidrilico in posizione 11 è necessario solo per l’attività glucocorticoide: infatti, il
metabolita di ossidazione dell’atomo di carbonio mantiene l’attività mineralcorticoide;
• i sostituenti in posizione α sull’atomo di carbonio 17 e i sostituenti in posizione α o β
sull’atomo di carbonio 16 non sono essenziali, ma, in particolare il sostituente sull’atomo di
carbonio in posizione 16, regola la durata d’azione ed elimina completamente l’attività
mineralcorticoide. Un sostituente in posizione 17 α, benché non necessario per l’attività,
potenzia l’attività glucocorticoide;
• modificando l’anello A con l’introduzione di un doppio legame tra gli atomi di carbonio in
posizione 1 e 2 si incrementa l’attività glucocorticoide e si rallenta la metabolizzazione;
• l’incremento maggiore di entrambe le attività (mineralcorticoide e glucocorticoide) si ha
inserendo degli alogeni, in particolare degli atomi di fluoro sia nella posizione 9 sia nella
posizione 6. In questo modo vengono incrementate di parecchio le due attività: 10 volte
rispetto al cortisolo per quanto riguarda l’attività glucocorticoide e più di 100 volte per
quanto riguarda l’attività mineralcorticoide.
Quindi questi risultano farmaci utilizzati nella terapia sostitutiva quando non vi è una produzione
naturale sufficiente di cortisolo.
Risulta necessario per l’attività avere il gruppo carbonilico in posizione 3. Per l’attività
antinfiammatoria non è indispensabile la presenza del doppio legame nell’anello A. Nell’anello A si
possono inserire dei sostituenti, che devono essere opportunamente selezionati. Se in posizione 2
si inserisce un gruppo metilico, si ottiene un derivato che perde l'attività. Se, invece, si inserisce
nella stessa posizione un alogeno, come un atomo di bromo o di cloro, l’attività viene mantenuta.
Inserendo in posizione 6 un atomo di fluoro si ha l’aumento dell’attività. In posizione 6 non
possono essere inseriti dei gruppi polari, come un gruppo carbonilico o un gruppo ossidrilico
perché si avrebbe la riduzione dell’attività. È possibile, invece, introdurre un gruppo metilico,
avendo un incremento dell'attività rispetto al cortisolo, ma si ottengono comunque dei derivati
meno attivi rispetto ai derivati che presentano un alogeno in posizione 6. La posizione 7
generalmente non è sostituita perché, introducendo dei sostituenti in posizione α o in posizione β,
si riduce l’attività antinfiammatoria. Lo stesso accade se viene introdotto un doppio legame tra gli
atomi di carbonio in posizione 7 e 8. Tra le posizioni 5 e 6 è possibile introdurre un doppio legame
e si mantiene così l'attività.
Eliminando il gruppo metilico si ottiene il norcortisolo. Negli steroidi, quando si elimina un gruppo
metilico, i corrispondenti derivati presentano il prefisso nor-. Il norcortisolo ha circa un decimo
dell’attività antinfiammatoria mostrata dal cortisolo.
L’aromatizzazione dell’anello A con la formazione di un derivato che assomiglia agli estrogeni
mostra la stessa attività antinfiammatoria del cortisolo. Modificando l’anello A, riducendone le
dimensioni, quindi passando da un ciclo a 6 termini ad un ciclo a 5 termini, si ottiene un derivato
inattivo, mentre inserendo in posizione 2 un atomo di ossigeno al posto dell’atomo di carbonio si
ottiene un composto con circa un quarto dell’attività antinfiammatoria del cortisolo. Tutte queste
modifiche diminuiscono le proprietà antinfiammatorie del cortisolo, quindi non sono opportune.
Introducendo un doppio legame tra gli atomi di carbonio nelle posizioni 1 e 2 si ha un incremento
dell’attività antinfiammatoria, ma anche dell’emivita. Introducendo in posizione 1 un gruppo
idrofilo, come un gruppo ossidrilico, si ottiene una molecola priva di attività.
Giunzioni
Negli steroidi, l’atomo di carbonio 10 e l’atomo di carbonio 13 sono sempre sostituiti con dei
gruppi metilici che si trovano rispettivamente nella giunzione tra gli anelli A e B e gli anelli C e D:
questi atomi di carbonio vengono indicati come atomi di carbonio 18 e 19.
La nomenclatura del sistema ciclico invece, parte dalla posizione 1 dell’anello A poi segue con
l’anello B, poi C e infine D. L’atomo di carbonio legato in posizione 17 si chiama atomo di carbonio
20 e poi seguono gli altri atomi di carbonio (quella che vedete nell’immagine è la struttura del
Colestano). Nella struttura degli steroidi, ad esempio del colestano sono presenti ben 7 atomi di
carbonio asimmetrici, quindi teoricamente sarebbero possibili 128 isomeri; in realtà, abbiamo
degli anelli congiunti tra di loro e quindi, siccome gli anelli non si possono infilare l’uno dentro
l’altro, il numero degli isomeri diminuisce notevolmente.
In natura, di tutti gli isomeri possibili, ne esistono soltanto 4; in particolare, le caratteristiche fisse
di tutti gli steroidi sono:
• i sostituenti dell’atomo di carbonio 8, nei punti di giunzione tra gli anelli B e C, sono in
posizione beta (cioè al di sopra del piano costituito
dall’anellociclopentanoperidrofenantrenico), quindi disposto verso l’osservatore, mentre il
sostituente dell’atomo di carbonio in posizione 9 si trova sempre in alfa;
• il sostituente dell’atomo di carbonio 10 è sempre disposto verso l’osservatore, quindi in
beta, così pure il sostituente dell’atomo di carbonio 13 che è sempre un metile disposto in
beta, e anche il sostituente dell’atomo di carbonio in posizione 17 è in beta.
Quindi, alla fin fine, soltanto i sostituenti presenti sull’atomo di carbonio 5 e 14 possono trovarsi o
in posizione alfa o in posizione beta e, per convenzione, bisogna sempre segnare (a meno che non
sia presente un doppio legame sugli atomi di carbonio 4 e 5) se si sta parlando di steroidi della
serie 5 alfa o 5 beta.
Tutti gli steroidi animali appartengono alla serie del 5-alfa-colestano; gli acidi biliari invece derivano
dal 5-beta-colestano.
Per la definizione delle giunzioni bisogna fare riferimento alle regole della chimica organica
ricordando che un legame è assiale o un sostituente è assiale quando è perpendicolare al piano
dell’anello (come mostra la figura in alto a destra, alfa-assiale e beta-assiale) o equatoriale quando
si trova più o meno nello stesso piano dell’anello.
Sia nel caso di sostituenti assiali che nel caso di sostituenti equatoriali, questi vengono designati
come alfa se si trovano sotto il piano dell’anello o beta se si trovano sopra il piano dell’anello.
Questo discorso vale oltre che per i sostituenti angolari (ossia quelli che non si trovano nei punti di
giunzione di un anello), anche per i sostituenti che si trovano nei punti di giunzione di due anelli.
A seconda della posizione dei sostituenti, viene definita anche la tipologia di giunzione tra i due
anelli: una giunzione si dice trans quando i due sostituenti che sono presenti negli atomi di
carbonio di giunzione, si trovano uno in posizione alfa e uno in posizione beta indifferentemente.
Se andiamo a vedere questa rappresentazione sul piano nello spazio (seconda immagine a partire
da sinistra), vediamo che i due anelli hanno entrambi una conformazione a sedia e i due sostituenti
si trovano uno sotto il piano dell’anello e uno sopra. La giunzione si dice cis, quando invece i
sostituenti si trovano nei punti di giunzione tra i due anelli, si trovano entrambi in beta come
nell’immagine in alto a destra o entrambi in alfa. La posizione dei carboni di giunzione va a
regolare anche la disposizione nello spazio dei due anelli condensati.
Questa rappresentazione sul piano (terza immagine) che sembrerebbe molto simile a quella con gli
anelli con la giunzione trans, se andiamo a rappresentarle nello spazio abbiamo invece la
disposizione dei due anelli in maniera completamente diversa rispetto agli anelli congiunti con una
giunzione trans e si vede anche che i due sostituenti in posizione beta sono quelli che vanno a
regolare questi punti di giunzione tra gli anelli, esattamente come avviene per la giunzione trans.
Possiamo avere steroidi nei quali abbiamo tutte giunzioni di tipo trans tra l’anello A e B, tra l’anello
B e C e tra l’anello C e D e questi sono gli steroidi che appartengono al gruppo del 5-alfa colestano,
tra i quali troviamo l’androsterone e il 5alfa-diidrotestosterone. Quando tra gli atomi di carbonio 4
e 5 c’è un doppio legame, non abbiamo sostituenti nel punto di giunzione; quindi, non possiamo
definire la tipologia di giunzione tra gli anelli A e B ma possiamo definire quella tra gli anelli B e C e
gli anelli C e D che quando sono tutte di tipo trans danno luogo alla serie di corticosteroidi dei
progestinici, degli androgeni e una serie di sapogenine. Anche nel caso in cui si abbia un doppio
legame tra gli atomi di carbonio 5 e 6, non è presente un sostituente in posizione 5 e quindi non si
pu andare a definire la giunzione tra gli anelli A e B. Mentre, quando le giunzioni tra gli anelli B e C
e C e D sono di tipo trans, si hanno gli steroidi del tipo: colesterolo e un'altra serie di sapogenine.
Le sapogenine sono steroidi ma non di origine animale bensì di origine vegetale.
Quando le giunzioni tra gli anelli A e B è di tipo cis e le giunzioni tra gli anelli B e C e C e D sono di
tipo trans si hanno gli steroidi del tipo del coprostano a cui appartengono gli acidi biliari e una
terza serie di sapogenine.
Finora abbiamo visto degli steroidi che appartengono sia al regno animale che a quello vegetale.
Negli steroidi in cui la giunzione tra gli an
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Apputi esame lezioni 29-33 su 33 di Chimica farmaceutica e tossicologica 2
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Apputi esame lezioni 1-11 su 33 di Chimica farmaceutica e tossicologica 2
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