DIAGNOSTICA E SPERIMENTAZIONE DELLE STRUTTURE M
Parte 1. MISURE E STRUMENTAZIONE (24/02/2022)
Parleremo degli strumenti di misura nelle loro generalità e vedremo le loro caratteristiche, poi partiremo a
vedere quali sono gli strumenti che abbiamo a disposizione, ad esempio, per misurare delle lunghezze degli
spostamenti o delle deformazioni, ecc…. Quindi parleremo sia di strumenti di misura tradizionali ma anche
di quelli più innovativi come, per esempio, Digital Immagination Correlation (DIC), LIDAR, Mappature di
potenziale, ecc…
In questi 5 anni vi sono state date molte informazioni, avete sentito parlare fino allo sfinimento di
comportamento lineare dei materiali delle strutture, di modulo elastico, di spostamenti e deformazioni
infinitesime, coefficiente di Poisson, ma anche semplicemente cosa si intende per luce di una trave o la sua
freccia e le rotazioni, oppure nel campo della dinamica si parla di frequenze proprie della struttura.
Quindi forse sappiamo tutto della teoria ma quasi
niente della pratica, in sostanza si vuole capire ad
esempio come fare per determinare e misurare il
modulo elastico di un materiale. Per cui l'idea di
questo corso è di fare un collegamento tra la teoria e
la pratica e viceversa, comunque la parte pratica ha
assolutamente bisogno della parte teorica, infatti una
volta che capiamo la pratica possiamo ritornare e
avere conferma di quello che sappiamo dalla teoria.
DOMANDA TIPICA ALL’ESAME: Quali sono gli strumenti che ho a disposizione per misurare le deformazioni?
Elementi di metrologia
La metrologia è la scienza che ha per oggetto lo studio dei princìpi, dei metodi e dei mezzi necessari per
effettuare la misurazione delle grandezze fisiche. Una grandezza è misurabile quando posso definire il
modo per misurarla e identificare una unità di misura, ad esempio la bellezza non è una grandezza fisica
perché non ho un modo per misurarla mentre la lunghezza o il tempo sono grandezze fisiche perché posso
definire un'unità di misura e modo per misurarle.
Per misurare una grandezza fisica la si confronta con una della stessa specie che viene assunta come unità
di misura, quindi alla fine la misurazione di una grandezza fisica è data dall’unione di due fattori: un
numero puro, che esprime quante volte detta unità è contenuta nella grandezza da misurare (misurando),
e la scelta dell’unità di misura.
Si può procedere a misurare la grandezza che ci interessa in due modi:
- DIRETTA: tramite lo strumento di misurazione consente di conoscere direttamente la misura senza
ricorrere a misure di altre grandezze; ad esempio, esistono degli strumenti chiamati estensimetri che
danno proprio come output il valore della deformazione (ε).
- INDIRETTA: la misura è ricavata per calcolo di altre grandezze collegate a quelle da misurare
applicando una legge fisica;
Strumento di misura
Quando vogliamo effettuare una misura di una grandezza fisica dobbiamo risolvere questo problema: se si
vuole fare una misurazione in mm si utilizza un apparecchio adeguato che, posto in interazione con il
misurando fornisce nel suo formato d’uscita un’indicazione dipendente dal valore misurato.
Molti strumenti che vengono utilizzati nel campo dell'ingegneria civile sono circuiti elettrici che si attaccano
alla corrente quindi molte volte danno in uscita un valore di corrente in Volt oppure una variazione di
resistenza in Ohm, se questo è quello che mi dà in uscita lo strumento devo metterlo in relazione poi alla
misurazione che voglio cioè i millimetri.
Lo schema generale di uno strumento di misura può essere rappresentato nel seguente modo: segnale in
ingresso, sensore, trasduttore, rivelatore del segnale. Tutto ciò prende il nome di CATENA DI MISURA ed è
l’insieme di apparecchi connessi tra loro mediante interfacce che permettono di effettuare la misurazione
di una grandezza.
Il sensore è la parte del trasduttore che si trova in diretta interazione con il sistema misurato che sente il
segnale in ingresso.
Il trasduttore è il mezzo tecnico che compie su un segnale d’ingresso una certa elaborazione,
trasformandolo in un segnale d’uscita. Rilevatore
Sensore Trasduttore
Segnale in ingresso Segnale in uscita
(spostamento, (corrente)
temperatura…)
In un caso reale se consideriamo una trave semplicemente appoggiata e si vuole eseguire una prova di
carico di un solaio per determinare la freccia della trave, quindi si applica il carico alla trave e la metto in
interazione con lo strumento di misura e in particolare con il sensore, si tratta di una testina mobile che
sente che la trave si sta spostando, quindi riesce a cogliere l'abbassamento della trave (oppure se devo
misurare una temperatura sente che la temperatura sta variando), dopodiché il sensore è collegato ad un
trasduttore che traduce il segnale di ingresso in un segnale di uscita e passa questo segnale in uscita al
rilevatore che è la parte finale di visualizzazione del segnale.
Se io voglio misurare la freccia in millimetri e il rilevatore fornisce una misurazione in Volt, come faccio a
risalire alla grandezza che mi interessa?
Si utilizza quella che è la curva di taratura dello strumento che rappresenta una relazione biunivoca tra ogni
valore di lettura fornito dallo strumento, espresso nella sua unità, ed il corrispondente valore da assegnare
al misurando espresso nella sua unità di misura.
Quindi dato il valore fornito dallo strumento
riesco a risalire al valore del misurando, cioè lo
strumento tira fuori una misurazione del
voltaggio e attraverso la curva di taratura so
quel voltaggio a che spostamento corrisponde.
Le caratteristiche di impiego di uno strumento o
di un sistema di misura vengono determinate a
seguito di taratura.
Nel grafico però si possono notare 3 curve, generalmente si fa riferimento a quella centrale ma è presente
un fascio di curve perché quando si fanno delle misure si ha una certa incertezza che non si può eliminare,
per cui la misura esatta non esiste occorre solo fare attenzione a diminuire al massimo gli errori.
Infatti, misurando più volte lo stesso oggetto con uno stesso strumento e nelle stesse condizioni si
registrano valori diversi, poi generalmente come risultato si adotta quella che è la media tra i diversi
risultati ottenuti; la misura è quindi soggetta ad una incertezza.
Infine, si può dire che la misura è un insieme di 3 dati: non solo del valore della misura, del numero puro più
l'unità di misura, ma sarà presente anche un certo livello di incertezza.
Ci possono essere due tipologie di incertezze:
• →
Incertezze sistematiche Dovute all’utilizzo di strumenti non idonei (deformabili, soggetti a usura,
scarsa precisione, fuoriuscita dal campo di misura dello strumento);
• →
Incertezze accidentali Dovute all’operatore e all’ambiente: obbligano a misurazioni ripetute e al
calcolo dei valori medi (ad esempio errore di parallasse).
Noi dobbiamo essere consapevoli che ci possono essere queste incertezze e che devono essere ridotte al
minimo e quindi parliamo di accettabilità della misura e di qualità della misura.
Poi nel nostro ambito volevo farvi notare che scrivere 8 m o 800 cm, oppure 32 mm o 32,0 mm o 32,00 mm
dal punto di vista matematico sono lo stesso numero ma non dal punto di vista metrologico perché la prima
è la misurazione che è stata fatta con uno strumento che misura il millimetro, mentre l'ultima misura è
stata fatta con uno strumento che legge il millimetro, il decimo di millimetro e il centesimo del millimetro,
quindi, è uno strumento più accurato.
Caratteristiche metrologiche dello strumento di misura
Le caratteristiche metrologiche di uno strumento di misura definiscono in modo quantitativo le prestazioni
dello strumento, cioè possono essere considerate come una misura della qualità dello strumento, e sono:
1. CAMPO DI MISURA: l’intervallo compreso tra i valori minimo e massimo della grandezza misurabile
dallo strumento e, all’interno del quale, sono valide le altre qualità metrologiche;
Anche se la graduazione dello strumento può estendersi oltre il campo di misura, nessuno strumento
può misurare una grandezza fisica da 0 a ∞, quindi se esco dal campo di misura dello strumento non
sono più valide le sue qualità metrologiche, cioè non è più sensibile come dichiarato nella tabella
allegata allo strumento. Perciò sono indicate:
o Portata minima: valore della grandezza al di sotto della quale la
“accuratezza” dello strumento non è più garantita.
o Portata massima: valore della grandezza al di sopra della quale
la “accuratezza” dello strumento non è più garantita
Ad esempio, per un metro da cantiere il suo campo di misura è
definito da 0 a 1000 mm.
2. RISOLUZIONE: è l’entità della variazione del misurando che lo strumento di misura è in grado di
segnalare (32 mm, 32,0 mm o 32,00 mm); Ad esempio, per un metro da cantiere risoluzione 1 mm (in
parole povere la distanza tra due tacche).
3. SENSIBILITA’: è l’attitudine dello strumento a rilevare piccole variazioni della grandezza in ingresso; È il
rapporto tra la variazione del valore fornito dallo strumento (V) e la variazione del misurando (G), per
variazioni arbitrariamente piccole.
Nel grafico sono riportate due curve di taratura che poi sono due rette che rappresentano due
strumenti differenti, sull'ascissa abbiamo il valore fornito dallo strumento e nelle ordinate abbiamo il
valore della grandezza da misurare. Supponiamo che la trave si sia abbassata di un ΔG=1 mm, il primo
strumento con la con la retta più pendente (in rosso) legge una variazione di corrente ΔV, mentre se
utilizzo un altro strumento per misurare lo stesso spostamento ΔG=1 mm (in blu) legge un'altra
variazione di corrente ΔV. Quindi lo strumento più sensibile risulta quello che ha una variazione
maggiore del segnale in uscita, in questo caso a parità di spostamento è lo strumento 2.
In sostanza, queste rette non rappresentano il coefficiente angolare ma la sensibilità dello strumento
1
=
che è il reciproco del coefficiente angolare:
4. LINEARITA’: proporzionalità tra il valore fornito dallo strumento (V) e il valore del misurando (G);
La linearità è il campo in cui lo strumento mantiene costante la sua sensibilità al variare del valore della
grandezza fisica in ingresso. Il valore in uscita è proporzionale al misurando in ingresso.
Sia per valori positivi e sia per valori negativi, l’intervallo è il campo di misura con la portata massima e
la portata minima e poi c’è il fondo scala dello strumento, al di fuori di questo campo di linearità lo
strumento non ha più quelle caratteristiche dichiarate.
5. RIPETIBILITA’: è l’attitudine di un dispositivo a fornire valori di lettura poco differenti tra loro, in letture
consecutive eseguite indipendentemente sullo stesso misurando con procedimento unificato
(seguendo una normativa), dallo stesso operatore e nelle stesse condizioni;
6. ACCURATEZZA: è il grado di concordanza tra il valor medio desunto attraverso una o più misure e il
relativo valore vero. Una mancanza di accuratezza si traduce in un errore sistematico.
Il primo caso è uno strumento che effettua una
prova poco ripetibile e poco accurata perché
misuro tante volte la stessa cosa e mi dà dei
risultati molto diversi tra di loro e lontani dal valore
medio. Il secondo caso invece è uno strumento
ripetibile perché misuro tante volte la stessa cosa e
i dati sono vicini tra di loro ma è poco accurata.
Il terzo caso è uno strumento poco ripetibile
perché misuro tante volte la stessa cosa e i dati non
sono vicini tra di loro ma è accurata.
Il quarto caso è uno strumento ripetibile e anche molto accurato, perché sono tra loro poco distanti e
perché sono sul centro del bersaglio quindi questa è una misura che possiamo classificare come precisa.
ESEMPIO: trasduttore di spostamento LVDT
“Sensitivity” è espressa il milli Volt su Volt
per millimetri (mV/Vmm) e sono tanti
numeri perché ci sono diversi modelli dello
strumento e mi permette di passare dal
segnale di corrente in uscita dello strumento
ai millimetri. Poi un'altra cosa che si legge è
la linearità dello strumento “linear range”
cioè il campo di misura dello strumento
±1
lineare, essi hanno delle misurazioni da
±3
mm, mm ecc… per i vari strumenti.
ESEMPIO: Calibration Data Card accelerometro
Questa è una tipica scheda tecnica di questo accelerometro, uno strumento cubico attaccato ad un cavo
perché c'è un circuito elettrico che li fa funzionare. Tra le caratteristiche si può leggere “sensitivity” 516
2
mV/g che corrisponde a 52,7 MV/m/s , poi si ha il “range” che è il campo di misura dello strumento 0.5*
3000 Hz per cui la sua sensibilità vale in questo campo di misura della frequenza.
= 52,7 2
1
→ = ∙
Strumenti per misure lineari
Sono strumenti per misurare la lunghezza in modo diretto cioè senza trasformazione della grandezza fisica.
L’utilizzo della cordella metrica, del metro da cantiere e del calibro dipende da quello che voglio misurare e
ognuno di essi ha una certa risoluzione e una certa accuratezza e un certo campo di misura.
Poi data una cosa da misurare ho una miriade di strumenti da utilizzare e devo scegliere quello più adatto,
non stiamo a parlare di come funziona il metro da cantiere ma si fa solo un piccolo accenno al calibro.
Calibri analogici
• C’è una parte fissa e una scorrevole a cui è solidale una scala aggiuntiva detta nonio, poi ci sono i
becchi per effettuare sia una misurazione interna (becchi superiori) che esterna (becchi inferiori);
• Hanno una portata di 130-500 mm;
• Consentono misure di risoluzione di 1/10, 1/20, 1/50 mm a seconda del nonio in esso presente,
quindi, sono strumenti che nella loro semplicità riescono ad essere precisissimi.
In sostanza, il nonio è una scala graduata accessoria che caratterizza il calibro a corsoio e consente di
misurare anche frazioni di millimetro, che invece caratterizza la scala dell'asta fissa, quindi fornisce allo
strumento una risoluzione inferiore a 1 mm.
La differenza tra il passo della scala fissa e quello del nonio fornisce la risoluzione dello strumento.
A seconda del numero delle parti che formano la
scala del nonio si hanno:
• nonio decimale (risoluzione 1/10 = 0,1 mm)
• nonio ventesimale (risoluzione 1/20 mm)
• nonio cinquantesimale (risoluzione 1/50 mm)
Come si legge la misura?
La misura si compone di due parti: una che leggo sulla scala fissa più quella che leggo sul nonio che scorre.
Ad esempio, nel primo caso sulla scala fissa leggiamo 0 mm e poi siccome abbiamo un nonio ventesimale
con una risoluzione di 0,05 mm si va a vedere sulla scala del nonio la prima tacca che coincide con la tacca
della scala fissa, allora mi dà le altre cifre decimali, la prima che coincide è 0,90 mm.
Nel terzo caso si ha sempre lo stesso calibro con la stessa risoluzione, se questo è 110 vuol dire che mi
trovo a 106 mm virgola qualcosa che andiamo a determinare dalla scala del nonio e si va a guardare la
prima tacca che coincide tra la scala del nonio e la scala fissa che corrisponde a 0,60 mm. In definitiva la
misura che sto andando a leggere è 106,60 mm.
Calibri digitali
I calibri possono essere anche provvisti di un display in cui si legge il
valore della misura, funzionano sempre peggio rispetto ai calibri
analogici, ma hanno il vantaggio che sul display si legge
direttamente il valore della misura.
Siccome sul display si legge una lunghezza di 29,91 mm la
risoluzione dichiarata è del decimo di millimetro e del centesimo di
millimetro.
Strumenti per misure di spostamento (01/03/2022)
Innanzitutto, per quanto riguarda lo spostamento possiamo essere interessati a due tipologie:
• Spostamento assoluto = variazione di posizione tra un punto e un sistema di riferimento fisso;
• Spostamento relativo = variazione di posizione relativa tra due punti (ΔL); lo si considera per esempio
quando siamo interessati a determinare come si evolve un quadro fessurativo di un muro, di un
elemento strutturale oppure quando siamo interessati a determinare la deformazione.
Alla fine per fare una misura abbiamo tanti strumenti a disposizione e il loro uso dipende dal tipo di misura
che voglio effettuare, noi andremo a vedere degli strumenti meccanici dove sostanzialmente non c'è un
circuito elettrico ma ci sono solamente degli ingranaggi meccanici (molle, ruote dentate), poi abbiamo degli
strumenti elettrici dove c'è un circuito elettrico che li fa funzionare e poi degli strumenti basati sul principio
dell'induzione.
Comparatore meccanico
È uno strumento per la misura di spostamenti assoluti, perché l'oggetto è fissato al suolo e ci dà lo
spostamento del punto su cui è a contatto.
Nella lezione precedente abbiamo parlato della catena di misura e questo strumento ha tutte le parti, cioè
è costituito da un sensore, un trasduttore ed un rilevatore. Questo strumento è costituito da un'asta
cilindrica mobile scorre all'interno di una guida tubolare, poi all'estremità dell'asta si ha il sensore/tastatore
che viene messo a contatto con la superficie dell'oggetto sottoposto a misura, cioè questa punta sente il
movimento. Il meccanismo a molla (trasduttore) spinge costantemente l'asta verso l'esterno, assicurando
così il contatto con l'oggetto di misura e qu
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Appunti secondo modulo Diagnostica e sperimentazione delle strutture - Parte 3
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Appunti secondo modulo Diagnostica e sperimentazione delle strutture - Parte 2
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Appunti primo modulo Diagnostica e sperimentazione delle strutture
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Appunti Diagnostica e sperimentazione delle strutture