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e perché è importante per un progettista

COS’È LA PERCEZIONE

Che differenza c’è tra l’oggetto reale e l’oggetto percepito?

Come si costruisce fenomenicamente l’unità fisica dell’oggetto?

Come percepiamo la tridimensionalità, ovvero la profondità?

GLI ENIGMI DELLA PERCEZIONE

La realtà non è esattamente la nostra percezione, è qualcosa di diverso: qualcosa che percepisco

è una realtà fenomenica

La scienza della percezione nasce nel momento in cui mi chiedo “Perché e come l’ambiente nel

quale viviamo si articola per noi in oggetti distinti l’uno dall’altro e perché esso si articola proprio in

quegli oggetti e proprio con quelle caratteristiche (forma, colore, grandezza, odore, durezza,

velocità, mobilità)?”

Se non mi pongo questa domanda potrei cadere in quello che viene definito realismo

(definire reale quello

ingenuo = secondo cui il mondo fisico coincide con il mondo percepito

che si vede, che si percepisce)

io vedo gli oggetti così, in quella posizione e in movimento perché, sono realmente ed

effettivamente così. ↓

corrispondenza totale tra mondo fisico e mondo fenomenico

(ciò che percepisco)

MA a volte posso avere una percezione diversa da ciò che è la realtà -> non tutto è ciò che vedo

realmente (ci allontaniamo dal realismo ingenuo) —> l’oggetto reale può non coincidere con

l’oggetto fenomenico / percepito ↓

es: — Quando percepisci il treno muoversi e invece è il treno di fianco

— Sensi alterati per il bere, le droghe: fanno vedere colori e forme diverse da come sono in

realtà

— Se fisso una matita a 30 cm dai miei occhi la matita si sdoppia

Quindi non è detto che la realtà fisica corrisponda alla realtà fenomenica

↓ 3 SITUAZIONI

1. presenza fenomenica di un oggetto in assenza di una corrispondente realtà fisica (oggetti

fenomenici senza corrispettivi oggetti fisici)

“Triangolo di Kanizsa”:

Se dovessimo vedere questa composizione per la vedo due triangoli e

realtà percettiva

tre cerchi (sembra così)

↓ sono invece 3 pacman e degli angoli (ma la realtà fenomenica è cosi

Nella realtà fisica

forte da farmi sentire quel triangolo bianco come reale) ↓

La percezione del triangolo bianco centrale fa

parte del mondo fenomenico

Il triangolo lo si percepisce ancora ma meno, è un gli elementi ambigui

elemento ambiguo,

vanno messi nella comunicazione l’importante è esserne consapevoli.

Fig. 10.8

2. Cecità per un oggetto che non è nascosto -> assenza dell’oggetto fenomenico corrispondente

a un oggetto fisico effettivamente presente nella realtà esterna

“candelabro o volto umano”

la descrizione comune è quella di vedere un candelabro con delle appendici a forma di foglia

ma in un secondo tempo spariscono candelabro e foglie e compaiono due volti umani di

profilo che si fronteggiano 1

- Con un oggetto davanti ai nostri occhi, molto ben bilanciato rispetto allo sfondo, ho la necessità di

porre l’attenzione su uno dei due per vederli, non riesco a vedere entrambe le cose in

contemporanea

- Il contesto può assorbire l’oggetto: Mimetismo —> in natura fa si che alcuni animali non

possano essere visti (animal camouflage) -> vediamo un certo ambiente senza vedere

una quantità di creature o cose che sono presenti senza una copertura

Altri es. di oggetti che si mimetizzano perché non riescono ad emergere con il ruolo di figura o di

oggetto in quanto rimangono assorbiti da un determinato contesto più ampio sono questi:

“Mascheramento di un esagono”

a sinistra vediamo un esagono che dal punto di vista geometrico è contenuto anche

a destra nella figura di destra pero sono presenti altri raggruppamenti di linee che

non ci permettono di notare il contorno esagonale

: anche se vedo bene una forma definita, se è

= Il contesto guida il messaggio

inserita in un contesto diverso potrebbe non essere più così definibile

“Segni neri su sfondo bianco o lettere bianche su sfondo nero”

- segni neri che sembrano geroglifici ma che in realtà sono scritte che a prima vista

non vengono notate

- eppure in entrambi i casi le parole sono ben più visibili delle figure che si

impongono alla percezione, sono presenti allora scoperto senza nessuna

mascheratura

“Parola speculare o figura unitaria?”

3. Illusioni ottico / geometriche —> discrepanza tra le caratteristiche dell’oggetto fenomenico e le

caratteristiche dell’oggetto fisico:

"Contrasto di chiarezza”

in base al colore di sfondo cambia la luminosità degli oggetti -> il colore grigio ha lo

stesso colore ambi i lati, solo che è posto su uno sfondo diverso e quindi è

percepito diverso.

” Illusione di Zoellner”

le linee parallele alla diagonale del quadrato convergono e divergono percettivamente per

l’azione esercitata su di esse dai piccoli segmenti che le intersecano infatti se determinati

segmenti vengono allontanati le linee tornano ad apparire parallele.

“Müller-Lyer” due segmenti uguali sono fenomenicamente di lunghezza molto diversa.

“Contrazione fenomenica dello spazio”

notevole diversità di area tra il quadrato coperto dalla fascia nera larga e quelli coperti

dalle fasce più stratte

—> Il quadrato sembra più grande o più piccolo a seconda di quanto è coperto

”Rottura della linearità (Giovanelli, 1967)”

il posizione in cui sono disposti i triangoli e i quadrati altera la rettilineità

dell’allineamento geometrico dei punti e delle sbarrette verticali.

—> é sempre il contesto che sbilancia la linearità.

Nel momento in cui vedo un oggetto ruotato o soltanto una sua sezione non dovrei più percepire

l’oggetto, invece lo percepisco. 2

Quindi il rapporto tra realtà fenomenica e fisica non è sicuro e consolidato come a prima

vista potrebbe sembrare.

la percezione è il risultato di una serie di mediazioni, non la copia della realtà -> ecco che nasce lo

studio delle percezioni per studiare queste mediazioni.

- parte scientifica x capire cosa succede negli organi di senso (vista ecc) quindi che succede nel nostro cervello, ma

anche che succede dal punto di vista psicologico

- descrivere ciò che realmente vediamo come percezione, non come realtà -> analizziamo le immagini

TUTTO È PERCEZIONE

è un medico o è un meccanico ?” l’abito non fa il monaco, ma decisamente aiuta a riconoscerlo”

(il medico, per esempio, lo riconosci subito)

—> la tua presentazione, come tu ti vuoi presentare, è l’abito.

La percezione è molto sottile, sta a noi capire dove sta arrivando.

LABORATORI DI BRUNO MUNARI - SEGNI

Munari diceva che si impara agendo e guardando la realtà —> riesce a far vedere le cose da un

altro punto di vista

Alla base di ogni disegno c’è un segno.

Ogni artista ha il proprio che lo definisce e lo caratterizza e che viene messo in

segno personale,

risalto dallo Lo strumento ha un suo linguaggio e una sua personalità

strumento.

sono immagini diverse, hanno uno stile diverso, che danno percezioni diverse:

- a sinistra c’è la matricità, l’essere presente nella terra, gestuale

- a destra più simbolico, più legato al sogno, più freddo, sembra più ragionato

—> ognuno ha un proprio segno

I segni hanno un potere illimitato

La realtà è composta da segni che si organizzano:

se guardiamo la realtà esterna, vediamo che è piena di segni -> La realtà intorno a noi può esser

letta come una “organizzazione di segni”. Ci sono segni ovunque: le rotaie del tram, i sassi del

selciato, la trama di un tappeto, i bottoni della camicia.

la realtà è percezione di una realtà fenomenica

EVENTI CHE PRECEDONO LA PERCEZIONE: LUCE E SISTEMA VISIVO

LUCE

CHE COS’È LA LUCE

La paura del buio è una delle paure più ancestrali. Per sentirci a nostro agio abbiamo bisogno di procurarci

al

informazioni rapide e abbondanti sul mondo che ci circonda; e per farlo abbiamo bisogno della luce —>

buio non riusciamo percepire la realtà che ci sta intorno, è la luce che fa si che io possa percepire

la realtà -> La luce ci fornisce e trasporta informazioni non solo sulla presenza di determinati

oggetti ma anche su certi interessanti aspetti della loro superficie come la lucentezza, il colore, la

grana.

La luce è una forma di composta simultaneamente da un insieme di

energia elettromagnetica,

onde e minuscole particelle. quindi la differenza tra le luci

Ogni sorgente di luce emette fotoni di diverse lunghezze d’onda,

è data dalla = è la distanza percorsa dall’onda tra un’oscillazione e l’altra (più

lunghezza d’onda

alta è la frequenza più corta è la distanza tra gli apici)

- quella che ci appare come tinta è la lunghezza d’onda dominante: alle diverse

lunghezze d’onda della luce corrisponde la percezione dei diversi colori 3

- La lunghezza d’onda è calcolata in nanometri (= milliardesimi di metro)

comprende tutte le forme di energia che viaggiano alla velocità della

Spettro elettromagnetico:

luce

—> Lo spettro visibile all’uomo è compreso fra i e i nanometri (rispetto alla vastità dello

380 760

spettro siamo quasi ciechi) infatti

Alcuni animali sono in grado di vedere altre lunghezze d’onda: le

api e alcuni pesci vedono gli (sotto i 380), mentre i

ultravioletti

serpenti gli (sopra i 760).

infrarossi

L’occhio quindi non è uguale per tutti -> non tutti hanno lo steso

sistema visivo

COME SI PROPAGA LA LUCE : DIFFUSIONE, RIFRAZIONE, ASSORBIMENTO,

RIFLESSIONE

La luce (composta da raggi, emessi da una fonte luminosa) interagisce con l’ambiente in 4 modi

fondamentali:

1. diffusione : (associata all’azzurro del cielo) le micro particelle presenti nell’atmosfera

consentono alla luce di (il cielo è azzurro

diffondersi in tutte le direzioni quando le incontra

perché l’atmosfera diffonde le lunghezze d’onda più corte -> quindi abbiamo la percezione del

blu (se non ci fosse l’atmosfera il cielo sarebbe nero) ; le nuvole sono bianche perché le gocce

d’acqua (particelle) che le costituiscono sono più grandi di quelle dell’atmosfera quindi

diffondono tutto lo spettro luminoso e di conseguenza a noi arriva la luce bianca

-> Le lunghezze d’onda più corte vengono diffuse maggiormente (corrispondono al blu). Le

lunghezze d’onda più lunghe vengo diffuse in misura minore (corrispondono al verde, giallo,

arancio, rosso)

2. rifrazione : (associata ai miraggi del deserto). Quando i raggi luminosi passano da un mezzo

di una densità a un mezzo di un’altra densità, cambiano la loro direzione (come passare

—> (si curvano)

dal vetro, all’acqua, all’aria)

Questo avviene anche quando i raggi passano da uno strato di aria meno calda a uno strato di

aria più calda (quindi meno densa) come quella vicina all’asfalto bollente o nei deserti sulla

sabbia. Questo è il principio per il quale esistono le oasi: i raggi provenienti dagli oggetti

circostanti, nell’avvicinarsi al suolo vengono rifratti dall’aria calda e curvati verso l’alto nella

nostra direzione

3. assorbimento: (associato all'oscurità degli abissi). L’assorbimento si basa sulla tendenza da

parte dei i

raggi luminosi di essere assorbiti quando attraversano un mezzo qualsiasi:

fotoni cedono la loro energia e scompaiono. Sotto l’acqua c’è oscurità totale, questo perché

le lunghezze d’onda più lunghe (rosso, arancio e giallo) vengono

la luce viene assorbita—>

assorbite da quelle più corte (verde, blu e violetto)

Noi vediamo solo ciò che viene riflesso dalla luce, se venissero assorbiti vedremmo meno.

4. riflessione: (associata agli specchi). La riflessione si basa sul fatto che (grana,

le superfici

tessitura) una superficie ruvida rifletterà i

riflettono in modi diversi raggi/lunghezze d’onda:

raggi in direzioni e inclinazioni differenti perchè costituita come un mosaico, una superficie

liscia come uno specchio rifletterà i raggi in un’unica direzione

-> Superfici differenti riflettono anche in misura diversa le lunghezze d’onda, apparendo cosí

anche di colori differenti —> ciò fa sembrare un oggetto lucido o opaco

Luce, colore e contesto non sono concepibili mai come valori isolati e ci interessano per come

verranno percepiti. (Spesso nella segnaletica l’errore è non conoscere i fenomeni luminosi)

la luce che arriva al nostro occhio deve essere spazialmente ordinata, per mantenere le caratteristiche dell’oggetto

riflettente e deve cogliere le informazioni riguardanti lucentezza o colore della luce riflessa ed assorbita dagli oggetti

SISTEMA VISIVO

COME FUNZIONA IL SISTEMA VISIVO

Il sistema visivo (rapporto tra attività nervosa e

trasforma la luce in messaggi interpretabili

cervello), ed è composto da 3 parti: 4

- L’occhio : cattura la luce che entra e la converte in messaggi nervosi

- Le vie visive : trasportano questi messaggi (=l’informazione) dall’occhio al cervello

- Le aree visive : del cervello li interpretano (quando si è nel cervello ci sono delle

aree preposte a questo)

Com’è fatto l’occhio?

Ci sono delle coppie di muscoli che catturano al movimento: (l’occhio sembra fermo, ma in realtà si

I movimenti oculari servono a fissare oggetti, cioè a far cadere

muove in continuazione insieme alla testa):

l’immagine dell’oggetto d’interesse nella fovea (zona di maggior acuità), spostando più o meno

involontariamente il focus attentivo all’interno dell’oggetto di fissazione, ma anche ad inseguire

mantenendo l’immagine dell’oggetto sulla fovea quando si sposta

L’occhio è rivestito da 3 membrane concentriche:

- SCLERA: è lo strato più esterno ovvero il bianco dell’occhio che incornicia l’iride (Fa vedere dove

-> fondamentale per la comunicazione (siamo gli unici primati con la sclera

stiamo guardando)

bianca, perché abbiamo bisogno di capire dove l'altro sta guardando: negli animali non è

bianca)

È composta da fibre strettamente intrecciate che le conferiscono robustezza, permettono che la

pressione interna sia maggiore di quella esterna e se non fosse così resistente si potrebbe

deformare.

Nella regione frontale dell’occhio la disposizione delle fibre cambia, diventa trasparente e ha

una densità diversa e prende nome di CORNEA: La cornea è essenziale per formare l’immagine

—> permette una rifrazione dei raggi luminosi, facendo si che cambino direzione rispetto a

come arrivano e li trasporta dove mi servono —> permette la costruzione dell’immagine

retinica.

- COROIDE: strato intermedio composto da una fitta rete di vasi sanguigni che svolgono una

funzione di ossigenazione e nutrimento per l’occhio. All’interno contiene una vasta quantità di

pigmento nero, agendo come una camera oscura: assorbe la luce che viene rifratta su di essa

eliminando i potenziali riverberi, migliorando la qualità dell’immagine (assorbe i raggi che non

servono)

- RETINA: strato più interno dell’occhio sensibile alla luce, dove comincia la formazione

dell’immagine. (espleta concretamente la funzione visiva attraverso i fotorecettori)

Dividiamo ora l’occhio in due regioni separate.

- Nello compreso tra cornea e cristallino troviamo una soluzione salina diluita

spazio anteriore

ovvero Esso viene prodotto di continuo e cambiato regolarmente, fornisce

l’umor acqueo.

nutrimento e depura dagli scarti le zone che bagna e può essere ricambiato

- nello fra cristallino e retina c’è un fluido dalla consistenza dell’albume

spazio posteriore

d’uovo ovvero Esso non viene mai sostituito e rimane lo stesso per tutta la

l’umor vitreo.

nostra esistenza, per cui le sostanze di scarto si accumulano e nuotano dentro, e proiettano

ombre nella retina, visibili guardando una superficie uniforme molto luminosa.

provoca la cecità completa e gli impulsi nervosi della retina non arrivano più al cervello.

Glaucoma:

- IRIDE : è la parte colorata dell'occhio, il cui colore naturale è l’azzurro per ogni essere umano

ma la melanina ne modifica il colore. A causa della sua composizione l’iride diffonde la luce che

la colpisce, ovvero la rinvia in tutte le direzioni, e maggior melanina abbiamo nell’iride maggiore

-> perché se la melanina è alta le onde vengono assorbite molto.

- PUPILLA: parte nera all’interno dell’iride, e ha un diametro variabile ( può arrivare a 2 mm

quando c’è tanta luce e dilatarsi ad 8 mm quando ce n’è poca -> si contrae in presenza di luce

5

e si dilata in sua assenza se il diametro aumenta di 4 volte, la quantità di luce che entra è di

16 volte maggiore -> la grandezza della pupilla quindi dipende dalla quantità di luce

1. Serve per migliorare la (più la mia pupilla è piccola e più avrò a fuoco un

messa a fuoco

maggior numero di oggetti -> si restringe quando l’illuminazione non è sufficiente, cosi aumenta

la profondità di campo.

2. Serve per la gestione della luce dell’ambiente: regola la percezione della luce per vedere

bene

- = più oggetti a fuoco posti a distanze diverse

Pupilla stretta

- = meno capacita di discriminazione dei dettagli, meno oggetti a fuoco ma

Pupilla larga

maggiore luce in entrata

La grandezza della pupilla dipende anche da variabili di tipo emozionale: riflette il gradimento/

o la repulsione/distrazione

coinvolgimento (quando una persona è attenta e interessata/ ho una repulsione

le pupille sono più grandi)

- CRISTALLINO: è la lente trasparente e isolata posta sul retro della pupilla che direziona/devia i

raggi luminosi che entrano nell’occhio quel tanto che basta per farli convergere in un

-> modificando la propria curvatura, grazie ai muscoli ciliari, determina la

determinato punto

perfetta deviazione verso la retina (se eccessiva o insufficiente impedendo la visione a distanza

o ravvicinata)

Ha una forma sferica e viene sostenuta e curvata dai filamenti che si dipartono dal muscolo

ciliare che lo circonda: quando è rilassato diventa piatto (a fuoco oggetti lontani), quando si

contrae torna alla forma più sferica (a fuoco oggetti vicini) -> Questo processo si chiama

accomodazione ed è assente alla nascita e per il primo mese di vita —> eliminare i riverberi

per ottenere immagini nitide, le mette a fuoco

-> Composto da più di mille strati di cellule viventi perfettamente trasparenti

-> È l’unico organo che cresce in continuazione ed è trasparente. Per mantenere la trasparenza, le

cellule del cristallino si “autodistruggono”, lasciando cellule vive ma vuote, ed impedendo la

rigenerazione cellulare in caso di danni alle stesse (cataratta: no trasparenza)

RETINA

È una rete di che ricopre interamente il retro dell’occhio ed è estremamente sottile

vasi sanguigni

e nella parte centrale detta (fuoco del cristallino) è dotata di molti , dove inizia

fovea fotorecettori

la percezione.

Sul fondo della retina si trova uno strato di pigmenti che riflettono la luce in modo che il raggio si

fermi. Questa tipologia di occhio è chiamato “a camera”

In un occhio abbiamo 125 milioni di recettori, che sono cellule nervose specializzate che quando

sono colpite dai fotoni emettono una risposta elettrica: sono un particolare tipo di neuroni -> La

retina è composta da differenti strati di neuroni connessi fra di loro:

- Nel abbiamo i cellule sensibili alla luce (fotosensibili) che

primo strato fotorecettori,

convertono lo stimolo luminoso in segnali elettrici che giungono poi al cervello attraverso il

nervo ottico. Per ragioni evolutive sono disposte per ultime, e l’informazione luminosa deve

prima passare gli altri strati

- Nel abbiamo le che raccolgono i segnali nervosi provenienti

secondo strato cellule bipolari

dai fotorecettori e li trasmettono al terzo strato più interno.

- Nel terzo strato ci sono le ovvero le fibre del nervo ottico che fanno arrivare lo

cellule gangliari:

stimolo al cervello

fotorecettori

La è la parte più importante e sottile della retina ed è situata in corrispondenza del fuoco

fovea

del cristallino.

Quando fissiamo un oggetto gli occhi si muovono in modo tale che l’immagine retinica cada

esattamente nella fovea (capovolta), nella quale i fotorecettori sono disposti lateralmente invece

che verticalmente.

Noi umani abbiamo due tipi di fotorecettori chiamati così per la loro forma e sono distribuiti

uniformemente nella retina: 6

i responsabili della visione diurna: in condizioni di alta luminosità mi fanno vedere colori

coni

→ →

e dettagli sono presenti solo nella fovea -> percepiscono la visione dei colori e dei dettagli.

- sono di 3 tipi: rossi verdi e blu perché rispondono a queste gamme cromatiche

i responsabili della visione notturna in quanto sensibili al bianco e al nero (si

bastoncelli

→ →

attivano in presenza di poca luce e co essi non vedo bene ne i colori ne i dettagli). Sono presenti

nella periferia ed assenti nella fovea -> percepiscono l'intensità luminosa. (I gufi hanno solo i

bastoncelli perché sono animali notturni)

( Una scoperta recente mostra che abbiamo un terzo fotorecettore che permette al nostro

organismo di distinguere il giorno dalla notte, e di conseguenza regola le nostre funzioni che

cambiano dal gior

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lucrezia calmonte di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria della percezione e psicologia della forma e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Istituto Universitario Salesiano Venezia - IUSVE o del prof Rebeschini Anna.
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