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LA GRAFICA LIBERTY (eleganza e raffinatezza)

è lo stile che dominò la grafica europea dagli anni Settanta del 19 sec al primo decennio del 20 sec.

-Liberty dal nome della Liberty & Co: casa londinese specializzata nell'importazione di prodotti orientali

-Fu lo stile chiamato a interpretare la nuova cultura industriale e urbana in rapida ascesa.

La sua grafica (usata per produrre manifesti, riviste e libri) divenne un mezzo di comunicazione di massa,

sia perché i messaggi erano diretti a un pubblico sempre più grande, sia perché le nuove tecniche di

stampa ne consentivano la più ampia diffusione. Fu quindi grazie alla grafica, più che all'architettura e al

design, che il Liberty rimase per diversi decenni il modello dominante nella vita quotidiana in Europa e in

Usa.

Il Liberty si presentò come uno stile moderno che voleva superare la vecchia cultura ottocentesca in nome

di un nuovo ideale di bellezza e di profonda adesione alla natura, intesa non come modello da imitare, ma

come realtà da cogliere nella sua profonda vitalità.

- In architettura: Victor Horta, Antoni Gaudì, Josef Hoffmann

- in design: Mackintosh, Van de Velde, Peter Behrens, Carlo Bugatti

Con la grafica liberty ci fu un grande progresso delle tecniche grafiche:

- La xilografia prende vigore, esce dall'ombra grazie alle capacità di esprimere vuoti e pieni, positivo e

negativo.

- La litografia in auge nel periodo Liberty. Quasi tutti i grafici preferivano lavorare seguendo il processo

fotolitografico, che aveva limiti per la coloritura; soltanto Chéret disegnava direttamente sul supporto

litografico

CARATTERISTICHE PRINCIPALI DELLO STILE:

-Linearismo: la linea è una forza che agisce in modo simile alle forze naturali elementari (Henry Van de

Velde) astratta dei motivi naturalistici

-L’interpretazione

-La capacità di tradurre in componenti strutturali i propri elementi formali

Il Liberty si diffuse in modo omogeneo in tutti i paesi occidentali, ma in ciascuno di essi assunse nomi

diversi, legati alla tradizione culturale e alla situazione storico sociale.

- Arts and Crafts

In Gran Bretagna dominava la cultura e si espresse con copertine di Periodici. (Figura

principale Aubrey Beardsley)

- Art Nouveau

In Francia si parla di (dal nome della Maison de l'Art Nouveau) e qui la linea fu

protagonista con un gran senso del colore. (Protagonisti: Eugène Grasset Jules Chéret)

- Nouveau

La grafica dell'Art trovò in Belgio un terreno favorevole, grazie a una collaborazione in tutti i

campi: dall'arte alla letteratura, dall'architettura alla musica. (Essenza della nuova

cultura visiva Henri Van de Velde)

- Jugenstil

Lo (dalla rivista Jugend) tedesco si sviluppò in molti centri: Berlino, Monaco, Waimar

(Grande sperimentatore della grafica che fece lo Jugenstil un movimento d'avanguardia Peter Behrens

Architetto e disegnatore per la AEG)

- Secessione,

In Austria il movimento che interpretò l'ansia di rinnovamento fu la nata nel 1897.

Espressione di questo movimento fu la rivista Ver Sacrum alla cui composizione grafica contribuirono

molti tra i protagonisti di quella intensa stagione

- Liberty italiano

Il si sviluppò verso la fine del XIX secolo come stile floreale. La grafica italiana fu

all'altezza della cultura visiva moderna Le riviste: Emporium, Novissima, Italia Ride.

Nella nuova società di massa la circolazione delle informazioni e delle idee fu affidata alle pubblicazioni

periodiche

L'editoria europea e americana conobbe una forte crescita e divenne un'abitudine di massa nella seconda

metà del XIX secolo 1

L’ARTE DEL MANIFESTO

Il terreno sul quale la grafica liberty fece le sue più significative prove fu quello del manifesto: si impose

subito come diffuso mezzo di comunicazione in grado di trasmettere messaggi immediati e sintetici

La società dell’800 si trasforma con la rivoluzione industriale (si sviluppano prima le città europee, poi

l’America e fine 800 nasce la prima comunicazione).

1) cambiano i rapporti tra città e campagna: la gente lascia le campagne x andare in città dove ci sono

più fabbriche per lavorare (prima la comunicazione era solo tra la chiesa e i vicini). Spostandosi in

nuove società gli uomini sono più soli.

2) nasce l’esigenza di una comunicazione diretta per la popolazione attiva che occupa le città.

3) le città europee fanno un mega sviluppo con un mega afflusso di persone e grazie

all’industrializzazione nascono grandi magazzini (es Rinascente/Harrods), e i piccoli negozi hanno

bisogno di far vedere la loro merce dunque le prime forme di comunicazione nascono per mostrare le

immagini pubblicitarie.

↓ “I manifesti raccontano di merci che possono essere alla portata

Per questo nasce l’arte del manifesto.

di tutti, ci fanno sapere che, con pochi soldi, possiamo comprare il sogno di un libro illustrato, di uno

spettacolo eccitante o di un elisir miracoloso” = leggo/vendo/compro dunque sono. Il pubblico viene

catturato da questa nuova pubblicità.

-l’800 ricopre le città di manifesti ancora in bianco e nero per ora;

-Per secoli i giornali erano fatti di acquaforte ma poi grazie all'evoluzione delle tecniche di stampa ci fu

una radicale trasformazione dei modelli formali: a fine 700 Sendfler inventa il procedimento litografico

(stampa su pietra), poi Brisset inventa il torchio litografico a stella, e Engelman nel 1836 inventa la

cromolitografia, ma subito non sanno ancora usarla adeguatamente e non si comprende la sua

importanza.

leggi sui manifesti nei vari paesi

-in Inghilterra ricorsero alla LEGGE METROPOLITAN POLIS ACT per far si che la gente non attaccasse i

manifesti per i muri: vietava l’attacco pubblico senza consenso dei proprietari degli edifici perché Londra

era ricoperta di manifesti barbaramente stampati.

-a Parigi ricorsero alla LEGGE LE CHAMP ELISIER: dava il consenso di appendere i manifesti sulle proprie

case ma dovevano essere a colori, inoltre bisognava timbrare i manifesti prima di affliggerli.

In Francia nel 1850 vi sono i primi manifesti a colori fatti bene e più grandi rispetto a prima.

-in Italia i manifesti contenevano comunicazioni sulla chiesa e sul governo, ed erano piccolini e

inizialmente in bianco e nero, successivamente nell’800 cominciarono i primi a colori grazie al

Risorgimento.

A fine 800 l’uso dei manifesti diventa anche per pubblicità ai teatri e all’opera.

I MAESTRI DEL MANIFESTO (Cheret e Toulouse Loutrec)

1868 disegno l’affiche

Uno dei primi esempi di manifesto moderno fu Manet che nel

pubblicitaria per la raccolta Les Chats: però l'immagine centrale incorniciato dal testo

occupa ancora una posizione tradizionale di semplice illustrazione

CHERET e GRASSET realizzarono i primi manifesti della cultura Liberty e diedero vita al manifesto inteso

come arte utile, anche dal punto di vista economico. Non è vero che loro due inventarono il manifesto, ma

è vero che con loro diventa un genere importante e acquista un'autorevolezza propria.

Altro artista importante è Toulouse Loutrec.

La produzione di Cheret si distinse per la verve illustrativa e popolare: freschezza delle figure, tecnica di

sapore vignettistico, vivacità, colori, allegorie dei nuovi messaggi pubblicitari.

La produzione di Grasset usa toni più pacati, disegno liberty, stuttura dei testi e del lettering studiati per

creare un elegante equilibrio visivo 2

CHERET

1) Lui è il capostipite del manifesto ed è un professionista che opera per una clientela con riscontri

economici, dunque in lui è già noto il concetto di mestiere. Si differenzia da Tolouse Loutrec perché

Toulouse è ancora un artista, non si rivolge al mestiere.

2) Lui è il primo che capisce che la tecnica litografica servirà in futuro, portando la tecnica litografica da

livello artigianale a livello artistico.

3) Lui è il primo che capisce l’importanza delle immagini più che delle scritte: le scritte devono essere

poche e danno movimento all’immagine

3) Lui è il primo che capirà che l’illustrazione è più importante della comunicazione

4) Lui è il primo grafico moderno

donna

TEMA PRINCIPALE: la (l’uomo è sempre in secondo piano) sempre allegra.

Sono figure tutte in primo piano, dinamiche viste con scorci dal basso, con

gusto rococò.

TECNICHE PRINCIPALI:

1) predilige il colore rosso perché è vivace, usa colori di contrasto.

2) contorni decisi, figure allungate, segno nervoso, line scorrevoli, →

“l’Arc en Ciel”

figure semplificate. es:

3) Nel 1878 abbraccia la tecnica della matita litografica e ottiene effetti più pittorici e i contorni si fanno

più fluidi. Da qui tutti la vogliono usare x ottenere contorni più fluidi e Cheret diventa l’uomo più

famoso di Parigi →

“Palais de Glace”

es.

Con esso il personaggio femminile

diventa l'emblema di un'epoca

4) Scritte irregolari come la composizione e effetti di contrasto per catturare l’attenzione

5) Usa figure piatte.

-Cheret va a Londra da Parigi dove cerca di diventare l’artista che voleva essere ma fallisce in questo

primo tentativo e ritorna a Parigi dove incontra Eugene Rimmel che riconosce il suo talento e gli fa fare

una campagna pubblicitaria per i suoi prodotti

biche au bois”

Il suo 1^ manifesto: “La Padre del Manifesto

da qua lascia Rimmel e diventa il

Nel 1900 c’è l’Esposizione Universale (nascono fotografia e cinema da qua) di fine secolo a cui

partecipano artisti di tutto il mondo e Cheret capisce di dover fare una scelta: si da alla grafica

pubblicitaria e propone il “Moulin Rouge” e poi “le Folies-Berger” (era un locale e lui rappresenta le

↓ ↓

ballerine mentre ballano) Anche Toulouse Loutrec fece due

disegni per il locale ma vinse il Folies

Berger di Cheret perché trasmetteva

meglio il movimento 3

TOULOUSE-LOUTREC

biografia

-A 12 anni il padre gli regala un manuale di falconeria con una dedica che segnò la sua vita: “quando uno

è privato della libertà è finito”.

-Lui è molto dotato: già da bimbo disegnava sempre cavalli in movimento (lui faceva cavallo ma per una

brutta caduta con gli sono più cresciute le gambe, ma nonostante ciò amava stare con la gente e si

vestiva in modo strambo. I genitori si vergognavano di lui perché sembrava un mostro; si innamorò anche

di una donna povera che si approfittò di lui mettendo in scena un suicidio pur di non sposarlo. Nonostante

tutto lui non mollò mai, si riugia nella pittura e vuole iniziare a vivere con la sua arte e fare la litografia per

essere indipendente economicamente.

-Si trasferisce a Parigi con la madre dove conosce Degas che però non lo incoraggia per nulla, finché

espone la sua prima mostra e Degas si ricrede sostenendo che possa far parte di questo mondo.

-Lui è l’artista del movimento: disegna il movimento e la tensione delle ballerine con drammaticità

-Iniziano a scegliere le sue litografie più che quelle di Cheret

movimento

TECNICA PRINCIPALE:1) disegna il e la tensione della ballerina con drammaticità.

I segni di matita e di colore

2) trasformano il gesto della danzatrice e i contorni si

annullano

le donne

TEMA PRINCIPALE: ↓

le sue donne

La Goulue

1) è una ex lavandaia volgare, sgradevole, ignorante e maleducata, ma

ballerina eccezionale entrava in un'altra personalità e diventava affascinante e

sensuale. Toulouse si innamora di lei e la seguiva con un taccuino mentre ballava

per disegnarla: lui ama il movimento. →

“Moulin Rouge”

Il suo manifesto più famoso è le

x invitare le persone a vedere il ballo: ↓

- Lautrec inventa un genere nuovo, di rottura, aspro e pungente e usa figure piatte a differenza di Cheret.

- Giocò tutto sulla figura centrale della Goulue, turbinante al centro di una pista di luce. Dietro alla ballerina

ci sono gli spettatori e in primo piano c'è Valentin: il ballerino alto magro che accompagna la Goulue.

- Come tocco di genialità decorativa, fece scivolare nella composizione una gialla forma incomprensibile,

utile ad accendere nel contrasto i già vividi colori dell'affiche.

Era un linguaggio nuovo: rapido e aggressivo, capace d'imporsi anche allo sguardo più

distratto.

Jane Avril:

2) tra lei e Toulouse c’era un'amicizia amorosa; lei era ballerina e attrice e

aveva il trucco esagerato sugli occhi, il modo di ballare, gli atteggiamenti casti e

frenati. →

“Le Divan Japonais”

Manifesto ↓

- In questo manifesto dedica tutto il suo amore e la sua riconoscenza a Jane Avril.

Toulouse la porta in un locale a uno spettacolo di danza e la ritrae: le fa questo regalo ritraendola tra il

pubblico. 4

- Jane è una silhouette nera, con un grande cappello pure nero che appoggia su gonfi capelli rossi.

Pallidissimi sono il viso e le mani.

- Più che una donna, appare la sublimazione di una personalità femminile e molti videro in questo

manifesto il capolavoro di Lautrec.

Yvette Guilbert:

3) Non bella, ma espressiva cantante e attrice è stata uno dei

soggetti prediletti da Lautrec. Fra loro nacque un'amicizia, Henri divenne son

petit monstre. →

“Artiside Bruant”

Fra i suoi capolavori c'è anche il manifesto in cui ritrae

Lo rappresenta come un elegante modello emblema della moda e

dell'abbigliamento del tempo.

Quest’uomo divenne famoso grazie a Toulouse, che permise a molti di diventare

famosi ritraendoli

Da ora si inizia a capire che chi è artista è anche grafico.

LA GRAFICA IN ITALIA

-il liberty europeo trovò in Italia il suo prolungamento nel primo decennio del XX secolo segnato

dall'esposizione di Torino del 1902 e dall'esposizione di Milano del 1906

-La grafica italiana accoglie temi presi dalle produzioni tedesche, inglesi e francesi, rielaborandoli e

tenendo conto del fatto che il movimento si stava spegnendo.

-Si aprono le stamperie grazie ai mecenati (es. Pirelli e Sasso) che forniscono soldi per poter stampare e

pagare i cartellonisti: dunque i grafici italiani furono supportati dalla committenza, non sarebbero stati

possibili i risultati artistici senza l'aiuto di Pirelli, Campari, Olivetti, Sasso e molti altri.

-C’è una nuova generazione di grafici in Italia che hanno una formazione artistica e stanno elaborando una

loro strategia; poi otterranno un autonomia rispetto all’arte.

I grafici italiani 1) raccontano di episodi: costruiscono delle storie (è la nostra forza)

2) nascono molte riviste.

3) c’è una nuova prospettiva: i manifesti cinematografici. Tutti i migliori grafici si

impegnano in questo campo, e grazie a questo

genere di grafica si può risalire alle trame dei film.

Se si guardava uno dei manifesti teatrali o cinematografici di Metlicovitz o di Hohenstein, si potevano

trarre informazioni preziose sullo spettacolo, sia per l'uso simbolico del colore, sia per la costruzione della

composizione.

I manifesti cinematografici/dell’opera lirica

L'industria cinematografica italiana si era imposta sul piano internazionale per la qualità tecnica e artistica.

Le pellicole italiane puntarono su una produzione di opere in costume o di drammi romantici, che

affascinarono per il loro valore culturale.

METLICOVITZ →

“Manifesto per Cabiria” 1914

x una trama d’Annunziana in cui

c’e una donna avvolta tra le fiamme.

C’è una suggestione forte pur non

sapendo la trama. 5

HONENSTEIN

Egli portò nel manifesto la plasticità dello Jugenstil tedesco

fa “Manifesto per la Tosca”

(1899)

uno dei più celebri manifesti, di grandi

dimensioni.

Qui vediamo un contrasto di luci e

ombre drammatiche.

Questo manifesto dà l'avvio a un

filone, tutto italiano, del manifesto

di opera lirica e melodramma.

MAUZAN:

Achille Mauzan fu, senza dubbio, il più interessato.

→ →

“Manifesto Napoleon” “La maschera tragica”

1914

1911 →

“Manifesto per la casa Gaumont”→ “Manifesto per Savoia film”

1911 1913

IL MANIFESTO ITALIANO

La grafica italiana opera in due settori: Il cartellonismo e la grafica editoriale.

↓ ↓

Hohenstein, Metlicovitz, Sacchetti Terzi e Cambellotti

Mauzan, Dudovich, Cappiello

-Lo sviluppo e la buona diffusione del manifesto in Italia sono dovuti alla presenza di valide officine

la Casa Ricordi:

cromolitografiche come

fondata a Milano nel 1808 da Giulio Ricordi con lo scopo di produrre edizioni musicali e che intorno al

1885 inizia a stampare manifesti artistici e pubblicitari. L'attività della Ricordi è assicurata da un gruppo di

grafici. A dirigere viene chiamato Hohenstein che svolgerà il compito di coordinatore di un'equipe: artisti,

tecnici e cartellonisti. I grafici non potevano firmare i manifesti, venivano firmati da Giulio Ricordi che si

prendeva i meriti, finché Dudovich apre una stamperia e si rende conto che è l’artista che fa il manifesto

che deve prendersi il merito.

-Ci fu un grande sodalizio tra la Ricordi e i Magazzini Mele di Napoli, iniziato nel 1896 e proseguito fino

all'inizio della I guerra mondiale con la realizzazione di alcune centinaia di manifesti. Gli artisti coinvolti

sono Metlicovitz, Dudovich, Cappiello, Terzi e Sacchetti

Parallelo al successo del manifesto per l'opera lirica, è quello dei manifesti commerciali o commissionate

dell'industria 6

CAMBELLOTTI

Dice che il quadro aveva fatto il suo tempo, il quadro non aveva la forza di penetrazione e tantomeno

quella della diffusione che poteva essere offerta dalla stampa, dal libro.

“Manifesti per teatro greco di Siracusa”.

TERZI → →

“Manifesto Dentol”1914 “Manifesto Max Mayer”1921

grazie al quale vince un

concorso e diventa famoso è una campagna pubblicitaria x un

colorificio; usa molto rosso e

rappresenta un cane che esce dal

colore.

HONENSTEIN SACCHETTI

“Manifesto Bitter Campari” →

“Bitter Campari”1921

mette azzurro e arancio insieme

è modernissimo e che è una novità rischiosa. L’uomo

contiene poca arte ma è elegante e è simbolo che certe

molta comunicazione. classi sociali bevono campari.

METLICOVITZ →

“Liquore strega”

“Madama Butterfly” 1904

rappresenta l’attesa della donna

prima di decidere di uccidersi “Inaugurazione del Sempione- Espozione

“Distillerie italiane apparecchi a gas d’alcool” internazionale-Milano” 1906

1897 ↓

“Turandot, opera di Giacomo Puccini”

1926 7

I MAESTRI DEL MANIFESTO ITALIANO (Dudovich e Cappiello)

DUDOVICH

- La cartellonistica della seconda metà del primo decennio del '900, approderà a immagini lineare più

nette, semplici e vigorose definite attraverso pochi distesi colori.

- Dudovich dal 1906 in avanti farà composizioni meglio organizzate sotto il profilo del rigore formale,

progressivamente spogliate dalle ornamentazioni floreali più tipiche del Liberty e concentrate attorno

alla figura della protagonista, quasi sempre femminile

-Egli fu un cartellonista importante, e ebbe una formazione pittorica complessa.

-Il padre lo mandò alle officine Ricordi per far si che diventasse un bravo litografo, ma lui voleva di più,

infatti andò anche a Kaphius (una officina litografica più piccola) perché è li che passavano tutti i grandi

grafici e artisti del momento.

-Ritrarrà sempre sua morosa nei suoi manifesti.

-Inizia la sua attività da illustratore per varie riviste.

MANIFESTI DELL’ 800: →

“Manifesto per inchiostri” 1899

è un capolavoro fatto a 21 anni: un uomo nudo,

ritratto di spalle che scrive sul muro “fisso l’idea".

Era la pubblicità per una ditta d’inchiostro.

Ci sono il nudo di formazione accademica e le

suggestioni del Liberty (è qua che capisce il suo talento)

“Manifesto-quadro di fine ‘800”:

avviso teatrale in cui usa colori stile liberty,

chiaroscuri e pennellate filamentose

MANIFESTI DEL 900:

A partire dai primi del '900, Dudovich arriverà alla formula vincente del Manifesto Moderno.

Le sue opere saranno caratterizzate da una pura bidimensionalità, rinunciando al chiaroscuro, con larghe

stesure di colore puro e una linea morbida e sinuosa.

L'immagine viene semplificata al massimo e depurata da una serie di dettagli. Si va verso la modernità.

“Manifesto per ditta d'inchiostro RAPID”

Dudovich arriva qui all’essenzialità.

La figura della giovane donna allo scrittoio è evocata solo dal volto,

con la macchia di capelli rossi, e dalle mani.

Il corpo può essere solo intuito. Netto contrasto tra luce ed ombra.

Sintesi, eliminazione delle ridondanze e vaste campiture piatte.

“Manifesto per liquore strega”

c’è forte capacità comunicativa.

Una donna vamp con una scollatura molto

audace per i tempi, è protesa verso l'oggetto

del desiderio: un bicchierino di liquore Strega.

“Manifesto per Bitter Campari”

Manifesto-quadro di sapore postImpressionista.

Si tratta di un bacio appassionato tra una coppia, anche molto

ardito visto che siamo ai primi del '900 e considerando che era

un manifesto che appariva sui muri della città.

Geniale la trovata dello sfondo rosso:

rosso passione, ma anche rosso del bitter. 8

“Manifesto per SANGUINETTI”

Nel manifesto per i Fratelli Sanguinetti viene presentata

una maliziosa scena salottiera con un dandy in primo piano

che pare essere Dudovich stesso che si ritrae compiaciuto.

è dedicato alla moda maschile.

MANIFESTI PER I MAGAZZINI MELE DI NAPOLI:

- Dal 1906 al 1924 viene aperto

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lucrezia calmonte di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del graphic design e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Istituto Universitario Salesiano Venezia - IUSVE o del prof Morini Micaela.
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