LINGUAGGIO PEDAGOGICO
scienza
PEDAGOGIA = che studia come si organizza l’educazione, l’agire educativo
DIDATTICA = scienza che studia come si fa l’istruzione, l’agire dell’istruzione
agire pratico: tirar fuori
EDUCAZIONE = è un lo scopo è potenzialità della persona
metter dentro
ISTRUZIONE = è un agire pratico: lo scopo è conoscenze/informazioni = è un
processo di trasmissione di informazioni/nozioni
PEDAGOGIA : EDUCAZIONE = DIDATTICA : ISTRUZIONE
istruzione e educazione sono i 2 agire pratici
didattica e pedagogia sono i 2 agire teorici : scienze teoriche
EDUCAZIONE
ex ducere
dal latino : trarre fuori, sviluppare, allevare, creare
Processo di formazione di un essere umano verso la massima attuazione possibile delle
1. sue potenzialità (Genovesi)
(Il processo educativo nisce quando muori, perché c’è sempre una potenzialità da tirare fuori;
sviluppare al massimo le potenzialità di ognuno, non esiste nessuno che non sia educabile )
processo di trasmissione culturale, diverso per ogni situazione storicamente e
2. Il
culturalmente determinata, mediante il quale, all’interno di alcune istituzioni sociali
come famiglia o scuola, viene strutturata la persona umana e integrata nella società.
L’educazione è l’organizzazione di un sistema nalizzato alla trasmissione culturale che
rende un soggetto parte di una società (Chiosso)
( da più spazio alla dimensione sociale: la potenzialità all’interno di un società, Ogni luogo
prepara dei cittadini abitanti, con la propria personalità: ad esempio il mondo orientale ha
modelli sociali di erenti dai nostri.)
De nizione 1: si concentra sul singolo, sulla persona (tira fuori la potenzialità che c’è in lui)
De nizione 2: tiriamo fuori le potenzialità che ci interessano per la società in cui ci dobbiamo
inserire
POTENZIALITÀ: caratteristica/abilità inespressa buona che io vado a far fruttare
→
problema chi decide che è buona o cattiva? quando’è che una potenzialità è
buona? e chi è che lo decide? = è buona in base alle regole di una società, sono
fondamentali (società diverse hanno anche obiettivi morali di erenti)
Questo concetto di potenzialità è all’interno di un concetto culturale
- Quindi la potenzialità è relativa, non assoluta: qualcuno decide
- A parità di termine abbiamo 2 de nizioni diverse: nelle discipline umanistiche non c’è il vero e il
non vero, esistono diverse prospettive/teorie/visioni sulla realtà che danno risposte diverse
Ogni azione intenzionale, consapevole e voluta dell’adulto per aiutare il bambino a
3. crescere e svilupparsi armonicamente, in vista di un progressivo arricchimento e
potenziamento delle sue dimensioni biologiche, psicologiche, sociali e spirituali.
(Bertolini)
= dire bambino è un errore xk l’educazione dura tutta la vita (non riguarda solo il bambino)
↓
La Salute è uno stato di completo benessere sico, psichico e sociale e non semplice assenza di
malattia
“ Educare è come prendersi cura di una piccola pianta: puoi inna arla, proteggerla dalle intemperie,
esporla al sole nelle ore migliori e inserire nel terreno un bastone per aiutarla a svilupparsi in altezza. E poi
puoi solo attendere che cresca = Non puoi forzarne lo sviluppo, velocizzarne la crescita, puoi solo
prendertene cura e attendere. “
Bisogna attendere che ognuno faccia il suo percorso con i suoi tempi, i percorsi sono individuali 1
fi
fi ff fi fi fi fi ffi ff
L’educablità e la resilienza sono la garanzia del “poter comunicare” e rimandano alla perfettibilità
( derivante dalla libertà, è la capacità di divenire migliori, di trascendere i propri limiti, capacità di
cambiare sé stesso = l'uomo è un essere storico e capace di modi carsi a di erenza
dell’animale ) (J.J. Rousseau)
lasciate fare alla natura, non andate a costringere il bambino a imparare a leggere
= perché qualcuno impari qualcosa deve trovarla utile
3 modalità dell’educare:
→ Riassumendo ci sono
1) Preparare l’individuo per diventare parte della società (x Chiosso)
2) Favorire lo sviluppo personale e la promozione delle potenzialità del soggetto
3) Instaurare una relazione tra educatore ed educando, reciproca ma asimmetrica: DIMENSIONE
RELAZIONALE
nella prassi quotidiana il termine educazione viene utilizzato in senso più ampio e con signi cati
di erenti. Intenzionalità e sistematicità variano.:
formale:
1. Educazione è strutturata (ha orari, spazi ecc), de nita e obbligatoria. Es. scuola =
coincide con l’istruzione
non formale:
2. Educazione è strutturata ma non obbligatoria, è intenzionale. Es sport/scout
informale:
3. Educazione non strutturata, sistematica e intenzionale. Es educazione proveniente
da famiglia e amici.
Occorre però fare una precisazione: non tutti i genitori sono educativi, molti di loro allevano ma
senza educare, sostengono i gli a livello economico, gli danno da mangiare, ma mancano di
intenzionalità. →
Oggetto della didattica azione di insegnamento
PEDAGOGIA
Il termine deriva dal greco παιδαγογια, da παιδος (paidos) «il bambino» e αγω «guidare, condurre,
accompagnare» (il pedagogo accompagnava i bambini) (su sso -ped rimanda all’infanzia)
studia →
Scienza teorica che l’agire educativo (l’educazione) è una scienza critica, che guarda
alla realtà educativa, ci ragione, e trae delle conclusioni che di nuovo aiutano la realtà educativa
SCIENZA TEORICA = Pedagogia AGIRE PRATICO = Educazione
Il lavoro pedagogico indaga e dà sistemazione delle azioni pratiche che si svolgono nei
1. luoghi dell'educazione, della formazione e dell’istruzione (Chiosso)
È la scienza principale tra le scienze dell’educazione e ha il compito di individuare che
2. cosa sia l’educazione, di costruire l’oggetto dell’educazione e mettere appunto un
quadro di riferimento logicamente difendibile (Genovesi)
= scienze dell’educazione, non più chiamata pedagogia, perché
Lo sviluppo di un discorso pedagogico richiede lo sforzo per la realizzazione di una
3. sorta di coscienza critica sull’esperienza educativa, ovvero di una progressiva
conoscenza di questa speci ca esperienza (Bertolini) è una scienza critica:
= guarda alla pratica ma non solo descrivendo, prendendo una posizione =
1 2 3
Osserva e analizza la realtà , ri ette e interpreta, guida e indirizza le nuove azioni
Il sapere pedagogico è DESCRITTIVO, NORMATIVO E TECNICO
- descrive la realtà
- normativa = da delle indicazioni
- tecnica = de nisce
è un sapere pratico (come medicina/ingegneria) che si chiede Come stanno le cose?” “Perché
agire?” “ Come agire?” 2
ff fi fi fi fl ffi fi fi ff fi
La competenza pedagogica unisce inscindibilmente sapere e saper fare, azione pratica e capacità
ri essiva, dove il saper essere guida l’individuo. La dimensione etica è fondamentale: posso
provare a ignorarla ma esiste
Nascono insieme educazione e pedagogia! Il sapere pedagogico è costituito da un ciclo di teorie
(pedagogia) e prassi (educazione)
ISTRUZIONE
in struere
Dal latino : rendere abile, costruire, insegnare
L’istruzione ha lo scopo principale di trasmette nozioni e informazioni, che hanno valore quando
sono strumenti per permettere una migliore realizzazione umana, di fornire gli strumenti necessari
per vivere nella società, per farsi un senso critico, per comprendere i propri diritti
→
il sapere nell’istruzione è il mezzo, non è il ne è un atto formale di trasmettere i contenuti
Da essa, l’educazione di occupa di ritrovare e tirare fuori le potenzialità dell’individuo
Azione volta a istruire, a rendere qualcuno istruito ossia a fornire i principi fondamentali
1. di un sapere (Genovesi)
Azione svolta da un adulto allo scopo di trasmettere un certo complesso di nozioni
2. (Bertolini)
Apprendimento > Istruzione:
→ Spesso, erroneamente utilizziamo il termine “apprendimento” per intendere l’istruzione ma
l’apprendimento è maggiore dell’istruzione, noi apprendiamo più di quanto siamo istruiti, perché
applichiamo alla realtà ciò che abbiamo imparato. Inoltre non apprendiamo solo dall’istruzione
scolastica, ma anche dall’esperienza, dalle relazioni, l’apprendimento è qualcosa di molto più
ampio, signi ca prendere qualcosa dall’esterno e farlo proprio
L’apprendimento per esperienza diventa fondamentale: l’individuo non è
più schiavo di un passaggio automatico ma riesce ad argomentare e
mettere in pratica nel momento di interesse
DIDATTICA
didasko:
dal greco trasmetto, insegno
Il termine “didattica” esprime sia la teoria e sia la pratica dell’insegnare.
La didattica è la scienza della comunicazione e della relazione di insegnamento. L'oggetto
speci co della didattica è lo studio della pratica d'insegnamento, quindi un progetto mirato,
razionale
- Nasce dall’esigenza di trasmettere alle nuove generazioni il patrimonio culturale accumulato
- Attraversa l’intera storia dell’uomo e si sviluppa per e etto della tensione volta a trovare le
modalità più e caci per svolgere tale compito formativo (Castoldi)
( metto in piedi uno studio didattico, perché ritengo che l’istruzione sia preziosa)
La didattica è la scienza che studia l’istruzione, insegna come mettere in pratica le tecniche di
insegnamento e spiega come funziona il rapporto insegnamento - apprendimento
ci sono tante forme di didattica:
- didattica universitaria
- didattica speciale: scienza che studia sistemi di istruzione per persone con disabilità
- didattica tecnologica: si divide in ME (media education - ME indica l’educazione con i media,
considerati come strumenti da utilizzare nei processi educativi generali; l’educazione ai media,
che fa riferimento alla comprensione critica dei media, e l’educazione per i media, livello rivolto
3
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alla formazione dei professionisti) e TD (Educational Technology - l’uso della tecnologia
(hardware) nella didattica e l’applicazione della scienza del comportamento alla didattica”)
FORMAZIONE
La formazione permette di acquisire determinate abilità e determinati comportamenti.
La formazione è un impegno continuo dell’individuo e, pertanto, è impossibile collocarla in
momenti circoscritti dell’esistenza (Genovesi)
Evolve a seconda delle esigenze contemporanee:
- NELL’ANTICA GRECIA: Formazione = è l’azione che mira a plasmare e formare l’essere umano
nella sua globalità paideia, a 360° (era come dire oggi educazione)
- DAL 1950: Formazione = è l’azione che mira a formare competenze professionali speci che
→
Istruzione trasmette contenuti per far modo che le persone siano più capaci, competenti, per
trovare un lavoro soddisfacente; dà degli strumenti. “
→
Educazione mette dentro informazioni e serve a sviluppare abilità per tirare fuori potenzialità,
essere un buon cittadino, per essere soddisfatto.., meno strutturato.”
↓
La finalità è la stessa ma usano sistemi diversi, hanno lo stesso scopo = rendere le persone
capaci
LE SCIENZE DELL’EDUCAZIONE
La ragione per cui non può esistere un’unica scienza dell’educazione è che l’essere umano è
complicato, non è solo testa, solo cuore o solo personalità, egli è inserito in una famiglia, una
società, in dinamiche speci che. Negli anni 90 sono nate le scienze dell’educazione per analizzare
più aspetti, altrettanto importanti.
Laang ha classi cato le scienze dell’educazione in vari ambiti:
- RILEVATIVE:
DISCIPLINE incentrate sul fatto = forniscono chiavi di lettura per analizzare un
evento educativo, descrivono aspetti speci ci, tra le discipline più importanti di questa
categoria, troviamo: psicologia dell’ed, sociologia dell’ed, antropologia dell’educazione
- OPERATIVE:
DISCIPLINE incentrate sul progetto = centrate sull’azione, sul “come” educare,
guidano il processo educativo, alcuni esempi sono la progettazione educativa e la didattica
- PRESCRITTIVE:
DISCIPLINE incentrate sul valore = de niscono il “dover essere”, il quadro
ideale di riferimento, si concentrano sui valori dell’educazione, la loso a dell’educazione fa
parte di questa categoria.
Le scienze dell’educazione sono l’insieme delle discipline che studiano i diversi aspetti
dell’educazione umana. Vi sono 4 settori intorno ai quali si sono sviluppate le scienze
dell’educazione:
- Settore psicologico (dell’educazione, evolutiva, sociale)
- Settore sociologico (sociologia generale, dell’educazione, della conoscenza)
- Settore metodologico-didattico (tecnologie educative, teorie sulla valutazione..)
- Settore dei contenuti (storia, epistemologia)
EDUCARE OGGI
LONG LIFE EDUCATION
Long Life Education Long Life Learning
= un educazione per tutta la vita, in tutti gli ambiti e = Un apprendimento per
in tutte la fasce d’eta. È un concetto basato sul Long Life Learning tutta la vita
(imparare per tutta la vita)
Introduce il concetto di “long life learning”: sia perché le -l’acquisizione di
conoscenze cambiano con il tempo e l’individuo deve tenersi competenze speci che è
aggiornato, sia perché imparare migliora la vita e continua durante i diversi
accentua le potenzialità di ognuno stadi della vita di un
individuo.
C’è sempre un margine di miglioramento: l’educazione 4
fi fi fi fi fi fi fi fi
dura tutta la vita, solo che nella fascia centrale dell’età
adulta normalmente non c’è qualcuno che interviene x
darci una mano, ma ci si auto educa
perché l’uomo è sempre “perfettibile”
La formazione dura tutta la vita perché oggi è più facile arrivare alla formazione, grazie anche ai
nuovi media E c’è un bisogno costante di aggiornarsi, Il mondo è in continua evoluzione per
questo non possiamo permetterci di fermarci.
Bauman dice che l’apprendimento è indispensabile per navigare in una società liquida
(intesa come in perenne cambiamento; x es. non ci sono delle classi sociali cosi distinte: non più
nobiltà e plebe)
Questa società liquida ti da:
• Una liquefazione legami sociali: perché i legami sociali sono utilitaristici (sto con te perché mi
stai simpatico, è personale, non c’è un legame sociale di base condiviso) = ci sono legami molto
più essibili e distaccati oggi
• Società “individualizzata” : gli individui pensano per sé
• Perdita della Stabilità lavorativa: una volta le persone cambiavano lavoro pochissimo, il
continuo cambiamento non permette un percorso unico e stabile
• Impossibilità di trasformare la scelta individuale in progetti collettivi: realtà più
individualizzata, meno dinamica ai pensieri collettivi
“Bisogna apprendere a navigare in un oceano d’incertezze attraverso arcipelaghi di certezza” (E.Morin 2001 )
Rappresenta la società del “IO, QUI E ORA”: perché ogni analisi / evento è molto legato all’oggi
↓
La comunicazione del vissuto è sempre molto puntuale, perché fra 6 ore sono già cambiate le
cose: sono in un altro posto con altre persone con altre questioni in ballo
Non si tratta di acquisire conoscenze, perché anche le conoscenze sono liquide, secondo
acquisire delle competenze,
Bauman è essenziale invece perché le competenze sono trasversali
↓
formazione continua competenze:
Serve una orientata all’acquisizione di
1. CONSAPEVOLEZZA DEL PROPRIO VALORE : le persone devono saper trasmette la
consapevolezza del proprio valore, essere in grado di essere proattivi.
2. GESTIONE DELLA COMPLESSITÀ : saper gestire la complessità delle informazioni, è
necessario apprendere il processo e non il contenuto.
3. CAPACITÀ DI REPERIRE INFORMAZIONI: Il problema non è l’informazione in se, bisogna
sapere dove cercare l’informazione buona e attendibile, saper selezionarla
Competenze chiave per l’apprendimento permanente (Consiglio del 22 maggio 2018 prevede un nuovo
:
quadro di riferimento-messaggio dell’UE)
• Competenza alfabetica funzionale:la capacità di leggere e scrivere in una lingua comprensibile e
funzionale alla realtà
• Competenza multilinguistica: capacità di parlare più lingue e linguaggi (padroneggiare linguaggi
speci ci)
• Competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria
• Competenze digitale: saper usare cell e computer
• Competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare: saper vivere insieme agli altri
e fermarsi sulla metodologia oltre che sul contenuto
• Competenza in materia di cittadinanza: sapere i diritti base e le regole fondamentali
• Competenza imprenditoriale
• Competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali.
COMPETENZE
Quando parliamo di “esperienza estetica” intendiamo “qualcosa” cattura la nostra attenzione,
producendo in noi, in modo del tutto inspiegabile e imprevedibile, emozioni e stati d'animo 5
fl fi molteplici. La dimensione emotiva attiva tutti gli altri canali, questo aggancio crea una
partecipazione del soggetto che fa suo ciò che impara.
Secondo Piaget l’apprendimento avviene solo attraverso l’accomodamento, ovvero quando
l’individuo riesce a fare sue le informazioni che derivano dall’esterno. Quando una persona si
sente coinvolta, memorizza più facilmente. L’obiettivo stesso di tutta la comunicazione è creare
esperienze in cui il soggetto sia attivo e partecipi con tutto se stesso e non venga indottrinato in
modo passivo
Per fare questo bisogna ragionare in ottica di competenze e non di conoscenze o abilità. L’abilità
è un saper fare qualcosa che sia pratico o cognitivo, la competenza è sapere unire una serie di
abilità e conoscenze alle proprie caratteristiche personali, calendole nella realtà di ogni giorno. Ma
attenzione, a parità di conoscenze e abilità, non tutti avranno le stesse competenze, perché
cambiano le caratteristiche personali. Le conoscenze e le abilità potrebbero essere assimilate
passivamente ma le competenze sono frutto dell’esperienza soggettiva. Ecco perché a scuola
bisognerebbe valutare le competenze, se si valutano le conoscenze gli studenti si ritrovano
orientati ad un apprendimento di tipo passivo. Se lo studente possiede una buona conoscenza
non è detto che possieda una competenza, mentre al contrario se uno studente ha una buona
competenza, questo è indice anche di conoscenza.
I risultati dell’apprendimento sono de niti in termini di:
Conoscenze (Knowledge)
(Nozione teorica, informazioni che leggo)
- Sono il risultato dell’assimilazione di informazioni attraverso l’apprendimento.
- Le conoscenze sono l’insieme di fatti, principi, teorie e pratiche relative a un settore di studio e
di lavoro.
- Le conoscenze sono descritte come: teoriche e/o pratiche
Abilità (Skill)
(Saper fare, know how)
È la capacità di applicare conoscenze e di usare know how per portare a termine compiti e
risolvere problemi; le abilità sono descritte come:
- cognitive : uso del pensiero logico, intuitivo e creativo
- pratiche : che implicano l’abilità manuale e l’uso di metodi, materiali e strumenti
Competenze (Competence)
- Capacità di usare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche, in
situazione di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e/o personale;
- Le competenze sono descritte in termini di responsabilità ed autonomia
Molte abilità sono delle piccole competenze, perché la loro di erenza non è sempre così netta.
Trasmettere conoscenza è moderatamente facile, ma la competenza presuppone che ciascuno
sviluppi la propria.
ESEMPIO PRATICO DI ABILITÀ/COMPETENZE
Ad un colloquio di selezione per un corso di formazione per tecnici impiantisti nel settore
fotovoltaico si presentano circa 60 persone di età, esperienze e grado di istruzione molto diversi.
A tutti viene chiesto se sanno utilizzare il web per cercare informazioni utili: tutti rispondono di si
A tutti viene chiesto se hanno fatto ricerche sulle condizioni del settore e sulla domanda di
occupazione nel settore fotovoltaico: tutti rispondono di no
Dunque:
Fare ricerche usando i motori di ricerca è una abilità basilare per chi usa il web Ma NON è una
competenza per nessuno dei candidati perché nessuno l’ha utilizzata per prepararsi al colloquio di
selezione
Questo esempio dovrebbe chiarire la di erenza essenziale tra abilità e competenze
La scuola valuta le sole conoscenze ed abilità, lasciando il compito della sintesi agli studenti.
Bisogna iniziare a ragionare per competenze, a calare i giovani nella realtà: il percorso di
formazione deve creare il metodo, l’autonomia, la consapevolezza e la responsabilità
EDUCARE OGGI 6
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il movimento deve implicare un apprendimento.
Bisogna sempre ricordare che Se si produce
qualcosa con una funzione comunicativa che non produce niente nel potenziale fruitore del
prodotto o servizio, non serve a nulla. Tutto deve creare una modi ca nella persona che accoglie il
prodotto.
La vita non può funzionare senza essere prima delle persone pensanti.
«Non educhiamo più, questo è il problema. Se abbiamo smesso di pensare all’educazione e a
tir
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