LEZIONE 1
Architettura come disciplina storica: Cos’è l’architettura?
L’architettura si può capire tramite il lavoro dell’architetto.
Louis Bouleè: va contro Vitruvio (Libro “L’arte del Costruire”) perché prima di
costruire/progettare devo avere un idea, questo aspetto prende il nome di “arte del
formulare un progetto”.
Ludwig Mies van der Rohe: per lui è l’architettura che da il nome alle epoche.
Le Corbusier: l’architettura è un gioco sapiente sotto la luce.
Richard Rogers: la capanna diventa la prima opera su cui si deve basare
l’architettura.
Cesarino: definisce l’architettura non astratta (la colonna non è più una colonna).
Vitruvio: l’architettura nasce dalla società. “La prima capanna primitiva non è
architettura”, anzi getta le basi per le prossime.
Ogni nuova architettura aveva le basi di quella del passato.
Morris: l’architettura è l’insieme delle modifiche fatte dall’uomo al mondo, quindi
l’architettura nasce con l’uomo.
Imhotep: primo architetto della storia documentata, noto per aver progettato la
Piramide a gradoni di Djoser a Saqqara, in Egitto, intorno al 2700 a.C. Inventò la
tecnica della pietra da taglio (costruire con blocchi squadrati).
I Greci chiamavano l'architetto “architéktōn” ovvero appaltatore teatrale (impresario).
La definizione però cambia nel tempo, con il trattato “De architettura” di Vitruvio
nasce il termine architetto e la disciplina dell’Architettura.
Palladio: scrive “I quattro libri dell'architettura”, descrive le regole di progettazione e
gli esempi delle sue opere, trattando temi come gli ordini architettonici, le ville, i
palazzi, i templi e le città. L'opera, pubblicata nel 1570, è considerata un'enciclopedia
dell'architettura classica, che ha influenzato profondamente lo stile occidentale per
secoli. Ha influenzato molto il mondo dell’architettura fino ad oggi. Unisce i suoi
progetti e li mette a disposizione di tutti per far si che si potessero copiare.
Delirious New York è un saggio di teoria architettonica di Rem Koolhaas che esplora
la storia e lo sviluppo di New York, sostenendo che la sua unicità derivi da un
"manhattanismo" nato da decisioni caotiche e non da un piano urbano centralizzato.
Dicotomia tra architettura e storia dell’architettura
Il primo testo fondamentale sulla storia dell'architettura è il “De architectura”
di Vitruvio, scritto intorno al 15 a.C. Analizza i principi fondamentali dell'architettura,
delinea le qualità necessarie a un architetto e descrive una vasta gamma di
costruzioni e macchine.
La prima scuola di architettura a Roma, la più antica d'Italia, fu fondata tra il 1919
e il 1920 come Regia Scuola Superiore di Architettura. Questa fu fondata nello stesso
periodo in cui nacque il Bauhaus in Germania. La differenza tra le due scuole fu
quella che: la scuola romana si fondava sulla storia dell’architettura, mentre in quella 1
germanica la storia dell’architettura era assente in quanto il fondatore, Walter Gropius,
riteneva che fosse un limite per gli architetti.
Bruno Zevi: è stato un architetto, urbanista, storico e critico dell'architettura italiano,
figura poliedrica e molto influente nel dibattito culturale del dopoguerra. Secondo lui
per iniziare a progettare bisognava leggere, spiegare e raccontare i progetti degli altri
architetti. Per lui la storia del architettura era molto importante, infatti considera
l’architettura fatta di memoria.
Manfredo Tafuri: è stato uno storico dell'architettura, architetto e teorico italiano di
grande influenza, noto per la sua analisi critica del rapporto tra architettura, ideologia
e sviluppo capitalistico. Pubblicò il libro "Progetto e utopia", questo porta alla rottura
tra storia e progetto. Inizia così la divisione tra storia dell’architettura e il progetto.
È impossibile parlare di architettura senza parlare del passato.
BAUKUH: "program, by the client; materials, we don't care; project, we copy".
Programma, da parte del cliente: Il progetto inizia e si sviluppa a partire dalle
esigenze e dai desideri del committente.
Materiali, non ci interessano: Lo studio si concentra principalmente sulla
struttura e sulla funzione, piuttosto che sui materiali specifici.
Progetto, copiamo: Questo indica che la progettazione si basa su principi e
strutture esistenti, copiandoli e adattandoli al contesto del cliente.
Dipinto di Magritte: “Chiaroveggenza, 1936”: da questo quadro capiamo il
significato di bellezza. Secondo Platone la bellezza è da evitare, vede l’arte come
degradante.
LEZIONE 2 l’Home Insurance
William Le Baron Jenney: realizza
Building , eretto nel 1885 e demolito nel 1931, esso fù il primo
grattacielo. Socio dello studio di Elisha Otis, colui che ha
brevettato il freno dell'ascensore permettendo la costruzione dei
grattacieli. L'edificio si ispira alla ripetizione e alla modularità. I
grattacieli vengono inventarti nel 1800, mentre nel 1900 nascono
i primi centri commerciali.
Negli anni 20 a New York gli architetti copiano l'architettura di
Chicago usando uno stile neo-gotico.
Nel 1927 a New York si deve limitare la proprietà privata, quindi
devo mantenere delle distanze dalla strada e poi mi posso alzare con gli edifici.
Flatiron Building
Daniel Burnhan: realizza il , famoso grattacielo
di New York, completato nel 1902 e conosciuto per la sua forma
triangolare che ricorda un ferro da stiro.
Questo edificio fu molto criticato e definito una "follia di Burnham" e
persino "mostruoso". 2
Casa in Michaelerplatz
Adolf Loos: realizza la nel 1909. L'edificio, noto per la sua
facciata liscia e priva di ornamenti di fronte al Palazzo Reale, suscitò un forte scandalo,
tanto da essere soprannominato la "casa senza sopracciglia". L'edificio presenta una
facciata divisa in due parti: una base rivestita in marmo verde e la parte superiore con
intonaco bianco liscio e finestre senza cornici. Ha anche un loggiato con quattro
colonne monolitiche in marmo. Bauhaus
Nel 1909 Walter Gropius fondò il a Weimar, la
scuola nacque dalla fusione dell'Accademia di Belle Arti e
della Scuola di Arti Applicate e aveva l'obiettivo di unire
arte, artigianato e architettura per la costruzione
moderna. L'edificio presenta alte vetrate, finestre a tutta
lunghezza, non aveva un chiaro ingresso ed è asimmetrico.
Nello stesso anno a Roma nasce la scuola d'architettura.
(Vedi appunti volta scorsa).
La modernità si sviluppa in Germania e a Parigi.
A Parigi troviamo Le Corbusier che si è trasferito lì per lavorare ed essere allievo di
Auguste Perret, pioniere nell'uso del cemento armato.
Villa Stein Villa
Savoye 1927: in Germania avviene l'esposizione del Deutscher
Werkbund a Stoccarda, dedicata all'architettura moderna.
Questo evento ospitò il Weißenhofsiedlung (insediamento
Weißenhof), un quartiere residenziale progettato da architetti di
fama internazionale come Le Corbusier e Ludwig Mies van der
Rohe.
Ludwig Mies van der Rohe: realizza il Padiglione di
Barcellona per l'esposizione tedesca del 1927.
L'architettura moderna post-Prima Guerra Mondiale fu caratterizzata dal
razionalismo, che privilegiava la funzionalità, la semplicità delle forme e l'uso di
nuovi materiali come il cemento armato.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, l'architettura moderna fu segnata da una
forte dicotomia: da un lato, l'architettura al servizio della guerra, dall'altro, la
prosecuzione di ideali modernisti in contesti che evitavano le direttive nazionaliste, e
la ricostruzione post-bellica, che dovette affrontare il dilemma tra recupero dei 3
centri storici e applicazione di estetiche moderne. Ad esempio il campo di
concentramento di Auschwitz è stato progettato da un ex studente del Bauhaus.
Space time and architecture libro di Siegfried Giedion analizza
l'architettura moderna mettendone in luce la connessione con le
innovazioni scientifiche, tecniche e sociali del suo tempo che tratta la
modernità e mette a confronto artisti come Le Corbusier, Ludwig Mies van
der Rohe e Write.
Mausoleo delle Fosse Ardeatine a Roma è un
monumento commemorativo, realizzato da Mario
Fiorentino (con Nello Aprile, Cino Calcaprina, Aldo
Cardelli e lo scultore Francesco Coccia).
Monumento ai caduti nei campi di concentramento
Il " " a
Milano è un'opera dei BBPR, situato nel Cimitero Monumentale
e realizzata nel 1946. La struttura è una griglia tridimensionale
di tubolari metallici bianchi, che ricorda una gabbia, posta su
un basamento a croce in pietra. Al centro, è presente un'urna
con terra di Mauthausen. Il monumento simboleggia la
memoria delle vittime dell'Olocausto, riflette sulle ideologie del
dopoguerra e rappresenta un omaggio a membri dello studio scomparsi durante il
fascismo. Ludwig Mies van der Rohe: trasferito a Chicago durante la
guerra realizza i grattacieli Lake Shore Drive tra il 1949 e il 1951,
sono famosi per il loro design moderno e minimalista caratterizzato
da una struttura a scheletro in acciaio e facciate continue in vetro.
Notre-Dame du Haut a
Le Corbusier: realizza chiesa di
Ronchamp , ha una forma scultorea, l'uso audace del cemento
armato, l'illuminazione drammatica e l'integrazione con il
paesaggio. Le sue caratteristiche principali includono una
copertura a forma di vela rovesciata che crea un contrasto tra
l'interno e l'esterno, pareti curve e asimmetriche, e un uso
innovativo della luce che filtra da fessure e finestre di varie
dimensioni per creare un'atmosfera spirituale.
In Inghilterra abbiamo Paul Rudolph è principalmente sinonimo di brutalismo,
caratterizzato da strutture massicce in cemento a vista e un design spazialmente
complesso. Torre Velasca a Milano è un iconico grattacielo di Milano
progettato dallo studio BBPR e costruito tra il 1955 e il 1957.
Il suo design è caratterizzato dalla forma a "fungo" con una
base più stretta e una parte superiore allargata e a sbalzo, 4
che la rende unica e divisiva. La sua silhouette inconfondibile è ispirata all'architettura
medievale lombarda, come le torri gotiche, e ha suscitato un dibattito costante tra chi
la ammira per la sua originalità e chi la considera "brutta". Inizialmente doveva essere
realizzata in ferro e vetro, non fu così in quanto sarebbe andata contro l’architettura
architetoral review
già presente in quel luogo. Il libro di Royar Bonom “ ” definosce
questo edificio neoliberty. La rivista Casabella viene presa da Royar e esso gli cambia il
nome aggiungendo a Casabella la parola Continuità.
L'architettura moderna degli anni '60 vide la crisi del razionalismo e l'emergere di
nuove tendenze, caratterizzate da una maggiore libertà espressiva, ma anche da una
crescente ansia e da una critica alle rigidità del funzionalismo.
Piano per Tokyo 1960
Kenzo Tange: Il " " di Kenzo Tange fu una
proposta urbanistica visionaria per espandere la città attraverso la
Baia di Tokyo. L'idea era di creare un "asse civico" principale su cui
si sarebbero innestate strutture per ospitare residenze e spazi
commerciali. The City in the Air
Arata Isozaki: pensa , concepito tra
il 1960 e il 1962. Era una risposta all'ambiente urbano
opprimente e caotico di Tokyo e proponeva di costruire
una nuova città sopra quella vecchia.
nakagin capsule tower
Kisho kurokawa: realizza . Un edificio a
uso misto residenziale e commerciale ubicato tra gli esclusivi
quartieri Shinbashi e Ginza di Tokyo.
Monumento Continuo del gruppo di architettura italiano
Superstudio, fondato a Firenze nel 1966. L'opera presenta
un'utopia urbanistica, in cui una struttura a griglia infinita e
senza interruzioni si estende attraverso paesaggi desertici
e città, con l'obiettivo di riflettere e comprendere
razionalmente la Terra.
L'architettura riflessa realizzata dal gruppo di architetti
italiani Superstudio nel 1978. L'opera esamina il concetto di
architettura riflessa, suggerendo che l'architettura può
unificare e innalzare il mondo naturale anziché sopprimerlo.
5
Archizoom non stop city : ideato dal gruppo Archizoom
Associati a partire dal 1970. Il progetto rappresenta
un'utopia urbana di uno spazio continuo e indefinito, una
"città senza architettura" che si estende all'infinito. L'idea
era di esasperare i concetti individualistici della società
degli anni '60, cercando la libertà nell'omologazione e nella
standardizzazione. La "No-Stop City" critica l'ideologia del
modernismo architettonico, portandola alle sue estreme e
assurde conseguenze. Il progetto si concentra sulla
distribuzione capillare di servizi e sulla creazione di una superficie standardizzata e
replicabile, piuttosto che sulla forma degli edifici.
Giorgio Grassi e Aldo Rossi sono stati coinvolti in un concorso di
progettazione per il quartiere San Rocco di Monza nel 1971.
Monumento ai Partigiani di Segrate , una scultura in
cemento armato progettata dall'architetto Aldo Rossi tra il
1965 e il 1967. Il monumento è composto da una struttura che
include una scala, un pilastro cilindrico e un parallelepipedo di
base triangolare. Dalla struttura scende un getto d'acqua che si
riversa in una vasca rettangolare scavata nel terreno, creando
una fontana.
Il ponte realizzato da Aldo Rossi e Luca Meda per la
facciata del Palazzo dell'Arte XIII
in occasione della
Triennale di Milano del 1964. La struttura è composta da una
travatura reticolare di tubi di ferro rivestiti di rete metallica e
verniciati di bianco. Il ponte era diviso in due sezioni sfasate e
collegate da una passerella. La prima sezione collegava la
Triennale a viale Molière, mentre la seconda univa viale Molière
a viale Zola.
Scuola Elementare di Fagnano Olona
La , progettata
dall'architetto italiano Aldo Rossi nel 1972. L'edificio è un
esempio di architettura neorazionalista, che si concentra su
forme geometriche e contesto storico. Il progetto è concepito
come una "piccola città", con gli spazi che si sviluppano
attorno a una piazza centrale a gradoni, che può essere 6
utilizzata anche come teatro all'aperto. Dalla corte centrale si diramano diversi corpi
rettangolari che ospitano le aule, mentre la biblioteca è collocata in un volume
cilindrico con copertura a cono in vetro. La scuola è una struttura in cemento armato
con facciate tinteggiate e grandi aperture quadrate.
Ampliamento del Cimitero di San Cataldo a Modena ,
un progetto di architettura razionalista realizzato da Aldo
Rossi in collaborazione con Gianni Braghieri. Il cimitero è
composto da due parti distinte: una parte ottocentesca e
l'ampliamento progettato da Rossi a partire dal 1971.
L'elemento centrale e iconico del progetto di Rossi è il
grande cubo in mattoni, che rappresenta la "città dei
morti". Il cubo, destinato a ospitare l'ossario, è caratterizzato da una serie di piccole
finestre quadrate senza serramenti, a simboleggiare una casa incompiuta.
Superstudio e Aldo Rossi avevano una relazione complessa e critica nei confronti del
movimento moderno.
Casa Aurora , situato a Torino: Progettata dagli architetti
Aldo Rossi e Gianni Braghieri, la costruzione risale al
1984-1985. Inizialmente, l'edificio è stato concepito come
sede del Gruppo Finanziario Tessile (GFT). La facciata è
caratterizzata da un portico con due imponenti colonne che
sorreggono un architrave in acciaio verde e una parete cieca
in muratura. Il linguaggio architettonico dell'edificio richiama
elementi tradizionali di Torino, come il porticato e gli abbaini,
reinterpretati in chiave moderna e monumentale.
Giuseppe Terragni: idea di architettura basata su un razionalismo che univa rigore
geometrico e senso dello spazio, fondendo la modernità con elementi del classicismo.
Quartiere Schützenstrasse è una delle opere più
importanti di Aldo Rossi a Berlino. Si tratta di un progetto di
edilizia residenziale che fa parte di un più ampio piano di
riqualificazione urbana. È un grande isolato edilizio per
residenze, uffici e negozi progettato per ricreare un
frammento della Berlino prebellica. L'edificio è stato suddiviso
in 12 sezioni diverse per stile, dimensioni e materiali, con facciate che citano stili
architettonici come l'età guglielmina, il Razionalismo italiano e il Rinascimento.
All'interno, ci sono quattro corti che fungono da spazi comuni e percorsi di passaggio.
Saverio Muratori (Modena 1910 - Roma 1973), architetto, urbanista, docente
universitario e fu studente di Giovanni Michelucci. quartiere residenziale
Il modello architettonico di un
progettato dall'architetto italiano Saverio Muratori. Il modello
rappresenta un approccio al disegno urbano che enfatizza la
relazione tra gli edifici e lo spazio pubblico circostante.
Chiesa di San Giovanni al Gatano
a Pisa: realizzata da Saverio Muratori. La facciata è 7
caratterizzata da una struttura a capanna e da un'ampia finestratura verticale che si
estende su più livelli. La chiesa presenta un'architettura moderna e distintiva,
caratterizzata dall'uso predominante di mattoni rossi a vista e da un'imponente
facciata finestrata. Studi per una operante storia urbana di Venezia
Libro " " di
Saverio Muratori, pubblicato nel 1960. L'opera si concentra sulla
ricostruzione dello sviluppo storico e urbanistico di Venezia
attraverso l'analisi delle tipologie edilizie. La copertina presenta una
mappa della città di Venezia, che è un elemento centrale dello studio.
Il volume include tavole e una grande mappa ripiegata di Venezia.
“Rapporti tra la morfologia urbana e la tipologia edilizia",
pubblicato dall'Istituto Universitario di Architettura di Venezia
(IUAV) nel 1966. Il documento analizza la relazione tra la forma della
città (morfologia urbana) e i diversi tipi di edifici (tipologia
edilizia). "L'analisi urbana e la progettazione architettonica", un testo
che raccoglie i contributi e il lavoro di gruppo svolto nell'anno
accademico 1968/69. Il libro è stato pubblicato dalla Facoltà di
Architettura del Politecnico di Milano. Il gruppo di ricerca è stato
diretto da Aldo Rossi. Il testo si concentra sull'analisi urbana e sulla
progettazione architettonica, temi centrali nel lavoro di Aldo Rossi.
L'immagine centrale nella copertina è un disegno tecnico,
probabilmente parte degli studi contenuti nel libro.
Aldo Rossi VS Saverio Muratori
Muratori: La sua ricerca si fonda sull’analisi della struttura storica della città, vista
come risultato di una lunga evoluzione collettiva. Attraverso lo studio delle tipologie
edilizie e dei tessuti urbani, Muratori cerca di individuare le invarianti dell’architettura.
Per lui, il progetto architettonico deve nascere dall’interpretazione di queste strutture
profonde, rispettando la morfologia della città esistente. L’architetto, quindi, non è un
creatore solitario ma un interprete della tradizione.
Aldo Rossi: raccoglie in parte le idee di Muratori, ma le reinterpreta in chiave più
teorica e poetica. Per lui la città è il luogo della memoria collettiva, un organismo dove
i monumenti e le forme architettoniche diventano segni permanenti del tempo. Rossi
sposta l’attenzione sulla dimensione simbolica e sul valore evocativo della forma. I
suoi edifici sono costruzioni autonome, essenziali, che richiamano archetipi universali
(cubi, cilindri, coni) e diventano veri e propri “oggetti di memoria”.
LEZIONE 3 8
JAMES STIRLING: LA STRUTTURA COME PRINCIPIO DI CONTINUITÀ
PROGETTUALE
Vita: Stirling nacque a Glasgow il 22 aprile 1924 (anche se in molte fonti viene
indicato come 1926). Studiò architettura presso la University of Liverpool (Liverpool
School of Architecture) dove fu influenzato da un mix di insegnamenti: la tradizione
Beaux-Arts e la modernità del suo docente Colin Rowe. Dopo alcuni anni in vari studi,
realizzò la sua prima grande fama collaborando con James Gowan (1956-63) e poi, dal
1971, con Michael Wilford. Morì a Londra il 25 giugno 1992. Stirling iniziò in uno stile
tendenzialmente moderno/post-bellico, con forte influenza del “Brutalismo” (spazi,
materiali esposti, forme decise). Successivamente fece un’evoluzione verso
un’architettura che incorpora riferimenti storici, forme più complesse, contrasti
cromatici, e una certa ironia formale: in tal senso viene spesso associato alla “post-
modernità” o a un post-modernismo temperato. Il suo “manifesto” in qualche modo è
la cosiddetta “Red Trilogy”: tre edifici universitari realizzati con mattoni/tessitura rossa
e con forme scultoree, che segnano la sua via verso un’architettura più libera dal
rigore purista. Fu importante anche per aver messo in discussione la divisione rigida
tra Modernismo puro e storicismo: Stirling cercava un dialogo tra contesto, storia,
funzione e forma contemporanea. Ha segnato la transizione tra l’architettura moderna
rigorosa del dopoguerra e una nuova sensibilità che prendeva in considerazione
simboli, contesto, storia e forma in modo più complesso. Le sue opere sono diventate
punti di riferimento per l’insegnamento dell’architettura, non solo per la forma ma per
l’approccio progettuale.
Tesi
La sua tesi di laurea, datata intorno al 1949-1950, venne
svolta al quinto anno (Fifth Year) ed è intitolata: “Town
Centre Plan and Community Centre Development for
Newton Aycliffe, Co. Durham”. Il tema della tesi era quindi
un progetto
urbano/territoriale: uno
“town centre” con sviluppo
di “community centre” per
la new town di Newton Aycliffe, contea di Durham. Il
progetto include diversi edifici, spazi aperti, aree verdi
e percorsi pedonal
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