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B

OTANICA APPLICATA ALL’ARCHITETTURA​

​LEZIONE 1 - INTRODUZIONE, LA CELLULA VEGETALE​

L

’IMPORTANZA DELLE PIANTE PER GLI ESSERI VIVENTI​

​Piante come regolatrici del clima, elementi degli ecosistemi e del paesaggio, alimento, fabbisogni energetici, risorse​

​rinnovabili, medicine-spezie-cosmetici, equilibrio psichico, ornamento, contro l’inquinamento, fitobonifica, ma​

​produttori di allergeni.​

L

’ORGANIZZAZIONE GERARCHICA DELLA VITA​

​Diversi livelli con cui è organizzata la materia vivente. Atomi, molecole e complessi molecolari (insiemi di molecole).​

​Cellule (le unità fondamentali della vita). Tessuti (gruppi di cellule simili che lavorano insieme), Organi (come il cuore​

​o i polmoni), Sistemi (insiemi di organi che svolgono una funzione, come il sistema respiratorio).​

​Infine, ci sono i​​livelli ecologici​​, che studiano​​la vita nell’ambiente: Organismo (un singolo essere vivente),​

​Popolazione (tutti gli organismi della stessa specie in una certa zona), Comunità o biocenosi (tutti gli esseri viventi in​

​un ambiente), Ecosistema (gli esseri viventi più l’ambiente fisico), Bioma (insieme di ecosistemi simili), Biosfera o​

​ecosfera (tutta la vita presente sulla Terra).​

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ODULARITÀ DEGLI ORGANISMI​

​L’evoluzione degli esseri viventi è collegata al concetto di​​modularità.​

​Questo principio significa che le diverse parti di un organismo possono modificarsi e specializzarsi nel tempo senza​

​danneggiare il funzionamento dell’intero sistema; conservando le funzioni già acquisite e, allo stesso tempo, ad​

​adattarsi ai cambiamenti. Questo favorisce diversificazione delle specie e adattamento all’ambiente.​

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VOLUZIONE E FILOGENESI​​Lo studio dell’evoluzione​​degli esseri viventi si basa anche sull’​​analisi dell’albero​

​filogenetico​​. Strumenti digitali come iTOL (Interactive​​Tree Of Life), è possibile visualizzare questa complessa rete di​

​relazioni tra i principali gruppi viventi: eucarioti, archaea e batteri, ognuno con le proprie ramificazioni evolutive.​

M

ETODI PER CONOSCERE LE PIANTE​​Si parte dall’​​analisi​​microscopica​​e ultramicroscopica, dove si possono​

​esaminare le cellule vegetali e i loro organuli, come i cloroplasti, con la loro struttura interna complessa. Si arriva poi​

​a osservare l’intera pianta e perfino interi ecosistemi, come le foreste, visibili a occhio nudo o analizzabili con​

​strumenti avanzati, come i sensori satellitari. Per studiare le piante si usano diverse tecniche, ognuna con un​

​diverso livello di dettaglio. Tra queste ci sono: le analisi chimico-molecolari, la microscopia,​​osservazione​​diretta.​

L

’ORGANIZZAZIONE CELLULARE DEI VEGETALI​​Le piante​​sono fatte da​​cellule organizzate​​in modo molto​

​efficiente. Questa organizzazione serve a facilitare gli scambi con l’ambiente, come l’assorbimento di acqua e​

​sostanze nutritive e l’eliminazione dei rifiuti. Per funzionare bene, le cellule devono avere molta superficie rispetto al​

​loro volume. Questo vale non solo per le cellule, ma anche per gli organi e le loro parti interne. Più è grande la​

​superficie, più facile è per la cellula scambiare ciò che le serve con l’ambiente.​

L

A CELLULA VEGETALE​​composta da una​​parete​​semirigida,​​che ne determina la forma, e dal​

​protoplasto(citoplasma+nucleo). Il​​citoplasma​​include​​vari organuli(mitocondri,ribosomi) cellulari sospesi nel citosol e​

​sistemi di membrane interne. Nelle cellule vegetali adulte è presente generalmente una grande cavità, detta​

​vacuolo​​, contenente una soluzione acquosa(immagazzina​​nutrienti e isola materiali dannosi, regola la pressione).​

​Infine un​​nucleo​​contenente il nucleolo e delimitato​​dall’involucro nucleare.​

L

A PARETE CELLULARE​​La parete cellulare è una struttura​​rigida e resistente che si trova all’esterno della​

​membrana cellulare nelle cellule vegetali. La sua funzione è proteggere la cellula, darle forma, impedirle di rompersi​

​quando assorbe troppa acqua, mantenerla stabile e tenerla unita alle altre cellule. Grazie alla parete cellulare, le​

​piante possono stare dritte anche senza ossa o muscoli.​

​Questa parete è formata soprattutto da cellulosa, una sostanza zuccherina che forma fibre robuste. Oltre alla​

​cellulosa, ci sono anche altre sostanze come pectine, emicellulose e, in alcuni casi, lignina, che rendono la parete​

​ancora più forte. La parete cellulare si divide in tre strati:​

​La​​lamella mediana​​è il primo strato che si forma,​​e si trova tra due cellule vicine. È fatta di pectine e funziona come​

​una specie di “colla” che tiene unite le cellule vegetali.​

​La​​parete primaria​​si forma subito dopo e circonda​​ogni singola cellula. È sottile, flessibile e permette alla cellula di​

​crescere. È composta da cellulosa, pectine e altre sostanze. Si trova in tutte le cellule giovani e in qualche adulta.​

L

a​​parete secondaria​​, invece, si forma solo quando la cellula ha smesso di crescere. È molto più spessa e rigida, ed​

​è rinforzata da lignina, una sostanza che rende il legno duro. Serve per rendere la cellula più resistente,​

​specialmente nelle parti della pianta che devono sostenere peso, come i tronchi.​

M

ODIFICAZIONI DELLA PARETE CELLULARE​​possono subire​​trasformazioni chimico-fisiche per adattarsi a​

​diverse funzioni:​

​Lignificazione:​​deposizione di lignina, che rende​​la parete resistente, impermeabile e protettiva.​

​Suberificazione:​​deposito di suberina, che impermeabilizza​​e isola termicamente (es. nel sughero).​

​Cutinizzazione e cerificazione:​​rivestimento con cutina​​e cere per ridurre perdita d’acqua e proteggere da raggi UV.​

​Mineralizzazione:​​accumulo di silice o carbonato di​​calcio per rinforzare la parete (es. in equiseti e graminacee).​

​Gelificazione e pigmentazione:​​aumento di pectine​​e mucillagini per trattenere acqua e proteggere, e accumulo di​

​pigmenti nei semi.​

C

LOROPLASTI E FOTOSINTESI​​I​​cloroplasti​​sono strutture​​verdi che si trovano nelle cellule, soprattutto in foglie.​

​Dentro i cloroplasti avviene la fotosintesi, il processo con cui si usa la luce del sole per produrre zuccheri (cioè​

​energia) partendo da acqua e anidride carb. Durante la fotosintesi viene anche prodotto ossigeno, viene rilasciato.​

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ROPRIETÀ DELLA LUCE E FOTOSINTESI​​La​​luce​​del sole​​è fatta da diversi colori, come quelli dell’arcobaleno.​

​Le piante usano soprattutto la luce rossa e quella blu per fare la fotosintesi. La luce verde invece viene riflessa, e​

​per questo le foglie ci appaiono verdi. La luce fornisce l’energia necessaria per avviare la fotosintesi.​

P

IGMENTI FOTOSINTETICI​​I​​pigmenti​​sono sostanze colorate​​che assorbono un determinato colore di luce(⋌).​

​Nelle piante i principali pigmenti sono: clorofilla a (verde scuro), clorofilla b (verde chiaro) e i carotenoidi (arancioni e​

​gialli). Questi pigmenti assorbono l’energia della luce per usarla nella fotosintesi.​

M

OLECOLA DI CLOROFILLA​​La molecola di​​clorofilla​​ha​​una parte centrale chiamata​​anello porfirinico​​, che​

​cattura la luce, e un atomo di magnesio al centro. Ha anche una lunga coda fatta di atomi di carbonio. Questa​

​molecola si trova nei cloroplasti.​

F

ASI DELLA FOTOSINTESI​​2 fasi: La prima è la fase​​luminosa, che avviene nei tilacoidi e serve luce. In questa​

​fase si produce energia (ATP e NADPH) e si libera ossigeno. La seconda è la​​fase oscura o ciclo di Calvin​​,​​che​

​avviene nello stroma e non richiede luce diretta. Qui si usano l’ATP, il NADPH e la CO₂ per produrre zuccheri.​

P

IANTE C4 E ANATOMIA DI KRANZ​​Alcune piante, come​​il mais o la canna da zucchero, fanno una fotosintesi​

​speciale chiamata C4. Questa le aiuta a vivere bene in luoghi caldi e secchi. Le piante C4 separano fisicamente le​

​due fasi della fotosintesi in cellule diverse, per usare la CO₂ in modo più efficiente.​

M

ITOCONDRI E TEORIA ENDOSIMBIONTICA​​L'origine dei​​mitocondri è spiegata dalla teoria endosimbiotica: circa​

​1,5-2 miliardi di anni fa, una cellula eucariote primitiva ha inglobato una batteria aerobia (capace di usare ossigeno​

​per produrre energia). Questa simbiosi ha permesso alla cellula di ottenere energia in modo più efficiente, e col​

​tempo il batterio è diventato il mitocondrio, un organello interno essenziale per la respirazione cellulare.​

A

MIDO AMILOSIO E AMILOPECTINA​​L’​​amido​​è una sostanza​​che le piante usano per conservare energia. È​

​formato da due tipi di catene di zuccheri: l’amilosio, che è una lunga catena senza ramificazioni, e l’amilopectina,​

​che è una catena ramificata. Entrambe sono fatte da tante unità di glucosio.​

G

RANULI DI AMIDO​​L’amido si accumula dentro le cellule​​sotto forma di granuli solidi. Questi granuli si trovano nei​

​cloroplasti (di giorno) oppure in altre parti della pianta, come radici o semi. Se si osservano al microscopio con lo​

​iodio, diventano di colore blu-nero.​

C

ROMOPLASTI​​I​​cromoplasti​​sono plastidi colorati non​​fotosintetici, presenti soprattutto in fiori e frutti. Hanno la​

​funzione di conferire colorazioni gialle, arancioni e rosse, servendo ad attrarre impollinatori e animali frugivori​

​(funzione vessillare). Contengono pigmenti come carotenoidi (β-carotene e licopene) e xantofille. Possono formarsi​

​direttamente da proplastidi oppure derivare da cloroplasti, ad esempio durante la maturazione del frutto. I pigmenti​

​si accumulano in forme diverse: globulari (gocce lipidiche), fibrillari (filamenti), cristallini (cristalli visibili) e​

m

embranosi (associati a membrane interne). Esempi tipici di cromoplasti si trovano nella calendula (fiori gialli), nel​

​pomodoro (frutto rosso) e nel peperone (frutto con cromoplasti membranosi).​

V

ACUOLO​​grande vescicola presente nelle cellule vegetali​​mature, delimitata da una membrana chiamata​

​tonoplasto. Contiene il succo vacuolare, una soluzione acquosa con pH acido (4.5–6.5). Le sue funzioni principali​

​includono la regolazione dell'omeostasi cellulare, l'accumulo di ioni, pigmenti, metaboliti e prodotti di difesa, la​

​detossificazione, la degradazione di sostanze grazie alla presenza di enzimi come le idrolasi acide, il mantenimento​

​del turgore cellulare fondamentale per forma e crescita e l'aumento del volume cellulare senza accrescere troppo il​

​citoplasma.​

C

ONTENUTI DEL SUCCO VACUOLARE​​Si trovano​​pigmenti​​come antociani (colori rosso-viola-blu variabili col​

​pH), flavonoidi (flavoni e flavonoli, gialli o avorio) e tannini (marroni o nerastri, con effetto astringente e protettivo).​

​Sono presenti anche​​sostanze di riserva​​come zuccheri​​(glucosio e saccarosio, es. in barbabietola e canna da​

​zucchero) e fruttani come l’inulina, un polisaccaride non amilaceo che abbassa il punto di congelamento ed è adatto​

​ai diabetici; le​​sostanze di difesa​​troviamo alcaloidi​​(es. papaverina, efedrina), glucosidi cianogenetici (es.​

​amigdalina nelle mandorle amare, che libera acido cianidrico), glucosinolati (presenti nelle Crucifere, producono​

​sostanze tossiche per gli insetti come nella senape) e terpeni (composti aromatici e volatili come gli oli essenziali del​

​rosmarino, utili per attrarre impollinatori). Sono inoltre presenti cristalli di ossalato di calcio in forma di druse​

​(aggregati sferici) o rafidi (aghi). Altri contenuti includono​​ioni inorganici​​(K⁺, Ca²⁺, Cl⁻, PO₄³⁻),​​acidi organici​​(malico​

​in Malus, citrico in Citrus, tartarico in Vitis vinifera),​​aminoacidi​​come arginina, lisina, istidina ed enzimi​​idrolitici, utili​

​soprattutto nei semi in germinazione per digerire le riserve.​

​LEZIONE 2_I TESSUTI​

E

VOLUZIONE DEGLI ORGANISMI DAL MEZZO ACQUATICO A QUELLO TERRESTRE​​Gli organismi sono​

​passati​​dall’acqua alla terra​​adattandosi a condizioni​​molto diverse. In acqua, il sostegno e il nutrimento sono più​

​semplici, mentre sulla terra serve una struttura rigida per sostenersi, sistemi per conservare l’acqua e proteggersi​

​dalla luce solare. Questa evoluzione ha portato a modifiche nei tessuti e negli organi per sopravvivere fuori​

​dall’acqua.​

L

A STRUTTURA DEL CORMO​​è la parte principale delle​​piante vascolari, formato da radici, fusto e foglie. Queste​

​parti lavorano insieme per assorbire acqua e nutrienti, sostenere la pianta e fare la fotosintesi. La struttura è​

​organizzata in tessuti specifici che permettono la crescita, il trasporto e la protezione.​

C

ONTROLLO DELL’ACCRESCIMENTO CELLULARE​​L’accrescimento​​delle cellule nelle piante è regolato da​

​segnali chimici e fisici che indicano quando e dove devono dividersi o allungarsi. Questo controllo è fondamentale​

​per formare organi corretti e mantenere l’equilibrio tra crescita e differenziamento.​

T

OTIPOTENZA DELLE CELLULE VEGETALI​​Le cellule vegetali​​hanno la capacità di trasformarsi in qualsiasi altro​

​tipo di cellula della pianta, una proprietà chiamata​​totipotenza​​. Questo significa che possono rigenerare​​tessuti o​

​intere piante, rendendo le piante molto adattabili e capaci di ripararsi.​

D

IFFERENZIAMENTO CELLULARE E RUOLO DEI MERISTEMI​​Le​​cellule nascono uguali ma poi diventano​

​specializzate (differenziamento) per svolgere compiti diversi. I​​meristemi​​sono gruppi di cellule indifferenziate​​che​

​restano sempre giovani e permettono la crescita continua della pianta, producendo nuove cellule che poi si​

​differenziano.​

M

ERISTEMI PRIMARI: FUNZIONI E LOCALIZZAZIONE​​I meristemi​​primari si trovano nelle punte di radici e​

​germogli. Sono responsabili della crescita in lunghezza della pianta, producendo nuove cellule che permettono allo​

​stelo e alle radici di allungarsi.​

M

ERISTEMI SECONDARI: STRUTTURA E FUNZIONE​​I meristemi​​secondari si trovano lungo il fusto e nelle radici​

​mature. Sono responsabili della crescita in spessore, cioè aumentano il diametro della pianta, permettendo la​

​formazione di tessuti di sostegno e trasporto.​

T

ESSUTI TEGUMENTARI​​I​​tessuti tegumentali​​: rivestono​​esternamente le piante e servono per proteggerla​

​dall’ambiente, a evitare la perdita d’acqua, a difendersi dagli agenti patogeni e a regolare gli scambi con l’esterno.​

​Sono formati principalmente da cellule vive o morte a seconda della loro posizione e funzione.​

L

’EPIDERMIDE E I SUOI ANNESSI​​L’epidermide​​è un tessuto​​tegumentario, è il più esterno, formato da un singolo​

​strato di cellule vive, appiattite e prive di cloroplasti. Spesso è ricoperta da una cuticola cerosa che limita la perdita​

​d’acqua. Gli annessi epidermici(​​stomi​​e​​tricomi​​) sono​​strutture specializzate che derivano dall’epidermide.​

S

TOMI E CELLULE STOMATICHE​​Gli​​stomi​​sono aperture​​presenti sull’epidermide, formati da due cellule​

​stomatiche che si aprono e si chiudono per regolare lo scambio di gas (come ossigeno e anidride carbonica) e la​

​traspirazione. Le cellule stomatiche contengono cloroplasti e sono sensibili alla luce e all’umidità.​

T

RICOMI DI RIVESTIMENTO​​I​​tricomi di rivestimento​​sono peli semplici, formati da una o più cellule, che servono a​

​proteggere la pianta dal calore, dagli insetti e a limitare la perdita d’acqua. Possono essere rigidi o morbidi, corti o​

​lunghi, e si trovano sull’epidermide di foglie, steli e frutti.​

T

RICOMI GHIANDOLARI E SPECIALIZZAZIONI​​I​​tricomi ghiandolari​​sono particolari peli epidermici che​

​producono e secernono sostanze come oli essenziali, resine o enzimi. Hanno funzioni difensive o attrattive per​

​insetti utili. Alcuni tricomi sono specializzati in compiti specifici, come quelli​​urticanti​​o​​vischiosi​​.​

I

L RIZODERMA E I PELI RADICALI​​Il​​rizoderma​​è il tessuto​​epidermico della radice, privo di cuticola e​

​specializzato nell’assorbimento di acqua e sali minerali. Da alcune sue cellule si sviluppano i peli radicali, sottili​

​estensioni cellulari che aumentano la superficie assorbente della radice.​

E

SODERMA E ENDODERMA DEL RIZODERMA​​L’​​esoderma​​è uno strato di cellule che si sviluppa sotto il​

​rizoderma e contribuisce a proteggere la radice. L’​​endoderma​​è uno str

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Scienze biologiche BIO/03 Botanica ambientale e applicata

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher RiassuntiDiContrabbando di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Botanica applicata all'architettura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Salvaneschi Enrica.
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