Economia Industriale
5/02/2025
Alfred Marshall primo manuale dell’economia dell’impresa, anni 20. Ragionare
per catene corte. Marshall artefice degli equilibri parziali. Per Marshall le
imprese sono organismi non meccanismi. A mano a mano che un erede prende
il posto del suo predecessore tutta quella capacità di lavorare non è ovvio che
appartengano anche alle generazioni successive (the liking for energetic work,
metafora della foresta come settore, differenza di capacità e motivazione da
parte degli operatori). Il secondo elemento che introduce è quello della
dimensione del mercato. Oxford Research Group, principio secondo cui prima si
parla con le imprese e poi si arriva alle conclusioni. Le imprese ignorano le
curve di domanda, e per decidere il prezzo di vendita si basano solo sui loro
costi unitari, fissi e variabili a cui aggiungono il mark cap, che consente loro di
assicurarsi un reddito. Ad Harvard emerge un filone di gestione che ha come
centro dell’analisi il settore. J. Bain in Barriers to new competition, le imprese in
condizione di oligopolio fissano i pressi maggiori di quelli di concorrenza ma
minori di quelli di monopolio, perché le imprese cercano di evitare l’ingresso di
nuove imprese nel mercato.
Il paradigma SCP (Structure conduct perfomance) esistono variabili che
vincolando la struttura industriale. Funzione rilevante, poiché fa capire che i
contesti contano molto per quanto riguarda i comportamenti delle imprese, ed
apre la via al fatto che esista una politica industriale che corregge i fallimenti
del mercato.
Impresa: come funzione di produzione, non c’è organizzazione, succede tutto in
maniera automatica, ma definizione molto riduttiva. Per la Teoria dei costi di
produzione, caratteristica principale è la soppressione del meccanismo dei
prezzi, ossia la sostituzione dello strumento che regola gli scambi sul mercato
con il principio di autorità. Per altri l’impresa è un nexus of contractus, o ancora
una coalizione di soggetti.
Definizione statistica dell’Eurostat: impresa è un’unità organizzativa che
beneficia di un certo grado di autonomia decisionale.
Settore: molto difficile stabilirne i confini, due punti di vista differenti, quello
dell’offerta e quello della domanda, può essere visto sia da un punto di vista
tecnologico sia da un punto di vista della logica produttiva.
6/02/2025
Le economie di scala, sono la riduzione dei costi all’aumentare della quantità
prodotta, non è giusta come affermazione poiché confonde breve e lungo
periodo. In quanto le economie di scala si calcolano sulle curve di costo di
lungo periodo. Breve periodo non varia la dotazione dei fattori, lungo periodo è
possibile variare le quantità impiegate degli input produttivi. Oltre una certa
soglia di produzione i costi unitari tendono ad aumentare. Rendimenti di scala
costanti e non costanti. Le economie di scala sono un concetto statico, sono le
alternative di un’impresa quando deve decidere a che scala produrre.
Dimensione ottima minima (punto di tangenza dell’inviluppo delle curve). Le
curve di breve rappresentano delle capacità produttive, dietro ogni curva di
costo c’è una dotazione di fattori. Le imprese possono ridursi per due ragioni,
poiché si riducono i coefficienti tecnici ed anche l’ampliamento delle capacità
che può comportare un ampliamento per quanto riguarda i fattori. Esiste un
limite estrinseco, esistono diseconomie di scala, non c’è nessuna ragione per
affermare ciò. Indivisibilità tecnologiche, ci possono essere discontinuità
tecnologiche tra una curva e l’altra avendo perciò dei salti tecnologici, possono
esserci differenze strutturali di accesso alle migliori tecnologie tra piccole e
grandi imprese. Con le indivisibilità tecnologiche le imprese grandi sono più
efficienti di quelle piccole, non sempre, però anche quando ci sono le economie
di specializzazioni. Economie di gamma, di varietà, sono economie di
produzione congiunta ossia economie che io so se produrre congiuntamente
due output diversi mi consente di avere costi totali ed unitari più bassi di quelli
che avrei se me li producessi disgiuntamente.
Curve di apprendimento, concetto dinamico, riduzione dei costi che si ha a
forza di fare sempre la stessa cosa. A forza di farla sempre diventi più bravo a
farla e riduci i costi. C’è una riduzione dei costi unitari, aumento della
produzione effettivamente svolta. Costi unitari diventano endogeni alla
quantità di prodotti che riesco a produrre, c’è proprio uno spostamento della
funzione, abbassamento della curva unitaria.
Vantaggi assoluti di costo, utilizzato nell’analisi delle barriere all’entrata,
impresa se per qualche ragione riesce ad ottenere un costo unitario più basso
di altri a parità di altri (es. un brevetto, o sono un’impresa meno rischiosa, o un
input che ho solo io) vantaggio che non è legato alla scala. Posso averlo anche
grazie alle curve di apprendimento perché ho una storia alle spalle che mi ha
permesso di arrivare ad un vantaggio di costo.
L’integrazione verticale, endogena, integrare vuol dire che un’impresa produce
tutto da sola, trade off fra i vantaggi di costo che si possono ottenere tenendo
tutto dentro e anche però costi fissi molto alti, irrigidisce molto l’impianto
produttivo, difronte a variazioni della domanda. Le imprese sono spesso messe
in verticale, in quanto abbiamo fasi produttive diverse e sequenziali, se fasi
separabili può essere conveniente anziché produrre un componente affidare
quella fase produttiva a qualcun’altro che produce per noi. Le diverse fasi
produttive sono caratterizzate ciascuna da una sua funzione di costo unitario e
non è ovvio che i punti di minimo di queste funzioni di costo unitario debbano
coincidere. Possibile che esistano disomogeneità tra una fase produttiva e
l’altra.
George Stigler, economista americano, impianto produttivo diverse fasi
produttive, ciascuna sua forma di costo, quando raggiungo il punto di minimo
della curva, un altro componente è ancora molto lontano, e anche altre curve,
curve di fase corrispondono ad una curva totale, se funzioni di costo separabili
allora può convenire che una determinata fase la posso esternalizzare se trovo
qualcuno che mi produce quell’input ad un prezzo più basso di quello che
corrisponde il mio costo di produzione, abbassando così la mia curva di costo. Il
terzo fornitore, costi più bassi o perché sfrutta durante il processo produttivo o
proprio perché produce per tanti e producendo sempre lo stesso prodotto
abbatte i costi. Si comincia a spezzare in senso della catena verticale del
sistema, sistema localmente più frammentato, che può essere un processo più
efficiente.
Ragione per la quale io integro o disintegro è legata anche alla forma delle
funzioni di costo.
Colli di bottiglia, ci sono delle discontinuità per cui alcune fasi produttive
devono essere svolte da un produttore per tutti.
Espansione del mercato: se aumenta la domanda, viene favorita
l’esternalizzazione.
12/02/2025
Non c’è un prezzo di mercato, per quell’input il prezzo è stabilito su una base
contrattuale tra fornitore e venditore. Integrazione verticale variabile su cui
l’impresa può influire direttamente, grado di autonomia. Indice di Adelman,
rapporto tra lavoro aggiunto e fatturato, misura del grado di integrazione
verticale, se dalla produzione togliamo i valori intermedi ci resta il valore
aggiunto, più ricorro al mercato meno valoro aggiungo direttamente io, più mi
costano gli acquisti esterni e quindi più si riduce il valore esterno rispetto al
fatturato. Indicatore che quando diminuisce mi dice che sta diminuendo il
grado di integrazione verticale.
Sul telaio di questo schema incardiniamo la teoria dei costi di transazione.
Teoria dei costi di transazione:
Impianto teorico seconda metà degli anni ‘70 del ‘900, articolo che pubblica nel
‘37 Ronald Coase, economista. Documento riesumato negli anni ‘70 da un altro
economista Oliver Williamson.
Due modi:
Dentro l’impresa
Fuori l’impresa
Il modo naturale è che il sistema economico è caratterizzato da una serie di
soggetti economici indipendenti e si dividono il lavoro in funzione dei prezzi che
riescono a praticare. L’impresa funzione di sopprimere il meccanismo dei prezzi
quando il mercato è inefficiente, soppressione meccanismo dei prezzi, lo
sostituisce con un meccanismo che è la logica basata sul principio di autorità,
gerarchia dell’impresa basato sul principio dell’autorità. Elemento essenziale
aggiunto è che il ricorso al mercato non è gratis, costi transazione che avviene
sul mercato, al costo dell’input ci devo aggiungere quanto mi costa
procurarmelo. Costo operazioni addizionali superiore a quello del mercato si
raggiunge il limite. Quando è che la somma di questi costi dall’esterno è
superiore ai costi del prodotto internamente, Williamson fornisce una
spiegazione su una base di una serie di aggiunte, pone alcune condizioni che
riguardano due questioni, una questione riguarda logica del comportamento
degli agenti, e tre riguardano la natura delle transazioni, tre elementi.
Comportamento degli operatori: problema di razionalità limitata, limiti, persone
capacità di calcolo limitata e capacità di valutazione limitata, incapacità di
analisi comporta che gli operatori, sono agenti ottimizzanti, ma con una
capacità limitata del tempo che serve per processare le informazioni, e alla
capacità di valutare si traduce nel fatto che i risultati che si ottengono sono
parzialmente efficienti, non possibile individuare tutti gli stati futuri del mondo,
questa condizione determina una situazione in cui la gerarchia è favorita.
Soluzione di mercato può rischiare di diventare inefficiente.
Secondo elemento, l’opportunismo, una delle parti può avere un atteggiamento
disonesto, ossia limita le informazioni che passa all’altra parte.
Natura delle transazioni:
Specificità degli asset: tipo di rapporto in cui prevede che il fornitore faccia
degli investimenti molto alti, non reversibili, se mi salta quel cliente ho dei costi
infondati enormi e rischio di uscire dal mercato. L’assemblatore, vale la stessa
cosa, gode di investimenti del fornitore ma è anche lui incapsulato in questa
circostanza, se salta il fornitore difficile che ne trovi un altro.
Componente di incertezza: riguarda una bassa prevedibilità degli eventi
Problema di frequenza delle transazioni, se transazioni spot, può avvenire
tranquillamente uno scambio di mercato, ma se le transazioni sono molto
frequenti, abbatto i costi fissi ricorrendo al mercato ma a quel punto non ha
senso che io utilizzo un fornitore esterno per qualcosa che a me serve con
costanza, anche se non sempre è così. Queste ipotesi configurano una
situazione che è strutturalmente diversa da quanto presuppone la
microeconomia standard. L’impresa nasce come un’organizzazione che
compensa l’esistenza di una serie di situazioni specifiche che la microeconomia
tradizionale ignora.
La cooperation (intermedio tra mercato e gerarchia, quando due imprese
collaborano per fare qualcosa insieme tra di loro), George Richardson, due
concetti base:
Diversità
Complementarità
Maggior parte degli scambi attengono ad un rapporto di collaborazione stretto,
io non sono in grado di fare da solo tutto, alcune cose per farle devo per forza
collaborare con qualcun altro. Quando due imprese sanno fare cose diverse, ma
che possono essere complementari, presupposti affinché nasca una
collaborazione tra le due imprese. La situazione che si insatura prevede che
esistano dei saperi accumulati presenti nelle due imprese. Conta molto la
qualità di quello che produci, ed in particolare la componente della qualità degli
input che vengono forniti, è sempre più decisiva. Percorso di selezione degli
operatori.
Capabilities, il saper fare le cose.
Network, sistemi di relazione strutturata delle imprese, network riesce a
costituire una vera identità di indagine.
Hybrids: cose che non sono né mercato e né gerarchia, riguardano rapporti tra
un’impresa a valle del processo ed una serie di fornitori che stanno a monte.
13/02/2025
Prima fase: Golden age dell’economia industriale
Seconda fase: anni settanta, forte deregolazione, liberalizzazione dei mercati e
dei capitali a livello internazionale, incertezza sia sul lato delle variabili reali
che finanziarie. Spartiacque intorno alla metà degli anni ’70 fenomeno
parallelo, si avvia un riemergere della produzione di piccola scala, nuovo
aumento del peso delle imprese di piccola dimensione. I fattori di contesto
agiscono pesantemente nel determinare i comportamenti delle imprese,
quando i contesi cambiano le imprese cambiano le proprie strategie. La grande
impresa verticalizzata ad un certo punto comincia a cedere al mercato fasi,
funzioni e processi caricandole su nuove imprese più piccole che subentrano
all’impresa che diventa cliente in molti ambiti produttivi. Storia industriale che
parte dalle origini dello sviluppo industriale, dei paesi emergenti, ormai oggi
emersi (Cina, Corea, ...), ad un certo punto c’è una discontinuità mai successa
prima nella storia, discontinuità che dà avvio ad un’inversione del pattern dello
sviluppo produttivo.
Gli anni della Golden Age (dal primo dopoguerra alla metà degli anni ’70 del
‘900). Coniugato aspetti istituzionali ed aspetti economici. Domanda di
consumo interna garantisce una grande stabilità forte die consumi interni,
caratteristica di assicurare a chi investe mercati in espansione abbastanza
stabili. Se il capitale umano è alto il tempo della ricostruzione è il tempo fisico
di ricostruire. Distruzione di capitale compensata con interventi mirati. Dal lato
reale quindi c’è una crescita molto sostenuta.
W: salari
R: profitti
I: investimenti
C: consumi
Y: reddito
La crescita economica è stata talmente intensa che su tutte queste variabili,
consente di ottenere contemporaneamente profitti molto alti ed un livello dei
consumi molto sostenuto. Se il reddito ha una crescita molto forte questo
retroagisce positivamente anche sulla produttività, questo è un meccanismo
che si alimenta da solo.
Grande stabilità della domanda interna consente di programmare attività di
investimento su un orizzonte temporale molto lungo. Dal lato finanziario, i
cambi non ci sono, non c’è il rischio di cambio, non c’è inflazione, i tassi
d’interesse molto contenuti, rendimenti attesi sono facilmente calcolabili.
Ultimo quarto del secolo: negli anni ’70 una serie di shock, endogeni, il primo è
quello salariale, gli shock più famosi sono i due petroliferi, nel ’73 e nel ’79, che
fanno esplodere l’inflazione. Processo inflazionistico, contemporaneamente
aumenta la dipendenza della domanda dall’estero, quindi la previsione della
domanda internazionale molto più complicata, dipende anche dai rapporti dei
cambi. Dal lato finanziario si entra in un regime di cambi flessibili, grande
turbolenza sul mercato dei cambi che apre la strada alla speculazione,
embrione della finanziarizzazione dei sistemi economici.
Liberalizzazione del mercato diventa un mantra della politica economica, entra
nelle decisioni dei policy maker. Devo monitorare molte variabili aggiuntive nel
caso di domanda internazionale. Se la mia capacità di gestione molto limitata
questo mi spinge a ridurre la mia attività, meno variabili devo avere sotto
controllo, sennò devo investire molto di più nel monitoraggio di tali attività. Si
passa da una fase in cui i costi fissi non sono un problema, non c’è un problema
di domanda, si passa ad una fase in cui i costi fissi diventano un problema,
variabilità della domanda molto sostenuta, da una fase in cui le imprese hanno
il problema del rischio ad una fase in cui non riescono a calcolare l’incertezza
del contesto. Imprese cominciano a far uscire processi per ridurre i costi fissi.
Da un’economia di grandi organizzazioni ad un contesto in cui vi è un’esigenza
di flessibilità che richiede una velocità di risposta molto maggiore. Nella Golden
Age problema è quello di stabilizzare l’offerta.
19/02/2025
Elementi che riguardano svolgimento dell’attività produttiva, analisi struttura
industriale.
Differenziazione
Elementi della struttura industriale elementi che condizionano il
comportamento delle imprese. Imprese adottano comportamenti strategici
consapevoli, imprese si difendono non dai concorrenti attuali, ma potenziali.
Barriere all’entrata, imprese vietano l’accesso al mercato ad altre imprese.
Differenziazione:
Concetto
Teoria economica
Misure della differenziazione, elasticità incrociata ed approccio delle
caratteristiche.
Elemento essenziale è che non ci sia una componente di prezzo decisiva.
Tipi di differenziazione (capacità di un produttore di far percepire in qualche
modo che il suo prodotto è differente dall’altro, beni sostituiti, ma percepiti
come due prodotti diversi, elemento di soggettività):
Differenziazione verticale, quando un prodotto sovrasta da un punto di vista
qualitativo l’altro completamente, per tutte le sue caratteristiche.
Differenziazione orizzontali, beni che non sono comparabili tra loro. Beni che si
differenziano gli uni dagli altri e anche percepiti come diversi. Nessuno dei due
sovrasta completamente l’altro.
Diversifico quando produco un prodotto diverso che prima non producevo.
Chi compra è in grado benissimo di valutare la differenza che c’è tra un
prodotto e l’altro. Nell’ambito dei beni di consumo ciò non accade.
Processo in cui da un lato conta la domanda dall’altro la differenziazione dei
prodotti da parte dei produttori.
Differenziazione strumento attraverso il quale le imprese si dotano di un
qualche potere di mercato.
Anche laddove esistano rendimenti crescenti dal punto di vista produttivo, più
produco, più abbatto i costi, più aumenta il rendimento della mia impresa,
anche se la produzione è aumentata economicamente non è detto che tutto
quello che riesco a produrre poi riesco a venderlo. L’attenzione si sposta dal
momento produttivo all’efficienza sul mercato. I produttori non possono influire
sul prezzo di mercato che è esogeno nel caso di prodotto non differenziato,
viceversa invece per il prodotto differenziato. Le ragioni per le quali un prodotto
può risultare differenziato sono le più svariate:
Differenziazione geografica, la materia interseca l’economia spaziale, in senso
di territorio.
Contenuto qualitativo, differenziazione tra un prodotto e l’altro presenti nello
stesso territorio
Contenuto di tecnologia
Marchio, chi ha un marchio vuol dire che ha un potere di mercato molto forte,
minore è la perdita di domanda che io sconto quando alzo il prezzo maggiore è
il potere di mercato che detengo.
Design e packaging
Servizi accessori alla vendita
Semplice ignoranza di chi compra, la capacità di chi produce di influenzare la
domanda aumenta. La capacità di differenziare dei produttori elemento
essenziale per loro di controllare la curva di domanda ed anche di spostarla.
Struttura della domanda, meccanismo dello sviluppo, struttura delle preferenze
dei consumatori non è costante al variare del reddito pro capite. Legge di
Hengel, statistico, a mano a mano che il reddito aumenta, l’evoluzione dei
consumi aumenta. Esiste una componente della differenziazione della domanda
guidata dall’aumento stesso della domanda, determinato dal reddito pro capite
della domanda. La differenziazione rompe l’unità del mercato, i mercati
vengono segmentati.
L’impianto teorico per leggere questi fenomeni: teoria della concorrenza
monopolistica, Chamberlain, costruzione di equilibrio di mercato. Pre-entrata,
sono piccolo monopolista di mercato ho un mio margine di extra profitto,
bastano variazioni di prezzo anche piccole che posso indurre chi compra a
comprare un altro prodotto concorrente. Post-entrata diminuisce la quantità
prodotta di ogni singola impresa, poiché entrano nuove imprese, si sposta
verso sinistra la curva di domanda e la curva dei ricavi marginali, l’extra
profitto sparisce, non siamo però in concorrenza perfetta, poiché il mio costo
unitario ed il mio prezzo sono ancora superiori rispetto al livello del costo
marginale. Indice di Lerner e positivo quando non in concorrenza perfetta
mentre è uguale a zero in condizione di concorrenza perfetta. Si parte da una
situazione di monopolio ma non si arriva ad una situazione di concorrenza
perfetta. Caratteristica è quella di dividere la popolazione delle imprese, definiti
dall’effettivo grado di sostituibilità dei beni che queste imprese producono.
Coefficiente di elasticità incrociata: indice che misura le variazioni (percentuali)
della quantità domandata di un bene al variare (percentuale) del prezzo
dell’altro. Più è alto il rapporto più i due beni sono simili, non c’è un valore
assoluto che consente di discriminare beni diversi, distinguendo quali siano
sostituti e quali no.
Lancaster: io anziché parlare di beni parlo delle loro caratteristiche, un bene è
fatto di diverse caratteristiche, isolandone quelle degli altri, traendone qualche
indicazione di carattere qualitativo. Lancaster introduce il concetto delle
caratteristiche ed introduce una valutazione soggettiva del singolo
consumatore, integrando le due costituisce una funzione di utilità. Valutazioni
soggettive del singolo consumatore i, rispetto agli attributi. Poi attributi in
quanto tali, che sono oggettivi, attributi del prodotto k, e poi c’è il prezzo.
Utilità lorda, se ci tolgo il prezzo ho l’utilità netta. Elasticità incrociata, l’impiego
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