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DISPENSA DI

ELEMENTI DI

DIRITTO

ROMANO

PUBBLICO E

PRIVATO

(DISPENSA COMPLETAMENTE SOSTITUTIVA PER

CORSO DI SCIENZE DEI SERVIZI GIURIDICI, INTEGRATA

CON LEZIONI DELLA PROF. CUNEO) 1

14/10/2020

Diritto Pubblico= riguarda principalmente lo Stato, la città, le comunità

Diritto Privato= riguarda principalmente l’utilità del singolo

Roma è stata fondata nell'8 secolo prima di Cristo. Ci sono diverse teorie sulla sua data di fondazione:

• 814 a.C. TIMEO

• 753 a.C VARRONE (data presa in riferimento)

• 747 a.C. FABIO PITTORE

• 728 a.C. CICCIO ALIMENTO

L'epoca romana va dal 753 a.C. al 565 d.C., essendo un arco temporale molto esteso la possiamo dividere in

quattro grandi periodi:

- periodo MONARCHICO (arcaica): dal 753 a.C. con il primo re di Roma, Romolo alla cacciata dell'ultimo dei

sette re Tarquinio il Superbo. La Monarchia si divise in due fasi differenti:

1) Monarchia latino-sabina, dura fino alla metà del 7 sec. e ha importanza la figura religiosa;

2) Monarchia etrusca, dura dalla metà del 7 sec al 6 sec e ha importanza la figura militare.

- periodo REPUBBLICANO: vale a dire dal primo consolato di Marco Giunio Bruto e Quinto Tarquinio

Collantino alla nomina del primo imperatore Augusto da parte di Ottaviano (rinunciò a tutti i poteri

straordinari riconducendo così tutti gli organi della costituzione repubblicana ad una sorta di suo

protettorato).

- periodo dell’IMPERO, diviso in:

.periodo del PRINCIPATO: dalla nomina di Augusto alla morte dell'imperatore Carino e l’imperatore

Diocleziano è l’elemento che congiunge il principato al tardo impero.

.età del TARDO IMPERO: con Costantino inizia il tardo impero che finisce con la morte di Giustiniano, di

conseguenza, alla fine dell'intero periodo romanico.

-Nel V secolo l’impero si divise in: Impero d’Occidente e Impero d’Oriente, uniti da una collegialità

imperiale con sorti diverse. Giustiniano governa l’oriente dal 427 a.C. e nel 475 a.C. muore.

Nel 476 a.C. viene deposto l’ultimo imperatore dell’impero d’Occidente (Romolo) e si sviluppano i popoli

barbarici che formano singoli regni, grazie ai re di questi regni vengono raccolte fonti del diritto, essi non

conoscevano il diritto come lo conosceva Roma, quindi, vennero realizzate delle raccolte che ci permettono

di ricostruire parti di codici andati perduti (lex). Bisogna ricordare che i re barbari erano convinti di aver

preso il posto ai re romani, a differenza di Teodorico che raccolse l’editto ovvero una raccolta di leggi

romane valide sia per i cittadini romani che ostrogoti, egli si sentiva il magistrato d’Oriente e non il re, come

segno di rispetto. -MONARCHIA -

Roma all’inizio è un villaggio nel territorio italico, in una zona di colli e acquitrini. Questo villaggio è aperto e

accogliente alle popolazioni che ha intorno, grazie a questa politica riesce a ingrandirsi, con una

stratificazione di popolazioni diverse.

Questo è l’inizio della storia italiana e del diritto: una storia che si protrasse anni.

Roma era una monarchia, affidava un solo potere che durava tutta la vita ad una singola persona ovvero un

re o “REX”, ad egli competevano i poteri politici, militari, giudiziari e anche religiosi, era capo politico,

rappresentante di Roma e suo governatore, se si assenta veniva sostituito dal prefetto.

All'inizio si trattava di una monarchia latino-Sabina che nell'ultima fase si definisce etrusca. 2

I 7 re di Roma (Servio Tullio - Numa Pompilio - Tullo Ostilio - Anco Marzio - Tarquinio Prisco - Romolo -

Tarquinio il Superbo) si dividono nei due periodi: 4 parteciparono al periodo latino sapino e gli altri 3 invece

parteciparono al periodo etrusco.

Il potere del re era comunque limitato da:

- auspici: i segni naturali, in particolare il collegio degli auguri, potevano bloccare le recisioni regie;

- consiglio degli anziani (futuro senato) che ratificavano le decisioni del re.

- Esercitava la funzione giudiziaria, ma per i crimini come omicidi ed alto tradimento aveva collaboratori:

1. Questori che si occupavano di parricidio;

2. Collegio di due magistrati che si occupavano di alto tradimento (perduellio).

Per quanto riguarda i reati religiosi, il colpevole veniva allontanato dalla comunità è dichiarato “Homo

Sacer”, da quel momento, abbandonato dalla comunità, chiunque poteva ucciderlo senza essere

incriminato. In questo periodo vi sono due tipi di crimini:

1- Perduellio (alto tradimento), la pena era quella di essere appeso ad un albero e fustigato fino alla morte;

2- Parricidio ossia l'uccisione del “Pater Familias” o di un appartenente al Consiglio degli Anziani.

- Esercitava la funzione religiosa, era il capo religioso, un sommo sacerdote (all'inizio della storia di Roma il

diritto è soprattutto sacrale e quindi avere poteri religiosi è fondamentale), aveva dei collaboratori, ovvero i

collegi dei sacerdoti:

1. Collegio dei pontefici, composto da 5 persone, presieduto dal pontefice massimo.

Tali venivano chiamati “pontefici” perché nell’antichità erano artigiani che costruivano ponti e secondo una

tradizione avevano costruito un ponte per placare l'ira degli dèi. I pontefici controllavano le fonti del diritto,

nelle epoche successive gli imperatori vogliono ottenere questa nomina per avere il controllo del diritto.

2. Collegio dei Flamini, Flamen al singolare, ognuno si occupava di una singola divinità, presieduto dal

sacerdote più importante che si occupava del dio Giove (la divinità più importante).

3. Collegio dei Vestali, collegio esclusivamente femminile, così chiamato perché doveva mantenere vivo il

nome della dea vesta.

4. Collegio dei Feziali, avevano una funzione diplomatica, si occupavano dei rapporti internazionali, dei

trattati e della dichiarazione di guerra.

5. Collegio degli Auguri, composto da 3 persone, avevano il compito di comprendere gli “Auspici”, ovvero i

segni naturali che influivano sulle decisioni da prendere, solitamente decisioni statali, come: iniziare una

guerra o rinunciarvi.

Anche prima di prendere qualsiasi carica bisognava osservare gli auspici, es. segni celesti, voli di uccelli, il

comportamento di polli sacri o schiamazzi di animali, per vedere se la natura era a loro favore.

-Esercitava la funzione militare e aveva come collaboratori:

Magister populi (capo della fanteria) che a sua volta aveva come collaboratore il magister equitum (capo

della cavalleria) e accanto ad essi vi erano due pretori.

La carica del re durava tutta la vita fino alla sua morte, poteva essere eletto re anche uno straniero, non

occorreva essere cittadini di Roma.

Non essendoci una secessione dinastica, alla sua morte iniziava una fase chiamata “Interregnum” (periodo

che va dalla morte del re al affermazione del re successivo).

In questo periodo i 100 senatori che componevano il consiglio degli anziani si alternavano, un gruppo di 10

senatori svolgeva il compito di Inter Regius, a turno uno di questi 10 si vestiva come il re e per 5 giorni

governava poi si passava ad un altro gruppo di 10, fino a quando gli dèi non davano il loro consenso, perché

3

il re doveva tenere un rapporto, e quindi essere intermediario, tra cittadini e dei, non poteva essere un

soggetto non accettato dagli dei.

Poi interveniva l’àugure che conduceva il futuro re nel tempio e insieme osservavano i segni divini.

A questo punto il re veniva presentato all’assemblea popolare dei comizi curiati, un assemblea che

raggruppava 30 curie ovvero distretti territoriali composti da soli uomini adulti atti alle armi. Ora gli veniva

conferito il potere, attraverso il percotimento degli scudi ‘lex curiata de imperio’, mediante questa viene

conferito al Re l'Imperium ossia il potere e il comando militare e finiva l’inter.

-PERIODO ETRUSCO:

Nel periodo etrusco non si rispettava più l’Interregnum. In questo periodo il re è soprattutto un

comandante militare con potere assoluto, mentre nella fase precedente aveva limiti, veniva controllato

dagli auspici o influenzato dal parere del consiglio degli anziani.

Il re, inoltre, si presentava con toga e scarpe rosse e un trono chiamato “sella curule” che permetteva il

trasporto del re dal foro al luogo dove vi era l’incontro con il popolo.

I re etruschi fecero diverse riforme e trasformarono Roma in una città di grande splendore, aumentarono i

commerci con le altre città, inoltre, i villaggi furono sostituiti da case in muratura.

Viene introdotto un principio dinastico e vennero coniate le prime monete.

In epoca Etrusca Roma diventa il centro politico della città e il confine viene rappresentato dalle mura, oltre

di esse vi era una zona sacra chiamata Pomerio, all’interno non c’erano edifici continui alle mura e

all’esterno il terreno era libero, non poteva essere né edificato né coltivato, inoltre il pomerio non poteva

essere sorpassato dall’esercito con le armi che dovevano deporre prima.

In questo periodo si ha:

1.Il Re;

2.Il Consiglio degli Anziani (futuro Senato), che raggiunge il numero di 300 componenti. Gli etruschi

aumentando il numero, toglievano potere al consiglio, ma non aggiungevano persone della nobiltà ma loro

conoscenti che li appoggiavano ed essendo più membri diventava più difficile prendere decisioni, in questo

modo, si toglieva potere al consiglio e il re aveva il potere assoluto e decideva qualsiasi cosa;

3.La Curia o comizi curiati: l'assemblea del popolo;

4.L’Esercito ricavato dall’assemblea.

Vi fu la riforma dell'esercito, con i re precedenti l’esercito era tratto dall’assemblea popolare mentre con la

riforma di Tullio l’esercito viene composto per censo dalla quale nascerà appunto i comizi centuriati

‘Comitia Centuriata’ nel periodo repubblicano.

Venne imposta la leva obbligatoria creando un esercito centuriato ovvero suddiviso in classi secondo il

reddito dei cittadini, dai più ricchi ai più poveri e si riunivano al di là del Pomerio.

All’interno erano divisi tra giovani fino ai 47 anni e vecchi dai 47 anni in su. 4

- REPUBBLICA -

Ci fu un colpo di stato che porta la cacciata dell'ultimo dei sette re di Roma, Tarquinio il Superbo e venne

istaurata la repubblica. Il passaggio dalla Monarchia alla Repubblica non fu netto, il re “non fu cancellato”

ma il suo potere venne ridotto a quello religioso, infatti il periodo repubblicano vede la figura del REX

Sacrorum (= re sacerdote). Non si vuole infatti abolire la figura del re ma si vuole tornare ad

un re più democratico e autonomi come era nella monarchia latino-Sabina.

Un altro cambiamento è dato dalla figura del capo, in quanto non abbiamo più una figura unica, ma una

presenza predominante di magistrati a capo di Roma.

Precedentemente quando il re veniva eletto e si presentava davanti all’assemblea popolare gli veniva

conferita l’ex legge curiata de imperium, che gli attribuiva il potere di origine militare con la quale si creava

la sudditanza dei cittadini nei confronti del re, questa legge poi verrà attribuita anche ai magistrati

maggiori. 15/10/2020

Ci furono molti conflitti tra patrizi e plebei, attualmente non sappiamo ancora con certezza chi fossero

queste due categorie, ci sono diverse teorie. (ved. Pag. 60 libro)

I plebei chiesero: la remissione dei debiti, l’abolizione della schiavitù, l’equiparazione politica per

partecipare alle magistrature, la divisione delle terre, la capacità matrimoniale, nel frattempo si erano

ritirati sul monte sacro Aventino e creano l’antistato, si erano dati una loro disciplina (magistratura) e

minacciavano di non partecipare alla leva militare.

-Avevano il tribuno della plebe che era intoccabile, chi chiunque andava contro esso veniva punito, era il

loro rappresentante politico e aveva la possibilità di negare tutti gli atti dei magistrati che potevano

danneggiare il popolo.

-Avevano un’assemblea pubblica “concilia prebis tributa” divisa per tribù, poi darà origine ai comizi tributi.

-Vi erano gli edili che si occupavano della conservazione del tesoro dei plebei, custoditi nel tempio.

La loro lotta continua per molto fino a quando nel 367 A.c. con le leggi “licinie seste” sarà definitivo un

pareggiamento delle classi, ora i plebei potevano accedere alle magistrature e aspirare al consolato che

prima era solo di pertinenza patrizia.

Con queste leggi si affermarono le magistrature e si comincia ad avere un assetto “definito”

dell’ordinamento repubblicano.

Le magistrature o in latino “magistratus”, rappresenta la persona che ricopre il ruolo di magistrato e la

magistratura in sé. Le differenze tra la carica del re e quelle delle magistrature:

-le magistrature erano una pluralità, mentre il re era solo;

-le magistrature avevano un’importanza diversa, erano cariche temporanee, duravano circa un anno

rispetto al re che rimaneva in carica tutta la vita;

-la responsabilità: i magistrati risponderanno delle responsabilità degli atti contro la legge dopo la carica,

mentre il re non rispondeva mai delle sue responsabilità, poiché la sua carica finiva al momento della sua

morte;

-le magistrature sono elette dai comizi tributi o centuriati, in base all’importanza;

-la magistratura è una carica onoraria, è un onore e dunque non vengono retribuiti e hanno forti spese,

prima durante le elezioni e poi durante, il magistrato spenderà di tasca sua. Successivamente, in epoca

tardo imperiale, accanto ai magistrati ci saranno i funzionari che avranno un loro stipendio;

Nel 180 A.c. attraverso una legge chiamata “Lex Vilia” vengono stabilite le tappe della carica del magistrato

o ‘cursus honorum’: 5

-vi è un percorso ben definito;

-dovevano aver effettuato 10 anni di carriera militare;

-non potevano esercitare più di una carica magistrativa alla volta;

-non duravano più di un anno in carica (eccezione il dittatore e il censore);

-devono passare due anni tra una carica e l’altra, perché se ne fosse passato soltanto 1 si sarebbero

occupati principalmente della propria campagna elettorale, più che del loro dovere;

-ogni magistrato può paralizzare i poteri di un magistrato minore;

-le cariche in ordine sono (dal più basso al più alto): questore, edile curule, pretore, console e fuori da

questo “cursus onorum” e al di sopra di tutto vi era il censore.

-Consolato e pretore: magistratura maggiore, hanno l’imperium ovvero il comando militare ereditato dal

re;

-Censore: magistratura maggiore, senza imperium;

-Edile e questura: magistratura minore.

Le caratteristiche dei magistrati sono:

-Possono essere organi collegiali ovvero composti da più magistrati, perchè c’era la paura che si potesse

tornare a un re, oppure organi non collegiali ovvero ne viene eletto solo uno (solo il dittatore e il pretore);

-Possono essere magistrature ordinarie ovvero vengono elette sempre, non c’è un vuoto tra una

magistratura e l’altra, sono continue, mentre le magistrature straordinarie vengono nominate in casi

eccezionali della vita politica dello stato, (es. il dittatore che viene eletto dai consoli per risolvere problemi

interni o esterni allo stato, dopo averli risolti viene mandato via e dura al massimo fino a 6 mesi);

-In base all’elemento religioso possono essere, magistrature maggiori ovvero hanno auspici maggiori e

hanno l’imperium (eccezione censore), magistrature minori hanno auspici minori e non hanno l’imperium

(imperium: potere di origine militare ereditato dal re);

-In base al trono possono essere, curuli ovvero hanno un origine patrizia e non curuli non hanno origine

patrizia;

-Possono essere magistrature permanenti ovvero rimangono in carica per tutto il periodo fino all’elezione

del nuovo magistrato oppure magistrature non permanenti che non rimangono in carica tutto il periodo

(es. il censore che viene eletto ogni 5 anni però rimane in carica 18 mesi).

CURSUS HONORUM:

• MAGISTRATURE MAGGIORI: elette dai comizi centuriati

-Censore: magistratura collegiale erano due, una magistratura ordinaria, non permanente, magistratura

maggiore e non aveva l’imperium, ma ha solo la “Potestas”, ossia un semplice potere che gli concede la

facoltà di compiere semplici atti che possedevano tutti i magistrati.

Si diventava censore dopo aver ricevuto il consolato (requisito).

Veniva eletto ogni 5 anni e rimaneva in carica 18 mesi, a causa del censimento che avveniva ogni 5 anni,

esso emanava un editto con il quale convocava tutta la popolazione del campo marzio e provvedeva al

censimento, veniva valutato il censo di ogni famiglia, ovvero la loro ricchezza, esso procedeva tramite un

analisi dei beni della famiglia, tra cui immobili, schiavi, animali e anche lo stato familiare.

I censori avevano due registri: uno per fissare le tasse alle famiglie, l’altro per il servizio militare, in quanto

l'esercito era suddiviso in base al censo.

Faceva un indagine sulla moralità dei cittadini (verificare come si comportavano) tramite una bolla

censoria, se si fossero comportati male gli veniva stata consegnata la bolla (nota negativa) e nel caso

venivano declassati, ovvero abbassati di classe. 6

Nominavano i senatori, era il Princeps del senato ovvero il censore più anziano parlava per primo in senato

e poteva parlare a lungo e influenzare gli interventi successivi.

Quando usciva di carica vi era una festa di purificazione, chiamata “lustratio” e veniva accertato l'operato

del censore.

-Console: era la carica al vertice del “cursus honorum”, nella repubblica aveva il posto del re.

Magistratura collegiale erano due consoli, 2 per evitare un ritorno alla monarchia, avevano l’imperium, una

magistratura ordinaria poiché non vi erano vuoti tra una e l’altra, magistratura maggiore per gli auspici.

Duravano un anno e davano il nome all’anno della loro carica

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Scienze giuridiche IUS/18 Diritto romano e diritti dell'antichità

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ciccipicciolino di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Elementi di diritto romano pubblico e privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Cuneo Paola.
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