RIASSUNTI COMPLETI
ECONOMIA AZIENDALE
Sintesi teoriche ed esercitazioni svolte
Università Telematica San Raffaele Roma
Materiale ordinato, chiaro e aggiornato
Ideale per lo studio e il ripasso
INDICE
1–11. Fondamenti di Economia Aziendale
12. Rimanenze di materie
13. Rimanenze di prodotti
14. Ratei e risconti
15. Esercitazioni ratei e risconti
16. Rettifiche del credito, acconti e resi
17. Esercitazioni su acconti, resi e accantonamenti
18. Operazioni di finanziamento I
19. Operazioni di finanziamento II
20. Operazioni particolari sulle immobilizzazioni
21. Esercitazioni operative
22. Il risultato d’esercizio: l’utile
23. Il risultato d’esercizio: la perdita
24. Esercitazioni – slide
25. Aspetti particolari delle rettifiche
26. Il leasing
27. Esercitazione riepilogativa I
28. Esercitazione riepilogativa II
29. Principi di redazione del bilancio
30. Novità del D.Lgs. 139/2015
Che cos’è l’Economia Aziendale
L’economia aziendale è la disciplina che studia le aziende, il loro funzionamento e
le modalità attraverso cui utilizzano le risorse per soddisfare bisogni umani. Tutto
parte da un dato fondamentale: i bisogni delle persone tendono a essere illimitati,
mentre le risorse disponibili sono limitate. Questa tensione rende necessario
organizzare le attività economiche in modo razionale e stabile.
1. Bisogni, risorse e necessità di organizzazione
Gli individui hanno esigenze che aumentano nel tempo: benessere, sicurezza,
istruzione, servizi, prodotti di ogni tipo. Tuttavia, le risorse — materiali, finanziarie,
tecnologiche, umane — sono scarse. Per gestire al meglio questa scarsità si
formano strutture capaci di coordinare persone e mezzi, così da produrre beni e
servizi in modo efficiente: le aziende.
2. Breve evoluzione storica
Le aziende non sono un fenomeno recente. Le prime forme organizzate di
produzione nascono quando l’uomo, con la sedentarizzazione nel Neolitico, inizia
a coltivare, allevare e produrre in modo stabile. Da allora le attività economiche si
sono sviluppate fino alle organizzazioni complesse di oggi.
3. Produzione e consumo
L’economia aziendale analizza l’intero processo che porta dalla produzione al
consumo. Un’azienda deve decidere cosa produrre, come farlo, con quali risorse,
per quali destinatari e con quali modalità di controllo. Ogni decisione ha un impatto
sull’equilibrio economico, finanziario e patrimoniale dell’organizzazione.
4. I soggetti dell’attività economica
Nel sistema economico operano tre categorie fondamentali:
- Famiglie, che consumano beni e servizi, offrono lavoro e risparmiano.
- Aziende, che trasformano risorse in prodotti o servizi destinati alla collettività.
- Stato, che regola il sistema, eroga servizi pubblici e redistribuisce risorse.
L’economia aziendale si concentra soprattutto sulle aziende e sui loro meccanismi
interni.
5. Cosa studia realmente l’economia aziendale
Questa disciplina studia:
- la struttura delle aziende,
- i processi decisionali,
- l’utilizzo delle risorse,
- la gestione economica e finanziaria,
- il rapporto con l’ambiente esterno,
- il mantenimento dell’equilibrio nel tempo.
L’obiettivo è capire come un’azienda possa operare in modo efficiente,
producendo valore e garantendo continuità.
6. Tipologie di aziende
Le aziende possono avere finalità molto diverse tra loro.
Aziende con scopo di lucro
Sono chiamate imprese. Producono beni o servizi con l’obiettivo di ottenere un
utile. Possono essere industriali, commerciali o di servizi.
Aziende senza scopo di lucro
Operano per finalità sociali, culturali o solidaristiche. Appartengono a questa
categoria associazioni, fondazioni e organizzazioni non profit. Non distribuiscono
utili e reinvestono tutte le risorse nelle attività istituzionali.
Aziende pubbliche
Appartengono alla sfera statale o degli enti pubblici. Offrono servizi essenziali,
come sanità, istruzione, sicurezza, e perseguono obiettivi di interesse collettivo.
7. Il ruolo centrale delle aziende
Le aziende sono indispensabili perché permettono di coordinare risorse scarse,
organizzare la produzione, soddisfare bisogni collettivi e creare valore, sia
economico sia sociale. Ogni azienda deve mantenere un equilibrio duraturo,
garantendo che entrate, costi, risorse e obiettivi siano coerenti tra loro.
8. Definizione sintetica
L’economia aziendale è la disciplina che studia le condizioni di funzionamento, le
decisioni e l’equilibrio delle aziende, cioè delle organizzazioni che utilizzano risorse
limitate per produrre beni o servizi destinati a soddisfare bisogni individuali o
collettivi. LE SOCIETÀ
1. Introduzione alla scelta della forma giuridica
Ogni attività economica deve assumere una forma giuridica che definisce struttura,
responsabilità, poteri interni e tutela del patrimonio personale. Le forme principali
sono: impresa individuale, società di persone e società di capitali.
2. Soggetto giuridico e soggetto economico
Il soggetto giuridico risponde dei debiti. Il soggetto economico prende le decisioni
operative e strategiche. Nelle forme semplici coincidono; nelle strutture più
complesse si separano.
Tabella – Coincidenza tra soggetto giuridico ed economico
Forma giuridica | Soggetto giuridico | Soggetto economico | Coincidono?
Impresa individuale | Imprenditore | Imprenditore | Sì
Società di persone | Società + soci | Soci gestori | Sì
Società di capitali | Società | Organi societari | No
3. Impresa individuale
Forma semplice: l’imprenditore decide tutto e risponde illimitatamente con il proprio
patrimonio. Adatta ad attività piccole o a basso rischio.
4. Le società di persone
Si basano sulla fiducia tra soci. Responsabilità illimitata, nessun capitale minimo,
gestione diretta dei soci. Adatte a imprese moderate o familiari.
5. Società semplice
Attività non commerciale. Nessuna formalità rigida. Responsabilità illimitata e
solidale. Usata per gestione patrimoni o attività agricole.
6. Società in nome collettivo
Attività anche commerciale. Nessun capitale minimo. Soci responsabili
illimitatamente. Gestione condivisa tra soci.
7. Società in accomandita semplice
Due categorie di soci: accomandatari (gestori, responsabilità illimitata),
accomandanti (investitori, responsabilità limitata).
Tabella – Confronto tra società di persone
Caratteristica | S.S. | S.N.C. | S.A.S.
Attività | Non commerciale | Commerciale | Commerciale
Categorie soci | Uniche | Uniche | Due categorie
Responsabilità | Illimitata | Illimitata | Diversa per categoria
Capitale minimo | No | No | No
Gestione | Tutti | Tutti | Solo accomandatari
8. Le società di capitali
Qui prevale il capitale sulla persona. Personalità giuridica autonoma, autonomia
patrimoniale perfetta, responsabilità limitata dei soci. Adatte a imprese
medio-grandi o rischiose.
9. Società per azioni
Capitale elevato, azioni liberamente trasferibili, struttura gestionale complessa.
Ideale per grandi imprese e raccolta capitali.
10. Società a responsabilità limitata
Capitale minimo ridotto. Quote non liberamente trasferibili. Gestione semplificata.
Esiste versione semplificata con capitale minimo molto basso.
11. Società in accomandita per azioni
Accomandatari responsabili illimitatamente, accomandanti responsabilità limitata.
Capitale in azioni. Adatta a chi vuole mantenere controllo aprendo a investitori.
Tabella – Confronto tra società di capitali
Elemento | S.R.L. | S.P.A. | S.A.P.A.
Capitale minimo | 10.000 | 120.000 | 120.000
Partecipazioni | Quote | Azioni | Azioni
Trasferibilità | Limitata | Libera | Libera
Responsabilità soci | Limitata | Limitata | Limitata o illimitata
Gestione | Amministratori | CDA | Accomandatari
12. Società regolari, irregolari, occulte, apparenti, di
comodo
Le società regolari rispettano le formalità. Le irregolari mancano di pubblicità
legale. Le occulte esistono senza apparire; le apparenti nascono dal
comportamento delle persone; le società di comodo non svolgono reale attività
economica.
13. L’atto costitutivo della società per azioni
Contiene denominazione, oggetto sociale, capitale, natura delle azioni, durata,
ripartizione utili, sistema di amministrazione e controllo.
Corporate Governance – Modelli di
amministrazione e controllo
Che cos’è la corporate governance
La corporate governance è l’insieme di regole, organi e meccanismi che guidano e
controllano l’impresa.
Serve a orientare le scelte strategiche, controllare il management e tutelare gli
interessi di azionisti e
stakeholders. Non riguarda solo chi decide, ma anche chi controlla chi decide.
Problemi fondamentali della corporate governance:
• Proprietà vs controllo: gli azionisti finanziano, i manager gestiscono.
• Conflitti tra azionisti: la maggioranza può danneggiare la minoranza.
• Azionisti vs stakeholders: bilanciamento tra utile e interessi collettivi.
Outsider system e insider system
• Outsider system: modello anglosassone, proprietà diffusa, disciplina di mercato.
• Insider system: modello renano, proprietà concentrata, ruolo delle banche.
One-tier e two-tier
• One-tier: un unico board con funzioni gestionali e di controllo.
• Two-tier: due organi separati, uno gestisce e l’altro controlla.
Modello anglosassone
Proprietà frazionata; Board of Directors unico organo strategico; amministratori
esecutivi e indipendenti;
comitati specializzati (audit, compensation, nomination). Il CEO spesso coincide
con il presidente del board.
Modello renano
Sistema duale con Supervisory Board (controllo + nomina del management) e
Management Board
(gestione). Presenza della codeterminazione dei lavoratori.
Modello italiano generale
Sistema insider caratterizzato da capitalismo familiare, ruolo dello Stato e
prevalenza di PMI.
Organi del modello italiano classico:
• Consiglio di amministrazione: gestione della società.
• Collegio sindacale: controllo di legalità.
Società quotate e disciplina speciale
• Controllo contabile esterno affidato ai revisori.
• Collegio sindacale rafforzato.
• Maggiore vigilanza Consob.
• Introduzione dei sistemi di controllo interno.
La riforma del 2003
Introduce tre modelli alternativi: tradizionale, dualistico, monistico.
Modello tradizionale
• Amministrazione: CdA.
• Controllo di legalità: collegio sindacale.
• Controllo contabile: revisore esterno.
Modello dualistico
• Consiglio di gestione: amministrazione.
• Consiglio di sorveglianza: controllo e nomina dei gestori.
• Controllo contabile: revisori esterni.
Modello monistico
• CdA unico organo amministrativo.
• Comitato per il controllo sulla gestione interno al CdA.
• Controllo contabile esterno.
Schema riepilogativo
• Sistema tradizionale: CdA – Collegio sindacale – Revisore.
• Sistema dualistico: Consiglio di gestione – Consiglio di sorveglianza – Revisore.
• Sistema monistico: CdA – Comitato per il controllo – Revisore.
Il ruolo dell’informazione nelle aziende
Introduzione
L’informazione è il carburante dell’azienda: senza dati affidabili su ciò che accade
dentro e fuori, nessuno può prendere decisioni corrette. Ogni scelta strategica –
investire, assumere, fissare i prezzi, progettare un budget – nasce dalla raccolta,
selezione e interpretazione di informazioni.
1. Destinatari dell’informazione
Le informazioni aziendali possono contenere dati economici, finanziari e operativi. I
destinatari si dividono in due categorie principali: esterni (soci, investitori, banche,
clienti, fornitori, Stato) e interni (management e responsabili).
Informazione per gli stakeholder esterni
Gli stakeholders esterni valutano redditività, solidità, affidabilità nei pagamenti e
prospettive dell’azienda. Queste informazioni sono regolamentate e devono essere
presentate con chiarezza e trasparenza.
Informazione per il management interno
Il management necessita di dati più completi e tempestivi: costi, margini,
performance dei reparti, produttività, analisi degli scostamenti. Queste informazioni
guidano la gestione quotidiana e le decisioni operative.
2. Informativa esterna
È l’informazione rivolta all’esterno, prodotta con frequenza annuale attraverso il
bilancio d’esercizio. È regolata dalla legge e deve essere verificabile, comparabile
e completa.
3. Informativa interna
È uno strumento gestionale quotidiano. Non ha vincoli normativi e viene progettata
su misura dell'azienda. Si basa su contabilità analitica, budget e sistemi di controllo
di gestione.
4. Financial Accounting
Raccoglie e presenta informazioni per soggetti esterni. È normato, formale e
orientato a rappresentare l’azienda nella sua totalità.
5. Management Accounting
Produce report interni: costi per prodotto, margini, break-even, performance
operative. È flessibile, analitico e orientato alla decisione.
6. Perché la distinzione è essenziale
Sebbene entrambe le informative derivino dagli stessi fatti aziendali, hanno finalità
diverse: una garantisce trasparenza verso l’esterno, l’altra guida la gestione
interna.
Schema logico riassuntivo
→ →
Fatti di gestione Contabilità Informativa esterna (bilancio) + Informativa
interna (report gestionali).
IL MOVIMENTO DEI VALORI NEL BILANCIO
DI ESERCIZIO
1. L’AZIENDA OTTIENE I MEZZI FINANZIARI
Per avviare la propria attività, l’impresa deve procurarsi risorse economiche. Queste possono
provenire dai soci, che versano capitale proprio, oppure da finanziatori esterni come le banche.
Le risorse ottenute rappresentano le fonti e permettono all’azienda di operare.
2. LE RISORSE VENGONO IMPIEGATE
Le risorse disponibili vengono utilizzate per acquistare materie prime, pagare i dipendenti,
sostenere costi, mantenere liquidità e finanziare investimenti. Gli impieghi mostrano come
l’azienda utilizza il capitale ottenuto. Le fonti devono sempre corrispondere agli impieghi per
garantire equilibrio.
3. LA TRASFORMAZIONE INTERNA
L’impresa trasforma i fattori produttivi acquistati in beni o servizi. Durante questo processo
nascono costi di produzione, necessari per arrivare al prodotto finale. Questi costi rappresentano
consumi di valore che si riflettono nel bilancio.
4. LA VENDITA DEI PRODOTTI
Terminata la produzione, i beni vengono venduti. La vendita genera ricavi e può creare valori
come crediti verso clienti o liquidità. Questa fase consente all’azienda di recuperare i costi
sostenuti e di generare nuovo valore economico.
5. LA LOGICA FONDAMENTALE: FONTI = IMPIEGHI
L’equilibrio tra fonti e impieghi è essenziale. Le risorse ricevute devono sempre corrispondere a
ciò che l’azienda possiede o ha utilizzato. Ad esempio, se l’azienda riceve 1.600.000 tra capitale
sociale e finanziamenti, ritroverà lo stesso valore sotto forma di depositi, cassa, materie prime,
costi o investimenti.
6. COME CAMBIANO I VALORI QUANDO L’AZIENDA OPERA
Ogni operazione modifica il bilancio mantenendo comunque l’equilibrio: un costo riduce la
liquidità, un acquisto a credito aumenta sia le scorte sia i debiti, il pagamento di un debito riduce
liquidità e passività, un incasso riduce i crediti e aumenta la cassa. Ogni variazione coinvolge
sempre almeno due voci, garantendo equilibrio perfetto.
7. PERCHÉ È IMPORTANTE CAPIRE QUESTI MOVIMENTI
Comprendere il movimento dei valori permette di interpretare il bilancio come il risultato naturale
della gestione aziendale. Il bilancio mostra da dove arrivano le risorse, come vengono impiegate
e come si trasformano in costi, ricavi, debiti, crediti e liquidità.
Il Finanziamento
Fase iniziale: chi mette i soldi nell’impresa
Chi crea l’impresa fornisce capitale iniziale sotto forma di denaro o beni. Questi soci
rappresentano i primi finanziatori e il loro apporto forma il capitale sociale.
Capitale sociale e risorse aziendali
Il capitale sociale rappresenta i mezzi propri versati dai soci e definisce diritti e peso
decisionale. Le risorse dell’impresa si dividono in attività e mezzi propri.
Finanziamento interno ed esterno
Il finanziamento può essere interno (utili trattenuti) o esterno (aumenti di capitale, debiti
bancari, investitori). Ogni scelta cambia struttura e rischi dell’impresa.
Fornitori interni ed esterni
Soci e imprenditori forniscono capitale di rischio, banche e investitori forniscono capitale di
credito che prevede obbligo di rimborso e pagamento di interessi.
Capitale sociale vs capitale di credito
Il capitale sociale è a durata indeterminata e ha remunerazione incerta. Il capitale di credito ha
scadenza e produce interessi. Differiscono per diritti, rischi e remunerazione.
Chi sono gli azionisti
Famiglie imprenditoriali, gruppi societari, fondi di investimento, risparmiatori e Stato possono
partecipare al capitale dell’impresa, ognuno con obiettivi diversi.
Le azioni
Il capitale sociale è diviso in azioni ordinarie, privilegiate o di risparmio. Differiscono per diritti
patrimoniali, priorità degli utili e diritto di voto.
I debiti finanziari
Il capitale di credito include mutui, obbligazioni, leasing, factoring e strumenti che finanziano
investimenti e gestione. Aumenta l&r
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