DIRITTO PUBBLICO
Nozione, funzioni e ambito di applicazione
Il diritto pubblico è il ramo del diritto che disciplina l’organizzazione
dello Stato, il funzionamento dei suoi organi fondamentali e i rapporti
tra lo Stato e i cittadini quando lo Stato esercita un potere pubblico. A
differenza del diritto privato, nel diritto pubblico i soggetti non si
trovano su un piano di parità: uno dei soggetti è un’autorità pubblica
che agisce nell’interesse generale e dispone di poteri che prevalgono
su quelli del singolo.
Il diritto pubblico ha quindi la funzione di regolare l’esercizio del
potere, stabilendo da un lato quali poteri spettano allo Stato e agli
altri enti pubblici, e dall’altro quali limiti devono essere rispettati
per tutelare i diritti dei cittadini. In questo senso, il diritto pubblico è
strettamente collegato ai valori democratici e alla tutela delle libertà
fondamentali.
Nel sistema italiano, il diritto pubblico trova il suo fondamento
principale nella Costituzione, che rappresenta la base di tutto
l’ordinamento giuridico. Tutte le altre norme devono essere conformi
ai principi costituzionali, e quando ciò non avviene intervengono
specifici strumenti di controllo, come il giudizio di legittimità
costituzionale.
La Costituzione: significato e ruolo nell’ordinamento
La Costituzione è la legge fondamentale dello Stato. Essa contiene i
principi e le regole che disciplinano l’organizzazione dei poteri
pubblici, i rapporti tra Stato e cittadini e il riconoscimento dei diritti
fondamentali della persona. In Italia la Costituzione è entrata in
vigore il 1° gennaio 1948, dopo la caduta del regime fascista, con
l’obiettivo di costruire uno Stato democratico fondato sul rispetto
della persona umana.
La Costituzione non è una legge come le altre. Essa occupa il vertice
della gerarchia delle fonti del diritto e prevale su tutte le leggi
ordinarie e sugli atti normativi inferiori. Questo significa che una
legge ordinaria che contrasti con la Costituzione è illegittima e può
essere dichiarata incostituzionale.
Un elemento fondamentale della Costituzione italiana è la sua
rigidità. La Costituzione è rigida perché non può essere modificata
con una legge ordinaria, ma solo attraverso un procedimento
aggravato, previsto dall’articolo 138 della Costituzione. Questo
meccanismo serve a garantire stabilità ai valori fondamentali e a
impedire modifiche frettolose o dettate da maggioranze politiche
temporanee.
Caratteri della Costituzione italiana
La Costituzione italiana presenta alcuni caratteri fondamentali che ne
definiscono la natura.
Innanzitutto, è una Costituzione scritta, poiché le sue norme sono
contenute in un testo formale e solenne. È anche una Costituzione
lunga, in quanto non si limita a enunciare principi generali, ma
disciplina in modo dettagliato diritti, doveri e assetto degli organi
dello Stato.
Un altro carattere importante è il suo essere programmatica. Molte
norme costituzionali non si applicano immediatamente, ma indicano
obiettivi che il legislatore deve realizzare nel tempo, come la
promozione dell’uguaglianza sostanziale, la tutela del lavoro e lo
sviluppo della persona.
La Costituzione è inoltre democratica, perché riconosce la sovranità
popolare come fondamento del potere politico, e pluralista, poiché
tutela una pluralità di formazioni sociali, culturali e politiche,
riconoscendo che la personalità dell’individuo si sviluppa all’interno
di contesti diversi dallo Stato.
I principi fondamentali della Costituzione (artt. 1–12)
I primi dodici articoli della Costituzione contengono i principi
fondamentali, che rappresentano il nucleo essenziale dell’ordinamento
costituzionale italiano. Essi esprimono i valori su cui si fonda la
Repubblica e guidano l’interpretazione di tutte le altre norme.
L’articolo 1 afferma che l’Italia è una Repubblica democratica
fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita
nelle forme e nei limiti stabiliti dalla Costituzione. Ciò significa che il
potere non è assoluto, ma sempre regolato e limitato dalla legge
costituzionale.
L’articolo 2 riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia
come singolo sia nelle formazioni sociali in cui si svolge la sua
personalità. Allo stesso tempo, richiede l’adempimento dei doveri
inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. Questo
articolo mette in evidenza il legame tra diritti e doveri e il valore della
solidarietà.
L’articolo 3 sancisce il principio di uguaglianza, distinguendo tra
uguaglianza formale e uguaglianza sostanziale. Tutti i cittadini sono
uguali davanti alla legge, ma la Repubblica ha anche il compito di
rimuovere gli ostacoli che, di fatto, limitano la libertà e l’uguaglianza,
impedendo il pieno sviluppo della persona.
Gli articoli successivi affermano valori fondamentali come il diritto al
lavoro, la tutela delle minoranze linguistiche, la libertà religiosa, la
promozione della cultura e della ricerca scientifica, il ripudio della
guerra come strumento di offesa e la tutela del paesaggio e del
patrimonio storico e artistico.
I diritti e i doveri dei cittadini
La Costituzione italiana dedica una parte molto ampia al
riconoscimento e alla tutela dei diritti dei cittadini. Questi diritti non
sono concessi dallo Stato, ma sono riconosciuti come preesistenti e
fondamentali per lo sviluppo della persona. Accanto ai diritti, la
Costituzione prevede anche alcuni doveri, perché la vita in una
comunità organizzata richiede la collaborazione e la responsabilità di
tutti.
I diritti costituzionali possono essere distinti, in base al loro
contenuto, in diritti civili, diritti politici e diritti sociali. Questa
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