FISIOLOGIA DELL’ATTIVITÀ FISICA E ADATTATA
1. OMEOSTASI
L’organismo umano è un sistema aperto in cui energia e materia vengono continuamente
scambiati; la salute è uno stato di benessere fisico, psichico e sociale e non solo assenza di
malattia o di infermità (inclusione della dimensione psichica oltre che corporea, promozione
alla salute oltre che cura della malattia, apertura al carattere sociale dell’individuo).
L’Omeostasi è la tendenza innata di un organismo di raggiungere la stabilità fisiologia
(chimico fisica), necessaria per garantire stato di salute negli umani; in altre parole è il
mantenimento delle funzioni fisiologiche nonostante le variazioni dell’ambiente esterno, che
richiede l’azione integrata di molti meccanismi fisiologici.
I meccanismi omeostatici si attivano quando l’organismo manifesta un bisogno ovvero
percezione di uno squilibrio tra la situazione attuale e una situazione desiderata; il bisogno
porta all’adattamento, che necessita della percezione di uno stimolo che attivi il bisogno
stesso, quindi l’individuo:
- sente uno stato di disequilibrio (funzionamento sensori),
- è in grado di elaborare e attivare risposta (funzionamento sistemi integrati),
- trova le condizioni per effettuare una risposta (regolazione dei sistemi).
La spinta motivazionale è quindi il risultato finale di un processo che inizia ogni volta che
l'individuo avverte un bisogno, si avvale della integrazione di più sistemi e realizza una
risposta adattata all’ambiente interno ed esterno e a una determinata circostanza.
Le variabili regolate dall’omeostasi sono molteplici:
Osmotica Ionica
bilancio dell’acqua e concentrazione concentrazione dei singoli ioni
totale dei soluti e i loro rapporti
(bilancio elettroliti tra liquido intra ed
- Acqua: 0,6 x P. Tot
- LIC 0,4 x P. Tot extra a seconda dei gradienti)
- LEC 0,2 x P. Tot
- L. Interstiziale ¾ del LEC
- Plasma ¼ del LEC Organica Termica
regolazione
e Energetica temperatura
concentrazione dei protidi, lipidi, corporea
glucidi, vitamine, e l’energia ricavata interna
dalle prime tre classi di composti
Dopo le modificazioni ci possono essere diverse tipologie di risposta:
::: Risposta Locale: un cambiamento relativamente isolato si verifica nelle vicinanze di una
cellula o di un tessuto ed evoca una risposta locale - controllato da sostanze paracrine o
autocrine; nel controllo locale una cellula o un tessuto avverte un cambiamento nelle proprie
immediate vicinanze e risponde limitatamente alla regione dove ha avuto luogo il
cambiamento (es: diminuzione di ossigeno tissutale e risposta segnale paracrino con
vasodilatazione).
::: Risposta Riflessa: vi è una risposta a cambiamenti di natura sistemica che sono diffusi
nell’organismo; il centro di integrazione che riceve l’informazione è distante dalla cellula o dal
tessuto direttamente coinvolti, quindi valuta l’informazione e decide se mandare un segnale
chimico o elettrico per attivare una risposta.
I meccanismi di controllo omeostatico sono indispensabili alla vita e per questo devono
seguire uno schema preciso:
- input: quando c’è un disequilibrio i sensori mandano un segnale di ingresso;
- set point: questo input raggiunge il centro di integrazione;
- output: dal centro viene programmato un segnale in uscita;
- effettori: l’output determina la risposta grazie agli effettori.
Questi meccanismi di controllo possono fallire per due tipi di cause:
- Cause Esterne: variazioni rapide ambiente circostante (sostanze tossiche, traumi, patogeni)
- Cause Interne: tumori, m. autoimmuni, morte cellulare, stress ossidativo, m. ereditarie.
Se il nostro sistema entra in uno stato stazionario alterato, il disequilibrio di un organo può
andare a discapito di altri distretti. Ecco che entrano in gioco diversi Circuito di Controllo
che hanno lo scopo di ripristinare il normale equilibrio omeostatico:
::: Feedback Negativo
È il sistema di retroazione principale di tutta l’omeostasi e consente di produrre un
cambiamento opposto allo stimolo iniziale, facendo sì che il prodotto finale di un processo
inibisca il processo stesso; ciò significa che all’aumentare dello stimolo iniziale, il prodotto
finale tende a diminuire (fattori sono inversamente proporzionali).
Questo circuito è regolato da risposta fisiologica (da parte della ghiandola) e asse ormonale.
[Esempio: carenza di ossigeno stimola produzione di eritroproteina da parte dei reni che
stimola produzione di globuli rossi nel midollo osseo che determina il ripristino del livello
adeguato di ossigeno che inibisce la produzione di eritroproteina da parte dei reni.]
::: Feedback Positivo
È contrario e meno diffuso del negativo poiché consente di accelerare o intensificare un
processo in seguito agli stimoli ricevuti; ciò significa che all’aumentare dello stimolo iniziale, il
prodotto finale tende ad aumentare (come in un circolo vizioso; i due fattori sono
direttamente proporzionali).
[Esempio: controllo ormonale delle contrazioni uterine durante il parto in prossimità del
parto, il feto si dispone in basso nell’utero pressione sulla cervice stimolazione dei
sensori che inviano dei segnali che si propagano dalla cervice al cervello rilascio di
ossitocina prodotta dai nuclei ipotalamici e secreta dalla neuroipofisi provoca la
contrazione dell’utero e spinge la testa del bambino ancora più fortemente contro la cervice,
stirandola ulteriormente ulteriore stiramento provoca un ulteriore rilascio di ossitocina
che a sua volta causa ulteriori contrazioni uterine che spingono ancora più forte il feto contro
la cervice ciclo continuo fino a quando avviene il parto a questo punto lo stiramento
della cervice viene meno e il feedback positivo ha termine].
::: Feedforward
In questo caso la perturbazione viene rilevata dal sensore prima che induca i suoi effetti sullo
stato del sistema e questo significa che il controllore deve essere in grado di calcolare gli
effetti che la perturbazione indurrà sulla variabile regolata; questi sistemi hanno il grande
vantaggio di poter evitare che la perturbazione eserciti i propri effetti, prevenendo quindi la
necessità di interventi correttivi. Sarà il sistema nervoso a rilevare per primo delle situazioni
di cambiamento e a comunicare tramite degli impulsi nervosi col sistema endocrino, il quale si
occuperà poi di secernere ormoni atti a mantenere il corpo in una situazione di equilibrio.
Negli adattamenti posturali lavora di concerto
con il circuito a feedback per minimizzare la
destabilizzazione dovuta al movimento
volontario o a una perturbazione attesa,
prevedendo grazie all’esperienza e a
meccanismi di controllo innati gli esiti di una
determinata azione.
Esempi di Regolazione Omeostatica possono essere:
- Termoregolazione
- Regolazione della Sete
- Ritmo Sonno-Veglia
- Ritmi Circadiani e Stagionali
- Basic Rest- Activity Cycle BRAC
*
2. ECCITABILITÀ CELLULARE
La cellula è la più piccola unità funzionale del
nostro organismo, concorre a formare i tessuti e
conseguentemente gli organi; ogni cellula è
specializzata a svolgere dei compiti specifici, però
tutte hanno delle caratteristiche comuni.
Qui tratteremo le Cellule Nervose Eccitabili, la cui
caratteristica principale è quella di avere la
capacità di reagire ad uno stimolo che definiamo
adeguato con una variazione delle proprietà della
membrana cellulare.
I Neuroni come ogni altra cellula hanno:
Membrana Nucleo Mitocondri
Plasmatica che Contiene Acidi Nucleici e Altri Organelli
Sistema di Microtubuli e Proteine del Citoscheletro
Sistemi
Microfilamenti che Organizzano
per la Sintesi Proteica
per il Trasporto le Zone Attive
La comunicazione dei messaggi avviene sia in forma elettrica che elettrochimica, in modo
rapido e prevalentemente unidirezionale, da presinaptico a postsinaptico grazie alla loro
particolare anatomia
La Membrana Cellulare ha il compito di dividere l’ambiente intracellulare da quello
extracellulare ed ha diverse caratteristiche:
formata da un bistrato lipidico, funge da isolante elettrico ed è idrofobico, in cui vi sono
immerse glicoproteine e proteine-canale definite idrofiliche poiché permettono il passaggio di
cariche elettriche e di acqua;
separa l’ambiente intracellulare da quello extracellulare;
è semipermeabile, i passaggi di sostanze avvengono secondo le leggi chimico-fisiche
ovvero diffusione, trasporto facilitato e trasporto attivo.
Ogni cellula presenta da 10 a 50 tipi di proteine di membrana divisibili in:
- Integrali: classificate in famiglie a seconda dei segmenti transmembranari;
- Estrinseche o Periferiche: enzimi di membrana e proteine strutturali che ancorano i recettori
e il citoscheletro alla membrana;
- Recettori;
- Canali ionici;
- Proteine di Segnale: che guidano esocitosi-e endocitosi.
Questa membrana ha quindi un ruolo di Barriera, ma funge anche da Tramite garantendo
l’omeostasi e la comunicazione fra le cellule
In tutte le cellule gli ioni più importanti per determinare il potenziale di riposo sono
rappresentati da sodio Na e potassio K (altri ioni, come calcio Ca e cloro C contribuiscono
+ + ++ -
a stabilire alcune proprietà bioelettriche della membrana cellulare); questi ioni sono
responsabili dell’eccitabilità delle cellule.
Potenziale di Membrana
Le principali caratteristiche del Potenziale di Membrana a riposo sono:
le differenti distribuzioni degli ioni e, quindi, delle cariche elettriche, sui due versanti della
membrana cellulare, accoppiate alle caratteristiche fisiche della membrana (il doppio strato
lipidico isolante e i canali proteici permeabili in modo selettivo) generano una differenza di
potenziale (V ) stabile a riposo tra l'interno e l’esterno della cellula, detta potenziale di
m
membrana a riposo;
il V di una cellula a riposo (V ) è sempre negativo;
m t
i valori di V a riposo comunemente registrati variano, a seconda del tipo di cellula, tra -40
m
mV e -90 mV (cellule nervose hanno un Vm a riposo di circa -70 mV);
il V è fondamentale per la generazione di segnali elettrici transmembranari nelle cellule
m
eccitabili.
Le cellule eccitabili hanno la particolarità di reagire ad uno stimolo adeguato con una
variazione della permeabilità della membrana cellulare, in seguito alla quale attraverso di
essa si verificano flussi di ioni che modificano la differenza di potenziale tra i suoi lati: in
questo modo si generano segnali elettrici.
L’impulso contiene in sé l'informazione che il sistema nervoso deve comprendere ed
elaborare per poter dare risposte adeguate ai vari stimoli a cui siamo costantemente
sottoposti.
Nell’ambiente extracellulare si accumulano vari ioni (Sodio, Calcio...) all’interno se ne
accumulano altri (Potassio e anioni proteici...): potassio molto più concentrato a livello
intracellulare, sodio è molto più concentrato a livello extracellulare.
Questa diversa distribuzione ionica all’interno e all’esterno della membrana cellulare crea una
differenza di potenziale elettrico con l’interno negativo rispetto all’esterno; questa negatività
è possibile misurarla mediante un galvanometro e risulta essere per le cellule nervose di circa
-70mV.
Il Potenziale di Membrana delle cellule, essendo generato dalla ineguale concentrazione di
specie ioniche diffusibili che non si trovano all’equilibrio elettrochimico, è in realtà un
potenziale di diffusione alla cui genesi partecipano di fatto principalmente i due ioni
principali: Na e K per i quali esistono due flussi netti diffusionali, cioè 2 correnti ioniche,
+ +
entrante I e uscente I .
Na K
La membrana plasmatica riesce a mantenere questa differente concentrazione di potassio e
sodio dentro e fuori, grazie all’intervento di una proteina definita pompa sodio-potassio che
tende a rimettere all’esterno della membrana il sodio e a portare il potassio all’interno,
mantenendo la differenza di concentrazione tra potassio e sodio che è la base dell’ eccitabilità
delle nostre cellule nervose.
Questo potenziale di diffusione è particolare perché non decade nel tempo per via dei processi
ionici attivi che intervengono, in particolare grazie all’attività della pompa sodio-potassio.
Il potenziale di membrana di una cellula a riposo, rappresenta la differenza di potenziale
elettrico che deriva dalla differente distribuzione delle cariche, con segno diverso, tra i due
versanti, esterno ed interno, della membrana. Viene mantenuto da pompe ioniche con
attività ATPasica, trasporti attivi primari che generano un gradiente così potente da essere
sfruttato da trasporti attivi secondari. Esistono poi trasporti passivi attraverso la membrana,
trasporti mediati da vescicole (endo- e esocitosi) e trasporti attraverso membrane
multicellulari.
Potenziale di Equilibrio
Il Potenziale di Equilibrio è quella differenza di potenziale capace di creare equilibrio a una
determinata differenza di concentrazione dello ione ai due lati di una membrana, quindi di
rendere nullo il flusso netto attraverso la membrana. Si genera quando la membrana è
impermeabile ad almeno una specie ionica fra quelle presenti e permeabile ad almeno
un’altra, che sia in concentrazione diversa ai due lati della membrana (Equazione di Nerst).
Potenziale di Diffusione
Gli ioni sono sottoposti sia a forze elettriche che a forze chimiche; la diffusione di più specie
ioniche attraverso la membrana secondo il loro gradiente di concentrazione (forza chimica)
può creare essa stessa differenze di potenziale elettrico a cavallo di una membrana, quando gli
ioni presentino conduttanze membranali differenti.
Il potenziale che si genera è detto Potenziale di Diffusione: differenza di potenziale che si
genera a cavallo di una membrana come conseguenza di
ineguale distribuzione di ioni sui due versanti della membrana, quindi dell’esistenza di
gradienti di concentrazione tra i due ambienti separati alla membrana,
diseguale permeabilità agli ioni da parte della membrana stessa
Questo potenziale avviene in una condizione di squilibrio elettrochimico in cui per 2 o più
specie ioniche c’è un passaggio netto transmembranario di ioni nell’una o nell’altra direzione
secondo il loro gradiente di concentrazione; questo passaggio netto tende a ridurre
progressivamente la differenza di concentrazione degli ioni permeanti tra i due lati della
membrana. Per questa ragione un potenziale di diffusione, se non intervengono altri fattori,
non si mantiene indefinitamente ma decade nel tempo.
Comunicazione fra Cellule Elettricamente Eccitabili
::: Comunicazione Elettrica
Contenuto di Informazione
Messaggio elettrico è monosegnale e
l’informazione sull’intensità è complessa da
mantenere su lunghe distanze.
Indirizzo del Messaggio
Solo elementi cellulari che sono in
connessione tramite particolari
specializzazioni funzionali (connessoni)
Velocità della Comunicazione
Altissima velocità dei processi bioelettrici, spostamento di piccoli ioni inorganici.
::: Comunicazione Chimica
Contenuto di Informazione
Messaggio chimico, modulabile in qualità,
intensità variabile con la quantità di
messaggero
Indirizzo del Messaggio
È un target preciso definito dalla struttura
molecolare del recettore e dalla
conformazione del messaggero chimico
Velocità della Comunicazione
Processi biochimici richiedono il tempo
perché il messaggero sia prodotto e liberato in maniera adeguata
Proprietà Elettriche Passive di Membrana
La nostra membrana può essere paragonata ad un semplice circuito elettrico, caratterizzato
dalla presenza di una capacità, il bistrato lipidico, che separa le cariche negative da quelle
positive, ed una resistenza che invece è rappresentata dal canale di membrana; questa
similitudine col circuito elettrico permette di capire le proprietà passive di membrana cioè
come mai la nostra membrana è in grado di rispondere ad una stimolazione elettrica.
Se noi somministriamo all’interno della nostra cellula, un pulso di corrente (onda quadra una
determinata intensità e una certa durata) la membrana risponderà con una variazione del
potenziale elettrico:
- in senso depolarizzante, se abbiamo somministrato cariche positive all’interno della cellula,
quindi diminuendo il potenziale di riposo della membrana (da -70mV a meno -50mV a
seconda dell’intensità di corrente),
- in senso iperpolarizzante se somministriamo a questa cellula dei pulsi di corrente negativi e
quindi la membrana diventerà più negativa.
Le variazioni del voltaggio che registriamo sono proporzionali all’intensità di corrente
somministrata.
La nostra membrana si comporta come un circuito elettrico, quindi seguendo la prima legge di
Ohm, fino a che la nostra membrana non incomincia a rispondere in maniera attiva, cioè fino a
che con i pulsi depolarizzanti, non si raggiunge il potenziale di soglia e così avremo
l’inversione del potenziale che fa raggiungere alla membrana valori interni positivi
(potenziale anche di +60mV - potenziali che non raggiungono il livello di soglia, vengono
definiti potenziali elettronici).
Le variazioni del potenziale di membrana possono avvenire attraverso:
Potenziali Locali Potenziali D’Azione
Si trasmettono con decadimento a breve Si propagano con velocità elevata su
distanza dal luogo di origine grandi distanze nello stesso elemento
Sono graduali, cioè l’ampiezza varia in cellulare
modo proporzionale all
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