WMMMITË EE Brasile
DA MIEI
G
PIANNDEREZZIBI
METISSENETA
:= studio dei fenomeni naturali
Fisica
E' una scienza sperimentale (non descrittiva) poich• bisogna effettuare un confronto con la realtˆ tramite la
misura.
un
METODO SCIENTIFICO
1. Osservo un fenomeno
2. Formulo un' ipotesi che spieghi cause, evoluzione e sviluppo del fenomeno
3. Traduco in termini quantitativi (matematici) la mia ipotesi, individuando le grandezze fisiche rilevanti e le loro
relazioni funzionali
4. Organizzo un esperimento che mi permetta di raccogliere dati sperimentali e di misurare in maniera diretta
o indiretta le grandezze fisiche rilevanti
5. Valuto i risultati dell'esperimento rispetto alla mia ipotesi
NOTA una teoria scientifica non • per sempre; • valida fino a prova contraria
³ ha solo apparenza scientifica, non • verificabile
Pseudo-scienza:=
GRANDEZZA FISICA E MISURA
proprietˆ utile a descrivere un fenomeno che pu˜ essere misurata
Grandezza fisica:=
NOTA tutto ci˜ che non • misurabile non • oggetto della fisica-scienza
³
La definizione di grandezza fisica implica una. . .
. . . processo mediante il quale si assegna un valore numerico o una grandezza fisica utilizzando
MISURA:= un unitˆ di riferimento ( UNITA' DI MISURA)
per
confronto to
A ogni misura • associato un errore.
negli esercizi considereremo dati numerici privi di errore ma nella vita reale non • mai cos“
L risultato di un'operazione di misura
se DI
UNITË MISURA
PARTE arbitraria
scelta
NUMERICA
SISTEMI DI UNITA' DI MISURA
insieme (minimo) di grandezze fondamentali associate alle loro unitˆ di misura.
Partendo da queste e dalle relazioni matematiche note tra le grandezze, si
b
individuano le unitˆ di misura derivate per tutte le altre grandezze
ALCUNE NOTE EXTRA 1
per passare da gradi a radianti: 9
ar
¥ vad
analisi dimensionale i 2 membri di un' equazione devono essere omogenei in termini di unitˆ di misura
ó
¥ MISURA in fisica confronto tra una grandezza fisica e una grandezza omogenea presa come riferimento
ó
¥ cifre significative L=2,52 m ; 3 cifre significative
ó
¥ errori
¥ ◦
sistematici: legati alla strumentazione, alla metodologia di misura. Influenzano accuratezza misura
◦
statistici: casuali, legati a molti fattori. Influenzano precisione misura.
IIIDAIb
LA
b E ITA
Ii
Ce WEE
Tam Ben
:= grandezze che richiedono la definizione di un'unitˆ di misura e di un numero reale che ne
Grandezze scalari es. tempo, temperatura, massa, . . .
definisce il modulo (o l' intensitˆ)
:= grandezze che per essere definite richiedono pi• parametri modulo, direzione, verso +
Grandezze vettoriali ³
unitˆ di misura es. spostamento, velocitˆ, forza, . . .
VETTORE E SUE PROPRIETA'
ente matematico/elemento di una struttura algebrica detta "spazio vettoriale"
Vettore:=
Pu˜ essere assimilato a un SEGMENTO ORIENTATO e lo indico come:
POI_é
Pigi
Caffficazione
indica il suo modulo (= lunghezza= distanza tra O e P)
la l
a
a la direzione • quella di una qualunque retta parallela alla retta cui appartiene il segmento
¥ il verso • indicato dalla punta della freccia
¥
NOTA VETTORE LIBERO VETTORE APPLICATO = vettore libero + pto di applicazione
³ b es
di
es ampie
spostam forza
Vettori uguali/opposti
Due vettori sono uguali se hanno stesso modulo, direzione e verso
Qualora due (o pi• vettori) non siano uguali NON E' POSSIBILE stabile
una RELAZIONE D'ORDINE. Il vettore nullo ha modulo nullo,
Vettori opposti direzione verso indeterminati.
µ
OPERAZIONI TRA VETTORI
Somma tra due vettori Differenza tra due vettori
Valgono: ˆ
Moltiplicazione di un vettore per uno scalare
La direzione • la stessa;
il verso • determinato dal segno dello scalare;
il modulo • pari alla lunghezza del vettore iniziale per lo scalare.
Prodotto scalare tra due vettori Dati due vettori a e b, si definisce prodotto scalare il
prodotto tra il modulo di a e il modulo di b per il coseno
dell'angolo fra i due
0 é sia la proiezione di a lungo la direzione di b che viceversa
OSS VAIANO
TEME
Prodotto vettoriale
Il modulo • quello in formula;
la direzione • quella della perpendicolare individuata dal piano tra i due vettori a e b;
il verso • definito dalla regola della mano destra
Valgono:
VERSORE vettore di modulo unitario e adimensionale
Versore:=
Indica una direzione e un verso. HELEN il
suo
e
vertere
a
QUADRATO E MODULO DI UN VETTORE
quadrato = prodotto scalare del vettore per s• stesso
¥ é
•
• d1
modulo
¥ Far
l_Vˆ é
la Ah
RAPPRESENTAZIONE CARTESIANA DEI VETTORI
1. Si fissa una terna di assi orientati, fra loro perpendicolari (terna ortogonale di riferimento)
2. Si sceglie un sistema di coordinate tramite il quale si possono identificare univocamente i punti dello spazio
3. Si sceglie un base di versori su cui proiettare i vettori
Terna cartesiana ortogonale IL VERSO E' POSITIVO QUANDO L' ASSE X
IDENTIFICATO DA i SI SPOSTA IN VERSO ANTIORARIO
PER SOVRAPPORSI SULL' ASSE Y
a
avevano
Sistema di coordinate
E' un insieme ordinato di 3 numeri reali tramite i quali si pu˜ identificare univocamente un punto dello spazio 3-
dim.
Ci sono diversi sistemi, la scelta dipende dalla geometria del problema:
IIIIne
E
facoltativo
vedisciae approfondimento
OPERAZIONI TRA I VETTORI NELLA RAPPRESENTAZIONE CARTESIANA
di vettore
Scomposizione un I Ehi p se
ai XY
piano
rappresentazione
B
•
Dati e
VERSORE IN COORDINATE CARTESIANE
Per definizione, dato il vettore a, il versore associato •
DERIVATA DI UN VETTORE perch• la base di versori • fissa nello
Et
o 0 spazio e nel tempo e quindi nella
III derivata non ho i, j, k divisi per il tempo
io
Regole - derivata di un vettore ti sino al
es cose
COSO f agit
44th
Derivata di un vettore di modulo costante
Il vettore derivata di un vettore di modulo costante gode di una proprietˆ molto importante:
• sempre perpendicolare al vettore considerato
lˆ cost
cita
DERIVATA DI UN VETTORE E FORMULA DI POISSON
lalia
red di
Poisson
tramite la derivata
di la un
formula versore
per
I IL.IE 09 in
se arena modo • a
la
costante venere
il
rimaniamo risultato considera
a
ottenuto derivata
giˆ
OPERATORE NABLA, GRADIENTE, DIVERGENZA E ROTORE IN COORDINATE CARTESIANE
notai Nel capitolo "energia e lavoro" troveremo tale relazione I
Friar Fide E Ee
Wires I
e
La funzione dentro l' integrale ammette la derivata, • un differenziale perfetto.
Si pu˜ scrivere utilizzando un operatore vettoriale oggetto matematico che compie delle operazioni sulla
³
funzione a cui • applicato e che si comporta in ogni caso come un vettore
in
particolare
Oggi vediamo l' operatore vettoriale NABLA • un vettore che fa la
E
E derivata parziale della
IE
1 funzione che mi interessa.
Poich• • un vettore vale il prodotto tra una funzione scalare e : l' energia potenziale • una funzione
scalare delle sole coordinate e quindi ho
richiamo
Campo scalare: funzione delle
coordinate definita in ogni punto OU
Vi MA i OV'quiz
dello spazio; la variazione totale OV'gyzliggitˆtiti
di questo campo scalare sarˆ la
somma delle 3 variazioni p
Se prendessi la definizione di lavoro infinitesimo e esprimessi sia F che dr in
notazione cartesiana avrei:
E di
d Fede
We Fede
Fudy
e quindi se la funzione F • conservativa, vuol dire che posso scrivere il lavoro infinitesimo come la variazione
infinitesima di W
We
Quindi OV
poiche
a
a a m EE cnn.IE
t.IE
aw
Quindi Fzaz
detto Fax
avevamo
ipciare Fudy
V OV
Miz Z
Fx taxiyz Ey FƒVANT
Analogamente é
NO NABLA
L'OPERATORE
Fa era
_orgy 95 Yatiina
II
Fa _0121 e
NIIA si pu˜ moltiplicare nabla anche per una funzione vettoriale si fa o il prodotto scalare o il prodotto vettoriale
NOTA ó ³
Ë •
Axit Az
a Au
5
x funz vettoriale
y
é Li nota i P Ero
Liti
Azi
éË • alieni
i 5
a Au5 E
fi a
p
di é
II FIéE
E Eaa
di
ca
di
scrivere
modo senza
Sfruttando il teorema di Schwartz si dimostra che il rotore di
un gradiente • sempre nullo
é
é
det é mi no
no
gente
e
nere
EDNEEMMANTI A IDEEL MIKATTERIEMEILLEE
EUWWNTIDA
INTRODUZIONE
La meccanica riguarda lo studio del moto di un corpo: essa spiega la relazione che esiste tra le cause che
generano il moto e le caratteristiche di questo.
Si inizia lo studio del moto dal pi• semplice corpo, quello puntiforme, detto si tratta di un
punto materiale:=
corpo privo di dimensioni, ovvero che presenti dimensioni trascurabili rispetto a quelle dello spazio in cui pu˜ muoversi
o degli altri corpi con cui pu˜ interagire.
Diamo la definizione di come parte della meccanica. che studia il moto di un corpo
cinematica
indipendentemente dalle cause che lo determinano mentre di come parte della meccanica che
dinamica
studia il perch• del moto.
Noi cominceremo il nostro studio della meccanica dalla cinematica del punto proseguendo con la dinamica
del punto e poi con la dinamica dei sistemi di punti (oggetti estesi, corpi rigidi, . . . )
INGREDIENTI
Il moto di un punto materiale • determinato se • nota la sua posizione in funzione del tempo in un
¥
a sistema di riferimento (ossia ad esempio le sue coordinate x(t), y(t), z(t) in un SdR cartesiano).
determinato
La scelta di questo costituisce il 1¡ degli ingredienti necessari per lo studio della cinematica del punto:
relativitˆ del moto i SdR sono fra loro equivalenti ; la scelta del SdR • arbitraria
³
¥ indispensabile per una descrizione quantitativa del moto definisce
sistema di coordinate ³ ó
¥ con quali coordinate si identifica la posizione del punto
per misurare le distanze tra punti
regoli ³
¥ per misurare gli intervalli di tempo
orologi ³
¥ osservatore
¥ grandezze fisiche opportune per la descrizione del moto
¥
NOTA: nella meccanica classica lo spazio e il tempo sono concetti assoluti,
cio• la distanza tra due punti dello spazio NON dipende dal SdR in cui viene misurata,
come pure l'intervallo di tempo tra due eventi.
Ma questo • vero solo se si considerano velocitˆ basse se confrontate con la
.
velocitˆ della luce
Si definisce traiettoria il luogo dei punti occupati successivamente dal punto in movimento e questa costituisce
una curva continua nello spazio.
Lo studio delle variazioni di posizione lungo la traiettoria nel tempo porterˆ a definire il concetto di velocitˆ,
.
mentre lo studio delle variazioni della velocitˆ con il tempo introdurrˆ la grandezza accelerazione
I
Le grandezze fisiche fondamentali in cinematica sono pertanto:
lo spazio la velocitˆ
¥ ¥
e
posizione spostamento l' accelerazione
il tempo ¥
¥
OSS. La • un particolare tipo di moto in cui le coordinate restano costanti e quindi velocitˆ e
quiete
³ accelerazione sono nulle.
Dobbiamo per˜ sottolineare che • necessario specificare sempre il sistema di riferimento rispetto a cui si
osserva il moto perch• in base a questo un punto in quiete pu˜ apparire in moto oppure no.
(es. volo di un uccello visto da una persona ferma o da un'altra persona in un'auto in movimento).
MOTO RETTILINEO (1-D)
Il primo moto che prendiamo in considerazione • quello rettilineo.
Esso si svolge lungo una retta sulla quale vengono fissati arbitrariamente un'origine e un verso: il moto del
punto • descrivibile tramite una sola funzione x(t) che esprime il variare della coordinata x in funzione del
t
tempo
Ponendo lungo la retta dei dispositivi che rilevino le coppie di valori x,t posso poi rappresentare le misure in un
sistema con due assi cartesiani che prende il nome di valori di x sull' asse delle ordinate
diagramma orario ó
e i corrispondenti valori di t sull' asse delle ascisse
es
SPOSTAMENTO
Stabilito un SdR e SdC (ad es. asse x lungo la direzione del moto con origine in un punto arbitrario O) si definisce
il cambiamento di posizione da un punto x1 a un punto x2
spostamento
VELOCITA' NEL MOTO RETTILINEO
Velocitˆ media
Se al tempo t=t1 il punto si trova nella posizione x=x2 e al tempo t=t2 nella posizione x=x2, = x2 - x1
&x
rappresenta lo spazio percorso nell'intervallo di tempo = t2 - t1.
&t
Possiamo caratterizzare la rapiditˆ con cui avviene lo spostamento tramite la velocitˆ media
• sempre positivo, quindi il segno della velocitˆ • lo stesso di
&t &x
µm
interpretazione grafica
NOTA
Al fine di individuare la funzione x(t) si aumenta il numero di misure nell' intervallo di spazio lo si divide cio• in
&x,
numerosi piccoli intervalli (&x) , (&x) , . . ., (&x) percorsi negli intervalli di tempo (&t) , (&t) , . . ., (&t)
1 2 n 1 2 n
Le corrispondenti velocitˆ medie non saranno eguali tra loro e a Vm in un generico moto rettilineo la
ó
velocitˆ non • costante nel tempo.
Velocitˆ istantanea
Il processo enunciato nella nota sopra pu˜ essere continuato fino a che risulta suddiviso in un numero
&x
elevatissimo di intervallini dx, ciascuno percorso nel tempo dt il metodo descritto consiste
ó
matematicamente nel calcolare il limite per 0 del rapporto
&t ³ &x/&t
Pertanto si pu˜ definire la ad un istante t del punto in movimento come
velocitˆ istantanea
VIN LI
EI
Rappresenta la rapiditˆ di variazione temporale della posizione nell' istante t considerato.
interpretazione grafica
La velocitˆ istantanea • la tangente dell'angolo che la retta tangente a x(t) forma con l'asse t
nell'istante t, cio• la pendenza della retta tangente in t
NOTE
Il segno della velocitˆ indica il verso del moto sull' asse x:
- se v > 0 la coordinata x cresce
- se v < O il moto avviene nel verso opposto
La velocitˆ pu˜ essere funzione del tempo v(t)
Nel caso poi in cui v = costante si parla di (vediamo dopo)
moto rettilineo uniforme
PROBLEMA DIRETTO DELLA CINEMATICA
I ut
1 E 3
HI
DIMENSIONALE
ANALISI
2
A 4
EHI_3 ETHEL
I ITL
13
alti Gt
draft Eri
hanno dimensione
PROBLEMA INVERSO DELLA CINEMATICA
Noto v(t) , ricavare la funzione x(t)
Supponiamo che il punto materiale si trovi nella posizione x al tempo t e nella posizione x+dx
al tempo t+dt :
Lo spostamento complessivo sulla retta su cui si muove il punto, in un intervallo finito di tempo = t - t0, •
&t
dato dalla somma di tutti i successivi valori dx.
Per fare il calcolo integro
f.de
ox Evitiat f at
xo
Questa • la relazione generale che permette il calcolo dello spazio percorso nel moto rettilineo, qualunque
sia il tipo di moto.
Il termine x0 rappresenta la posizione iniziale del punto occupata nell' istante iniziale t0.
ACCELERAZIONE NEL MOTO RETTILINEO
Abbiamo detto che nel caso pi• generale di moto rettilineo la velocitˆ • funzione del tempo v(t).
Se in un determinato intervallo di tempo essa varia di una quantitˆ possiamo definire la grandezza
&t &v,
come
accelerazione media
Con un procedimento analogo a quello usato per passare dal concetto di velocitˆ media a quello di velocitˆ
istantanea definiamo l' cio• la
accelerazione istantanea,
rapiditˆ di variazione temporale della velocitˆ, come
4
a é
interpretazione grafica dammi a
NOTE
Se a = 0 la velocitˆ • costante (moto rettilineo uniforme);
quando a • positiva la velocitˆ cresce nel tempo mentre per a < 0 la velocitˆ decresce.
Si faccia attenzione che • il segno algebrico della velocitˆ istantanea e non quello dell'accelerazione a
fornire il verso del moto.
MOTI RETTILINEI NOTEVOLI
Moto rettilineo uniforme •
velocitˆ istantanea nel
La cos“ tempo
viti_Vo cio• diventa
velocitˆ mi
considerando
Riprendo e costante
It Volt
dt
Xo to
Xo DEL
Vo LEGGE ORARIA MOTO
to
CASO O
Io
A Vot
Nel moto rettilineo uniforme lo spazio • una funzione lineare del tempo : la velocitˆ istantanea coincide
con quella media.
Moto rettilineo uniformemente accelerato
Il moto rettilineo pi• generale • vario, ossia l' accelerazione non • costante.
Qual' ora per˜ questa sia costante, il moto si dice uniformemente accelerato e si evidenzia una dipendenza
della velocitˆ dal tempo di tipo lineare (retta nel grafico velocitˆ-tempo)
cost
a scrivo ao Es fa.at
a.at du
dv
ao I
v7 a
art
1 to
Viti Vo
l Votaot
Vit
to
caso o
l'ultima A
Usando calcola
trovata si la
e
relazione posizione
t dt
1H Vot to
ao
o toldt
It ffvotaort
xo f.aot.at
f.voattfa.tat
t t 90 autort
Vo to
E
E
t t.lt Ciotat auto
Vo Lauti
Idota_
Volt to tatto att
100
t.lt to
Volt facit it t
t to
2 Vo to
Xo 190 DEL
LEGGE ORARIA MOTO
Le equazioni (1) e (2) sono le leggi fondamentali del moto rettilineo uniformemente accelerato
Nel moto rettilineo uniformemente accelerato la velocitˆ • una funzione lineare del tempo mentre lo spazio
• una funzione quadratica del tempo. RECAP I'III
m.ro ut
Ht he art
not
t.ua
m Vot
A foot
o
Esempio di moto 1dim uniformemente accelerato:
Punto materiale in prossimitˆ della superficie terrestre
Tutti i punti materiali in prossimitˆ della superficie terrestre sono soggetti ad una accelerazione approx
costante, di modulo g= 9.81 m/s^2 , diretta verso il centro della terra.
Un punto materiale lasciato cadere, da fermo, da una certa altezza h0 segue le leggi del moto rettilineo
uniformemente accelerato con accelerazione di modulo costante g= 9.81 m/s^2 (trascurando la resistenza
dell'aria), unidimensionale.
1
IN
FINE D
MOTO
VARIABILI CINEMATICHE NEL MOTO IN 2-3 DIMENSIONI (NOTAZIONE INTRINSECA)
In generale il moto NON si svolge in una sola dimensione, dunque la descrizione del moto richiede delle
grandezze VETTORIALI.
Vettore posizione
Identifica la posizione di un punto nello spazio, rispetto al sdr.
Nel sdr in coordinate cartesiane attraverso il vettore posizione r1
possiamo identificare la posizione P1 del punto materiale all' istante t1.
Dopo un certo il punto si troverˆ in P2.
&t
Lo spostamento che ha fatto il punto • dato dall' espressione:
IEnI
LI.FI nervano
temporanea
EEEE
Unitˆ di misura nel SI ³ traiettoria
• alla
L secante
metro m
Velocitˆ media __
O
Velocitˆ istantanea
Anche nell' ambito 2-3D rimpicciolendo sempre di pi• il nostro vettore spostamento diventa sempre pi•
&t &r
piccolo e va a intercettare la traiettoria solo in un punto perchŽ P1 e P2 diventano talmente vicini da
coincidere ; dunque non • piu secante alla traiettoria ma diventa tangente
quindi poi diventa dr
&r
Inoltre, l' arco di traiettoria tende a coincidere con In breve:
&s &r. di puntomateriale
un
00
Accelerazione
Anche nel caso 3dim si ripetono le stesse considerazioni fatte per il caso 1dim.
L'accelerazione media/istantanea • la variazione media / istantanea della velocitˆ MA questa volta
consideriamo anche la variazione di DIREZIONE e non solo la variazione in MODULO e VERSO della velocitˆ.
am
Ma se prendiamo un intervallo di tempo sempre pi• piccolo, cio• facciamo di nuovo
tendere a 0,
&t &t
otteniamo una grandezza istantanea, cio• la derivata della velocitˆ nel
l'accelerazione istantanea,
punto considerato.
La velocitˆ segue l' evoluzione della traiettoria, quindi cambia non solo in modulo ma anche in direzione e
verso; di conseguenza devo descrivere quanto rapidamente ruoti oltre che alla variazione del modulo (unica
caratteristica che bisognava descrivere in moto 1-D).
E' utile allora, per figurare e descrivere come si evolve il moto, scomporre il vettore accelerazione lungo la
direzione parallela e perpendicolare alla velocitˆ (ricordando che la velocitˆ • SEMPRE tangente alla traiettoria
:
questo equivale a scomporre l'accelerazione lungo le direzioni parallela e perpendicolare alla traiettoria)
é
é
é I
a
vediamo ci arriviamo
come ii
iei.it
é é ritg TRIéITORIA
retponsabile
la retonsabile
cost e quindi
ceramica
en
IEE.tt 4
Esiste un teorema che dice che "ogni curva pu˜ essere approssimata in un intorno di un punto da un cerchio il
ó
cosidetto CERCHIO OSCULATORE"
é•atore
cento
dei il
•
il di che in
stiamo
RAGGIO
raggio considerando
Traiettoria quelp
CURVATURA
DELLA
055
Per _• zero
PIH CO TRAIETTORIA RETTILINEA pit
SE
SU
Per TRAIETTORIA
O STESSA
MOLTO
pA CURVATA eh
VARIABILI CINEMATICHE (NOTAZIONE CARTESIANA)
Vettore posizione
Velocitˆ e accelerazione He
che in 1 era
quella
ora
Da notare:
in un sistema di coordinate cartesiane, studiare il moto in 3dim equivale a considerare 3 moti ,
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
- Risolvere un problema di matematica
- Riassumere un testo
- Tradurre una frase
- E molto altro ancora...
Per termini, condizioni e privacy, visita la relativa pagina.