Fisica
1concetti base (quaderno)
3)Energia e primo principio della termodinamica
Sappiamo bene che l'energia non può essere creato, distrutta durante una
trasformazione e che può soltanto trasformarsi. Da una forma all'altra. Il
trasferimento di energia avviene sempre da un corpo caldo a un corpo
meno caldo. La termodinamica fornisce informazioni solo sulla variazione
dell’energia totale. L’analisi termodinamica è utile a classificare le varie
forme di energia che costituiscono l’energia totale di un sistema in due
gruppi: macroscopiche e microscopiche
AE=TOTALE
MACRO MICRO --> AU Energia interna
1)Le forme macroscopiche dell'energia sono quelle che un sistema
possiede nel suo complesso, (cinematica e potenziale).
2)Le forme microscopiche sono legate alla struttura molecolare del
sistema e al grado di attività molecolare, sono indipendenti dal sistema
esterno.
ENERGIA TOTALE:(E) È la somma delle diverse forme di energia termica,
cinematica potenziale, elettrica, magnetica, chimica e nucleare.
AE= ENERGIA TOTALE
AE=Ep+Ee+AU = AE =AU
L'energia interna: termina coniato da Thomas Young, si indica con la
lettera U è la somma di tutte le forme microscopiche dell'energia.
L'energia macroscopica: è legata al movimento e all'influenza di alcuni
fenomeni esterni come la gravità e l'elettricità, eccetera.
L'energia cinetica: è l'energia che un sistema possiede per effetto del suo
modo riferito ad un fissato sistema di riferimento.
l'energia potenziale: è l'energia che un sistema possiede per un per effetto
della sua quota in un corpo gravitazionale
Sistemi stazionari: sono dei sistemi chiusi la cui velocità e quota del
centro di massa restano costanti durante una trasformazione non
subiscono variazioni in cui l'energia totale e l'energia interna coincidono.
Portata massica: è la quantità di massa che fluisce attraverso una sezione
trasversale riferita all'unità di tempo.
Portata volumetrica: è il volume di un fluido che fluisce attraverso una
sezione trasversale riferita all'unità di tempo.
L'energia interna di un sistema è stata definita precedentemente come la
somma di tutte le forme microscopiche di energia di un sistema. Essa è
legata alla struttura molecolare e al grado di attività molecolare e può
essere considerata come la somma dell'energia cinetica e potenziale delle
molecole. Per comprendere meglio l'energia interna si esamina un sistema
a livello molecolare. Le molecole di un gas si muovono attraverso lo spazio
occupato dal gas con una certa velocità e quindi possiedono una certa
energia cinetica (ENERGIA DI TRASLAZIONE) Gli atomi delle molecole
ruotano attorno a un asse e l’energia associata a questa rotazione è
l’ENERGIA CINETICA DI ROTAZIONE. Possono anche vibrare attorno al loro
comune centro. Gli elettroni nelle orbite esterne hanno energia cinetica
maggiore e ruotano intorno ai loro assi come trottole. L’energia associata a
questo moto è l’ENERGIA DI SPIN. Poiché la velocità media ed il grado di
attività delle molecole sono proporzionali alla temperatura, ne consegue
che al crescere della temperatura aumenta l’energia cinetica delle
molecole e quindi anche l’energia interna del sistema.
L’energia interna è legata alle forze intermolecolari che sono più intense
nei solidi e più deboli nei gas. Se una sufficiente quantità di energia viene
fornita alle molecole di un solido o di un liquido, queste forze
intermolecolari saranno vinte. Rompendo il legame fra le molecole si
determina il passaggio del sistema ad una fase diversa: questa è una
trasformazione di cambiamento di fase. L’energia interna legata alla fase
del sistema è detta energia latente
Quindi abbiamo detto che l'energia interna è suddivisa in:
- Energia sensibile: in cui aumenta la temperatura,
-Energia latente,: in cui cambia fase.
Le forme di energia discusse precedentemente che costituiscono l'energia
totale di un sistema sono quelle contenute o immagazzinate in un sistema
e perciò possono essere considerate come forme statiche di energia;
invece, le forme di energia che non sono immagazzinate all'interno di un
sistema possono essere considerate come forme dinamiche di energia o
energia scambiate. Queste si manifestano al contorno del sistema nel
momento in cui lo attraversano e rappresentano l'energia ricevuta o persa
dal sistema durante una trasformazione.
Quando l'energia passa da un sistema all'altro viene chiamata energia in
transito e avviene in due modi, attraverso il lavoro e il calore.
-lavoro (L)
-calore(q)
Il trasferimento di energia avviene sempre dal corpo, a temperatura più
alta verso collo a temperatura più bassa. Nel caso della patata al forno,
un'energia continuerà ad abbandonare la patata finché essa non si sarà
raffreddata fino alla temperatura ambiente. Una svolta stabilità al
l'eguaglianza di temperatura tra patata e ambiente il trasferimento di
energia terminerà. Nei processi appena descritti si dice che l'energia si
trasferisce sotto forma di calore.
Il calore, definito come la forma di energia che si trasferisce tra due sistemi
o tra un sistema e l'ambiente in virtù di una differenza di temperatura, in
pratica uno scambio di energia si presenta sotto forma di calore soltanto
se avviene a causa una differenza di temperatura. Non può esistere alcuna
trasmissione di calore tra due sistemi alla stessa temperatura. Nella vita
quotidiana si fa riferimento alle forme sensibili e latente di energia usando
il termine calore; invece, nella termodinamica tali forme di energia
vengono chiamate energia termica per evitare qualsiasi confusione con il
calore inteso come energia che si trasferisce. Infatti, il calore, è energia in
transito riconoscibile solo al momento in cui attraversa il contorno di un
sistema. Considerando ancora una volta la patata cotta al forno, essa
contiene energia che si configura come trasmissione di calore solo quando
passa attraverso la buccia della patata. Una volta nell'ambiente il calore
trasmesso diventa parte dell'energia interna dell'ambiente. Un processo
durante il quale non vi è trasmissione di calore è detto trasformazione
adiabatica. Una trasformazione può risultare adiabatica quando il sistema
è ben isolato termicamente, solo una quantità di calore può attraversare il
contorno, oppure quando il sistema e l'ambiente sono alla stessa
temperatura. Una trasformazione adiabatica non va confusa con una
trasformazione isotermica. Infatti, sebbene durante una trasformazione
adiabatica non vi sia trasmissione di calore, il contenuto di energia e quindi
la temperatura del sistema possono ancora modificarsi. Per il calore, in
quanta energia si usa come unità di misura il joule (j)
energia trasferita durante la trasformazione tra due stati
calore trasferito all’unità di massa di un sistema
potenza termica trasmessa in un determinato intervallo di
tempo (derivata rispetto al tempo e per questo puntata)
Il calore fu correttamente interpretato. Come energia associata al muto
casuale di atomi e molecole. Il calore si trasmette secondo tre modalità,
conduzione, Convenzione e irraggiamento
Il lavoro, come il calore, è uno scambio di energia tra un sistema e
l'ambiente. Se l'energia che attraverso il contorno di un sistema chiuso non
è calore deve essere lavoro, il lavoro è il trasferimento di energia associato
all'effetto combinato di una forza di uno spostamento. Il lavoro, come il
calore, è una forma di energia scambiata, utilizzata, scambiata e utilizza
l'unità di misura dell'energia quale joule.
Il calore e il lavoro sono grandezze dotate diverso, quindi per descrivere
uno scambio di calore e di lavoro si devono specificare il valore numerico è
il verso della grandezza in questione. Si può specificare il verso adottando
una Convenzione dei segni.
LAVORO e CALORE:
- sono fenomeni al contorno
- nessuno dei due può essere posseduto dal sistema (l’energia si);
- sono associati ad una trasformazione e non ad uno stato;
- sono funzioni di linea (la loro entità dipende dal percorso seguito durante
una trasformazione) e non hanno differenziali esatti (d) contrariamente alle
proprietà che sono funzioni di punto e che hanno differenziali esatti (d)).
COME SI CALCOLA IL LAVORO?
Il lavoro è l'area sottesa dalla trasformazione. Durante una trasformazione
si può compiere lavoro. Quando c'è un'espansione viene compiuto lavoro
verso destra. Espansione destra, compressione sinistra. Se cambia il
percorso della trasformazione, cambia quanto lavoro viene subito o
ceduto.
Abbiamo diversi tipi di lavoro: lavoro meccanico, lavoro elettrico, lavoro elastico.
Il risultato osservato da Joule è che il lavoro speso è proporzionale alla variazione di
temperatura dell’acqua.
- Sperimentalmente si osserva che la temperatura rimane invariata.- Il gas, quindi, non
scambia calore con l'ambiente: [Q=0]- Non scambia neanche lavoro con l'ambiente:
[L:0]- Dal 1°principio segue che ΔU=0- Nell'espansione libera l'energia interna di un gas
ideale non varia.- In realtà si osserva una piccola variazione di temperatura, tanto più
piccola quanto più il gas è vicino alle condizioni del gas ideale.- Si assume quindi che
per un gas ideale si avrebbe variazione di temperatura "nulla".- Nella trasformazione il
gas cambia sia pressione che volume, ma l'energia interna non varia.- in conclusione,
"l'energia interna del gas ideale può dipendere solo dalla temperatura"
1° principio della termodinamica
Il principio della termodinamica, o principio di conservazione dell'energia, sulla base di
osservazioni sperimentali, afferma che l'energia non può essere né creata né distrutta,
ma può solo cambiare forma. E noto che una roccia, ad una determinata quota,
possiede energia potenziale che si converte parzialmente in energia cinetica durante la
caduta. Dati sperimentali mostrano che quando la resistenza dell'aria è trascurabile, la
diminuzione di energia potenziale eguaglia esattamente l'aumento di energia cinetica,
confermando così il primo principio di conservazione dell'energia. Per un sistema
chiuso, tutte le trasformazioni adiabatiche tra due Stati di equilibrio avvengono in modo
che il lavoro netto compiuto e lo stesso, indipendentemente dalla natura del sistema
chiuso e dalla particolare trasformazione, adiabatica.
Tale affermazione in gran parte è basata sugli esperimenti di joule. Il primo principio
non fa riferimento al valore dell'energia totale di un sistema chiuso in uno Stato di
equilibrio, ma afferma semplicemente che la variazione dell'energia totale del sistema
durante una trasformazione adiabatica deve essere uguale al lavoro scambiato con
l'ambiente. Sebbene l'essenza del primo principio sia l'esistenza della proprietà energia
totale, il primo principio è spesso considerato come un'affermazione del principio di
conservazione dell'energia che implicita nel suo enunciato.
BILANCIO ENERGETICO
Il principio di conservazione dell'energia può essere enunciato come
segue: variazione netta, aumento o diminuzione dell'energia totale del
sistema durante una trasformazione è uguale alla differenza tra energia
totale entrante nel sistema e l'energia totale uscente dal sistema durante
la trasformazione.
Questa relazione detta bilancio energetico è applicabile a ogni tipo di
sistema soggetto a qualsiasi tipo di trasformazione.
Per determinare la variazione di energia di un sistema durante una
trasformazione si deve valutare l’energia del sistema all’inizio e alla fine
della trasformazione e calcolare la differenza tra le due energie.
ΔEsistema = Efinale – Einiziale = E2– E1
L’energia è una proprietà quindi il suo valore rimane invariato salvo che
non vari lo stato del sistema. Se lo stato del sistema non varia durante la
trasformazione, la variazione di energia è zero. Ricordiamoci che l'energia
può esistere in numerose forme quali energia interna, ovvero sensibile,
latente, chimica e nucleare, energia cinetica, elettrica, magnetica e la loro
somma costituisce l'energia totale di un sistema.
TRASFERIMENTO DI ENERGIA
L'energia può essere trasferita dall'ambiente a un sistema, viceversa in tre
forme, calore, lavoro e flusso di massa. Gli scambi di energia vengono
riconosciuti al contorno del sistema quando lo attraversano e
rappresentano l'energia acquistata o ceduta dal sistema durante una
trasformazione, le uniche due forme di scambio di energia associata a una
massa fissa o un sistema chiuso sono il trasferimento di calore e il
trasferimento di lavoro.
TRASFERIMENTO DI CALORE Q = il trasferimento di calore dall’ambiente a
un sistema aumenta l’energia delle molecole e quindi l’energia interna del
sistema e il trasferimento di calore di un sistema all’ambiente la
diminuisce perché l’energia trasferita dal sistema all’ambiente proviene
dall’energia delle molecole del sistema.
TRASFERIMENTO DI LAVORO L = uno scambio di energia che non è
causato da una differenza di temperatura tra un sistema e il suo ambiente
è costituito da lavoro. Il trasferimento di lavoro dall’ambiente a un sistema
(Il lavoro compiuto dall'ambiente sul sistema) aumenta l’energia del
sistema e il trasferimento di lavoro da un sistema all'ambiente, (cioè il
lavoro compiuto dal sistema sull'ambiente), la diminuisce perché l'energia
trasferita dal sistema al suo ambiente proviene dall'energia contenuta nel
sistema.
TRASFERIENTO DI MASSA (flusso di massa) m = quando una certa massa
entra in un sistema, l’energia del sistema aumenta perché la massa
trasporta con sé energia, Quando una certa massa esce dal sistema,
l'energia contenuta dal sistema diminuisce, perché la massa uscente
trasporta con sé una certa quantità di energia.
Il contenuto energetico di un volume di controllo può essere variato dal
flusso di massa nonché dagli scambi di calore e di lavoro. Quando una
certa quantità di acqua calda viene prelevata da uno scaldacqua e viene
sostituita da un’uguale quantità di acqua fredda, il contenuto energetico
del serbatoio di acqua calda (il volume di controllo) diminuisce in
conseguenza di questo scambio di massa
• Se un sistema è chiuso, soggetto ad un ciclo, lo stato iniziale = quello finale
quindi: ΔEsistema = E2 – E1 = 0 quindi
• Eentr – Eusc= 0 quindi
• Eentrante = Euscente Visto che un sistema chiuso non implica nessun
passaggio di massa attraverso il contorno, il bilancio energetico per un ciclo può
essere espresso in termini di scambi e di lavoro come: Lnetto, uscente = Qnetto,
entrante.
• oppure. Lnetto, uscente = Qnetto, entrante
Il termine rendimento è uno dei termini più usati in termodinamica e indica la bontà di un
processo di conversone o di trasferimento di energia. è sempre <1
Il rendimento può essere espresso in generale in termini del risultato utile ottenuto,
rapportato a quanto si è speso per ottenerlo.
Il rendimento è una quantità adimensionata, essendo data al rapporto di due grandezze
fisiche omogenee misurate con la stessa unità. Al denominatore del rapporto figura
l'ammontare della grandezza fisica che ha dovuto essere utilizzata per compiere una
certa trasformazione, al numeratore del rapporto figura l'ammontare della stessa
grandezza che risulta utilizzato in tale trasformazione.
Abbiamo diversi tipi di rendimento ad esempio:
il rendimento di uno scaldacqua è per definizione il rapporto tra l'energia erogata alla
casa dell'acqua calda e l'energia fornita allo scaldacqua;
RENDIMENTO A COMBUSTIONE: Il rendimento di un apparecchio che implica la
combustione di un combustibile, si basa sul potere calorifico del combustibile PC Che
è la quantità di calore che si libera quando una quantità unitaria di combustibile a
temperatura ambiente viene bruciata completamente e i prodotti della combustione
vengono raffreddati a temperatura ambiente.
RENDIMENTO ANNUALE DI UTILIZZAZIONE DEL COMBUSTIBILE: AFUE Il rendimento
dei sistemi di riscaldamento ambiente degli uffici residenziali e commerciali viene
generalmente espresso in termini di annual fuel utilization efficiency.
RENDIMENTO DEL GENERATORE ELETTRICO:
Un generatore elettrico e una macchina elettrica che converte energia meccanica in
energia elettrica e la sua efficienza è caratterizzata dal rendimento del generatore
elettrico, ovvero il rapporto tra la potenza elettrica uscente dal generatore e la potenza
meccanica entrante nel generatore.
Abbiamo diversi tipi di rendimento complessivo o globale o combinato di una centrale
termoelettrica.
RENDIMENTO DI UN APPARECCHIO DI COTTURA
4) SOSTANZE PURE
Una sostanza la cui composizione chimica non varia in tutta la massa presa in
considerazione è detta sostanza pura. Sono sostanze pure l'acqua, l'azoto l'elio e il
diossido di carbonio. La sostanza pura non per forza è costituita da un unico elemento
chimico o composto chimico, poiché anche una miscela di più elementi composti
chimici, purché omogenea, può essere considerata sostanza pura. L'area, ad esempio,
è una misura di diversi gas che spesso viene considerata come sostanza pura poiché è
una composizione chimica o uniforme.
Una miscela di due o più fasi di una sostanza pura e ancora sostanza pura se la
composizione chimica di tutte le fasi è la stessa, ad esempio una miscela di ghiaccio e
acqua liquida è una sostanza pura perché entrambe le fasi hanno uguale composizione
chimica.
Le fasi principali sono tre, solido, liquido e aeriforme. Tuttavia, una sostanza può avere
numerose fasi all'interno di una fase principale, ognuna caratterizzata da una diversa
struttura molecolare.
SOLIDO: Le molecole di un solido sono disposte in un reticolo tridimensionale che si
ripete in tutto il corpo poiché le
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