Cartografia 1
CARTOGRAFIA
SUPERFICIE TERRESTRE
E’ soggetta a continui cambiamenti ed è irregolare, cioè variabile nel tempo. La superficie
terrestre la percepisco con i sensi.
Tuttavia, nonostante l’esistenza di estese catene montuose e bacini oceanici, il rapporto fra
gli elementi variabili, come l’altezza della catena montuosa più alta o la profondità del bacino
più profondo e il raggio medio di una sfera che inviluppa tutta la Terra è estremamente
basso.
La superficie terrestre non posso matematizzarla quindi scelgo un modello (topografico)
Modelli topografici: rappresentano le variazioni fisiche della superficie. La superficie
topografica della Terra è la superficie dei continenti e dei mari in un certo momento nel
tempo.
Il livello dei mari è la superficie media degli oceani.
LA FORMA DELLA TERRA (3 modelli)
● I modelli piatti della Terra sono tuttora usati per i rilevamenti piani, su distanza tali
per cui è possibile considerare insignificante la curvatura terrestre (meno di 10 km).
● I modelli sferici della Terra sono tuttora utilizzati per la navigazione locale su brevi
distanza e per misure di distanza molto approssimate. Inizia ad influire la curvatura.
Si usa la sfera perché è semplice. Questi modelli però falliscono quando si cerca di
rappresentare l’intero pianeta.
● Il leggero schiacciamento ai poli provoca una differenza di circa 20 km tra una sfera
avente un raggio pari al valore medio del pianeta e il raggio misurato ai poli. Quindi si
rende necessario il ricorso a modelli ellissoidali.
Si utilizza per le grandi distanze. Non si percepisce con i sensi.
ELLISSOIDE
Solido a doppia curvatura che ottengo ruotando l’ellisse attorno al proprio asse.
In cartografia viene usualmente utilizzata la superficie dell’ellissoide perché è un’eccellente
approssimazione della superficie terrestre . E’ caratterizzata da 2 parametri:
● a = semiasse maggiore/semiasse equatoriale
● c = semiasse minore/semiasse polare
[All’inizio ogni paese aveva i propri parametri poi si è scelto un ellissoide comune, poi sono
attivati i satelliti → è cambiato nel tempo]
−
α =
Schiacciamento:
Lo scostamento tra geoide ed ellissoide si denomina ondulazione:
Ellissoide e Geoide
Un punto dello spazio terrestre prima di essere riportato nel piano della carta s’immagina
trasferito sul geoide, proiettandolo verticalmente, quindi secondo la verticale del luogo;
questa superficie coinciderebbe con la superficie dei mari, opportunamente prolungata sotto
le terre emerse.
Tuttavia, la formulazione matematica del geoide appare più complessa. Ciò è dovuto al fatto
che in essa figurano grandezze non solo geometriche ma anche meccaniche quali la densità
dei diversi punti all’interno della terra. Quindi, si sono definite altre superfici di riferimento
che approssimino il geoide, godendo di espressioni matematiche più semplici.
Modelli di gravità (geoidi)
Il geoide è una superficie equipotenziale del campo gravitazionale terrestre.
Campo gravitazionale terrestre stesso valore in ogni punto. E’ una superficie ipotetica e
irregolare. E’ una superficie ondulata e che varia.
Il valore gravitazionale g cambia nei decimali che variano in base a dove ci troviamo.
Diversa perché cambia la massa.
La verticale (con il filo a piombo) segue il geoide. Normale → GEOIDE
Globalmente il geoide presenta scostamenti nell’ordine metri rispetto a una superficie
± 100
di riferimento matematica (l’ellissoide di rotazione)
GEODETIC DATUM (Sistema di riferimento geodetico)
Definizione: sono i sistemi di riferimento che descrivono la forma e le dimensioni del pianeta
Terra
Forme principali: Sfera, Ellissoidi
Applicazioni: Cartografia, Navigazione, Rilevamento, Astronomia
Esistono oltre 100 sistemi di riferimento geodetici a livello internazionale, utilizzati da diverse
nazioni. Spesso, all’interno delle stesse nazioni, differenti sistemi vengono utilizzati da
differenti enti/agenzie.
Il DATUM definisce tutti i parametri necessari per il calcolo delle coordinate geografiche:
1) Ellissoide di riferimento:
● Dimensioni del semiasse maggiore
● Dimensione del semiasse minore
● Schiacciamento polare
2) Orientamento rispetto al geoide
3) AZIMUTH dell’ellissoide: angolo tra la tangente a una curva passante per il punto di
emanazione e la tangente al meridiano di riferimento. L’ellissoide senza AZIMUTH
può ancora ruotare → fisso un AZIMUTH. (Angolo tra il meridiano nel nostro sistema
di riferimento e un meridiano esterno)
! La scelta di un DATUM è FONDAMENTALE ed è ERRATO parlare di latitudine e
longitudine senza aver prima definito il DATUM.
ELLISSOIDI di RIFERIMENTO
Definiti da:
Semiasse minore (raggio polare)
Semiasse maggiore (raggio equatoriale)
Schiacciamento (flattening)
Italia → Hayford
ORIENTAMENTO e AZIMUTH
L’ellissoide prescelto per un DATUM in pratica viene orientato localmente nel punto di
emanazione imponendo che in quel punto si verifichino le seguenti condizioni geometriche:
1. La normale ellissoidica coincida con la verticale. Faccio coincidere nel punto P la
normale uscente del Geoide con la normale dell’ellissoide.
2. La direzione del meridiano ellissoidico coincida con quella del meridiano
astronomico.
3. La quota ellissoidica coincida con quella ortometrica.
Nel punto di emanazione “P” risulta nulla la deviazione della verticale. In pratica
l’ellissoide orientato localmente risulta tangente al geoide nel punto di emanazione
(ondulazione deve essere quasi 0). Un ellissoide orientato approssima bene la superficie
geoidica in un intorno molto vasto del punto di emanazione, fino alle dimensioni di uno Stato
o anche di una porzione di continente.
Per un territorio punto P migliore al centro del territorio, per il catasto invece servono 3 punti
di emanazione.
L’utilizzo di un sistema di coordinata geodetiche applicate ad un sistema di riferimento
geodetico sbagliato può portare ad errori di posizione di centinaia di metri. A livello
internazionale si utilizzano diversi sistemi di riferimento geodetico con lo scopo di ottenere
posizionamenti molto precisi sia nella topografia che nella navigazione e/o sistemi di
coordinate che vengono utilizzate nei sistemi informativi territoriali (GIS).
Roma 40 Ed50
Roma Mt. Mario Greenwich
Equatore Equatore
Hayford Hayford
P.E = Roma M.M Potsdam
Gauss-Boaga UTM (universale trasverso di Mercatore)
FO 1500 fino a 2520 FO 500
IL RETICOLATO GEOGRAFICO
Definizione: rete di linee immaginarie che permette di definire la posizione di punti ed aree
sulla superficie terrestre.
● Piani Meridiani: infiniti piani contenenti l’asse terrestre
● Piani Paralleli: infiniti piani perpendicolari all’asse terrestre e paralleli tra loro
● Circoli Meridiani: circonferenze generate sulla superficie terrestre dai piani
meridiani; ogni circonferenza è divisa dall’asse terrestre in due semicirconferenze
chiamate meridiano e antimeridiano
● Paralleli geografici: circonferenze generate sulla superficie terrestre dai piani
paralleli.
Meridiani e paralleli si intersecano ad angolo retto. L’insieme di meridiani e paralleli
costituisce il reticolo geografico.
CIRCOLO MASSIMO (cerchio massimo)
1) E’ il risultato dell’intersezione di una sfera con un piano passante per il suo centro,
indipendentemente dalla disposizione del piano.
2) E’ il cerchio più grande che si può tracciare sulla superficie di una sfera.
3) Si possono tracciare infiniti circoli massimi.
4) Due punti sulla superficie di una sfera individuano un solo circolo massimo.
5) L’arco di cerchio massimo fra due punti sulla superficie di una sfera è la distanza più
breve fra due punti (linea ortodromica)
6) Due circoli massimi si intersecano sempre suddividendosi l’un l’altro in mezzi cerchi.
- Il piano perpendicolare all’asse terrestre ed equidistante dai poli interseca la Terra
individuando una circonferenza che è denominata EQUATORE.
- L’Equatore divide la Terra nei due emisferi, E.Boreale (settentrionale) ed E.Australe
(meridionale).
- Mentre i meridiani sono mezzi circoli massimi, l’Equatore è un circolo massimo
completo.
PROPRIETA’ DEI PARALLELI
1) Escluso l’Equatore, tutti i paralleli sono circoli minori, dati dall’intersezione della
sfera con i piani paralleli a quello equatoriale e non passanti dal centro della sfera.
2) I paralleli sono sempre paralleli tra loro in quanto circoli minori: non è possibile
tracciare su una sfera due circoli massimi paralleli tra loro.
3) Seguono sempre la direzione E-W.
4) Intersecano i meridiani secondo angoli “retti”.
5) Si possono tracciare infiniti paralleli. Per ogni punto sulla superficie passa un
parallelo unico, ad eccezione dei 2 poli.
6) Per convenzione si considerano 90 paralleli a N dell’equatore e 90 a S.
PROPRIETA’ DEI MERIDIANI
1) Un meridiano è mezzo circolo massimo le cui estremità coincidono con i poli. Due
meridiani opposti (meridiano e antimeridiano) costituiscono un circolo massimo.
2) Seguono direzione N-S.
3) Si distanziano andando verso l’equatore e convergono verso i poli.
4) E’ possibile tracciare infiniti meridiani, per ogni punto sulla superficie passa un
meridiano unico.
5) Per convenzione si considerano 360 meridiani.
SISTEMI GLOBALI DI COORDINATE (servono a localizzare un punto
sulla superficie della Terra)
Sistemi globali di coordinate geografiche: latitudine, longitudine, altezza
Il meridiano fondamentale e l’equatore sono i piani di riferimento per definire la latitudine e
la longitudine
Latitudine geodetica del punto P:
Angolo tra la normale all’ellissoide passante per il punto P e il piano equatoriale
dell’ellissoide considerato (ITALIA → NORD)
Longitudine geodetica del punto P:
Distanza angolare di un punto da un determinato meridiano, misurata sull’arco parallelo che
passa in quel punto.
L’altezza geodetica del punto P:
Distanza dall’ellissoide di riferimento lungo la normale all’ellissoide stesso.
SISTEMI GLOBALI DI COORDINATE GEOGRAFICHE: LE
COORDINATE CARTESIANE X,Y,Z
Per definire la posizione di un punto nelle tre dimensioni sulla superficie terrestre si può
utilizzare anche un sistema di coordinate cartesiane.
L’asse Z:
Punta verso il Polo Nord
L’asse X:
E’ definito dalla linea che parte dal centro dell’ellissoide di riferimento e raggiunge la
superficie dell’ellissoide dove il meridiano fondamentale interseca l’equatore.
L’asse Y:
Si dispone ortogonalmente agli altri due seguendo la regola della mano destra.
La superficie ellissoidica non è sviluppabile sul piano senza deformazioni, essendo una
superficie a doppia curvatura.
La definizione di un sistema di rappresentazione cartografica si basa allora sulla scelta di
due funzioni (f e g), dette equazioni della rappresentazione, che permettono di calcolare
le coordinate piane ortogonali (coordinate cartografiche) x e y per ogni punto di cui
sono note le coordinate geografiche ( latitudine e longitudine)
φ λ
= (φ, λ) = (φ, λ)
LONGITUDINE ( )
λ
Arco di parallelo (distanza angolare) misurato di gradi e frazioni di grado, compreso
tra il punto considerato e il meridiano fondamentale (meridiano origine o meridiano
zero).
- La longitudine di qualsiasi punto del globo, misurata a partire dal Meridiano
fondamentale è l’arco di parallelo più breve verso Est o verso Ovest.
- Il Meridiano fondamentale e il suo Antimeridiano dividono la terra in due emisferi. In
tal modo, fissato 0° il Meridiano fondamentale e 180° l’Antimeridiano, si ottiene un
intervallo di 0° - 180° a Est e 0°-180° a Ovest (Long.E e Long. O).
Un meridiano rappresenta il luogo dei punti aventi la medesima . La lunghezza
λ
chilometrica di 1 grado di longitudine dipende dal parallelo sul quale si misura, ovvero dalla
latitudine cui ci si riferisce.
LATITUDINE ( )
φ
Arco di meridiano (distanza angolare) misurato in grado e frazioni di grado compreso
tra il punto considerato e l’equatore.
Poiché l’equatore divide la terra in due emisferi si distingue una latitudine nord, da 0° a 90°
N e una latitudine sud, da 0° a 90° S.
La lunghezza in chilometri di 1 grado di latitudine dovrebbe essere identica, ma in realtà
aumenta verso i poli a causa dello schiacciamento polare terrestre.
CONVERSIONI TRA SISTEMI DI RIFERIMENTO
Una conversione completa è basata su 7 parametri di trasformazione: 3 parametri traslativi,
3 parametri rotazionali + 1 parametro di scala (ultimi due parametri = rototraslazione).
In realtà i soli 3 parametri traslativi possono essere utilizzati per passare dal sistema
Lat-Long-Alt al sistema X-Y-Z.
PROIEZIONI CARTOGRAFICHE
Le PROIEZIONI cartografiche permettono di trasferire su un piano una superficie “non
sviluppabile” terrestre.
Le proiezioni cartografiche permettono di ottenere le CARTE (geografiche, topografiche,
ecc) che sono delle rappresentazioni ridotte, approssimate (è impossibile sviluppare senza
errori una superficie sferica) e simboliche (perché elementi geografici, fisici e antropici sono
rappresentati con colori e segni del tutto convenzionali) della superficie terrestre.
SISTEMI DI PROIEZIONE
Proiezioni prospettiche
Il reticolato geografico viene rappresentato applicando le leggi della geometria proiettiva.
La rappresentazione planimetrica è l’immagine di un emisfero, o di una parte di esso,
ottenuta da un determinato punto di vista e proiettata su di un piano, che è tangente al
centro della zona che si vuol rappresentare. Usate per le AREE POLARI.
Proiezioni di sviluppo
La rappresentazione planimetrica è ottenuta proiettando tutta o parte della superfici
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