FOTOLUMINESCENZA
La luminescenza è l’emissione di fotoni nell’UV, VIS o IR da parte di specie elettronicamente eccitate. Il termine
viene introdotto per descrivere tutti i fenomeni di luce che non sono condizionati solamente dall’aumento della
1
temperatura, al contrario dell’incandescenza .
I tipi di luminescenza vengono classificati secondo il modo di eccitazione:
Nome Meccanismo di eccitazione
Fotoluminescenza Luce
Catodoluminescenza Elettroni
Elettroluminescenza Campo elettrico / corrente
Triboluminescenza Energia meccanica
Chemi/Bio-luminescenza Reazioni chimiche
La fluorescenza e la fosforescenza sono casi particolari di luminescenza. La modalità di eccitazione è
l'assorbimento di un fotone, che porta le specie assorbenti in uno stato elettronico eccitato. L'emissione di
fotoni che accompagnano la diseccitazione viene quindi chiamata fotoluminescenza (fluorescenza, fosforescenza
o fluorescenza ritardata), ed è uno dei possibili effetti fisici derivanti dall'interazione della luce con la materia.
Interazione luce-materia
Scattering Assorbimento
- Elastico, Rayleigh - Luminescenza
- Anelastico, Raman (foto-elettro-chemi- etc)
La fotochimica molecolare riguarda l’interazione della luce (rappresentata da fotoni o onde elettromagnetiche
oscillanti) con la materia (rappresentata da elettroni e nuclei) che porta alla formazione di uno stato elettronico
eccitato A* che può convertire in un prodotto P o rilassare allo stato fondamentale A attraverso processi
fotofisici radiativi o non-radiativi. ∗
+ ℎ → → ℎℎ
L’eccitazione con un fotone di adatta energia promuove la molecola dallo stato fondamentale ad uno stato
elettronico eccitato con diverse caratteristiche chimiche e fisiche.
L’eccitazione causa un cambiamento nella struttura elettronica della molecola, quindi ogni stato eccitato ha una
propria struttura elettronica e dunque una propria reattività, differente da quella dello stato fondamentale.
Si definisce molteplicità di spin, la quantità dove S è il massimo spin totale.
= 2 + 1,
5
Rappresenta il numero di stati degeneri.
Stato S Molteplicità
Singoletto 0 1
Doppietto 1/2 2
Tripletto 1 3
Quartetto 3/2 4
Quando si ha a che fare con stati elettronici eccitati, l’espressione luce viene usata per indicare radiazione
elettromagnetica in grado di causare eccitazione elettronica o coinvolta nella disattivazione elettronica delle
molecole. Si riferisce quindi alla porzione dello spettro elettromagnetico tra i 200 e i 1000 nm (nUV, VIS, nIR)
-> raggi X: bond breaking and ionization
-> fIR: vibration
-> Microonde: rotazione
Ci sono tre processi base di interazione luce-materia che possono indurre il trasferimento di un elettrone tra due
stati ad energia quantizzata:
assorbimento, emissione spontanea ed emissione stimolata.
1 Luce calda
- 1 - 1) Assorbimento: Un fotone avente energia pari alla differenza di energia
tra i due stati elettronici promuove un elettrone al livello di energia
superiore, producendo così uno stato elettronicamente eccitato. Il fotone
viene completamente distrutto nel processo, la sua energia diventa parte
dell'energia totale della specie che assorbe.
Legge di Grotthuss-Draper “Solo la radiazione assorbita può indurre una
variazione chimica nella molecola”
Legge di Stark-Einstein “L’assorbimento è un processo ad 1 elettrone,
ovvero la molecola viene eccitata tramite assorbimento di un solo fotone –
processo monofotonico”.
Tale legge presenta delle eccezioni, in caso di luce ad elevata intensità
(laser) si verificano processi multifotonici, la cui probabilità diminuisce
all’aumentare del nr di fotoni.
L’eccitazione bifotonica può avvenire secondo due meccanismi:
Eccitazione simultanea:
Eccitazione sequenziale: 2
,
Il primo fotone viene assorbito con Il primo fotone eccita la molecola ad uno stato virtuale se il
formazione di uno stato eccitato che secondo fotone arriva entro la durata della prima interazione
assorbe un ulteriore fotone. -16
(~10 s) può essere assorbito. Sia lo stato eccitato finale che
Alternativamente, lo stato eccitato quello fondamentale sono reali.
subisce disattivazione verso uno stato I due fotoni possono avere frequenze uguali o diversi, e la
eccitato a vita maggiore (tripletto) e somma delle loro energie è pari alla differenza di energia tra lo
poi assorbe il secondo fotone. stato eccitato reale e quello fondamentale.
Eccitazione simultanea di due fotoni coincidenti e coerenti
quando gli stati eccitati sono tutti virtuali è alla base della
3
generazione della seconda armonica.
Nei processi multifotonici la velocità di assorbimento della luce dipende dal quadrato dell’intensità della luce.
Alcuni vantaggi dell’assorbimento a due fotoni sono: diverse regole di selezione, maggiore risoluzione spaziale e
maggiore penetrazione della luce nei campioni.
Inoltre in questi processi l’energia della radiazione emessa è maggiore di quella del fotone incidente, mentre di
solito è minore.
2) Emissione spontanea: Si verifica quando un atomo o una molecola eccitata emette spontaneamente un
fotone di energia pari alla differenza di energia tra i due stati. La luce viene emessa in momenti casuali e
in tutte le direzioni, in modo tale che i fotoni emessi siano sfasati tra loro sia nel tempo che nello spazio.
Il tempo medio necessario per la decadenza dell'elettrone è chiamato costante di tempo per l'emissione
spontanea ed è rappresentato da τ. La luce prodotta dall'emissione spontanea è quindi detta luce
incoerente.
3) Emissione stimolata: Si verifica quando un fotone di energia pari alla differenza di energia tra i due stati
interagisce con un atomo o una molecola eccitati. I fotoni prodotti dall'emissione stimolata, che
accompagnano il decadimento allo stato fondamentale, sono fotoni emessi esattamente alla stessa
lunghezza d'onda, esattamente nella stessa direzione, e con esattamente la stessa fase dei fotoni
2 Livello energetico non quantizzato. Situazione ad energia superiore conseguenza di una perturbazione
istantanea, non si assiste a trasformazione fotochimica del sistema; dura un tempo infinitesimo
3 Radiazione diffusa ha energia doppia rispetto a fotone incidente λ/2
à - 2 -
stimolanti; cioè, la luce prodotta dall'emissione stimolata è luce coerente. L'emissione stimolata
costituisce la base dell'azione laser. Il risultato finale è un’amplificazione del fotone iniziale. L’energia
per tale processo viene fornita da una fonte esterna nota come sorgente di pompaggio.
Quando un fotone incontra un cromoforo che possiede stati elettronici quantizzati può essere assorbito
trasferendo la sua energia ad un elettrone per partecipare ad una transizione elettronica.
4
Quando 1 mol di molecole assorbe 1 einstein di fotoni, equivale all’assorbimento di un fotone per molecola.
Dunque, una molecola può essere promossa ad uno stato elettronico eccitato per assorbimento di un fotone, a
patto che la differenza di energia della molecola e la frequenza della luce siano legate dall’equazione di Bohr:
= ∆ = = −
Dove E ed E sono le energie dello stato eccitato Ψ e dello stato fondamentale Ψ .
f i f i
Inoltre, deve esistere una specifica interazione tra il campo elettromagnetico e la molecola: per la maggior parte
delle molecole e ioni, il campo magnetico può essere ignorato poiché le transizioni generate dal campo
5
~
magnetico oscillante sono generalmente molto più deboli delle transizioni dipolo-elettrico ( 10 volte più
deboli). Per questo motivo consideriamo l’interazione del vettore elettrico E dell’onda elettromagnetica con il
dipolo elettrico della molecola.
Secondo il modello classico il fotone è considerato come un campo elettromagnetico oscillante; ed uno stato
eccitato è visto come un oscillatore armonico (dipolo elettrico oscillante).
Quando entrambe le oscillazioni avvengono alla stessa frequenza, si diche che sono in risonanza tra loro ->
criterio per assorbimento. Quando la risonanza è soddisfatta e si verifica una transizione elettronica, l’energia
del fotone viene assorbita quantitativamente.
La meccanica quantistica introduce invece la teoria della perturbazione dipendente dal tempo: la densità
elettronica perturbata del cromoforo oscilla tra i due stati elettronici coinvolti con una frequenza ν causando una
variazione nel momento di dipolo della molecola. È quindi la frequenza di oscillazione del momento di dipolo di
transizione, M , che è in risonanza con la radiazione elettromagnetica incidente.
fi
Il momento di dipolo di transizione dura solo per la durata della transizione elettronica e si origina dallo
spostamento degli elettroni durante la transizione. Rappresenta il dipolo transiente risultante dallo spostamento
di cariche durante la transizione; quindi, non è strettamente un momento di dipolo.
Esiste una relazione tra la forza dell’oscillatore f e il quadrato del momento di transizione, che colma il divario tra
M
gli approcci meccanici classici e quantistici: con
∝ =
KL K L
KL
Il coefficiente di assorbimento molare, ε(λ), esprime la capacità di una molecola di assorbire la luce della
lunghezza d'onda λ in un dato solvente. Un alto coefficiente implica una probabile transizione. Tuttavia, poiché
le bande di assorbimento non sono mai infinitamente strette, un modo più rigoroso per definire la forza di una
transizione implica l'integrazione del coefficiente di assorbimento sull'intervallo di lunghezze d'onda associate
alla transizione. Nella teoria classica, l'assorbimento molecolare della luce può essere descritto considerando la
molecola come un dipolo oscillante, ciò consente l'introduzione di una conveniente quantità adimensionale
chiamata forza dell'oscillatore, direttamente correlata all'integrale della banda di assorbimento come segue:
con m, e = massa e carica elettrone
La forza dell'oscillatore è un rapporto che mette a confronto la forza della transizione con quella di un elettrone
legato che si comporta come un perfetto oscillatore armonico (f = 1).
Per transizioni molecolari forti, i valori f sono vicini a 1. -8
Per transizioni deboli, i valori f possono essere diversi ordini di grandezza inferiori a 1 e fino a 10 .
La componente integrale corrisponde all'area sotto la curva di assorbimento di un grafico di assorbanza molare
vs numero d'onda (ε vs. ν).
Per f = 1, ogni fotone di appropriata frequenza che interagisce con l’elettrone sarà assorbito.
Transizioni con f = 1, sono dette completamente permesse.
4 1 mol di fotoni. I valori di energia di 1 einstein sono dello stesso ordine di grandezza dei valori richiesti per la
rottura di legami chimici.
- 3 - Non tutte le transizioni tra stati elettronici, vibrazionali e
rotazionali sono ugualmente permesse, alcune sono
proibite ma possono diventare permesse sotto certe
condizioni e appaiono quindi come bande di assorbimento
deboli.
Le regole che governano le transizioni sono dette regole di
selezione.
Il coefficiente di estinzione molare misura quanto è
permessa una transizione.
L'attività spettroscopica dipende da molecole o atomi che si spostano da un livello di energia ad un altro. Questa
transizione energetica dipende a sua volta dalla differenza di popolazione tra i livelli energetici, cioè dal numero
di molecole o atomi che si trovano nello stato da cui proviene la transizione e lo stato di arrivo. Dunque quando
gli stati sono equipopolati il sistema è trasparente alla radiazione, ma agendo sulla temperatura si riesce a
modificare la popolazione.
All'equilibrio termico il numero di molecole che occupano i livelli di energia segue la legge di distribuzione di
P ∆T
S
Q S]^
Boltzmann: ∝ = 1.3810 /
UV
P R e Con T = trasmittanza
Legge di Lambert-Beer: = − log = − log =
e
f I = intensità luce incidente
0
I = intensità luce uscente
c = concentrazione, M
l = lunghezza cammino ottico, cm -1 -
ε = coefficiente estinzione molare, L mol cm
1
L'uso pratico della legge Lambert-Beer richiede che
l'assorbanza sia caratteristica della sola specie
assorbente. Pertanto, è importante notare che I è
0
l'intensità del raggio che entra nella soluzione, ma
non quella del fascio incidente I sulla cuvetta, e I è
i
l'intensità del fascio che lascia la soluzione ma non
quella del raggio che sta lasciando la cuvetta. Infatti
le pareti della cuvetta possono dare parziale
assorbimento.
Si presume che il solvente non abbia alcun contributo, ma può anche essere parzialmente responsabile di una
diminuzione dell'intensità a causa della dispersione e del possibile assorbimento.
La legge di Lambert-Beer mostra una correlazione diretta tra l'assorbanza (A) di una molecola alla
concentrazione (c) e la lunghezza del percorso (b o l) del campione. Questa relazione è per la maggior parte
lineare. Tuttavia, in determinate circostanze si osservano deviazioni dalla linearità:
1. Deviazioni reali: Si tratta di deviazioni fondamentali dovute alle limitazioni della legge stessa.
2. Deviazioni chimiche: Si tratta di deviazioni osservate a causa di specifiche specie chimiche del campione
che viene analizzato.
3. Deviazioni strumentali: Si tratta di deviazioni dovute a come vengono effettuate le misure di
assorbanza.
Deviazioni reali - La legge di Lambert-Beer descrive il comportamento di assorbimento di soluzioni contenenti
quantità relativamente basse di soluti disciolti in essa (< 10 mM). Quando la concentrazione dell'analita nella
soluzione è alta, l'analita inizia a comportarsi in modo diverso a causa delle interazioni elettrostatiche tra le
molecole nelle immediate vicinanze:
• Ad alte concentrazioni, le molecole di soluto possono causare una diversa distribuzione della carica
sulle specie vicine nella soluzione. Poiché l'assorbimento UV-visibile è un fenomeno elettronico, alte
concentrazioni potrebbero provocare uno spostamento nella lunghezza d'onda dell'assorbimento.
Alcuni ioni o molecole di grandi dimensioni mostrano deviazioni anche a concentrazioni molto basse.
• Alte concentrazioni di analita possono anche alterare l'indice di rifrazione (η) della soluzione che a sua
volta potrebbe influire sull'assorbanza ottenuta. Se l'aggiunta di soluto provoca un cambiamento
significativo nell'indice di rifrazione della soluzione, una correzione alla formula di Beer Lambert può
essere: = M
( + 2) - 4 -
Deviazioni chimiche - Le deviazioni chimiche sono associate agli spostamenti degli equilibri chimici in funzione
della concentrazione. Le deviazioni si verificano a causa di fenomeni chimici che coinvolgono le molecole
dell'analita a causa dell'associazione, della dissociazione e dell'interazione con il solvente per produrre un
prodotto con caratteristiche di assorbimento diverse. Ad esempio, un indicatore acido-base quando sciolto in
acqua si dissocerà parzialmente in base alla sua costante di dissociazione acida.
o S
⇄ +
F enoftaleina rosso incolore
- Se la soluzione è tamponata, il pH è costante e [HIn] è correlato all'assorbanza.
- Se la soluzione non è tamponata, l'equilibrio si sposterà a seconda della
concentrazione totale dell'analita.
Deviazioni strumentali –
a) Dovute a radiazione policromatica: La legge è strettamente seguita solo quando la sorgente di
radiazione è monocromatica. Siccome tutti gli strumenti hanno una banda passante finita, un range di λ
vengono inviate attraverso il campione, ed ε può essere diversa per ogni λ.
Per una molecola avente coefficiente di estinzione molare ε’ ed ε’’ a λ’ e λ’’; l’assorbanza è data da:
q qq
e o e
f f
= log
p q qq
q st uv qq st uv
( e ]r oe ]r )
f
f
Quando i coefficienti sono uguali per le due lunghezze
d’onda, la relazione tra A e c segue la Lambert-Beer, mentre
all’aumentare della differenza dei valori dei coefficienti
aumenta la deviazione.
Bisogna sempre fare la curva di calibrazione!
Questo è anche il motivo per cui le misure di assorbanza vengono effettuate alla λ max
Per la banda A ε si può assumere costante, minime variazioni di A per unità di variazione di λ
b) Dovute alla presenza di radiazione parassita: Radiazione originato dallo
strumento che è al di fuori della banda nominale di lunghezza d’onda
selezionata. Si tratta di radiazione con λ molto diversa da quella
selezionata. È un fenomeno comune ed è dovuto alla riflessione e alla
dispersione delle superfici di lenti, specchi, filtri e finestre.
+
r 5
w
= log =
5
+
5
c) Dovute all’utilizzo di cuvette che hanno cammino ottico e caratteristiche ottiche diverse.
- 5 -
Spettro di assorbimento elettronico Spettro di fotoluminescenza
Come risultato del tempo trascorso tra assorbimento e fluorescenza, la particella perde il senso
dell'orientamento e la fluorescenza viene emessa nell'inte
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