CHIMICA COSMETICA E COSMECEUTICA
Ci si occupa di prodotti ad uso cutaneo e annessi.
Medicinale sostanza o associazione di sostanze con proprietà curative o profilattiche delle malattie
umane.
Un cosmetico non ha attività curative. Sull’etichetta cosmetica non c’è l’AIC e i cosmetici non vengono
autorizzati dal ministero della salute (si occupa solo di conformità o non comformità). In un farmaco è
obbligatorio indicare la concentrazione del pa, in un cosmetico non è obbligatorio.
DISPOSITIVI MEDICI
Anche per questi è stato introdotto un regolamento che richiede test molto costosi. È qualsiasi strumento,
apparecchio, impianto, sostanza o altro prodotto impiegato sull’uomo che ha scopo di diagnosi,
prevenzione, controllo, terapia o attenuazione di una malattia. I dispositivi medici hanno delle classi di
rischio e gli effetti sono esercitati tramite altri meccanismi come:
- Effetti filmogeni
- Protettivi
- Variazione di ph
- Variazione del microclima cutaneo
Esistono dispositivi medici e prodotti cosmetici che hanno la medesima funzione ed i medesimi ingredienti,
ma i cosmetici nell’etichetta non possono vantare proprietà terapeutiche.
I dispositivi medici, i cosmetici e i farmaci si riconoscono:
- dal simbolo CE (c’è solo nel dispositivo medico)
- dall’INCI (tipica dei cosmetici) o dalla “lingua della farmacopea” (tipica dei dispositivi medici o dei
farmaci)
- dalle proprietà terapeutiche, che i cosmetici non possono vantare
- dal sito in cui agisce, ad esempio un farmaco può agire su cute lesa, un cosmetico solo sulla cute
integra
IL PRODOTTO COSMETICO
Qualsiasi prodotto commerciale ad uso topico diverso da farmaco, dispositivo medico, presidio
medico/chirurgico, biocida e preparazione galenica diventa un prodotto cosmetico.
Definizione “qualsiasi sostanza o miscela destinata ad essere applicata sulle superfici esterne del corpo
umano (epidermide, sistema pilifero e capelli, unghie, labbra, organi genitali esterni) oppure sui denti e sulle
mucose della bocca allo scopo esclusivamente o prevalentemente di pulirli, profumarli, modificarne
l’aspetto, proteggerli, mantenerli in buono stato o correggere gli odori corporei”.
Gli organi genitali, i denti, le mucose sono aree borderline.
I prodotti cosmetici devono avere almeno una di queste sei funzioni:
1. profumare
2. detergere
3. modificare l’aspetto
4. modificare gli odori corporei
5. proteggere
6. mantenere in buono stato all’interno della funzione igienica troviamo
detergere e modificare gli odori corporei
All’interno di quella estetica troviamo modificare
l’aspetto e mantenere in buono stato
All’interno della funzione eutrofica troviamo
mantenere in buono stato e proteggere
un dentifricio sbiancante è a metà strada tra
l’effetto estetico e igienico
Lo shampoo 2 in 1 è a metà strada tra la
funzione igienica detergente e quella nutriente
Un fondotinta idratante è a metà strada tra la
funzione estetica e quella nutriente protettiva
Il prodotto medicinale ha un’azione farmacologica in quanto presuppone una modificazione biologica,
mentre il prodotto cosmetico ha un’azione funzionale perché presuppone una modificazione fisiologica.
All’interno di un prodotto finito sono presenti vari ingredienti che fanno sì che un prodotto cosmetico sia
multifunzionale.
MULTIFUNZIONALITA’ è data da:
Performance orientata (ex shampoo 2 in 1)
Ingredienti versatili
Prodotti situazionali
Liste di claims
Ciascuno degli ingredienti di un prodotto ha una funzione, che non risponde necessariamente a quella del
prodotto stesso (ex shampoo ha funzione detergente ma servono anche altri ingredienti come conservanti
o viscosizzanti che hanno una funzione tecnologica e non collegata alla fisiologia).
C’è un testo del 2006 in cui si elencano
63 funzione degli ingredienti cosmetici
Alcune sono per la funzionalità del
prodotto, altre hanno una funzione
tecnologiche
Ci sono alcune funzioni ibride, come la
funzione umettante che assorbe e conserva
l’umidità; tale funzione può essere sia propria
del prodotto che tecnologica.
CLASSI DI INGREDIENTI
1. Diluenti, il solvente, il mezzo, l’olio in cui si sciolgono gli ingredienti che servono per la funzionalità
del prodotto
2. Estetici, ingredienti che rendono il prodotto più bello (ex che modificano il colore)
3. Edonistici
4. Stabilizzanti, servono per stabilizzare i prodotti dal punto di vista microbico
5. Agenti aggiustanti, servono per aggiustare il pH in base alla funzione che assolvono (se
tecnologica o fisiologica) gli ingredienti assumono nomi
diversi
TUTTI GLI INGREDIENTI SONO IMPORTANTI talvolta l’ingrediente funzionale coincide con il
claim. La visione più popolare vuole che gli ingredienti
funzionali siano il veicolo, mentre i claim sono più
orientati verso l’efficacia.
L’efficacia di un prodotto cosmetico è data
dall’attività del claim, il rilascio del claim dal veicolo e
la gradevolezza del prodotto cosmetico
Per l’efficacia servono:
- La giusta concentrazione
- La giusta formula chimica
- Il giusto periodo di tempo
- Il giusto sito d’azione
Quando si misura l’efficacia clinica si misura l’attività intrinseca degli ingredienti e accanto all’efficacia ci
dev’essere un buon sistema di rilascio.
INCI
Nomeclatura internazionale degli ingredienti cosmetici. È nata negli anni ’70 per armonizzare tutto lo
scomparto cosmetico mondiale. Dal punto di vista legislativo ci sono testi che informano sulle regole della
scrittura INCI e sono 50.
L’art 19 dice che gli ingredienti vengono elencati in ordine di peso decrescente al momento
dell’incorporazione nel prodotto cosmetico. Nel caso in cui un ingrediente di una miscela sia presente più
volte nella formulazione, la percentuale in miscela va addizionata alla percentuale singola ed il nome di
questo ingrediente comparirà solo una volta nell’elenco. Gli ingredienti presenti in concentrazione inferiore
all’1% possono essere elencati in ordine sparso, dopo quelli in concentrazioni dell’1%.
Lingua INCI è data da LATINO, LATINO-INGLESE, INGLESE, pertanto ci sono termini:
- Solo in latino, che si trovano anche in farmacopea europea
- In latino-inglese, perché tutti i derivati botanici sono descritti dalla denominazione di Linneo, e
l’ultima parte è in inglese (descrive la parte della pianta e il metodo di estrazione) e perché ci sono
anche derivati biotecnologici
- Solo in inglese, come ad esempio le sostanze e le miscele, anche di sintesi o semisintesi; tuttavia
non tutte le parole in inglese sono di sintesi o semisintesi
Latino trivial name, ossia nomi di ingredienti che si trovano anche in farmacopea; nelle monografie
accanto al nome si trova “EU”. Il più famoso è “aqua”, ma per acqua di mare si utilizza “sea water”.
Nella nomenclatura c’è anche la denominazione secondo CTFA.
Gli ingredienti inci vengono descritti in tabelle.
C’è un organismo che raccoglie le proposte per il nome dei nuovi ingredienti e successivamente viene o
accettato o rifiutato.
DERIVATI BOTANICI
Gli estratti botanici utilizzati in cosmetica sono molteplici. I solventi utilizzati per ottenere gli estratti
(attraverso macerazione o altre tecninche) possono essere:
- Glicoli
- Glicerina
- Alcol
- Acqua
- Oli
- Miscele di essi
Nome INCI di un derivato botanico (sono 500 attualmente).
Ex olio di mandorle dolci:
1. Denominazione binomiale di Linneo con Genere e Specie in lingua latina (PRUNUS AMYGDALUS
DULCIS)
2. Denominazione in inglese facoltativa in CTFA (SWEET ALMOND); serve soprtattutto se bisogna
esportare
3. Tipologia dell’estratto in inglese (OIL)
Potrebbe essere anche riportata la parte della pianta.
Ex calendula officinalis
Callus e meristem cell fanno parte dei derivati
biotecnologici
INCI di materie prime
- Estratto lipolico = estratto oleoso ottenuto per macerazione della matrice attiva della pianta in oli
vegetali
- Olio fisso vegetale = miscele gliceriche cottenuto per spremitura a freddo della matrice attiva della
pianta
- Olio fisso essenziale = miscele di molecole aromatiche ottenute per distillazione in corrrente di
vapore o per sprimura della matrice attiva della pianta
Gli ingredienti biotecnologici sono ottenuti da un microrganismo su una matrice, quindi nel nome INCI
troveremo il microrganismo, la specie in latino della pianta fermentata e quale parte della pianta viene
utilizzata.
LE FORME COSMETICHE
Nella farmacopea sono 4 (solide, semisolide, liquide semiliquide) e si parte da queste per definire le forme
cosmetiche.
Soluzioni
Tensioliti
Geli
Paste acquose o idrogliceriche
Unguenti, lipogeli, paste lipidiche anidre e stick
Polveri e Sali
Sono classificate in base a tre criteri:
1. Tempo di permanenza sulla cute e
localizzazione di impiego
(permanenti o a risciacquo)
2. Numero di fasi una fase è una porzione di materia fisicamente distinguibilie e delimitata che ha
proprietà intensive uniformi e omogenee in qualsiasi punto della fase.
Monofasico NON vuol dire
monoingrediente
SOLUZIONE miscela omogenea con soluto e solvente.
Idrocolloidi (colloidi liofili)
Idrogeli, è una soluzione con una fase acqua che viene stabilizzata in versione 3D con un additivo
Alcol-gelo
Glicerogelo
LIPOGELO si ha una base di oli che si gelificano
3. Criterio di idrofilia
Prodotti a base acquosa con solo sostanze idrofile e idrosolubili
Prodotti contenenti sia ingredienti idrofili e lipofili
Prodotti a base lipidica contententi solo sostanze liposolubili e privi di acqua
Idroliti sono cosmetici a base di acque aromatizzate ed una minima % di alcol (non più di 10-15); sono
presenti anche altri ingredienti, sia tecnologici che funzionali
Alcoliti sono i profumi e differiscono in base alla percentuale degli oli essenziali; l’alcol ha già caratteristiche
di conservante, non serve aggiungerlo
Oleoliti sono caratterizzati da uno o più oli che possono essere arricchiti con ingredienti funzionali che
impreziosiscono la forma
Tensioliti sono forme cosmetiche che contengono tensioattivi e sono destinati alla detersione
Unguenti sono preparazioni tipiche farmaceutiche
Le paste sono dispersioni in cui ci sono polveri e tensioattivi per la detersione (ex paste dentifricie)
Le emulsioni è la dispersione finissima di un liquido in un altro (ex olio-acqua)
è una soluzione
è una soluzione, in particolare un oliolita
LEGISLAZIONE ED ETICHETTATURA COSMETICA
Un prodotto cosmetico finito indica il prodotto cosmetico nella sua formulazione finale quale immesso sul
mercato e messo a disposizione dell’utilizzatore finale, ovvero il suo prototipo. Il regolamento 1223/2009 è
composto da 150 pagine, 40 articoli (raccolti in 10 capi) e 9 allegati. Il regolamento ha raccolto tutto ciò che
c’era da migliorare su un documento di legge che era già in vigore in UE, ossia la legge 713/86; tale legge
era stata emanata come direttiva dall’UE nel ’86 (una direttiva non ha potere di legge nell’immediato, ogni
paese membro ha i suoi tempi per farla diventare legge). Nel momento in cui è stato approvato il
regolamento del 2009, la legge dell’86 è stata abrogata e il suo contenuto è stato trasferito e ampliato nel
regolamento. La novità è la valutazione sulla sicurezza; fino a quel
momento i prodotti erano caratterizzati da un documento detto
PIF, in cui sono presenti caratteristiche del prodotto e metodi di
produzione e doveva solo essere notificato dalle aziende.
Definizione di prodotto cosmetico (articolo 2 comma A) Ai fini del presente articolo e dell'articolo 20:
«prodotto cosmetico finito» indica il prodotto cosmetico nella sua formulazione finale quale
immesso sul mercato e messo a disposizione dell'utilizzatore finale, ovvero il suo prototipo;
«prototipo» indica il primo modello o progetto che non è stato in lotti e dal quale è stato copiato o
sviluppato il prodotto cosmetico finito.
Definizioni:
- Recipiente primario o condizionamento primario packaging a diretto contatto con il prodotto
cosmetico; alcuni prodotti hanno solo il primario
- Imballaggio o condizionamento secondario scatola/astuccio che racchiude il condizionamento
primario; se è presente gli ingredienti possono essere scritti solo su questo
- Il fabbricante è una persona fisica o giuridica che fabbrica un prodotto cosmetico oppure lo fa
progettare o fabbricare e lo commercializza apponendovi sopra il suo nome o marchio.
- Simbolo “e” è una dichiarazione formale che il cosmetico è stato sottoposto a controlli statistici
di produzione in conformità ai disposti comunitari.
- Numero di lotto con quel numero si ha tutto il report del prodotto se si riscontrano probleimi;
serve a fini di rintracciabilità e può figurare solo nell’imballaggio
- Contenuto nominale deve riferirsi al momento del riempimento
Gli allegati sono documenti che vengono continuamente aggiornati (il n indica l’allegato):
1. Punti sui quali dev’essere stesa la relazione della sicurezza sui prodotti cosmetici; la stesura della
relazione richiede persone specializzate e investimenti
2. Contiene una lista di sostanze vietate che quindi non possono essere incorporato nel prodotto
cosmetico. La presenza di tracce di queste sostanze è tollerata a patto che sia tecnicamente
inevitabile (ex metalli pesanti sono presenti nei pigmenti). Non si può scrivere che i prodotti siano
free da questo tipo di contaminazione perché gli strumenti hanno dei limiti di rilevabilità, che non è
nulla.
3. Elenco delle sostanze il cui uso è vietato nei prodotti cosmetici, salvo entro
determinati limiti: gli allergeni. Sono 26 sostanze e vanno indicate anche come
parte di un ingrediente composito. È obbligatorio dal 2005, mentre nel 2003 è
stata pubblicata la direttiva. Successivamente ne saranno aggiunti 62 circa.
Nella lista sono presenti sostanze con il nome chimico, il nome INCI e una serie
di restrizioni associate: bisogna verificare per ognuna delle 26 sostanze la
concentrazione e indicarla SOLO se supera la quantità limite. Gli allergeni
possono derivare da fragranze o dagli oli essenziali.
possono essere esteri, aldeidi, alcoli, terpeni, chetoni
il benzyl alcohol è anche un conservante ed è
presente nell’alleato 5. A volte viene utilizzato per il
profumo, a volte come conservante. Se viene aggiunto
come nota olfattiva ha determinati limiti, se invece
viene aggiunto come conservanti ne avrà diversi.
Claim scorretti non si può dire “anallergico”. Si devono considerare scorretti non solo i claim che
indicano l’assenza di sostanze proibite da lRC1223/2009 (compreso “non testato su animali”, pratica vietata
dal RC), ma anche quelli non verificabili* (e.g. “senza interferenti endocrini”, “senza allergeni”) o che fanno
riferimento a gruppi di sostanze tra cui almeno una è autorizzata (e.g.“senza parabeni”, “senza ftalati”,
“senza nanomateriali”,“senza biossido di titanio”).
*non verificabili perché non si possono conoscere tutte le sostanze a cui una persona può essere allergica
4. l’allegato 4 riguarda le sostanze colorate, sia per il prodotto che per esempio per i capelli. Un
colorante è una sostanza destinata esclusivamente o prevalentemente a colorare il prodotto
cosmetico, il corpo intero e talune sue parti, attraverso l’assorbimento o la riflessione della luce
visibile; sono anche coloranti i precursori dei coloranti di ossidazione per capelli. Se il colorante
deve colorare il prodotto sarà un color index e avrà un codice.
esempio di project work
5. L’allegato 5 descrive i conservanti ed è possibile di modifiche. Sono descritti tramite il nome, il
nome inci, restrizioni e avvertenze. L’art. 2 definisce un conservante come una sostanza destinata
esclusivamente o prevalentemente ad inibire lo sviluppo di microrganismi nel prodotto cosmetico.
Nell’allegato 5 è anche indicata la concentrazione massima di conservanti che dev’essere utilizzata.
6. L’allegato 6 riporta 32 sostanze di sostanze UV filtranti e schermante, i quali sono tutti di
derivazione chimica.
7. Nell’allegato 7 sono presenti i pittogrammi, ossia
piccoli disegnini che allertano il consumatore a causa
di alcune caratteristiche particolari del prodotto;
esempio in figura: il primo è presente su prodotti che
devono essere utilizzati con molta cautela e si invita il
cliente a leggere tutto in merito al prodotto.
Rientrano in questa categoria la scadenza e il PAO
che vengono definiti in base a studi di
invecchiamento accelerato sul prodotto, i quali
vengono fatti su prodotti che differiscono tra loro per alcune caratteristiche (in modo che lo studio
non risulti vano qualora il prodotto non fosse idoneo, quindi vengono variati alcuni parametri nei
campioni). La scadenza è una data dopo la quale non è ottimale consumare il prodotto e si conta a
partire dalla data produzione del prodotto. Per la scadenza si può trovare il pittogramma della
clessidra e si indica quando il prodotto ha una durata inferiore di 30 mesi e quando il prodotto va
consumato preferibilmente entro una certa data. Il PAO è rappresentato dal secondo pittogramma
in figura e indica i mesi di garanzia microbiologica del prodotto dal momento di apertura. Sui
monodose non è presente il PAO.
8. L’allegato 8 contiene l’elenco dei test alternativi alla sperimentazione animale convalidata; si cerca
di ridurre questi test il più possibile fino ad arrivare all’assenza in Europa. Nel 2003 si arriva ad una
direttiva e si giunge completamente al NO ANIMAL TESTING nel 2009, sia sul prodotto finito che
sulle materie prime. Nel 2013 è stato introdotto il divieto di vendere prodotti testati sugli animali in
tutta l’Europa, ma prima del 2009 le materie prima dovevano essere testate sugli animali per
verificarne la LD50. Per tale motivo, per alcune materie prime dopo il 2009 non sono presenti i dati
di tossicità. Inoltre, è obbligatorio da parte delle aziende anche il REACH, ossia una procedura che
va effettuata per generare informazioni su tutte le sostanze chimiche e garantirne l’uso sicuro; esso
può richiedere i test sugli animali.
LIPOCHIMICA
I lipidi sono importanti perché in qualunque forma cosmetica si riconosce una materia prima di origine
lipidica. Una delle prime funzionalità di prodotti con lipidi è l’emollienza: “emollire” vuol dire
“ammorbidire”, ma viene anche riconndotto al “nutrire” o a “rendere liscio”, soprattutto per quanto
riguarda la pelle. L’emollienza è descritta come la sensazione di un dito che passa sul velluto, ma i prodotti
volti a quest’azione non devono ungere, altrimenti diminuisce la compliance. Un prodotto cosmetico deve
avre dermo e sebo-affinità, quindi sono preferibili materie prime che si avvicinano come struttura chimica
ai lipidi presenti costituzionalmente nella cute, ossia quelli che derivano dalla sebogenesi e dalla
cheratogenesi, i quali possono anche essere inseriti in una formula cosmetica (squalene, ceramidi,
colesterolo). Altri lipidi molto presenti sono i trigliceridi e le cere.
Idrocarburi
È una famiglia di composti che possono essere di derivazione diversa (petrolchimica, di sintesi, dal mondo
vegetale) e in tutto sono 184 della lingua INCI, anche se non tutti sono emollienti (possono essere coloranti,
antiossidanti, fragranze, claim ingredient). Il petrolio è una miscela di idrocarburi e per tale motivo si
ottengono sostanze interessanti che si suddividono in:
Idrocaburi paraffinici
Isoparaffine
Idrocarburi etossilati
Olefine e olefine derivati
Cicloparaffine
Idrocarburi di natura terpenica e terpenoica
1. PARAFFINE
Dalla distillazione del petrolio si possono ottenere le paraffine con le catene lineari e isoparaffine che
hanno ramificazioni, le quali hanno proprietà sensoriali interessanti in alcuni contesti in cui le paraffine
classiche non sono idonee. Dal petrolio possiamo ottenere paraffine e isoparaffine sotto forma di fluidi,
semisolidi e solidi.
“paraffinum” è un trivial name presente in farmacopea ed etimologicamente significa “poco affine” pichè
ha una scarsa reattività chimica, di conseguenza le paraffine sono utili anche perché non reagiscono con gli
altri ingredienti. EU significa che è un trivial name, cioè
presente in farmacopea
Dal petrolio vengono separati vari composti sulla base del PM medio, che conferisce caratteristiche
particolari alla materia prima. due nomi diversi per la stessa materia prima
Si tratta dell’olio di vaselina
PARAFFINUM LIQUIDUM
La letteratura si occupa della potenziale tossicologia, perché queste materie prime, se non sono
opportunamente purificati, possono contenere derivati, aromatici e non, caratterizati da una potenziale
tossicità.
Le paraffine sono incolore, inodore e insapore ed essendo catene lineari
sature non sono suscettibili a deterioramento; inoltre, sono presenti dati
tossicologici perché sono stati testati prima del 2009 su animali:
Si è pensato che il paraffinum liquidum potesse essere comedogenico,
ma non vi sono test che lo attestano.
Per quanto riguarda i composti semisolidi abbiamo il petrolatum e il paraffinum. Il petrolatum ha una
consistenza semisolida, è un idrocarburo ed è ottenuto sempre dal petrolio. Il petrolato è la vaselina (US
=PETROLEUM JELLY), presenta un numero di C più elevato, è inodore, incolore e insapore; essa ha una
storia lunga perché inizia nel 1859. In America la vaselina è considerato farmaco da banco con funzione di
barriera e a seconda della classificazione può essere usato anche sulla cute non integra. L’effetto viene
confuso con qu
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