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Il corpo umano si divide in tre piani:

“sagittale mediano”:

1) Primo piano piano verticale andamento anderoposteriore; il piano divide il

corpo in due metà simmetriche. Ogni struttura anatomica che rispetto al piano sagittale è più vicina,

viene detta mediale o prossimale; mentre quando una struttura è più lontana rispetto al piano

sagittale viene detta di distale.

Secondo piano “frontale o coronale”: piano verticale che divide il corpo con andamento latero

2) laterale. Le due metà sono differenti. Le strutture rispetto al piano frontale saranno anteriori

(ventrali), posteriori se visto da dietro (dorsale).

Terzo piano “trasversale o trasverso”:

3) piano orizzontale, che divide il corpo in due metà non

simmetriche. Le strutture saranno craniali (superiori) e caudali (inferiori). 1

Pag.

I tessuti

La materia vivente è costituita da atomi, gli atomi si aggregano per formare le molecole, le molecole si

aggregano per formare le cellule, le unità elementari dal punto di vista dell’organizzazione della materia

vivente attiva; le cellule producono la matrice cellulare, cioè un insieme di molecole che una volta prodotta

riversata all’esterno di esse e

dalle cellule viene accompagnata nel proprio ambiente, la somma di queste due

componenti da luogo al tessuto, quindi il tessuto è per definizione la somma di cellule e matrice

extracellulare. Esistono quattro famiglie di tessuti principali, che sono: tessuto epiteliale, tessuto connettivo,

tessuto muscolare e tessuto nervoso. Lo spazio occupato dalla matrice dello spazio occupato dalle cellule

all’interno di un tessuto non è paritario, c’è sempre una disparità tra essi. Il tessuto in cui ci sono tantissime

cellule, e la matrice è minima, le cellule saranno molto unite tra di loro questi tessuti sono detti ipercellulari,

mentre al contrario i tessuti in cui ci sono poche cellule è più matrice, vengono detti ipocellulari. Delle

quattro famiglie tissutali, tre su quattro sono ipercellulari; il tessuto epiteliale, il tessuto muscolare e tessuto

nervoso, il tessuto connettivo invece è l’unico tipo ipocellulare, fatto da poche cellule e molta matrice; i

tessuti connettivi sono quelli più numerosi in assoluto, anche perché possono presentare la matrice sotto

forma di diverse modalità di presentazione, ad esempio è un connettivo sia il sangue che l’osso.

Tessuto epiteliale

Il tessuto epiteliale è un tessuto ipercellulare caratterizzato da molte cellule unite le une alle altre, le quali

sono caratterizzati da una minima quantità di matrice. Le cellule sono unite tra di loro tramite delle giunzioni

cellulari. Affinché le cellule tra di loro non siano disposte in maniera disordinata, ed aderiscono su una

struttura di tessuto connettivo che si chiama membrana basale, che è uniforme; ed aderiscono a questa

membrana anche grazie ai sistemi giunzionali. Esistono diversi tipi di giunzioni: le giunzioni focali ancorano

substrato solo in un punto, il che significa che tra una giunzione focale l’altra

la cellula al ci sarà dello spazio

in cui sarà presente la matrice; mentre invece la giunzione diffusa unisce la cellula con quella accanto o con

tutto ciò che c’è attorno al perimetro, non dando spazio la matrice. Queste giunzioni sono elementi che

uniscono le cellule, ma quasi mai le fa aderire le une alle altre. Alcune cellule sulla superficie apicale

presentano le cosiddette specializzazioni, cioè protuberanze di forma e significato diverso, e servono a

seconda della funzionalità che la cellula dovrà svolgere. Gli epiteli sono lamine cellulari unite tra di loro

poggianti sulla membrana basale.

Esistono tre famiglie di tessuto epiteliale: il tessuto epiteliale di rivestimento, il tessuto epiteliale secernenti o

ghiandolari e di tessuto epiteliale sensoriale.

1) Epiteli di rivestimento: è un insieme di lamine cellulari che rivestono la superficie esterna del corpo, cioè

la pelle l’epidermide, gli organi interni, in cui le pareti sono rivestite da cellule epiteliali. In un epitelio di

rivestimento può variare la forma delle cellule e il numero di strati cellulari; le cellule le chiameremo in base

alla forma, se sono appiattite si chiamano cellule epiteliali pavimentose, cubiche se sono a forma di cubo, e

cilindriche se sono alte. Se l’epitelio è costituito da uno strato si chiama semplice, mentre se è costituito da

La pelle è costituita da più strati per difenderci dall’ambiente

più strati si chiama composto o pluristratificato.

esterno; le cellule più esterne della pelle formano l’epitelio cheratinizzato o corneificio, costituito da cellule

morte, tenute unite dalla cheratina prodotta dalle cellule quando erano vive. Gli epiteli man mano che cresce

la dimensione delle cellule sono sempre meno favorevole agli scambi e sempre più capaci di proteggere.

Solo le cellule cilindriche presentano specializzazioni, quelle pavimentose e cubiche no, la loro membrana è

sempre liscia. Alcune cellule cilindriche oltre a presentare le specializzazione, presentano qualche cellula che

produce del secreto, detto muco, queste sono cellule secernenti o mucifare che producono muco. Il muco

riveste le pareti interne degli organi; ed esso ha la funzione protettiva ma anche di svuotamento. 2

Pag.

L’epitelio pseudo stratificato, che sembra stratificato, bensì è formato da cellule che hanno forme diverse

(epitelio presente nelle vie aeree) con un unico strato.

2) Epiteli secernenti o ghiandolari: è costituito da cellule strettamente unite le une alle altre che invece di

rivestire una superficie, hanno la capacità di produrre una sostanza che si chiama secreto. Quando questo

viene riversato all’esterno del corpo (es. sudore) o all’interno di un organo, nella

secreto cavità di un organo,

(es. succo pancreatico, la saliva, la bile) noi chiamiamo questo epitelio secernente esocrino. Le ghiandole

in cui l’epitelio secernente riversa il prodotto direttamente all’interno del sangue

endocrine, sono quelle , e

il sangue questo prodotto raggiunge l’intero organismo.

quindi attraverso Un epitelio secernente è fatto da

lamine cellulari, che assumono una forma diversa. Le cellule che producono il secreto prendono il nome di

Adenomero (ghiandola); le cellule che formano l’adenomero, assumono forme differenti; possono formare

una sorta di chicco d’uva, o fiaschetta in tal caso si chiama acino (acinosa); se la ghiandola la chiamiamo

tubulare significa che le cellule secernenti sono allungate, a forma di un dito di guanto. Il tubicino in cui il

secreto finisce per andare fuori o dentro l’organo si chiama dotto escretore o condotto escretore. Quando la

ghiandola ha un solo adenomero e un solo dotto escretore, viene definita semplice; quando invece ci sono più

adenomeri ma un solo dotto escretore, prende il nome di ramificata; quando ci sono più adenomeri ma anche

più condotti, la ghiandola si chiama composta. All’interno di una stessa ghiandola si può avere sia adenomeri

di una forma, sia adenomeri di un’ altra forma, e si chiama tubulo acinosa ramificata o tubulo acinosa

composta. Il secreto di una ghiandola può avere solo due caratteristiche, se è liquido (sudore) si chiama

siero, se invece è densa si chiama muco. Le secrezioni si possono eliminare in diversi modi: modalità

Merocrina, quando la cellula secernente emette il secreto senza cambiare la propria forma e dimensione;

Apocrina quando la cellula nell’emettere la secrezione perde parte della sua porzione superiore (apicale);

Olocrina la cellula si autodistrugge per emettere il secreto.

3) Epitelio sensoriale: capaci di percepire sensazioni, dato che queste cellule sono collegate ai neuroni, che li

trasmettono al cervello. Tessuto connettivo

I tessuti connettivi sono ipocellulari. I tessuti connettivi si distinguono in base alla natura principale della

matrice. I tessuti connettivi si chiamano appunto connettivi perché uniscono. Questa unione può essere

palese ad esempio negli organi, quando noi mettiamo i vari tessuti a combinarsi tra loro per formare gli

e l’altro c’è sempre del connettivo. Esistono varie famiglie di tessuto connettivo; se la

organi, tra un tessuto

matrice si definisce fibrillare parleremo di “connettivi propriamente detti” ; fibrillari vuol dire che

all’interno di questa matrice le macromolecole formano delle fibre, cioè delle strutture allungate. A seconda

di come le fibre si dispongono fra di loro e quando la struttura che ne deriva è solita si distinguono i

connettivi “lassi” in cui la struttura non è particolarmente resistente o “densi” se la struttura invece è molto

condensata; sono molto resistenti in quanto le componenti sono tutte ravvicinate le une alle altre. Quando la

si parla di sangue e linfa. I tessuti di sostegno ad esempio la cartilagine e l’osso,

matrice fluida o liquida

vanno a costituire le strutture di sostegno del nostro organismo; la matrice è adatta al sostegno. Questi tessuti

hanno in comune fra di loro la matrice basale o basilare che è fatta di acqua, ioni, sali minerali, più una serie

di macromolecole di vario tipo, tra cui ricordiamo i proteoglicani (proteo vuol dire una parte di proteine, uno

scheletro proteico, la parola glicani vuol dire zuccheri complessi, i cosiddetti glicosoamminoglicani) .

Le proteine fibrilla sono tre di cui le più famose sono 2, il collagene è una molecola inestensibile,

resistentissima alla trazione longitudinale. L’osso e fatto da cristalli minerali ma è fatto anche da collagene.

Il collagene è essenziale in tutte le parti del corpo in cui c’è la necessità di applicare una certa resistenza

soprattutto se queste forze a cui devo resistere sono applicate longitudinalmente. L’altra proteina fibrillare

elastina che si dispone a formare le fibre, a costituire la matrice. 3

Pag.

Cellule del connettivo: tutte le cellule sono fisse ovvero non si muovono dal posto in cui stanno, fatta

eccezione per una famiglia di cellule del tessuto connettivo che sono i globuli bianchi i cosiddetti leucociti,

che hanno la proprietà di spostarsi dal sangue dove stanno in tutto il resto del corpo perché il sangue gira in

tutte le parti del corpo e li trasporta. I globuli bianchi sono le cellule della difesa immunitaria sono quelli che

ci difendono dalle aggressioni di qualsiasi natura. Queste cellule sono le uniche che vengono definite

migranti, cioè dal sangue si possono trasferire al resto del corpo e viceversa. Il mesenchima è il capostipite di

tutti tessuti connettivi è il tessuto connettivo embrionale dal quale derivano tutti gli altri.

I tessuti connettivi lassi sono quelli in cui la matrice è di tipo fibrillare, quindi ci sono soprattutto proteine

nell’assemblarsi fra

fibrillari, che di loro danno luogo a una struttura che alla fine rimane rilassata.

Connettivi lassi occupano all’interno del nostro organismo in genere le strutture profonde quelle interne

quelle per le quali non è necessario una grande resistenza.

Tessuti connettivi densi come quelli lassi sono fatti della stessa matrice, matrice base con grande quantità di

fibre. Il tessuto connettivo denso rispetto a quello lasso ha più fibre e soprattutto sono più organizzate. Il

tessuti connettivi si divide in tessuto connettivo regolare e tessuto connettivo denso. Quando ho bisogno di

una grande resistenza dispongo in maniera regolare le fibre di collagene, l’esempio chimico i tendini, sono le

strutture terminali dei muscoli che uniscono il ventre muscolare alla leva ossea che servono per trasferire

l’energia meccanica che il muscolo sviluppa sull’osso spostandolo per fargli fare il movimento, devono avere

la capacità di ricevere la grossa energia che il muscolo sviluppa e trasferirla sull’osso, quindi hanno una

grossa resistenza. Anche i tessuti connettivi irregolari di tipo densi hanno una propria consistenza. Se invece

allineo tante fibre di elastina ottengono il cosiddetto tessuto elastico (Struttura regolare).

Nei tessuti connettivi propriamente detti la cellula quella che produce la matrice, ossia il collagene si chiama

fibroblasto. Nel nostro organismo tutto ciò che è blasto è una cellula non differenziata, quando si differenzia

diventa cito (fibrocito). Nel tessuto connettivo propriamente detto le cellule sono i fibroblasti, che diventano

poi fibrociti. Il tessuto adiposo comunemente noto come grasso adiposo è un tessuto della famiglia di

connettivi che però esiste sotto forma di due diverse varianti: abbiamo il cosiddetto grasso bianco noto

scientificamente con il termine che si definisce tessuto adiposo univacuolare; mentre il grasso bruno è il così

detto multivacuolare. Queste due tipologie di grasso corporeo sono presenti in ogni individuo in percentuali

diverse, nell’essere umano il 99,9% è grasso bianco, solo lo 0,1% è grasso bruno. Mentre in altre specie

gli animali da pelliccia per esempio l’orso bruno l’orso polare, hanno tutto grasso bruno con

viventi come o

tutto è legato al tipo di vita al quale l’individuo è sottoposto.

piccolissime quantità di grasso bianco;

L’animale da pelliccia in una parte della loro stagione sono in letargo perché l’ambiente esterno è

sfavorevole. Il vantaggio dell’animale da pelliccia è che durante la fase in cui si riposa le funzioni biologiche

lavorano al minimo, quindi ha bisogno di minime quantità di energie, mentre invece un soggetto che ha una

vita continua attiva avrà di momenti sicuramente in cui starò à riposo quindi la sua vita richiederà una

quantità di energia minore ma ci sono dei momenti di sforzo che richiedono una grande quantità di energia. Il

grasso è la fonte di energia principale del nostro organismo è una fonte di energia di deposito quindi quando

non abbiamo bisogno di immagazzinare una riserva di energia da tenere lì per le esigenze la immagazzinano

sotto forma di grasso. Il Termine univacuolare e multivacuolare va spiegato alla luce di come è fatta la

questo grasso. L’adipocita

cellula del tessuto adiposo che deve contenere è una cellula che di norma viene

(come la pietra preziosa) perché normalmente l’adipocita

indicata da un anello con castone al suo interno

contiene solo il grasso, tutti gli altri organelli non sono presenti. Il tessuto adiposo bianco quello

univacuolare è fatto in modo che quando noi introduciamo grasso con la dieta lo ossorbiamo, le cellule lo

immagazzinano sotto forma di un unico grande vacuolo o goccia lipidica mentre invece nel tessuto adiposo

bruno viene immagazzinato sotto forma di tante piccole palline. Il tessuto adiposo bianco così come quando

entra, entra sotto forma di un’unica goccia, pure quando viene utilizzato viene utilizzato come unica goccia; 4

il grasso bianco si consuma più velocemente mentre quello bruno si consuma poco alla volta. Il grasso oltre a Pag.

depositare lipidi è anche un tessuto attivo cioè produce ormoni; due sono gli ormoni famosi, il primo è la

secondo è l’adipolectina questi ormoni agiscono sul cervello

leptina, il sul centro della fame della sazietà. In

altri termini noi produciamo quantità di questi ormoni in proporzione con quanto tessuto adiposo possediamo

l’unico vero nemico del

e quanto ne perdiamo. Il grasso si auto mantiene; È molto difficile agire sul grasso,

muscolare, l’attività fisica è l’unico metodo per contrastare la massa grassa.

grasso e il tessuto la cartilagine insieme all’osso appartiene alla famiglia dei tessuti di sostegno,

Tessuti di sostegno: la loro

caratteristica è quella di costituire le strutture che fanno da asse portante per il nostro organismo. La

gli organi dell’apparato respiratorio, che sono rigide.

cartilagine va a costituire altre strutture corporee tra cui

La matrice all’interno dei tessuti connettivi di sostegno da consistenza alle strutture che va a formare.

la matrice si definisce minerale perché sono cristalli minerali di calcio fosforo

Nell’osso e magnesio che si

complessano a formare delle strutture rigide/solide; nella cartilagine invece questa consistenza viene data da

dei proteoglicani specifici. La matrice del tessuto cartilagineo ha le sue caratteristiche legate al fatto che in

essa sono presenti dei proteoglicani specifici, che sono tutti caratterizzati da un nome che inizia per

“condrio” , le cellule della cartilagine sono i condriociti.

Esistono tre tipi di cartilagine, quella presente in maggior quantità è la cartilagine “ialina”

 La Cartilagine ialica è caratterizzata dal fatto di avere una quantità trascurabile di fibre di collagene

al proprio interno. Tutto intorno a delimitare le strutture di cartilagine ialica c’è il pericondrio che è

una sorta di pellicola di avvolgimento. La cartilagine ialica e quella presente in quantità maggiore

perché più di tutte va sempre più o meno incontro ad ossificazione.

 Il secondo tipo di cartilagine è quella elastica che presenta delle fibre di elastina; ci sono alcun tipi di

della matrice presentano

cartilagine in cui all’interno una grande quantità di fibre elastiche, un

esempio è il padiglione auricolare, è deformabile ma ritorna nella propria forma originale perché

presenta elastina. Anche in questa cartilagine è presente la pellicola esterna, il pericondrio.

 La cartilagine fibrosa o fibrocartilagine è il terzo tipo di cartilagine, che presenta delle fibre rosse che

sta ad indicare la presenza di collagene. Nella cartilagine fibrosa manca il rivestimento esterno, il

pericondrio. Quando un tessuto si accresce la prima cosa che deve aumentare è il numero delle sue

cellule il quale producendo più matrice incrementano complessivamente tessuto, questa crescita e

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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pi3rpaol0 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi del Molise o del prof Guerra Germano.
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