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Anatomia speciale: sistema endocrino

Tutti i sistemi dell’organismo funzionano, ma la loro funzione deve essere regolata da altri sistemi: sistema nervoso + sistema endocrino.

Le ghiandole endocrine rilasciano un loro secreto all’interno del circolo e quindi l’azione di queste sostanze ormonali svolgono la loro azione anche a distanza. Quindi questa è la funzione delle ghiandole endocrine che mediante la loro secrezione ormonale vanno a regolare la funzionalità di altri sistemi e di altri apparati.

Le ghiandole endocrine si distinguono strutturalmente in base alla loro organizzazione cellulare, in base a come dispongono le loro cellule.

  • Ghiandole endocrine a cordoni: isole pancreatiche + ipofisi + surrene + paratiroidi.
  • Ghiandole endocrine a follicoli: tiroide + follicolo ooforo. A livello dell’ovaio, il follicolo maturo nel suo stadio di maturazione secerne degli androgeni = ghiandola endocrina di transizione.

Ipofisi

Ipofisi: una ghiandola endocrina legata al sistema nervoso, connessa alla base del diencefalo. L’ipofisi è costituita da due porzioni:

  • Porzione anteriore = adenoipofisi: natura epiteliale.
  • Porzione posteriore = neuroipofisi: natura nervosa.

L’ipofisi poggia su una porzione scheletrica, sfenoide, e sta in una cavità chiamata sella turcica. Tra le due porzioni c’è una piccola parte detta parte intermedia, di transizione, che è di origine epiteliale ed è associabile all’adenoipofisi.

Questa ghiandola rimane connessa con il sistema nervoso tramite il suo peduncolo. Il peduncolo ha una porzione che è anteriore, di connessione con l’adenoipofisi, e una porzione che è in connessione con la neuroipofisi, allo stesso modo della ghiandola.

Adenoipofisi

Adenoipofisi = ghiandola endocrina a cordoni ed è costituita da vari tipi cellulari:

  • Cellule cromofobe: 30-40%, non si colorano facilmente, sono cellule invecchiate o hanno perso la funzionalità o hanno molti granuli di secreto e che lo hanno lasciato nel circolo.
  • Cellule cromofile: molto affini ai coloranti.
  • Acidofile: 30% delle cromofile, PAS-negative, secernono ormoni di natura proteica: somatotrope, mammotrope, corticotrope.
  • Basofile: 15% delle cromofile. PAS-positive e secernono ormoni di natura glicoproteica: follicolo-stimolante, luteinizzante, tireotrope e le melanotrope.

Tra i cordoni cellulari ci sono numerosi capillari fenestrati perché ogni ghiandola endocrina è riccamente vascolarizzata. Capillari fenestrati perché devono ricevere questi ormoni che vengono messi in circolo e portati agli organi bersaglio mediante il circolo ematico.

Anche nella parte intermedia, sempre di natura epiteliale, possiamo trovare cellule cromofobe e cromofile. Tra le cromofile troviamo solo le basofile perché elaborano dei secreti di natura glicoproteica come alfa e beta melanotrope oppure alfa e beta endorfina.

Ormoni secreti dall’adenoipofisi

Che ormoni secerne l’adenoipofisi?

  • Ormone della crescita detto GH (STH).
  • Prolattina o LTH.
  • FSH = follicolo stimolante.
  • LH/ICSH.
  • TSH o tireotropo.
  • ACTH = adrenocorticotropo.
  • MSH = melanotropo.

A sua volta, l’azione dell’ipofisi è regolata dall’ipotalamo. L’ipotalamo è quella parte del diencefalo, connessa all’ipofisi stessa, che interviene sia su adenoipofisi, sia su neuroipofisi.

Neuroipofisi

La struttura della neuroipofisi è particolare, ha solo due ormoni:

  • Antidiuretico ADH: riduce la liberazione dell’acqua all’esterno, facilita il riassorbimento dell’acqua da parte del rene, del tubulo contorto distale e dei doppi collettori.
  • Ossitocina: stimola la muscolatura dell’utero durante il parto + stimola ghiandola mammaria, favorisce il rilascio, la contrazione degli adenomeri e quindi lo svuotamento del latte verso l’esterno.

La neuroipofisi è costituita da delle terminazioni di cellule nervose. Questi neuroni stanno a livello dell’ipotalamo, a livello diencefalico in strutture che vengono chiamati nuclei e che si trovano a livello del sistema nervoso. Questi neuroni elaborano e sintetizzano sia l’ossitocina sia la vasopressina. Una volta sintetizzati a livello neuronale questi ormoni, questi passano, vengono portati lungo l’assone di questo neurone e raggiungono la neuroipofisi e dove terminano? A ridosso di capillari fenestrati.

La neuroipofisi sarà costituita dalle terminazioni di questi neuroni che provengono dall’ipotalamo, da delle cellule che sono cellule nervose ma non sono neuronali ma sono gliali, pituiciti sono la classe di cellule. Che funzione hanno i pituiciti? Funzione trofica e funzione di regolazione, regolare l’azione del neurosecreto dall’assone ai capillari.

La neuroipofisi strutturalmente è costituita da terminazioni nervose, da neuroni che si trovano a livello ipotalamico, pituiciti che hanno molteplici funzioni e da capillari fenestrati nei quali gli ormoni liberati sono rilasciati. Quindi la neuroipofisi = immagazzinamento di ormoni sintetizzati da neuroni a livello del SNC che poi vengono trasportati alla neuroipofisi.

Nuclei e neuroni ipotalamici

Quali sono i nuclei che sintetizzano ossitocina e vasopressina?

  • Nucleo paraventricolare.
  • Nucleo sopraottico.

Sono due nuclei = formazione costituita da tanti neuroni o corpi cellulari, da cui viene poi trasportata lungo l’assone fino al lobo posteriore dove vengono riversati a livello di capillari fenestrati.

L’infundibolo = fasci di fibre di neuroni con il corpo cellulare nel nucleo paraventricolare e nel sopraottico.

  • Neuroni magnicellulari: sono grandi e producono ossitocina e vasopressina.
  • Neuroni parvicellulari: piccoli e producono e rilasciano i fattori ipofisiotropi, stimolano ipofisi = statine, azione inibitoria, e liberine, azione stimolante.

La vascolarizzazione dell’ipofisi è data dalle arterie ipofisarie superiori, a. cerebrali anteriore e posteriore, che penetrano nel peduncolo ipofisario, si capillarizzano, formano venule portali, che sboccano nei sinusoidi del lobo anteriore, capillarizzazione secondaria, rete portale ipotalamo-ipofisaria.

Tiroide

Tiroide: macroscopicamente due lobi piramidali con uno centrale chiamato lobo piramidale che è più piccolo e sottile rispetto agli altri.

Situazione: regione del collo e siamo in rapporto con la laringe. È vascolarizzata dalle arterie tiroidee inferiori che sono dei rami che hanno origine dall’arteria succlavia.

Rivestita da una capsula connettivale.

Follicolo tiroideo

Follicolo tiroideo: strutture circolari delimitate da delle cellule. Le cellule che si dispongono a delimitare centralmente una cavità sono i tireociti = cellule cubiche che variano la grandezza a seconda dei momenti funzionali. Altro tipo sono cellule C dette anche cellule parafollicolari, a ridosso del follicolo. Sono meno numerose ed hanno azione secernente.

La cavità follicolare immagazzina il precursore degli ormoni tiroidei come colloide, ancora inattivo = tireoglobulina + ioni ioduro.

La colloide rappresenta il precursore degli ormoni tiroidei. Viene sintetizzata continuamente e quindi si riversa la colloide a livello della cavità follicolare. Questo determina una differenza morfologica tra i follicoli per cui si parla di macro e micro-follicoli. In questo modo la tiroide è inattiva perché gli ormoni non vengono rilasciati in circolo.

Quando invece la tiroide diventa attiva, c’è una richiesta in circolo di ormoni, allora questa colloide tireoglobulina, con ioni ioduro, dalla cavità follicolare viene rimossa e il follicolo contiene nella cavità meno colloide, i tireociti sono più alti e si parla di micro-follicoli.

Struttura del tireocita

  • Base del tireocita: verso l’esterno del follicolo a contatto con i capillari che circondano questa ghiandola, è in grado di assorbire lo iodio dal sangue.
  • Riduce in ioni ioduro e li lega alla tireoglobulina.
  • Riassorbe la colloide mediante pinocitosi o endocitosi, provvisto di microvilli nella porzione apicale.
  • Assorbe piccole goccioline di colloide e le trasporta all’interno del tireocita. Quando la tireoglobulina lega una molecola di iodio, si forma il MIT o mono-iodio-tironina = tireoglobulina + 1 iodio, o DIT tireoglobulina + 2 iodio.
  • Formazione ormoni tiroidei finali, ovvero T3 e T4.
  • T3 triiodotironina = 1 MIT + 1 DIT; <, ma azione immediata.
  • T4 tetraiodotironina = 2x DIT; >> e azione potente, ma meno rapida.
  • T3 e T4 rilasciati nel sangue e trasportati. Non hanno organi bersaglio su cui agire ma agiscono sul metabolismo in generale.

Le cellule parafollicolari vanno a completare la struttura del follicolo, meno numerose, sono endocrine e producono calcitonina. La calcitonina agisce sulla concentrazione ematica del calcio: riduce Ca perché va ad inibire il rilascio e il riassorbimento da parte del sangue.

Paratiroidi

Paratiroidi: ghiandole molto piccole che si trovano sul margine posteriore dei lobi della tiroide. Sono delle ghiandole endocrine a cordoni, sono circondate da capillari fenestrati. Secernono il paratormone che ha azione ipercalcificante, azione che aumenta la calcemia a livello ematico e quindi contrasta l’effetto della calcitonina.

  • Osteociti – mobilizzazione calcio da osso.
  • Rene – stimola riassorbimento Ca da tubulo distale.
  • Intestino – metabolismo Ca influenzando vitamina D.

Surrene

Surrene: piccola ghiandola che si trova sul polo superiore del rene con aspetto piramidale ed è importante perché la sua assenza è incompatibile con la vita. È vascolarizzata dall’arteria surrenale media che origina dall’aorta. È una ghiandola a cordoni che presenta:

  • Corticale.
  • Midollare.

Corticale

  • Zona glomerulare: forma strutture simil-glomerulari, produce mineralcorticoidi.
  • Aldosterone: regola la concentrazione ematica degli elettroliti, ++ Na e K, agendo sul tubulo contorto distale del rene.
  • Zona fascicolata: i cordoni sono disposti quasi parallelamente tra loro, porzione più estesa, produce glicocorticoidi, cortisolo e corticosterone.
  • Zona fascicolata: i cordoni si vanno a intersecare tra loro andando a formare una specie di reticolo, produce androgeni anabolizzanti che stimolano la sintesi proteica: androstenedione convertito in periferia dà testosterone, diidrotestosterone (DHT), deidroepiandrosterone (DHEA), e nelle gonadi estrogeni.

Midollare

Midollare: riceve sangue che ha circolato nella corticale, ricco di ormoni steroidei, cortisolo, metiltransferasi noradrenalina e adrenalina = catecolamine. Noradrenalina e adrenalina, una volta in circolo vanno ad agire sul sistema cardiovascolare, a livello cardiaco, stimolano contrazione delle fibre del miocardio, adrenalina importante nella contrazione dei vasi sanguigni.

Struttura dei vasi sanguigni

Struttura generale del vaso sanguigno:

  • Tonaca intima: più interna, delimita il lume del vaso, a contatto con il sangue, costituita da cellule endoteliali che poggiano su membrana basale, lamina sotto-endoteliale. Nei vasi non si parla di tonaca mucosa.
  • Tonaca media: caratterizza la struttura del vaso, subisce cambiamenti a seconda del vaso di cui si parla, separata dalla tonaca avventizia e dalla tonaca intima grazie a delle membrane elastiche interna ed esterna. Anche queste membrane possono anche non esserci.
  • Tonaca avventizia: esterna, può subire modificazioni.

La classificazione si basa alla dimensione del vaso o in base alla caratteristica della struttura/parete vascolare che si modifica a partire dalle arterie di grande calibro fino ai capillari.

Le arterie in base alla struttura si classificano in:

Arterie elastiche

1. Arterie elastiche o di conduzione come l’aorta, più grossa, la polmonare, la succlavia, la brachiocefalica, la carotide comune e la iliaca comune. Arterie con componente elastica maggiore.

  • Tonaca intima: cellule endoteliali + membrana subendoteliale, con pochi fibro e miofibroblasti.
  • Tonaca media: ricca di fibre elastiche e poche cellule muscolari lisce, aorta fibre di elastina +++, x sopportare pressioni elevate.
  • Tonaca avventizia: non abbondante. Vasa vasorum = vascolarizzazione della porzione esterna della parete del vaso.

Arterie muscolari

2. Arterie muscolari o di distribuzione decorrono a livello degli arti superiori e inferiori e quindi tra i muscoli. Per tale motivo avranno una resistenza nel loro passaggio maggiore e la loro struttura si modifica: componente muscolare maggiore.

  • Tonaca intima: endotelio e lamina sotto-endoteliale.
  • Tonaca media: lamina elastica interna – fibre muscolari lisce concentriche – lamina elastica esterna.
  • Tonaca avventizia: spessore variabile, collagene e tessuto elastico. Vasa vasorum nei vasi di calibro maggiore.

Piccole arterie muscolari

3. Piccole arterie muscolari. Sono le ramificazioni terminali delle arterie che, in base al lume, alle dimensioni del calibro possiamo parlare di grandi arterie, medie, piccole arterie o arteriole.

  • Tonaca intima: endotelio + membrana subendoteliale.
  • Tonaca media: lamine elastiche ridotte/assenti, fibrocellule muscolari lisce, < strati.
  • Tonaca avventizia: poco rappresentata, no vasa vasorum.

Arteriole

4. Arteriole: prendono origine dalle piccole arterie muscolari ed danno origine alle piccole arteriole.

  • Tonaca intima: cellule endoteliali, sia in grandi che in piccole arteriole.
  • Tonaca media: 2-3 strati di muscolatura nelle grandi arteriole e unico nelle piccole arteriole.
  • Tonaca avventizia: si continua con connettivo circostante.

Capillari

5. Capillari: unico strato di cellule endoteliali, no tonaca media, no avventizia. Cellule chiamate periciti (P) che hanno funzione contrattile e avvolgono il capillare.

Di capillari ne esistono diversi tipi a seconda delle caratteristiche strutturali della parete.

  • Capillare continuo: le cellule endoteliali si uniscono con giunzioni strette. Dal lato del lume si formano delle piccole pieghe marginali. Lo scambio tra il sangue e l’ambiente circostante può avvenire:
  1. Attraverso la membrana plasmatica delle cellule endoteliali, gas, ioni, metaboliti a basso PM.
  2. Attraverso un processo di endocitosi/esocitosi, transcitosi, proteine e lipidi, con formazione di piccole vescicole che poi vanno ad aprirsi nella parte opposta della cellula.
  3. Attraverso lo spazio intercellulare, diapedesi, globuli bianchi, tipico nei capillari discontinui.
  • Capillare fenestrato: in organi in cui si ha un attivo scambio con il sangue, ghiandole endocrine, rene. Le cellule endoteliali presentano degli assottigliamenti che formano delle fenestrature. Le fenestrature permettono un rapido passaggio di macromolecole, ma non di proteine plasmatiche. Questi capillari poggiano sulla membrana basale che è continua.
  • Capillare discontinuo: le cellule endoteliali non sono strettamente unite tra loro.
  • Capillare sinusoide: calibro nel complesso maggiore, ma non omogeneo, presenta dei seni ovvero delle slargature. Hanno seni perché devono adattarsi agli spazi lasciati liberi dai cordoni cellulari.

Nel fegato troviamo sia capillari discontinui, sia capillari sinusoidi.

Sistema venoso

Sistema venoso: i capillari venosi, originati dalla rete capillare formata con i capillari arteriosi, si uniscono insieme e vanno a dare origine al sistema venoso = sistema a bassa pressione.

La forza che spinge il sangue al cuore contro la gravità è dovuta alle fibre muscolari lisce delle vene e dalla contrazione dei muscoli scheletrici adiacenti.

Sono presenti tre tonache: tonaca intima, tonaca media e tonaca avventizia. Il sistema venoso origina da un ampio sistema dai capillari venosi, per poi ridursi a due grandi vene che sono le vene cave. Nel sistema venoso si lavora contro gradiente, contro gravità, per cui la loro struttura è di tipo muscolare.

Dai capillari si formano:

Venule e collettori venosi

  1. Venule postcapillari: sono formate dall’unione di più capillari. Tonaca intima: endotelio + alcuni periciti, no muscolatura liscia.
  2. Collettori venosi: più grandi di calibro e con un numero maggiore di periciti.
  3. Venule muscolari:
    • Tonaca intima: endotelio, no fibre elastiche, 2-3 strati di cellule muscolari lisce.
    • Tonaca media: la più spessa e la lamina elastica interna scarsamente sviluppata.
    • Tonaca avventizia: si continua con il connettivo circostante.

Valvole

Valvole: presenti specialmente negli arti inferiori. Impediscono il ritorno venoso nelle vene di piccolo e medio calibro. Formata da estroflessioni di tessuto fibroelastico ricoperto da endotelio a forma di semiluna della tonaca intima della parete dei vasi. Il sangue viene spinto verso l’alto e tende a rifluire verso il basso, va a depositarsi sulla faccia concava delle valvole che si abbassa chiudendo la valvola, in questo modo impedisce al sangue di refluire, e facilita anche la spinta per far risalire il sangue.

Vene di medie dimensioni

4. Vene di medie dimensioni:

  • Tonaca intima: uno strato di cellule endoteliali + sottile strato fibroso.
  • Tonaca media: 2-4 strati di fibre muscolari lisce circolarmente.
  • Tonaca avventizia: strato più spesso, connettivo fibroso con fibre collagene longitudinali.

Grandi vene muscolari

5. Grandi vene muscolari, femorale e renale:

  • Tonaca intima: sottile.
  • Tonaca media: più spessa con diversi strati di muscolatura liscia separati da fibre collagene e pochissime fibre elastiche.
  • Tonaca avventizia spessa e costituita da collagene e contiene numerosi vasa vasorum.

Non ci sono lamine elastiche ben delimitate.

Vena cava inferiore

Vena cava inferiore: le vene cave sono le più grandi vene che si aprono a livello del cuore. Hanno pareti spesse che comprendono:

  • Tonaca intima: fibroelastica.
  • Tonaca media: cellule muscolari lisce circolari.
  • Tonaca avventizia: spessa, collagene + muscolatura liscia disposta longitudinalmente.

Vi sono fibre elasti

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ele_Gori di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istologia e anatomia - anatomia speciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Lazzeri Gloria.
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