Allergologia file completo
LEZIONE 1
Le malattie allergiche sono affezioni che si manifestano clinicamente con quadri
clinici diversi, aventi un comune meccanismo patogenetico: un’anomala reattività
dell’organismo verso sostanze eterologhe (allergeni), innocue per i soggetti
normali. Le quali determinano, nei soggetti divenuti ad
essi sensibili, specifiche reazioni immunitarie
Epidemiologia
Le sindromi allergiche sono notevolmente frequenti ed in continuo aumento:
aumentato di numero le sostanze allergeniche molte delle quali non esistenti in
•
natura(sostanze chimiche, additivi alimentari , fibre sintetiche)
Aumentata frequenza di esposizione (es notevole consumo di farmaci
• Aumento di fattori predisponenti ( stati irritativi e flogistici delle vie aeree, dovuti
•
al fumo e agli inquinanti atmosferici).
In Italia si stima che il 15% della popolazione presenti manifestazioni allergiche
Caratteristiche comuni delle allergopatie
Deviazione dalla norma: innocuità della sostanza allergenica per soggetti normali
• Specificità: reazione prodotta esclusivamente dall’allergene
• Indipendenza dalla dose dell’allergene: piccole dosi di un allergene possono
•
produrre manifestazioni allergiche distrettuali o generali di estrema gravità fino
allo shock allergico
Accessionalità: le manifestazioni allergiche si manifestano a crisi in seguito ad
•
esposizione all’allergene specifico con periodi intercritici del tutto asintomatici
Costante modalità di insorgenza : es pollinosi con periodicità stagionale della
•
sintomatologia
Dimostrabilità di reazioni immunitarie specifiche umorali o cellulari verso
•
l’allergene responsabile
Efficacia della prevenzione e della terapia specifica : allontanamento del
•
paziente dall’esposizione all’allergene, immunoterapia specifica nelle sindromi
allergiche IgE mediate
Allergeni
Vengono denominati allergeni tutte le sostanze eterogenee capaci di produrre
nell’organismo ad esse sensibilizzato una reazione allergica specifica,
responsabile di manifestazioni cliniche. In senso più restrittivo si definiscono
attualmente allergeni le sostanze capaci di dar luogo ad una reazione IgE
mediata
Allergeni da inalazione : pollini , acari, spore fungine, forfore animali
• Allergeni da ingestione: alimenti, sostanze chimiche, farmaci
• Allergeni da iniezione o da puntura: farmaci, veleno di insetti
• Allergeni da contatto: sostanze chimiche diverse, cosmetici , farmaci per uso
•
topico
Allergeni: struttura chimica
Antigeni completi (antigeni proteici)
Antigeni incompleti(apteni): acquisiscono potere antigenico coniugandosi con
proteine dell’organismo.
Le caratteristiche allergeniche sono legate ad un determinante allergenico
(epitopo) della molecola, in tal caso si possono avere fenomeni di reattività
crociata (cross-reattività) tra sostanze diverse che hanno in comune lo stesso
determinante antigenico. In ogni molecola allergenica si possono identificare
determinanti allergenici maggiori ( verso cui si legano in oltre il 50% dei casi le IgE
specifiche nei sieri di pazienti allergici a quella sostanza) e determinanti
allergenici minori
Allergeni:
Pollini
• Acari
• Miceti
• Allergeni da inalazione di origine animale
• Allergeni alimentari
• Farmaci
• Veleni di insetti
• Allergeni da contatto
•
Allergeni:
Pollini: rappresentano gli elementi maschili(gametofiti maschili) cui è demandato
•
il compito di fecondare gli ovuli delle piante superiori. Le dimensioni variano da 5
a 200 micron. Sono di natura proteica o glicoproteica. Quando i pollini inalati
raggiungono le mucose il loro involucro lipidico e polisaccaridico viene dissolto
dall’acqua e dagli enzimi delle secrezioni mucose, mentre vengono liberate le
frazioni proteiche o glicoproteiche dotate di potere allergenico. I pollini per grado
di sensibilizzare un soggetto e produrre una pollinosi debbono avere le seguenti
proprietà:
Contenere componenti specifici atti a sensibilizzare
• Appartenere a piante anemofile i cui pollini vengono trasportati dal vento per
•
l’impollinazionne
Essere prodotti in grande quantità
• Essere molto leggeri
• Appartenere a piante a larga diffusione
•
Allergeni
Acari : genere dermatophagoides, d. petronissinus e d. farinae, detti anche “acari
maggiori”.
Hanno dimensioni 200-300 micron e trovano il loro habitat naturale nella polvere
ambientale e nei meteriali letterecci, in quanto la loro fonte di alimentazione è
costituita da forfora umana, da micofiti e da residui alimentari, optimum per il loro
sviluppo è costituito da temperature non eccessivamente fredde tra 15 e 30° e da
ambienti relativamente umidi (60-80%) e ciò spiega il maggiore sviluppo di questi
acari in località situate a meno di 1000-1500 metri di altitudine e nei mesi
autunnali. Gli acari hanno una durata media di vita d 2-4 mesi; oltre a questi “
acari maggiori” esistono moltissime specie ad “acari minori”che costituiscono
meno del 10% della popolazione acaridica totale delle polveri domestiche. Di
questi “acari minori” fanno parte di “acari delle derrate”:
Acarus siro: habitat farine, cereali , formaggi
• Lepidoglyphus destructor : habitat salumi , fieno cereali
• Lyrophagus putrescentiae: prosciutti, formaggi. coltivazioni di funghi, grano,
•
farina
Glyciphagus domesticus : prodotti dolciari , formaggio, grano farine.
• Gohieria fusca : cereali
•
E’ stato dimostrato che i principali allergeni dei dermatofagoidi sono contenuti
nelle particelle fecali
Allergeni
Miceti
Miceti atmosferici: presenti sul terreno, particolarmente in zone agricole ove
svolgono un ruolo importante nei processi di decomposizione dei vegetali (piante,
foglie, frutti) e di altri materiali organici. Tra questi ricordiamo l’Alternaria Tenuis e
Cladosporium
Miceti domestici: presenti in alimenti (per conservazione inadeguata) carta da
parati, sistemi inquinati di condizionamento e di umiificazione dell’aria). Tra questi
ricordiamo l’ Aspergillus, Penicillum. Mucor, Monilia. Debbono essere ricordati
anche gi actinomiceti che sono forme di passaggio tra batteri e miceti. Tra questi
ricordiamo la Micropolispori Faeni responsabile delle “alveolite allergica
estrinseca” cioè del “farmer’s lung”
Allergeni:
Allergeni da inalazione di origine animale
•
Allergeni alimentari : latte vaccino e derivati, uovo, pesce, vegetali, cereali e
legumi, molluschi e gasteropodi.
I determinanti antigenici sono di natura proteica o glicoproteica. Esiste cross-
reattività tra elementi affini
Allergeni
Farmaci:
Antibiotici: penicilline , cefalosporine,
• Sieri eterologhi
• Insulina
• Corticotropina
• Miorilassanti
• Anestetici e preanestetici
• Vaccini ( soprattutto virali in quanto prodotte su uova embrionate di pollo e su
•
colture cellulari di embrione di pollo)
Per quanto riguarda le modalità di sensibilizzazione bisogna distinguere :
Farmaci che agiscono come antigeni completi
• Farmaci che agiscono come antigeni incompleti (apteni) che per indurre
•
sensibilizzazione necessitano della coniugazione con una proteina carrier
Allergeni:
Veleno di insetti : soprattutto imenotteri come ape (apis mellifera); vespa
(polistes), calabrone(vespa crabro)
Allergeni da contatto :
Sostanze chimiche professionali (nichel-derivati, cromo-derivati,cobalto-derivati;
•
parafenildiamina)
Cosmetici (balsamo di perù ed altri profumi naturali)
• Fibre tessili
• Detersivi( bicromati, Sali di cromo e di nichel)
• Farmaci per uso topico
•
Patogenesi : reazioni IgE mediate
IgE
Rappresentano le immuoglobuline presenti nel siero di soggetti atopici ; sono
inoltre anche presenti nelle secrezioni, come quella nasale, bronchiale, lacrimale e
nel latte. Bassi livelli di IgE sono presenti in soggetti non atopici. Come altre
immunoglobuline sono costituite da due catene leggere (k e lamda) e due catene
pesanti (epsilon) con PM 190.000 D-. La catena pesante(epsilon)è formata di 350
residui aminoacidici suddivisi in una regione variabile (Vh) e in quattro regioni
omologhe costanti( c1, c2, c3, c4). Le IgE presentano un frammento Fc con cui si
fissano alla superficie cellulare e un frammento Fab che rimane libero di
coniugarsi con l’allergene specifico. La regione variabile(V) del frammento Fab
comprende i siti combinatori per gli allergeni ; poiché le sequenze aminoacidiche
della regione variabile sono molto numerose le possibili combinazioni sonoquasi
infinite, per cui si
comprende che esistono vari milioni di differenti siti combinatori delle IGE uno per
ogni differente antigene
Patogenesi : reazioni IgE mediate
La caratteristica delle Immunoglobuline IgE è quella di fissarsi alla superficie
cellulare di mastociti e
basofili che sono cellule dotate di recettori ad alta affinità per le IgE. Nei soggetti
allergici, che presentano un’esaltata risposta verso sostanze diverse ( allergeni
innocui per la maggior parte degli individui ) si verifica una elevata e persistente
produzione di IgE che vengono specificatamente dirette verso un determinato
allergene(IgEspecifiche)
E’ stato dimostrato che la produzione di IGE è controllata da Linfociti T(dopo la
presentazione dell’antigene da parte di macrofagi) mediante fattori solubili
prodotti dagli stessi linfociti. Dopo l’esposizione dell’antigene (allergeni) dai
macrofagi ai linfociti (Th2) questi liberano IL4 che stimola la trasformazione di
linfociti B in plasmacellule produttori di IgE
Regolazione della sintesi IgE
Recettori ad alta affinità per le IgE (FcRI)
I recettori ad alta affinità per le IgE totali si ritrovano sulla membrana dei
•
mastociti e dei basofili
I recettori ad alta affinità per le IgE, appartengono alla superfamiglia delle
•
immunoglobuline.
L’elevata costante di associazione IgE-recettori specifici spiega perché le IgE
•
rimangono adese ai
mastociti e ai basofili per lungo tempo , anche per varie settimane
Regolazione della sintesi IgE
Recettori ad bassa affinità per le IgE (FcRII)
I recettori a bassa affinità per le IgE totali si ritrovano sulla membrana dei
•
mastociti e dei basofili, ma anche di eosinofili, macrofagi e piastrine
Mastociti e Basofili
I mastociti e i basofili costituiscono gli unici elementi cellulari dotati di recettori ad
alta affinità per le IgE. I mastociti sono presente nelle mucose e nei tessuti
connettivi dei diversi apparati. Nella specie umana sono stati identificati, sulla
base di indagini immunoistochimiche, due tipi fondamentali di
mastociti:
T-mastociti: contenenti triptasi, localizzati essenzialmente nella mucosa delle vie
•
aeree
TC-mastociti: conteneti triptasi e chimasi , prevalentemente connettivali che
•
costituscono la maggior parte (85%) dei mastociti presenti nella cute e nella
sottomucosa intestinale
Attivazione mastocitaria IgE mediata
Il momento iniziale dell’attivazione mastocitaria risulta costituito dal legame di
allergeni (almeno bivalenti) con due molecole contigue di IgE (legame a ponte),a
loro volta fissate con il frammento Fc ai recettori mastocitari. L’interazione
allergene-IgE specifiche, induce aggregazione dei recettori per le IgE e
modificazioni allosteriche sulla molecola delle IgE che rappresenta uno stimolo
idoneo a produrre una aggregazione recettoriale
Reazioni immediate e tardive della flogosi allergica
Si è potuto dimostrare che l’esposizione all’allergene specifico determina non
soltanto una reazione immediata, ma anche una reazione tardiva che può
essere prolungata come flogosi minima persistente. Gli eventi associati alla
attivazione mastocitaria possono essere distinti in tre fasi:
1. Fase immediata: determinata da istamina, PGD2 e dai leucotrieni C4, D4, E4
2. Fase tardiva: che compare dopo ore e si risolve dopo giorni , dovuta alla
infiltrazione neutrofila per azione dei vari fattori chemiotattici (LTB4, NCF)
3. Fase flogistica subacuta o cronica: che compare dopo molte ore ed è dovuta
alla infiltrazione da parte di eosinofili e monocito , richiamati da ECF e leucotrieni
B4
Eosinofili e flogosi allergica
Sono cellule che hanno un ruolo di primo piano nella flogosi allergica
• Ne loro interno si ritrovano granuli primari e granuli secondari
• Sulla membrana degli eosinofili sono presenti numerose strutture recettoriali
•
(recettori a bassa affinità per le IgE , recettori per le IgG e per le IgA , per il
complemento e per alcune citochine
Eosinofili e flogosi allergica
Per quanto riguarda i costituenti degli eosinofili si possono distinguere:
1) Costituenti della membrana: tra cui la proteina di Charcot- Leyden( ad
attività lisofosfolipasica), facilmente cristallizabile (cristalli di Charcot Leyden)
2) Costituenti dei granuli secondari:
Proteina basica maggiore (MBM): ad attività citotossica ( ad es. verso parassiti)
•
ed è responsabile di gran parte dei danni endoteliali ed epiteliali prodotti dalla
flogosi allergica .
Proteina cationica eosinofila(ECP): ad attività elmintotossica , interferisce inoltre
•
sui sistemi della coagulazione e fibrinolisi.
Proteina X degli eosinofili (EPX): precedentemente indicata come neurotossina
•
eosinofila, dotata di attività neurotossica
Perossidasi eosinofila: ad attività citotossica
•
3) Costituenti non granulari:
Enzimi: arilsulfatasi A, fosfolipasi D, istaminasi,, collagenasi
• Metaboliti del’acido arachidonico (PAF, LTC4. LT4. LTE4)
• Radicali liberi del’ossigeno
•
LEZIONE …….
Difese fisiche e biochimiche dell’organismo
La prima linea di difesa dell’organismo è rappresentata dalla barriera fisica della
cute e delle membrane mucose, insieme a fattori biochimici di superficie che
agiscono a questo livello
Cute: azione protettiva attraverso lo strato corneo di superficie la cui
desquamazione provoca la rimozione di batteri; Ph basso creato da acido grassi
delle gh. Sebaceee, e ac lattico riducono la colonizzazione batterica, il lisozima
del sudore è in grado di uccidere alcuni tipi di batteri
Difese fisiche e biochimiche dell’organismo
Membrane mucose
Apparato digerente: presenza di lisozima ad attività battericida nella saliva
nelle secrezioni nasali e nelle lacrime . La secrezione gastrica a causa del suo Ph
acido. Nelle altre sezioni esiste tuttavia una resistenza alla colonizzazione di
microrganismi provenienti dall’esterno, perché la flora batterica locale, costituita
soprattutto da germi anaerobi, ne previene l’impianto attraverso
meccanismi di competizione biologica, quale il consumo di sostante nutritive,
insuff. tensione di ossigeno, pH acido , produzione fattori tossici
Difese fisiche e biochimiche dell’organismo
Apparato genito-urinario: di solito è sterile, ad eccezione dell’ultima parte
dell’uretra dove tuttavia la colonizzazione risulta difficile a causa del continuo
lavaggio espletata dalla minzione, per il basso pH, e nel maschio per l’azione
battericida del fluido prostatico. Nella donna in condizioni normali la flora
batterica della vagina è prevalentemente rappresentata da lattobacilli producenti
acido lattico che mantiene basso il pH e quindi ostacola la
colonizzazione di microorganismi estranei
Immunità : definizione
Nei casi in cui le difese di superficie risultino inefficaci e l’agente esogeno riesca a
penetrare nei
tessuti la difesa dell’organismo viene affidata ad un complesso di cellule e
molecole operanti in stretta collaborazione denominato sistema immunitario. E.
Jenner nel 1798 inoculò il pus prelevato da una pustola di vaiolo di vacca al
piccolo T. Phipps che risultò successivamente protetto dall’infezione con virus di
vaiolo. Nel 1888 L. Pasteur riuscì ad immunizzare contro la rabbia con
microrganismi inattivati al calore confermando l’esistenza di un sistema capace di
svolgere un ruolo protettivo dell’organismo contro agenti infettivo.
La definizione attuale di immunità si riferisce a una reazione nei
confronti di sostanze estranee, inclusi agenti microbici, macromolecole
le molecole
proteiche e polisaccaridiche. Le cellule e responsabili che
intervengono in queste reazioni costituiscono il sistema immunitario e le loro
risposte complessive e coordinate, conseguenti alla introduzione di sostanze
estranee, prendono il nome di risposte immuni. Quando queste risposte si
risolvono in uno stato di malattia esse vengono chiamate reazioni
immunopatologiche
Immunità
Alcune componenti del sistema immunitario, già presenti prima dell’esposizione
agli agenti esterni non vengono significativamente modifìcate dall’esposizione ai
medesimi e non sono dotate di fine discriminazione e nei loro confronti. Esse
costituiscono la cosidetta immunità naturale o nativa o innata”
Altre componenti del sistema immunitario vengono invece indotte o stimolate
dall’esposizione agli agenti esterni, risultano dotate di fine capacità discriminitava
nei loro confronti, si incrementano enormemente, ma specificamente in seguito
ad ogni successiva esposizione ai medesimi. Questi meccanismi costituiscono la
cosidetta immunità acquisita o specifica.
Le sostanze estranee capaci di indurre una risposta immune specifica sono
chiamate antigeni
Alcune componenti della immunità naturale o nativa (cellule fagocitiche)
sono presenti nelle specie inferiori e alcune
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