Scuole specializzazione: rivoluzione test ingresso

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

nascono i comitati per chiedere la rivoluzione dei test d'ingresso alle scuole di specializzazione medica

Gli aspiranti medici, stufi delle modalità con cui si svolgono i test di ammissione alle scuola di specializzazione medica, danno vita al “Comitato pro nuovo concorso specializzazioni mediche”. L’obiettivo è quello di rendere i test d’ingresso davvero imparziali perché, a detta loro, in questo momento non lo sono per niente. Intanto, secondo l’agenzia Dire, il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, penserebbe ad un test nazionale al posto delle attuali prove locali per l’accesso alle scuole di specializzazione medica.

RIVOLUZIONIAMO IL CONCORSO! - Il comitato chiede il superamento di un concorso locale, bandito ogni anno dai singoli atenei dopo decreto del ministro. Questo perché, stando alle parole di tutti quei giovani che ambiscono alla professione medica, i test di ammissione attuali soffrirebbero di "gravi limiti di obiettività, validità, imparzialità e uniformità che maggiormente possono prestarsi a interventi propensi a favorire o penalizzare determinati candidati”. Insomma, la struttura della prova lascerebbe molto spazio alla soggettività dei docenti universitari molto vicini ai medici e ai primari e che, quindi, favorirebbero alcuni giovani piuttosto che altri.

SCUOLE DI CHE…? - Ma cosa sono queste scuole di specializzazione? In breve, si tratta di corsi universitari che hanno lo scopo di formare medici specialisti nell'area medica e che, al loro termine, rilasciano il titolo di specialista nel settore prescelto. Per accedere a queste scuole, i neolaureati devo svolgere un test di ammissione visto che i posti per poter frequentare non sono per niente numerosi. Basti pensare che, solitamente, possono accedere a questi corsi, dai 10 ai 30 specializzandi.

LA STRUTTURA SOGGETTIVA - Il test in questione è composto da due parti, una teorica e l’altra pratica. Per poter effettuare la seconda prova, basta ottenere un punteggio minimo di 60 su 100 alla prima. L’obiettivo non è per nulla difficile da raggiungere se si pensa che la parte scritta si affida a quiz pubblicati due mesi prima dal Ministero e che, di solito, i candidati si imparano a memoria. Quindi, la stragrande maggioranza di partecipanti al test passa senza problemi questa parte per poi arrivare alla seconda, molto più selettiva ma anche soggettiva. Infatti, la prova pratica è giudicata dai docenti delle facoltà di medicina e Chirurgia delle sedi del concorso che, non di rado, favoriscono figli o raccomandati di medici e primari. Ecco perché, a detta degli studenti di Medicina, i criteri di correzione di questa prova sarebbero “fortemente soggettivi in una modalità troppo discrezionale, poco garantista e senza trasparenza”.

UNA GRADUATORIA NAZIONALE - Proprio per limitare questo problema di discrezionalità, a detta dell’agenzia Dire, il ministro Profumo starebbe pensando ad una graduatoria nazionale che possa limitare la soggettività del giudizio dei docenti. Il nuovo quiz sarà composto da quesiti relativi all’ambito sanitario ed ai giovani migliori, in ordine di graduatoria, sarà data la possibilità di scegliere in quale sede frequentare i corsi. Oltre ai risultati ottenuti al test, saranno valutati anche i voti di laurea. La novità dovrebbe attivarsi entro e la prima sessione di esami del 2014.

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Serena Rosticci

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