Test Medicina: modello francese, cosa vuol dire e come funziona

modello alla francese per medicina che vuol dire

Si è molto parlato di una possibile abolizione del test di medicina e dell'ipotetica introduzione dal sistema detto “alla francese”. Anche se ci vorrà tempo per cambiare le cose, la linea del governo è - infatti - quella di superare il numero chiuso. Ma cosa cambierebbe per le decine di migliaia di ragazzi che sognano di diventare medici, ostetrici, infermieri? Cos'è e come funziona il modello francese di accesso all'università.

Medicina, modello francese: che cos'è e come funziona

Se il test d’ingresso di Medicina - così come lo conosciamo - fosse abolito, e si optasse per il sistema alla francese, non vorrebbe dire che è arrivata la pacchia. Significherebbe invece che il proprio posto in facoltà dovrà essere difeso comunque sul campo di battaglia. In Francia infatti i ragazzi non hanno una vita più semplice: sono previsti 2 concorsi, uno al primo semestre e 1 al secondo semestre, veri e propri test composti di quiz a risposta multipla, corretti con sistemi informatici per evitare favoritismi e irregolarità. La differenza con i test di ingresso italiani è che queste prove in itinere si basano sulle materie studiate durante l’anno.

Test alla francese, lo sbarramento al secondo anno

E se va male? Se si cade sulla prova del primo semestre, le università francesi possono reindirizzare al massimo il 15% degli studenti verso altre facoltà. Ma se si è matricole, si può continuare sperando di passare il secondo test, alla fine del secondo semestre. Se invece si è ripetenti, si deve accettare il reindirizzamento e spostarsi di facoltà. Una volta effettuato il passaggio, in entrambi i casi non si potrà riprovare a iscriversi nelle facoltà di area sanitaria e medica. Ma l’odissea non è finita qui! Anche se si riesce a superare il secondo esame di sbarramento, accedono al secondo anno solo coloro che rientrano tra i posti disponibili. Tutti gli esclusi possono scegliere di essere reindirizzati verso altre facoltà o ripetere il primo anno. Ma se verranno di nuovo bocciati, non potranno più reiscriversi.

Modello francese, applicabile in Italia?

Gli eterni oppositori al numero chiuso potrebbero dover fare i conti con un sistema che, se da una parte risolverà vecchi problemi, dall’altra potrebbe aprire nuove questioni. Uno su tutti il problema del sovraffollamento delle aule. In Francia, sono in genere disponibili più posti per un minor numero di aspiranti medici, rispetto che in Italia. Tuttavia, nonostante questo, il sovraffollamento dei corsi di primo anno fa sentire i suoi effetti sulla didattica. La conseguenza è il basso rendimento dei ragazzi, per i quali passare il test è sempre più difficile, visto che si conta che circa il 40% degli studenti del primo anno, in Francia, sono ripetenti. Senza contare coloro che rinunciano o che cambiano facoltà. Potrebbe succedere anche qui da noi?
Di certo il sistema universitario francese e quello italiano contano molte differenze, per cui molto probabilmente, se si introducesse il test alla francese, bisognerebbe adattarlo ai nostri atenei.
L'ipotesi più quotata è quella di lasciare l'accesso libero al primo anno, ma permettere solo a chi ha raggiunto ottimi risultati di iscriversi al secondo. Di sicuro, comunque, parliamo di una possibilità che si verificherà solo tra qualche anno, viste le ultime dichiarazioni del Governo. Intanto per il prossimo anno, come annunciato dai ministri della Salute e dell'Istruzione, ci sarà semplicemente un'ampliamento dei posti disponibili per l'immatricolazione.

Carla Ardizzone

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14 novembre 2018 ore 16:30

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