
Il semestre aperto di Medicina si può ripetere fino a tre volte. A dirlo sono le linee guida ministeriali, che stabiliscono un massimo di tre cicli, anche non consecutivi, a cui gli studenti possono partecipare se non rientrano subito in graduatoria.
Ogni tentativo, però, funziona come un ciclo a sé: nuovi corsi, due nuovi appelli d’esame e una nuova graduatoria nazionale, senza trascinarsi dietro i risultati degli anni precedenti. Vediamo come funzionano i tentativi, cosa cambia tra un ciclo e l’altro e quali regole valgono per chi decide di riprovare.
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Semestre aperto e appelli d’esame
Gli studenti hanno sostenuto due appelli (20 novembre e 10 dicembre) sulle tre materie d'esame: chimica, fisica e biologia.
I risultati conseguiti in queste due date sono quelli che determinano la posizione in graduatoria, già fissata sul calendario al 12 gennaio.
Corsi affini se non si entra in graduatoria
Chi non riesce a classificarsi in una posizione utile della graduatoria non perde comunque il lavoro fatto: i crediti ottenuti con gli esami di Chimica, Fisica e Biologia restano validi. E verranno riconosciuti nella cornice del corso affine selezionato.
Quante volte si può ripetere il semestre aperto
Ma la vera domanda che qui ci stiamo ponendo è un’altra e la risposta può, almeno in parte, calmare gli animi più ansiosi. Sì, perché il semestre aperto non è un treno che passa una volta sola. Il Ministero ha stabilito che il percorso si può ripetere fino a tre volte, anche non consecutive.
Questo significa che, chi non riesce a entrare al primo colpo, può tornare a iscriversi negli anni successivi, seguire di nuovo i corsi, rifare gli appelli di selezione e concorrere alla nuova graduatoria di gennaio.
Ogni ciclo fa storia a sé, con una graduatoria distinta e prove che valgono solo per quell’anno. Ma, come detto, c’è un limite: oltre il terzo tentativo le porte si chiudono.