Federico Bianchetti
Autore
udu ricorso semestre aperto medicina

Il semestre aperto per l'accesso a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria è finito sotto accusa. E non parliamo (solo) delle classiche polemiche via social o proteste di piazza: ben 4.000 studenti hanno deciso di fare ricorso, ritenendo che l’attuale sistema non assicuri né un effettivo ampliamento dell’accesso né una selezione proporzionata e trasparente. 

Non solo, accanto al ricorso sul semestre filtro, l’Unione degli Universitari ha ritenuto opportuno avviare ulteriori iniziative di carattere istituzionale e giuridico per sottoporre all’attenzione delle autorità competenti le criticità emerse.

Da qui il primo reclamo, presentato al Comitato Europeo dei Diritti Sociali (CEDS). In più, fanno sapere dall'Udu, è stata inoltrata una segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) affinché possa verificare la correttezza delle comunicazioni commerciali relative all’offerta formativa universitaria nel contesto determinato dal semestre filtro.

Contestualmente, sono stati presentanti due ricorsi al Garante per la Protezione dei Dati Personali.

Nel primo si chiede la pubblicazione trasparente delle correzioni e dei punteggi attribuiti alle prove e ai quesiti svolti nelle pagine personali dei candidati - così come sempre e’ stato in tutte le prove di accesso all’università -, nel secondo si denuncia invece la violazione della privacy dovuta alla pubblicazione di nomi e cognomi dei candidati nelle graduatorie pubblicate e ormai circolate in rete.

Cosa sta succedendo davvero? Facciamo chiarezza sui numeri, sulle criticità emerse e sulle battaglie legali in corso.

Indice

  1. I numeri che non tornano: 763 posti già vacanti (ma potrebbero diventare 2.500)
  2. 11.353 studenti a rischio decadenza
  3. Le battaglie legali tra gli studenti di Medicina e il MUR
    1. Reclamo al Comitato Europeo dei Diritti Sociali (CEDS)
    2. Segnalazione all'AGCM (Antitrust) sugli atenei privati
    3. Due reclami al Garante Privacy

I numeri che non tornano: 763 posti già vacanti (ma potrebbero diventare 2.500)

"Un sistema che non seleziona, rischia di sprecare risorse pubbliche e di produrre disuguaglianze". Parole durissime, quelle utilizzate da studentesse e studenti dell'Udu, che si scontrano con la narrazione ministeriale di una riforma che avrebbe dovuto "ampliare l'accesso" a Medicina.

Dalle graduatorie definitive pubblicate dall'UDU emerge un paradosso che ha dell'assurdo: mentre migliaia di studenti sono stati esclusi dal sistema, centinaia di posti restano vuoti.

Ecco i dati delle università statali:

Medicina:

  • Posti disponibili: 17.278
  • Posti non assegnati: 267

Veterinaria:

  • Posti disponibili: 1.265
  • Posti non assegnati: 21 (inclusi posti extra-UE)

Odontoiatria:

  • Posti disponibili: 1.164
  • Posti non assegnati: 157 (inclusi posti extra-UE)

Corsi affini:

  • Candidati: 5.989
  • Assegnati: 5.671
  • Posti in attesa: 318

Totale posti già vacanti: 763

11.353 studenti a rischio decadenza

E questo è solo l'inizio. Perché c'è un altro numero che fa ancora più impressione. Secondo le previsioni ministeriali, ci sono 11.353 studenti che dovranno recuperare in tempi strettissimi i CFU (Crediti Formativi Universitari) degli esami non superati durante il semestre filtro.

Se non riusciranno a recuperare entro le scadenze previste, decadranno dal diritto di iscriversi a Medicina, Odontoiatria o Veterinaria. La stima dell'UDU? Se una parte significativa di questi studenti non ce la fa, i posti vacanti potrebbero arrivare a 2.500.

In pratica: migliaia di persone escluse, migliaia di posti vuoti. 

Le battaglie legali tra gli studenti di Medicina e il MUR

Per tutti questi motivi, circa 4.000 studenti hanno deciso di impugnare il semestre filtro davanti alla giustizia amministrativa. Il ricorso è curato dall'avvocato Michele Bonetti (lo stesso dei famosi ricorsi al test di Medicina degli anni passati) e contesta:

  • L'illegittimità delle modifiche in corso d'opera
  • La violazione del diritto allo studio
  • Le disparità di trattamento tra studenti

Termine per aderire: 30 gennaio 2026

Reclamo al Comitato Europeo dei Diritti Sociali (CEDS)

Ma l'UdU non si è fermata al TAR. Ha fatto un passo più grande presentando un reclamo collettivo al CEDS per conto di 5.000 studenti.

Cosa chiede il reclamo?

  • Verificare se il semestre filtro viola il diritto allo studio garantito dalla Carta Sociale Europea
  • Verificare se il sistema garantisce un accesso equo all'istruzione superiore
  • Chiedere una sanatoria immediata per gli esclusi

Il CEDS può accertare violazioni dei diritti sociali fondamentali e costringere il Parlamento e il Governo a modificare la normativa. Se ciò non accadesse, i tribunali italiani potrebbero disapplicare le norme sul semestre filtro.

Reclamo UdU ceds

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Segnalazione all'AGCM (Antitrust) sugli atenei privati

Altro fronte aperto: l'UdU ha segnalato all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato alcune università private che avrebbero approfittato del caos del semestre filtro per fare pubblicità ingannevole.

Secondo il sindacato, alcuni atenei privati "assicurano l'immatricolazione con pubblicità discutibili, giocando sulle inefficienze del sistema del semestre filtro richiedendo in molti casi anche 20.000 euro di tasse annuali".

L'UdU lamenta che il Ministero non abbia mai condannato pubblicamente queste pratiche commerciali aggressive.

Segnalazione Agcm

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Due reclami al Garante Privacy

L'UDU ha presentato due reclami separati al Garante per la Protezione dei Dati Personali:

Primo reclamo: Violazione privacy nelle graduatorie Le graduatorie pubblicate online riportavano:

  • Nomi e cognomi degli studenti
  • Voti ottenuti (in molti casi bassissimi)
  • Bocciature subite

Tutto questo materiale è finito in rete, violando secondo l'UDU la privacy di migliaia di studenti.

Udu primo reclamo

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Secondo reclamo: Mancanza di trasparenza sulle correzioni Gli studenti non hanno mai avuto accesso diretto ai loro punteggi e alle correzioni delle prove nella propria area personale (come avveniva con i vecchi test).

Per sapere dove avevano sbagliato, hanno dovuto fare richieste di accesso agli atti, un processo che ha coinvolto circa 60.000 studenti. L'UdU chiede che le correzioni siano pubblicate trasparentemente nell'area personale di ciascun candidato, come in tutti gli altri test di ammissione universitari.

Udu secondo reclamo

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