Urlo di Munch, tesina

Tesina di terza media che riguarda un dipinto molto famoso, L'urlo. Ci ho lavorato molto, infatti mi ha fatto guadagnare un bel 10 e lode, quindi spero che possa tornare utile anche a voi.

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E io lo dico a Skuola.net

L'URLO-ritratto di un animo tormentato
ARTE- L'urlo di Munch
Un'opera iconica, un'immagine che tutti conoscono, una delle figure più note della storia dell'arte, seconda solo alla Gioconda. È trascorso più di un secolo, ma che si tenga in mano o si ammiri in un museo si capisce subito che è un capolavoro. É la figura centrale della pittura di Munch, ma nell'epoca in cui lo dipinse era solo un quadro come tanti, non pensava di aver creato un simile capolavoro.
Edvard Munch era un animo inquieto, come si evince dai suoi dipinti. Visse a lungo in povertà e ci volle un po' prima che il suo stile innovativo e sconvolgente venisse accettato. Oggi per noi è il creatore delle immagini più espressioniste, singolari e ossessive del XX secolo. È l’ artista norvegese più famoso,Ipersensibile pronto a cogliere l'attimo. Esercitò un grande influsso sull'espressionismo tedesco. Ma cosa lo portò a dipingere qualcosa di tanto raccapricciante?Ebbe un'Infanzia terribile:Nacque in una famiglia che contava artisti abbastanza noti,a 5anni perde la mamma e una delle sorelle che muoiono di tubercolosi, ed è colpito da varie malattie causate da clima rigido. Mostra subito un certo talento, ma scoprirà la sua vocazione solo alla fine dell'adolescenza.
Dipinge in modo assolutamente insolito, accanendosi sui tanti strati di colore raschiandoli,graffiandoli,e uccidendoli con il coltello(come si nota soprattutto nella “bambina malata”). Giudica l'arte tradizionale soffocante e noiosa. Sin dall'inizio c'è un lato oscuro nelle sue tele, c'è sempre stato,era una persona che viveva al limite tra sanità mentale e follia. Sorprese un po' tutti con le sue opere, si pensava fosse un anarchico e un pazzo,i critici si scatenavano e lui lo apprezzava molto, pensava fosse fantastico e disse di non essersi mai divertito tanto. Molte opere,sopratutto risalenti alla prima fase della sua carriera,sono andate perdute,forse usate dal padre per pagare le spese.
Dell’urlo abbiamo quattro versioni, due pastelli e due oli, e persino delle incisioni su legno. Gli studiosi concordano che la prima sia quella del 1893, forse uno studio per il dipinto, sembra sia stata realizzata con una certa fretta, è poco raffinata, a pastello su cartone. Nel 1895 un commerciante d’arte tedesco acquistò “disperazione”, e tentò di acquistare anche “l’urlo”, ma senza successo: Munch era affezionato all’opera e decise di dipingerne una copia per venderla al mercante. Questa versione incuriosisce per via della cornice, che reca un testo in cui l'artista narra la genesi dell'opera. Dipinse la versione del 1910 per sostituire la precedente che non era più in suo possesso. Tempera su cartoncino. È diversa nella tecnica e nello stile, per certi versi anche nel contenuto. (Nelle varie versioni l'uso del colore è diverso,alcune più vivide, ci sono lievi differenze di composizione e anche gli occhi presentano piccole discrepanze)Qualcuno ha suggerito che in quel punto del fiordo ci fosse l'ospedale psic hiatrico in cui era ricoverata la sorella, forse Munch le aveva fatto visita e ne era uscito turbato…
STORIA-La Belle époque
Siamo In piena belle époque, le opere degli artisti più importanti sono in mostra .Viene Influenzato dai viaggi a Parigi,che diventa la sua meta più ricorrente, ma è a Berlino che scopre uno stile pittorico tutto suo. In quegli anni, infatti, in Germania nasceva l’espressionismo, un movimento d’avanguardia attraverso il quale gli artisti esprimevano la loro percezione della realtà attraverso forme e colori innaturali. 1890-1914, furono gli anni dell'ottimismo.
Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento l'Europa viveva in un clima di euforia generale. Le innovazioni tecnologiche e la fiducia in un progresso materiale avevano favorito la ripresa della crescita industriale ed economica. Di qui il diffondersi tra la borghesia di fine secolo di un clima di spensieratezza e di ottimistica fede nel futuro, che sembrava coinvolgere anche le classi meno agiate. La crescita aveva favorito lo sviluppo di nuove occupazioni, e anche le donne iniziavano ad accedere al mondo del lavoro. Aumentarono così il denaro in circolazione e i consumi. Il benessere, le strade illuminate, la merce in notevole quantità nei grandi magazzini, i caffè e i teatri, le nuove invenzioni: tutto dava la sensazione che si fosse raggiunto uno sviluppo grandioso e destinato a durare per sempre. Mentre sul mondo gravava la minaccia della guerra, la vita, soprattutto nelle grandi città, procedeva all'insegna della gioia di vivere. Non a caso questo periodo venne chiamato belle époque (letteralmente epoca bella), espressione coniata in Francia dopo la prima guerra mondiale con un senso di nostalgia dei tempi in cui si aveva l'impressione di essere finalmente entrati in un mondo nuovo e moderno. All'inizio del Novecento il mondo occidentale aveva molte ragioni d'orgoglio: grazie alle scoperte in campo medico e ai miglioramenti dell'igiene, la maggior parte delle epidemie era stata debellata e la mortalità infantile era stata ridotta notevolmente. Di conseguenza era aumentata la popolazione del pianeta, che arrivò a un miliardo e mezzo di abitanti, con una speranza di vita di 47 anni per quelli che vivevano nel mondo occidentale. Alla crescita demografica corrispose un impressionante aumento della produzione industriale e del commercio mondiale, che tra il 1896 e il 1913 raddoppiarono.
EDUCAZIONE FISICA- Lo sport di massa nella Belle époque
L'Europa era in pace da trent'anni, nessuno pensava più che la guerra potesse devastare ancora il mondo; si godeva della scoperta del “tempo libero”, del diritto allo svago e al divertimento: ciascuno, secondo le proprie possibilità economiche, migliorava di giorno in giorno la qualità della propria vita. La belle époque fu anche l'età nella quale lo sport si diffuse fra le classi popolari. Calcio, ciclismo e automobilismo attirarono sempre più l'interesse. Nella Belle èpoque nacque lo sport di massa, così come lo intendiamo oggi, cioè una serie di competizioni seguite da un gran numero di spettatori, organizzate e sponsorizzate da enti pubblici o privati e destinate a diventare un fenomeno di consumo.
Vennero inoltre ripristinate le Olimpiadi, grazie alla tenacia del barone Pierre de Coubertin, che in un mondo sempre più diviso da accaniti nazionalismi volle riunire gli atleti di tutte le nazionalità in una leale competizione sportiva. Da allora le Olimpiadi hanno avuto luogo in città diverse, ogni 4 anni. Per realizzare il suo ambizioso progetto, De Coubertin convocò a Parigi, nel 1894, il primo Comitato internazionale olimpico (CIO), incaricato di valutare e studiare l’eventualità di una ripresa delle Olimpiadi. Da allora il CIO è sempre stato il responsabile del regolare svolgimento dei Giochi olimpici e il garante del rispetto dei principi enunciati da De Coubertin. Le prime Olimpiadi dell'era moderna si tennero non a caso nel 1896 ad Atene, in Grecia, la terra in cui erano nate nell'antichità. Con circa 250 partecipanti, le Olimpiadi furono il più grande evento sportivo internazionale mai organizzato e vennero accolte con successo.
Nel corso delle olimpiadi vennero organizzate le cosiddette Giornate Antropologiche, competizioni separate da quelle ufficiali in cui venivano fatti gareggiare atleti di razze considerate inferiori a quella dei bianchi, come pigmei, nativi americani, eschimesi e mongoli, le cui esibizioni sportive finivano spesso per essere ridicolizzate come se fossero numeri da circo.
In quest'epoca cominciarono a dedicarsi allo sport professionale anche le donne, che diventarono sempre più consapevoli delle proprie capacità.
Se alle Olimpiadi di Parigi, nel 1900, parteciparono solo 15 donne su 1500 atleti di 22 Paesi, appena l'1%, in seguito questa cifra sarebbe aumentata. Lo sport infatti, sarebbe stato uno dei principali veicoli dell'emancipazione femminile.

Una sera passeggiavo per un sentiero con due amici, da una parte avevo la città,e sotto il fiordo. Mi sentivo stanco e malato, mi fermai a contemplare il fiordo.
il cielo si tinse all’improvviso di rosso sangue.
Sul fiordo nerazzurro e sulla città c’erano sangue e lingue di fuoco.
I miei amici continuavano a camminare, e io tremavo ancora di paura,
e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura, mi sembrò di udirlo in modo chiaro. Poi dipinsi questo quadro. Ritrassi le nuvole come fossero di sangue, il colore gridava. Così è nato l’urlo.

GEOGRAFIA- La Norvegia e i Fiordi
Munch ha parlato di “fiordo”, ma cos’è esattamente un fiordo?
I fiordi sono,insieme al clima particolarmente rigido, una delle caratteristiche più rappresentative della Norvegia, il paese natale di Munch.Situata nella penisola scandinava, che delimita a nord e a ovest con la sua forma stretta e allungata, la Norvegia è poco più grande dell’italia ed è bagnata dal Mar di Norvegia e dal mare del nord. La capitale della Norvegia è Oslo, la bandierina,invece, indica Løten, la città natale di Munch.
Un fiordo è un braccio di mare che si insinua nella costa,anche per molti chilometri. Per certi versi può essere paragonato a un lago,infatti fjord in norvegese significa lago. È una valle scavata da un ghiacciaio (o prima occupata da un fiume) dove è penetrato il mare.
Ma come si formano i fiordi? Ovviamente si tratta di un lungo procedimento che, nel tempo, è stato messo in atto dalla natura fino a creare questi splendori marini. In poche parole, 1) Prima delle ultime glaciazioni, il rilievo aveva le sue valli modellate spesso profondamente con profilo a V dai corsi d'acqua. 2) Le glaciazioni esercitarono sui fianchi e sul fondo delle valli un'immane azione di demolizione e modellamento. Le valli ne ebbero il fondo abbassato ed assunsero il caratteristico profilo a U. 3) Ritiratisi i ghiacciai, la parte inferiore delle valli fu occupata dal mare e il fiordo si presenta ora con i fianchi scoscesi e spesso con pareti verticali vertiginose. L’acqua sul fondo dei fiordi ha spesso una salinità molto bassa, a causa della sua provenienza dai torrenti e dallo scioglimento delle nevi: questa acqua dolce, più fredda, tende a scendere sul fondo e a non mescolarsi con l’acqua di mare presente in superficie.
Ecco i fiordi rappresentati nel quadro di Munch

Tecnica-la prospettiva
Quando parla della nascita del quadro, inoltre, Munch ci presenta i due amici, che si allontanano con noncuranza nonostante la sua condizione. In questo modo vuole rendere l’idea dell’indifferenza del mondo e sottolineare il suo stato d’animo di solitudine e angoscia, e rende questo allontanamento,nel quadro, attraverso l’utilizzo della prospettiva. La prospettiva è una tecnica del disegno che serve per rappresentare il vero, così come si presenta ai nostri occhi, dando la sensazione della profondità sul piano. In essa vengono applicate in modo grafico le leggi dell'ottica, quindi per esempio nel disegno, gli oggetti distanti appariranno più piccoli rispetto a quelli vicini.
Non esiste un unico procedimento, ma diversi si sono succeduti e migliorati nel tempo. Esistono tre diversi tipi di prospettiva: La prospettiva centrale o parallela, la prospettiva obliqua e la prospettiva aerea.
In questo caso ci troviamo di fronte a una prospettiva angolare (o obliqua), ovvero con due punti di fuga. I punti di fuga e di vista non coincidono, anche se si trovano sempre sulla linea d'orizzonte. Il secondo punto di fuga non si vede, poiché è situato al di fuori del foglio.
Da questa immagine possiamo trarre un'osservazione importante e che cioè i punti di fuga non devono necessariamente trovarsi dentro la parte di scena, che decidiamo di disegnare.

Così, l’Urlo ha finito per rappresentare l’artista ciò che Munch è riuscito a mettere su tela è inquietante, mette i brividi! È un quadro che esprime qualcosa di molto personale e al contempo universale, è un’opera che mette a nudo i turbamenti più profondi dell’essere umano, chiunque la veda può riconoscere nell’uomo che grida le sue angosce. È un’opera senza tempo. Le daranno la caccia ladri e i più ricchi collezionisti d’arte del mondo. Ebbene sì, due delle quattro versioni dell’Urlo sono state rubate (e, grazie al Cielo, recuperate) entrambe a Oslo, ed è stato il protagonista di un’asta da record: Ben 91 milioni di euro! Si conquista così il primato mondiale quale opera d'arte più costosa mai aggiudicata.


FOR THE ENGLISH AUDIENCE
this is a very famous picture: it’s the scream, painted by Edvard Munch between XIX and XX century. It’s an autobiographical painting, based on the Munch’s existential pain. It’s the symbol of the expressionism artistic movement. This movement was born in Germany. In this current the artists express their perception of the reality with unnaturals colors and deformed shapes. Edvard Munch was born in 1863 in Løten, Norway. His childhood was terrible, because it was marked by a lot of deaths. He live between sadness and suffering. One day, while he was walking, he felt heartbroken, and, for describe this seensation, he painted this picture. The men in the foreground who is crying is the artist, and on the background the sky, the land and the water seems restless.

POUR LE PUBLIC FRANCAIS
Ce que vous voyez c’est le cri, peinte par Edvard Munch à la fin du XIX siècle. C’est une toile autobiographique qui représente la douleur de l’artiste. C’est le symbol de l’art expressionniste. Dans ce mouvement, les artistes expriment leur perception de la réalité avec figures defformes et couleurs contre la nature. Edvard Munch est né dans 1863 à Løten, une ville norvégienne. Son enfance était terrible, car c’était marquée par beacoup de décès. Un jour, comme il se promenit, il se sentait fatigué et malade,et, pour décrire cette sensation, il peint cette table. L’homme au premier plan est l’artiste,et en arrière-plan la mer,la tierre et le ciel semblent agités.

SCIENZE-Il sistema nervoso
Ma come nasce la paura? Tutto parte dal sistema nervoso; il sistema nervoso ci consente di relazionarci con il mondo esterno,ma regola e coordina anche tutto ciò che avviene all’interno dell’organismo,dalle attività volontarie a quelle involontarie.
È diviso in sistema nervoso centrale e sistema nervoso periferico.
Il sistema nervoso centrale è formato da encefalo e midollo spinale
. L’ encefalo è contenuto nella scatola cranica,ed è formato a sua volta da cervello,cervelletto e midollo allungato.
Il cervello ha la forma di una grossa noce. Pesa circa 1 kg,ma il suo consumo di ossigeno è pari al 20% di tutto quello utilizzato dal corpo. È diviso in due emisferi: quello destro e quello sinistro,che comunicano tra loro tramite il corpo calloso, ed è protetto da tre membrane, le meningi. La parte esterna è formata da materia grigia, e si chiama corteccia cerebrale,mentre quella interna è formata da materia bianca. Il cervello è formato da quattro aree, ognuna delle quali svolge una funzione:Il lobo frontale elabora idee e pensieri, il lobo parietale ospita l’area sensitiva e quella motoria, il lobo occipitale l’area visiva e quello temporale l’area uditiva. Il cervelletto, invece, coordina i movimenti. Il midollo allungato regola le funzioni vitali involontarie.
Il midollo spinale è contenuto nella colonna vertebrale ed è collegato all’ encefalo. Come il cervello, anche il midollo spinale è formato da sostanza grigia e bianca, ma disposte in maniera opposta rispetto al cervello. La sostanza grigia, che quindi si troverà all’interno, ha una caratteristica forma”a farfalla”. Le cui estremità sono chiamate “corna”.
Il sistema nervoso periferico è formato dai nervi, che partono dal sistema nervoso centrale e raggiungono le varie parti del corpo. I nervi che partono dall’encefalo sono detti “cranici”, mentre quelli che partono dal midollo spinale sono gli “spinali”.
Ci sono due tipi di nervi: quelli sensitivi e quelli motori: i nervi sensitivi sono quelli che trasportano i messaggi dagli organi di senso al cervello, il quale elabora una risposta adeguata che vengono trasmesse attraverso i nervi motori, che dal cervello arrivano ai muscoli.

CITTADINANZA E COSTITUZIONE- L'articolo 9 della Costituzione italiana
Nella società contemporanea, più che mai, si dimostra indispensabile investire sul passato e salvaguardare il patrimonio culturale, e in questo caso, artistico. Il primo paese nel mondo a mettere tra i principi fondamentali la memoria e la bellezza è stato proprio l’Italia. Tutti i paesi lo hanno ripreso nelle loro Costituzioni. Bisogna tutelare quello che l’uomo ha fatto perché è la nostra carta d’identità, siamo noi, senza la cultura noi non siamo nessuno. Ed è anche per questo che oggi siamo qui a parlare di un’opera d’arte che, anche se proveniente da un altro paese, ha lasciato una grande impronta in tutto il mondo occidentale. Dopotutto, fa davvero tanta differenza? Italia, Norvegia, siamo tutta una famiglia, siamo tutti esseri umani di questo mondo, non vedo perché dovremmo preoccuparci solo delle opere d’arte italiane ed escludere il resto del mondo. Investire sulla cultura e la ricerca. Il più bello e fantasioso degli articoli, sospeso tra passato e futuro. Inoltre questo articolo ci invita a tutelare anche il paesaggio e la natura,ma, come tutti sappiamo, questa parte di articolo non viene molto osservata, con i numerosi e drammatici problemi ambientali. Ma abbiamo visto che anche in altre parti del mondo ci sono bellezze della natura e paesaggi mozzafiato, come i fiordi in Norvegia, che vanno comunque osservati e tutelati.

LETTERATURA-Ungaretti
Parlando di dolore esistenziale, anche in letteratura abbiamo diversi autori che esprimono le loro pene attraverso l’arte. In particolare,Giuseppe Ungaretti è quello che più mi ha colpita. Nasce 1888 Alessandria Egitto, da genitori che lavoravano per gli operai alla ricostruzione del canale di Suez come panettieri. Suo padre muore quando Giuseppe ha soli due anni, per questo possiamo paragonarlo a Munch. Alessandria è una città molto vivace che gli permette di sviluppare la sua passione per la poesia e stringere numerose e interessanti amicizie. Per mantenersi fa numerosi lavori, oltre alla carriera di scrittore. Nel 1912 si reca a Parigi dove conosce importanti poeti che lo esortano a collaborare con la rivista letteraria Lacerba, nella quale pubblica i suoi primi versi.
Nel 1914 si trasferisce a Milano. Siamo alle porte della prima guerra mondiale e vi partecipa volontario come soldato semplice di fanteria. Durante la guerra scrive numerose poesie, tutte accomunate dalla concentrazione della parola, che appare nuda,pura,essenziale, ma nasconde un significato molto profondo, spesso diventando il fulcro del componimento, infatti alcune poesie sono piuttosto brevi perché la singola parola evoca tante sensazioni che non necessita di spiegazioni, in tipico stile ermetico. La punteggiatura è quasi completamente assente. Nei suoi componimenti il dolore esistenziale si contrappone al senso di allegria e vitalità che, nonostante tutto, l'autore ricerca nei suoi versi.
Alla fine della guerra,si entra in un secondo periodo della poesia ungarettiana, nella quale si ritorna all'ordine, si abbandona il lessico scarno ed essenziale e si ritrovano metodi espressivi più colloquiali e forme metriche tradizionali.Più tardi, un susseguirsi di tragici eventi come la morte del fratello e del figlio ispirano la raccolta "il dolore", come afferma lui stesso "scritta piangendo“, alla quale appartiene la poesia “Non gridate più”.
In questa poesia il”grido” è inteso in maniera completamente diversa rispetto al quadro di Munch. Qui assume un significato ancora più simbolico: l’invito a smettere di “gridare”, che suona quasi come una preghiera,in questo caso vuol dire chiedere ai sopravvissuti, che dopo la guerra ancora si consideravano nemici, di non combattere più e ascoltare l’insegnamento di coloro che erano morti, riscoprendo la parte di umanità che sembrava essere stata cancellata dalla guerra.

MUSICA-L'espressionismo in musica
Tuttavia, l’espressionismo non è solo una tecnica pittorica ma la ritroviamo anche in musica, con il nome di dodecafonia. Quella dodecafonica è la tecnica compositiva più rivoluzionaria e radicale. Inventata da Arnold Schönberg, questo nuovo linguaggio musicale consiste nella totale distruzione del classico concetto di tonalità, utilizzando regole del tutto innovative, basate sul concetto di serie: La serie è una successione di dodici suoni che hanno uguale importanza e vengono combinati tra loro. Dal tema originale si ottengono poi la retrograda, l’inversa e la retrograda dell’inversa. Le composizioni in questo stile sono fortemente dissonanti e sgradevoli per l’orecchio, e manifestano il senso di angoscia e smarrimento dell’uomo moderno di fronte alla società contemporanea. Inoltre questi brani ricordano appena la musica barocca, ma l’utilizzo della tecnica dodecafonica li rende decisamente caotici, eliminando qualsiasi punto di riferimento e lasciando l’ascoltatore disorientato.

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