Razzismo, percorso

Percorso interdisciplinare sul razzismo, concatenato con tutte le materie curriculari delle scuole medie

E io lo dico a Skuola.net

Il razzismo:

Il termine “razzismo” viene associato, soprattutto, alla discriminazione verso colori di pelle diversi; ciò non è del tutto esatto perché la selezione può riguardare anche il sesso, le differenze religiose, politiche, economiche e di collocazione geografica. Quando si parla di ciò scaturiscono degli atteggiamenti di intolleranza pressoché quotidiani che si verificano in molte parti del mondo e si concretizzano in vari tipi di violenza, che partono da gesti di scherno e dalle minacce, fino ad arrivare all’omicidio , verso coloro che vengono ritenuti diversi e, più di ogni altra cosa, inferiori; infatti il razzismo oltre a riconoscere le differenze, le ingigantisce, con lo scopo di dominare, legittimando così la propria superiorità.
Le radici del razzismo sono antiche ed intrinseche, già nell’antichità vi erano nobili e schiavi, i cristiani venivano perseguitati e massacrati; negli Stati Uniti vi è stato il razzismo coloniale, nel corso del secolo scorso la presunzione di superiorità della razza ariana, proclamata da Hitler, che causò lo sterminio di milioni di ebrei;ed anche le stragi etniche di molti conflitti, sono state compite con motivazioni che convergono nel razzismo.
Queste forme di razzismo,tuttavia,non ebbero una precisa elaborazione teorica e non tentarono mai di appoggiarsi ad argomentazioni che facessero uso di concetti razionali. L’idea che fosse possibile dimostrare con l’evidenza scientifica una simile tesi si diffuse soltanto nell’ottocento,soprattutto nella cultura tedesca,e si andò rafforzando e radicando nella prima metà del secolo successivo. I tentativi compiuti da taluni
pseudo-scienziati per dimostrare l’esistenza di razze inferiori e superiori,non ebbero mai alcun fondamento,e addirittura appaiono oggi grotteschi. Un esempio ci viene riportato dallo studioso nazista Tirala,secondo cui “le diverse razze umane hanno avuto origini indipendenti l’una dall’altra e si sono sviluppate da specie diverse di uomini-scimmia”. Si tratta di concetti assolutamente indimostrati e indimostrabili,privi di credibilità,come tutte le teorie di questo genere,che si fondano non sull’analisi razionale,ma sull’impatto emotivo. I più recenti progressi nel campo della genetica hanno poi definitivamente mostrato l’inconsistenza di qualsiasi teoria sulla superiorità biologica dei bianchi,o addirittura di un particolare gruppo di bianchi,su individui di diverso colore,poiché il colore della pelle,come altre caratteristiche fisiche deriva da una serie di lentissimi adattamenti alle condizioni climatiche e ambientali di diverse regioni.
Se invece ci si riferisce a una presunta superiorità di tipo non biologico ma culturale,
gli scienziati affermano che la cultura di un popolo e dunque le sue conoscenze e le sue realizzazioni materiali,dipendono da fattori esterni,dal momento che è l’ambiente a stimolare certe risposte che,nel loro insieme,costituiscono la cosiddetta civiltà. Basandosi su cumuli di argomentazioni vaghe e menzognere come quelle su cui si sono basati i nostri antenati si costruì una teoria destinata a provocare una delle più terribili catastrofi che l’umanità abbia mai conosciuto:l’Olocausto, ovvero lo sterminio cinicamente programmato e brutalmente eseguito di sei milioni di Ebrei,colpevoli soltanto di esistere.

Anne Frank:

Anne Frank died when she was just a teenager and she became famous because her fascinating diaries survived her. She was Jewish and she was born in Germany. When she was four years old, the Nazis came to power in Germany. The Nazis didn’t want the Jews to live and work in Germany. They arrested them and sent to work camps or concentration camps. Anne’s Franks parents fled with Anne and her sister to Holland, but in 1940 the Nazis invaded the Holland. The Frank were in great danger. It was too late to leave, so they decided to hide. They made a secret annexe at the top of Mr Frank’s old warehouse and moved in with four other Jewish friends. For two years they never went out. Dutch friends smuggled in food for them,but life was very boring. In 1944 she started to write a diary. She hoped to be a writer when she grew up, but in October someone betrayed the secret annexe to the police. The Franks were arrested and sent to concentration camps in Germany. Only Anne’s father was still alive at the end of the war. His Dutch friend had found Anne’s diaries and kept them safe.

La seconda guerra mondiale:

La situazione in Europa alla vigilia del conflitto:Nel 1939 Hitler aumenta le sue pretese chiedendo alla Polonia di lasciare libero il porto di Danzica,il fuhrer era convinto che le democrazie occidentali si sarebbero opposte ma non sarebbero intervenute,la convinzione del fuhrer,stavolta era errata. Francia e Inghilterra stanche di subire,erano pronte ad intervenire e la Polonia non accettò le imposizioni dettate dal fuhrer. Di conseguenza il 1° settembre 1939 l’esercito tedesco invase la Polonia conquistando la parte occidentale,compresa la capitale Varsavia.Le regioni orientali erano invece occupate dall’Unione Sovietica. Il 3 settembre Francia e Inghilterra scesero in campo contro la Germania,iniziava così la seconda guerra mondiale.

Guerra lampo sul fronte occidentale:La Germania dopo aver occupato la Danimarca,la Norvegia, l’Olanda e il Belgio,sorprese l’esercito francese alle spalle,passando per il Belgio, aggirando così, il potente sistema di fortificazioni costruito dai francesi lungo il confine con la Germania (la linea Maginot). La tattica adoperata si rivelò vincente e senza trovare alcun ostacolo,le truppe di Hitler proseguirono verso Parigi e la occuparono il 14 giugno 1940.

L’Italia entra in guerra:In un primo momento Mussolini dichiarò per l’Italia la non belligeranza; ciò stava a significare che,per il momento l’Italia non partecipava alla guerra,restando pur sempre alleata della Germania.Prese questa decisione,poiché risentito dal fatto, che quando le truppe naziste,attraversarono il confine polacco,egli non fu nemmeno avvertito. In seguito,però con i rapidi e continui successi riportati dall’esercito nazista in Polonia e in Francia,Mussolini pensò che la vittoria sarebbe stata sicuramente in mano alla Germania e che quindi l’Italia dovesse parteciparvi,per beneficiare dei vantaggi derivanti dalla vittoria tedesca. L’Italia entrò in guerra a fianco della Germania il 10 giugno 1940.

I due volti della Francia:Pètain e De Gaulle: Il governo francese era governato da Philippe Pètain,che aveva deciso di collaborare con i tedeschi. Nel frattempo,il generale Charles De Gaulle,fuggito a Londra,costituì un governo in esilio della “Francia libera” e cominciò ad arruolare truppe francesi per combattere al fianco dell’Inghilterra.

La guerra nei cieli:la battaglia d’Inghilterra:L’Inghilterra rimase sola a sostenere il peso della guerra in Europa e nel Mediterraneo. Winston Churchill,un conservatore decisissimo a resistere a ogni costo,divenne capo di un governo di coalizione nazionale. La Luftwaffe,l’aviazione tedesca,attaccò per due mesi l’Inghilterra,che seppe,tuttavia, resistere grazie all’audacia dei piloti della sua aviazione.

La guerra nei mari-la battaglia dell’atlantico: La Germania contro la Royal Navy combattè una guerra sottomarina chiamata battaglia dell’Atlantico,questa era condotta dai sommergibili tedeschi contro i convogli mercantili che attraversavano l’oceano per rifornire l’Inghilterra. Gli ultimi seppero difendersi valorosamente,tanto che,nel corso della guerra,circa 800 sottomarini vennero affondati.

L’attacco nazista all’Unione Sovietica: Il 22 giugno 1941 Hitler attaccò di sorpresa l’Unione Sovietica. I russi inizialmente subirono gravi sconfitte,ma,l’Armata rossa seppe in seguito riorganizzarsi,aiutata in questo dall’inverno gelido, che ostacolava sia l’avanzare delle truppe tedesche, sia l’arrivo dei loro rifornimenti. Al fine di sconfiggere i Tedeschi, i Russi utilizzarono la tattica della “terra bruciata”,la stessa che 130 anni prima aveva fermato Napoleone. Nel frattempo in Italia,secondo quanto prevedeva il patto d’acciaio,Mussolini venne costretto ad inviare un corpo di spedizione nella Russia meridionale,ma il suo intervento non ebbe alcuna efficacia.

La guerra nei Balcani e in Africa: Mussolini nell’autunno del 1940 attaccò la Grecia.Il suo intento era quello di realizzare una serie di vittorie parallele a quelle della Germania,in modo da non restare in secondo piano. Gli esiti furono ben diversi,tanto da dover chiedere aiuto ai tedeschi che riuscirono ad occupare la Grecia e in seguito la Jugoslavia.Nell’Africa settentrionale e nel Mediterraneo si svolsero numerose battaglie,il controllo delle truppe italo tedesche fu affidato al generale Erwin Rommel,detto “la volpe del deserto”per la sua abilità e astuzia.

La guerra non si limita a restare in Europa:il 7 dicembre 1941, la guerra si estese al di fuori dell’Europa,l’aviazione giapponese attaccò di sorpresa la flotta americana ancorata nella baia di Pearl Harbor,nelle isole Hawaii. Germania e Italia,legate al Giappone da un patto di alleanza,dichiararono guerra agli Stati Uniti. Il colpo subito a Pearl Harbor fu durissimo, ma tuttavia, gli Stati Uniti non si arresero. Il loro intervento significò soprattutto l’entrata in scena della gigantesca industria americana.

La follia nazista: Nel 1942 quasi tutta l’Europa era sotto il dominio nazista. L’occupazione tedesca portò a un durissimo sfruttamento dei popoli sottomessi,costretti con la forza a lavorare gratuitamente nelle industrie o nei campi per finanziare la guerra. Tutti quelli considerati di “razza inferiore” vennero internati nei lager,dove la metà di questi morivano per la malnutrizione e per i maltrattamenti subiti. Altri, invece, venivano sottoposti a folli esperimenti medici e chirurgici,e infine eliminati a massa nelle camere a gas. Hitler, a partire dal 1941-1942, decise di far letteralmente sparire gli Ebrei dalla faccia dell’Europa. Venne imposto loro, di applicare sugli abiti la stella gialla per renderli riconoscibili nei luoghi pubblici. Vennero inoltre allestiti i cosiddetti campi di sterminio,con mezzi tecnici sorprendenti e di una rapidità agghiacciante:camere a gas e forni crematori. In questi campi morirono all’incirca 6 milioni di ebrei,non esiste nell’intera storia dell’umanità,una tragedia che possa essere anche solamente paragonata all’olocausto.

Alleati e Resistenza alla riscossa: Nel frattempo,l’andamento della guerra si ribaltò a favore degli alleati, che riuscirono a conquistare notevoli successi:la flotta americana sconfisse quella giapponese presso l’isola di Midway,nelle Hawaii;le truppe inglesi ebbero la meglio su quelle italo-tedesche a El Alamein,in Africa del Nord;l’esercito sovietico riportò un grande successo a Stalingrado.Intanto,nei paesi oppressi dai Tedeschi, si formarono gruppi volontari e clandestini di oppositori al nazismo,i partigiani,che diedero vita alla Resistenza. I partigiani svolgevano azioni di sabotaggio contro i tedeschi e passavano informazioni alle forze alleate. Contro di loro le autorità naziste moltiplicarono le rappresaglie,gli arresti e le fucilazioni;molte volte fu coinvolta anche la popolazione civile.

L’Italia: In Italia,la situazione militare e le condizioni civili si fecero sempre più difficili. I prezzi salirono vertiginosamente e gran parte dei prodotti di largo consumo,divenuti molto scarsi,vennero razionati. Intanto,il 9 luglio 1943 le truppe alleate sbarcarono in Sicilia. Ciò provocò una forte crisi all’interno dello stesso regime: il 25 luglio fu votato dal Gran Consiglio del Fascismo un ordine del giorno contrario a Mussolini. Il documento invitava il re a intervenire riprendendo i poteri dei quali Mussolini si era appropriato. Prontamente Vittorio Emanuele 3° fece arrestare Mussolini e formò un nuovo governo, presieduto dal maresciallo Badoglio,che l’8 settembre 1943 firmò un armistizio con gli angloamericani e alcune settimane dopo,dichiarò guerra ai Tedeschi. Poco tempo dopo, un commando di paracadutisti tedeschi riuscì a liberare Mussolini,che era tenuto prigioniero nel massiccio del Gran Sasso. Il duce,con l’appoggio di Hitler e delle truppe tedesche in Italia,creò un nuovo partito fascista repubblicano e si insediò a Salò,una cittadina sul lago di Garda,dove proclamò la repubblica di Salò, la quale si estendeva su tutto il centro-nord ed era controllata dai nazisti. A Sud continuò invece ad esistere il regno d’Italia,sostenuto dagli alleati. L’Italia così,alla fine del 1943 risultava divisa. Nello stesso tempo,si organizzava la Resistenza contro nazisti e fascisti.

Lo sbarco in Normandia e la resa tedesca: Nel 1944 gli Alleati sbarcarono in Normandia con la più grande operazione militare della storia. Dopo durissimi combattimenti,il generale francese De Gaulle entrò a Parigi, ormai liberata. L’ultimo attacco a Hitler fu sferrato da ovest a est,mentre i bombardamenti sulla Germania radevano al suolo intere città. Berlino venne circondata,mentre sul fiume Elba le truppe americane si incontravano con quelle sovietiche. Il 30 aprile 1945,Hitler si uccise. Pochi giorni dopo,le armate tedesche si arresero in tutta Europa. Il 25 aprile 1945 l’Italia venne liberata e Mussolini fu arrestato e fucilato insieme all’amante Claretta Petacci. Il 25 aprile segnava così la fine della Resistenza e della guerra di Liberazione,ma non tutto terminò in quel giorno:venti anni di fascismo e di dittatura e venti mesi di conflitto,che in molte zone aveva assunto il carattere di una vera e propria guerra civile,non potevano chiudersi di colpo.

La resa del Giappone e la fine della guerra: Rimaneva aperta la questione fra America e Giappone.Il presidente americano Harry S.Truman,si trovò di fronte alla drammatica decisione se usare o meno la bomba atomica. Truman decise per il sì. Il 6 e il 9 agosto 1945 due bombardieri americani lanciarono altrettante bombe atomiche sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki. Esse vennero totalmente distrutte:in pochi secondi morirono complessivamente 150.000 persone e altrettante furono i feriti;nei mesi e negli anni seguenti,quasi altrettante sarebbero state le vittime delle radiazioni emesse dalle due esplosioni. Il Giappone cessò i combattimenti il 14 agosto e firmò la resa il 2 settembre 1945. Era così terminata la seconda guerra mondiale,il conflitto più crudele e sanguinoso della storia.
Materiali nucleari:

L’energia nucleare è l’energia che tiene unita la parte interna dell’atomo,cioè le particelle che formano il nucleo. Il primo a intuire la possibilità di ottenere energia dal nucleo dell’atomo fu lo scienziato tedesco Albert Einstein.Nel 1905 enunciò la sua teoria dell’equivalenza tra materia ed energia,espressa nella formula:E=mc².
Questa permette di calcolare quanta energia si ottiene, facendo sparire una certa quantità di materia;la costante c² corrisponde alla velocità della luce (300000 km/s) elevata al quadrato. Poiché la costante è un numero grandissimo,basta far sparire una
piccola quantità di materia per ottenere una grande quantità di energia.
Per ricavare energia dal nucleo dell’atomo esistono due procedimenti opposti:
● la fissione (=divisione)di un nucleo pesante come quello dell’uranio.
● la fusione (=unione)di nuclei leggeri come quelli dell’idrogeno.
Tutti gli elementi esistenti in natura hanno un nucleo stabile,che non può essere rotto. L’uranio 235 costituisce un’eccezione:il suo nucleo molto pesante può essere diviso e liberare energia. I minerali di uranio contengono solo l’1% di uranio 235 ,mentre il restante 99% è uranio 238. In questo caso la reazione avviene molto lentamente. Tuttavia, con una tecnica molto complessa, è possibile arricchire l’uranio naturale aumentando la percentuale di uranio 235. Con l’uranio arricchito si può costruire la bomba atomica,oppure si può far funzionare un reattore nucleare.
Schema della fissione:
●Un neutrone è stato “sparato” contro un nucleo di uranio 235,che si spacca in due frammenti e lascia liberi anche altri tre neutroni
●La somma delle masse dei due frammenti e di quella dei tre neutroni è leggermente minore della massa del nucleo di uranio e del neutrone che l’ha ”spaccato”. La piccola parte di materia che scompare si trasforma in energia. Se accanto al nostro nucleo di uranio 235 ve ne sono molti altri,si può ottenere una reazione a catena.

La bomba atomica è un involucro che contiene materiale fissile arricchito al 90% circa. In questo caso la reazione a catena avviene in una frazione di secondo e libera una quantità enorme di energia. E’ l’uso distruttivo dell’energia atomica,usato per scopi bellici. La prima bomba atomica fu esplosa dagli americani nel deserto di Alamogordo. Tre settimane dopo,una bomba simile annientava le città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki.
Il reattore nucleare è un contenitore metallico dove si fa bollire l’acqua per trasformarla in vapore. Utilizza materiale fissile arricchito al 3% circa:la reazione a catena si sviluppa lentamente e libera un flusso regolare di energia in forma controllata. È l’uso “pacifico”,dell’energia nucleare,usata nelle centrali elettronucleari per produrre energia elettrica e nei mezzi navali per muovere le eliche. Il primo reattore è stato costruito negli USA nel 1951. Negli anni 1970-1980 sono state costruite molte centrali nucleari per produrre energia elettrica con l’uranio. L’Italia ha avuto in funzione per quasi vent’anni tre piccole centrali di tipo sperimentale. Nel 1980 è entrata in funzione la quarta,a Caorso ,con 840 MV. Sono state tutte disattivate dal 1987 a seguito di un referendum popolare. Il funzionamento di una centrale elettronucleare è simile a quello di una centrale termoelettrica convenzionale, con la differenza che l’acqua viene fatta bollire in un contenitore a pressione (detto reattore) in cui avviene la fissione dell’uranio. L’impianto è formato da tre parti distinte:edificio con il reattore,sala macchine,edifici ausiliari. L’edificio è un enorme cilindro di cemento armato,per un terzo interrato,alto complessivamente 70 m. Il reattore,collocato al centro,è un cilindro in acciaio inossidabile alto 22 m,avvolto da una schermatura di cemento armato chiusa da un coperchio che può essere rimosso da una gru. All’interno del reattore si trova il nocciolo,cioè l’insieme degli elementi di combustibile contenenti l’uranio e le barre di controllo per regolare la reazione a catena.
La sala macchine è simile a quella di una centrale termica convenzionale,con una turbina a vapore accoppiata a un alternatore.
Gli edifici ausiliari, contengono le piscine schermate piene d’acqua per la conservazione momentanea degli elementi combustibili esauriti,altamente radioattivi.
Nel reattore viene pompata dal basso l’acqua che filtrando, attraverso gli elementi combustibili, assorbe il calore emesso dalla fissione dell’uranio e si trasforma in vapore. Questo viene inviato direttamente nella turbina che trasferisce la propria forza meccanica all’alternatore che genera corrente. Le centrali come questa sospendono la produzione di energia circa una volta all’anno:il reattore viene fermato,poi si apre la calotta per estrarre gli elementi di combustibile “esauriti”. Questi sono altamente radioattivi e vengono conservati per 3-5 mesi nelle piscine per abbassarne la radioattività. Infine sono trasportati, in appositi contenitori nei più vicini impianti di ritrattamento

Giappone:

Nella seconda metà del Novecento,il Giappone è salito al secondo o terzo posto tra le potenze industriali del mondo,pur partendo da posizioni svantaggiate:
-Era stato sconfitto e devastato nella 2° Guerra Mondiale
-Ha una popolazione doppia della nostra,su un territorio poco più vasto
-E’ quasi privo di materie prime e ha un terreno coltivabile limitato
-Ha una lingua di antica origine ideografica,dalla grafia difficile che richiede molta applicazione
Lo sviluppo si deve all’impegno dei Giapponesi nello studio e nel lavoro come dovere patriottico e morale,all’abilità delle maestranze,agli investimenti in tecnologie sempre più moderne. Altro motore del progresso è stato il livello d’istruzione:non vi sono analfabeti e il 18% ha una laurea. È chiamato “il Paese del Sol Levante”(quello dove,dal continente,si vede sorgere il sole),ma è anche “il Paese più occidentale dell’Oriente” perché sin dal secolo scorso,ha adottato la tecnica e i sistemi di produzione europei e americani. La loro religione è lo shintoismo,una religione basata sull’amore per la natura e sul ricordo degli antenati,sulla tradizione delle feste e sulla venerazione per l’imperatore che riassume in sé la patria. Altra religione diffusa in Giappone è quella buddhista.
Il paese è completamente insulare,formato da quattro isole principali:
•Hokkaido,fredda e boscosa,è la seconda per superficie ma ha la minore densità di popolazione. Ha miniere di carbone e industrie,però presenta anche ambienti naturali intatti.
•Honshu,è la più estesa. Il centro è montuoso,con cime oltre i 3000 m. Ai due lati e in una depressione centrale si trovano le pianure del Giappone. A ovest troviamo la capitale Tokyo e la seconda città del Paese,Yokohama. Verso la costa,s’innalza il monte più alto,il Fuji.
Nel meridione dell’isola si trova il lago più grande,il Biwa.
•Shikoku,la minore tra le quattro,fra la sua costa e quella di Honshu chiude il Mar Interno,che è di forma allungata,poco profondo e molto inquinato.
•Kyushu è la più meridionale delle quattro,molto industrializzata già da un secolo per i suoi grandi giacimenti di carbone.
Il territorio si estende per 2000 km,proprio lungo la cintura di fuoco del Pacifico,ed è vicino ad una fossa oceanica che scende a oltre 9000 metri di profondità,quindi è bersagliato frequentemente da terremoti,tsunami,e dai tifoni.
Questa estensione in latitudine dà al Paese grande varietà di climi,con abbondanza di piogge specialmente in estate per i monsoni. Il nord ha inverni rigidi,il versante occidentale,è più freddo perché esposto ai venti siberiani,il versante del Pacifico ha climi più miti. Il clima migliore si trova nelle fasce costiere meridionali. Il territorio è per tre quarti montuoso, e i rilievi seguono tutta la lunghezza dell’arcipelago. Molti di essi sono vulcani, e più di 50 sono ancora attivi. I fiumi sono ricchi di acque ma hanno corso breve. Le coste del Pacifico sono ben articolate,con ottimi porti. La vita e l’economia del Paese sono molto legate al mare:cantieri navali,attività portuali per una nazione che deve importare quasi tutte le materie prime ed esportare molto,e la pesca,che è da primato mondiale. Il paese ha 27000 km di coste; nei secoli di isolamento ha vissuto del mare. Ogni giapponese consuma dieci volte più pesce di un italiano, e preferisce mangiarlo crudo. L’acquacoltura è molto diffusa e viene ancora praticata la caccia alla balena(proibita da regole internazionali). Sulle coste delle isole meridionali si pratica la “coltivazione” delle perle. I contadini sono tutti proprietari della terra e sono aiutati da sussidi governativi,ma il suolo coltivato è poco più del 13% e gran parte del fabbisogno alimentare deve essere importato. La bevanda nazionale è il tè,coltivato sulle pendici del centro sud. La tradizionale produzione della seta è in calo perché richiede molta manodopera.
Il Giappone ricava dal suolo vari minerali,ma in scarsa quantità;solo il carbone è abbondante. La produzione di energia elettrica dipende per il 10% da fonti idroelettriche,per un terzo dalle centrali nucleari che hanno avuto alcuni gravi incidenti per difetti nei controlli di sicurezza,e per il resto da centrali termoelettriche alimentate in gran parte dal petrolio importato. Lo sviluppo industriale cominciò con l’industria pesante:siderurgia,chimica e cantieri navali da cui escono la metà delle costruzioni mondiali di navi e le superpetroliere da 500.000 tonnellate di stazza. Dal decennio 1960-1970,l’industria si è dedicata alle produzioni ad alta tecnologia,e quindi più redditizie.
Produce all’anno milioni di autoveicoli,motociclette,videoregistratori,condizionatori d’aria,videocamere,orologi,macchine fotografiche,computer,fotocopiatrici e persino pianoforti e chitarre.
Un grave problema è l’urbanizzazione. L’ urbanesimo così concentrato pone il problema dell’alto inquinamento dell’aria e delle acque,dello smaltimento dei rifiuti,dei trasporti,della scarsità dello spazio. Le conurbazioni a livello di megalopoli sono due: Tokyo-Kawasaki-Yokohama con 30 milioni di abitanti e Osaka-Kobe-Kyoto con 12.
Le principali città sono:
•Tokyo,la capitale,fu distrutta da un terremoto nel 1923 e di nuovo dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Ha 105 università,400 km di metropolitana,50 stazioni ferroviarie,grattacieli di acciaio e vetro,ma metà delle case non possiede fogne e servizi sanitari e le strade non sono riconoscibili dato che non sono contrassegnate da nomi o numeri.
•Yokohama,è una grande città industriale e l’avamporto della capitale,grazie ai suoi fondali profondi
•Osaka,terza città del Paese,ha come porto principale la vicina Kobe;sullo stesso asse,Kyoto è l’antica capitale,un importante centro turistico famoso per i suoi templi e monumenti,non toccata dai bombardamenti.

Vulcani:

Un vulcano è una spaccatura della Terra attraverso la quale viene emesso il magma e intorno alla quale si è formato,generalmente,un rilievo conico costituito dai materiali eruttati. La struttura di un vulcano è la seguente:


● Il cratere è lo sbocco esterno del camino. Oltre al cratere principale possono esistere
crateri secondari,ognuno con il proprio camino.
● Il cono vulcanico è il rilievo che si forma intorno al condotto dovuto al deposito dei
materiali eruttati;la sua forma dipende dalla composizione del magma.
● Il condotto o camino vulcanico mette in comunicazione il bacino con l’esterno e
permette la risalita del magma.
● Il bacino magmatico o camera magmatica è il serbatoio sotterraneo in cui si trova il magma che alimenta il vulcano.
Un’ eruzione vulcanica presenta,in genere, più fasi che possono succedersi in modo diverso: la fase premonitrice è costituita da una serie di fenomeni che preannunciano l’inizio dell’attività; la fase esplosiva riapre o amplia il cratere già esistente o apre nuovi crateri,durante questa fase il vulcano comincia a emettere materiali allo stato gassoso,fuso o solido; la fase di deiezione è caratterizzata dall’emissione del magma che scorre sui fianchi del cono vulcanico; la fase di emanazione è caratterizzata dall’emissione di vapori,indica di solito una diminuzione dell’attività vulcanica.
Quando il magma esce all’esterno del vulcano i gas in esso intrappolati si diffondono nell’atmosfera e la sua temperatura diminuisce: si forma così la lava. La lava solidificandosi può assumere diversi aspetti: a blocchi,a corde,a focacce,a cuscini. Oltre alla lava il vulcano può emettere altri materiali: le ceneri sono particelle impalpabili di magma che possono rimanere nell’aria per molto tempo dopo l’eruzione; i lapilli sono frammenti di lava che raggiungono al massimo la dimensione di una noce; le bombe vulcaniche sono brandelli di lava di maggiori dimensioni lanciati in alto dalla violenza dell’esplosione;la loro forma ovoidale è causata dal loro moto vorticoso.
Il materiale eruttato e la sua componente chimica influenzano direttamente l’attività
vulcanica determinando diversi tipi di eruzione.
Se il magma è acido e viscoso i gas contenuti restano intrappolati per lungo tempo e si liberano poi in modo violento. Questo tipo di magma dà origine a eruzioni esplosive. Tali eruzioni formano un cono vulcanico a fianchi ripidi,poiché i materiali consolidano vicino al cratere:si ha uno strato vulcanico,come lo Stromboli, il Vesuvio e l’Etna.
Se il magma è basico e fluido i gas contenuti si liberano facilmente dal magma senza provocare esplosioni;si hanno eruzioni effusive con colate tranquille che possono defluire anche per decine di kilometri. Tali eruzioni formano dei vulcani a scudo,con fianchi poco inclinati, come il Kilauea nelle Haway.
Gli scienziati considerano attivi i vulcani che hanno avuto almeno un’eruzione in tempi recenti; spenti i vulcani che non danno più tracce di attività o hanno un bacino magmatico esaurito; quiescenti i vulcani che da secoli non eruttano più lava ma si limitano ad emettere gas e vapore acqueo poiché il loro bacino magmatico non è esaurito e potrebbero ridiventare attivi in qualunque momento.
In Italia vi sono vulcani attivi (Etna,Stromboli,Vulcano), un vulcano quiescente (Vesuvio) ma anche vulcani ormai spenti,i cui crateri,occupati dalle acque,ospitano laghi come ad esempio quelli del Lazio.


Ermetismo:

In Italia, tra gli anni Venti e Trenta,cioè nel periodo fra le due guerre mondiali, si afferma la più alta espressione poetica del Novecento: l’Ermetismo. Questo termine, viene coniato dal critico Francesco Flora per sottolineare la difficoltà di comprensione di questo tipo di poesia. È probabile comunque che il termine “ermetico” sia derivato dal nome del dio greco Ermes, considerato il dio dei misteri in quanto accompagnava le anime dei morti nell’aldilà. I poeti ermetici intendono la poesia come momento di folgorazione, di grazia, come intuizione improvvisa del mistero della vita. Le loro composizioni sono scarne,brevi,diventano poesia pura,essenziale,che si esprime attraverso poche parole di intenso valore allusivo,simbolico,capaci di evocare sensazioni straordinarie. Gli ermetici rifiutano qualsiasi formalismo esteriore e riducono tutto all’essenziale:semplificano la sintassi privandola dei nessi logici,aboliscono talora la punteggiatura, utilizzano il verso libero che evidenzia maggiormente il valore della singola parola. I poeti ermetici in modi concentrati ed essenziali esprimono il senso di vuoto, la solitudine morale dell’uomo contemporaneo,il suo “male di vivere” in un’ epoca travagliata da tragiche esperienze sociali e politiche come quelle della Prima guerra mondiale e del ventennio fascista. Il poeta ermetico più rappresentativo è senz’altro Giuseppe Ungaretti. La poesia di Salvatore Quasimodo e di Eugenio Montale, se inizialmente si può collegare con l’ermetismo,in seguito assume caratteristiche del tutto originali e innovative.


Giuseppe Ungaretti:
Giuseppe Ungaretti nasce il 10 febbraio 1888 ad Alessandria d’Egitto da genitori lucchesi,trasferiti in Africa per lavorare alla costruzione del canale di Suez. A due anni il poeta subisce il primo lutto in famiglia:la morte del padre. Nel 1912 Ungaretti si trasferisce a Parigi:studia per due anni alla Sorbona,segue le lezioni di filosofia di Bergson, ma non si laurea. Frequenta gli ambienti dell’avanguardia,venendo a contatto con importanti personalità artistiche e letterarie di quel tempo,come Picasso, Braque, De Chirico,Marinetti,Boccioni…
Rientra in Italia nel 1914,si abilita all’insegnamento della lingua francese e lavora a Milano. Questo è il periodo in cui inizia la sua attività poetica. Allo scoppio della guerra, è attivo come interventista, si arruola come volontario, ed è mandato a combattere sul fronte del Carso. Questa esperienza di trincea spinge Ungaretti a una profonda riflessione sull’effimera condizione umana e sul valore della fratellanza tra gli uomini. Alla fine della guerra si stabilisce a Roma. Nel 1936 riceve l’incarico di insegnare Letteratura italiana all’Università di San Paolo in Brasile. Rientrato in Italia nel 1942,continua il suo insegnamento all’università di Roma.Muore a Milano nel 1970. Le sue raccolte di versi più importanti sono: Il porto sepolto, L’allegria, Sentimento del tempo, Il dolore. Una delle composizioni maggiormente note di Ungaretti è Veglia.

Veglia:

Cima Quattro il 23 dicembre 1915

Un’intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
con la sua bocca
digrignata
volta al plenilunio
con la congestione
delle sue mani
penetrata
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d’amore

Non sono mai stato
tanto
attaccato alla vita.

In questa poesia Ungaretti esprime in pochi versi,semplici ma intensi di significato, ciò che prova durante una notte…una tragica notte…
Racconta di aver passato l’intera notte a sostenere un compagno moribondo,
sanguinante che volge, con la bocca digrignata, il volto al cielo,con le mani rese gonfie e livide dalla morte. Nel suo più profondo silenzio,adesso, si trova a ripensare e a trascrivere quei momenti…quei momenti pieni di incertezze e di sofferenze atroci, in cui ogni uomo avrebbe davvero capito fino in fondo il prezioso valore della vita.


Cubismo:

A partire dal 1907, a Parigi, Pablo Picasso e Georges Braque danno vita al Cubismo. Nel dipingere un oggetto l’artista non deve riprodurlo come lo vede,ma come lo conosce,ovvero come questo da lui è stato interiorizzato. Per questo motivo i pittori cubisti abbandonano i metodi tradizionali di rappresentazione, quali la prospettiva, il chiaroscuro, i princìpi di simmetria e di equilibrio. I Cubisti semplificano le forme delle cose in volumi geometrici puri.
Il Cubismo nel corso del tempo,ha attraversato tre fasi:
● Il Cubismo originario, in un primo periodo gli artisti cubisti rappresentano in modo
schematico e semplificato le forme,come puri volumi. I temi più frequenti sono
paesaggi e composizioni di oggetti usuali.
● Il Cubismo analitico, le figure sono spezzate da linee e frammentate mediante la
sovrapposizione di piani
●Il Cubismo sintetico, l’oggetto rappresentato è scomposto e ricomposto secondo il
principio della visione simultanea. Le immagini sono semplificate e sempre più
lontane da come ci appaiono in realtà, ridotte ad elementi essenziali,ormai soltanto
accennati. Si sperimenta la tecnica del collage.
Nel 1912 Picasso realizza il primo collage della storia della pittura.

Picasso:

La figura di Picasso è strettamente legata allo sviluppo dell’arte del XX secolo. La sua attività può essere considerata un grande laboratorio di sperimentazione:egli si misura con la pittura,la scultura, l’incisione,la scenografia teatrale.
La storia con i suoi eventi drammatici (le due Guerre Mondiali, la Guerra di Spagna) segna fortemente il suo linguaggio. A Parigi, all’inizio del secolo, Picasso avvia il processo di progressiva semplificazione delle forme e dei colori che lo porta a rinunciare alle norme accademiche che egli,comunque ,padroneggiava. Dapprima utilizza esclusivamente il blu (“periodo blu”), steso in diverse tonalità. Con il blu, colore freddo,egli rappresenta la triste condizione dei poveri e degli emarginati. Le figure,spesso allungate sono definite mediante una spessa linea di contorno.
Nel 1904 inizia il cosiddetto “periodo rosa”. Ora Picasso raffigura attori,saltimbanchi,giocolieri del circo:sono forse allusione alla figura del giullare,da sempre simbolo della libertà. Prevale una gamma di tinte calde,tenui, con le quali il pittore realizza effetti di rilievo e forme più solide.
Nel 1907, il quadro Les demoiselles d’Avignon preannuncia il Cubismo: cinque figure femminili sono disposte in assoluta libertà entro uno spazio frammentato, in cui i volumi e i piani sono scomposti e ricomposti in modo bidimensionale. Giunto all’apice della sua esperienza cubista,però, Picasso muta il suo linguaggio espressivo. Sperimenta contemporaneamente più stili. Dal 1917, in seguito ad un viaggio in Italia, si lascia persino ispirare dal classicismo.

Guernica:

Guernica è il nome di un famoso dipinto del 1937 di Pablo Picasso, che rappresenta il bombardamento aereo da parte della Luftwaffe, sulla cittadina basca di Guernica.
Picasso, che apprese la notizia a Parigi, portò a compimento l’opera in soli due mesi.
L'opera inizialmente non rappresentava il bombardamento della cittadina spagnola,ma era nata per commemorare la morte di un famoso torero dell'epoca e si intitolava En muerte del torero Joselito. In seguito il governo spagnolo incaricò Picasso di creare un'opera che potesse rappresentare la Spagna all'Esposizione mondiale e che fosse in grado di attirare l'attenzione dell'Europa sulla guerra civile. Picasso allora,scelse di consegnare Guernica ,in modo da esprimere l'orrore di una nazione e di un popolo di fronte alla strage della guerra. Egli prese spunto in modo particolare da un articolo in cui il giornalista descrisse la brutalità dell'evento, evidenziando, anche attraverso una fotografia, che la città era stata completamente rasa al suolo.
Il quadro è realizzato secondo lo stile del cubismo e la novità di quest'opera consiste nell’uso del bianco e nero, suggerito dalle immagini di distruzione apparse sui giornali, il tutto per accentuare la carica drammatica di quanto è rappresentato.
Nel quadro non vi è un’unica fonte di luce, le varie figure sono illuminate diversamente e da angolature diverse con un gioco di chiaro scuro per rendere più drammatico l’evento e confondere l’osservatore. Picasso non descrive l’evento in modo naturalistico: pochi segni indicano un incendio,qualche apertura le finestre.
Distinguiamo, però,alcune figure: un toro,donne e uomini in fuga, un cavallo che, dimenandosi,domina la scena. Il toro è il simbolo della Spagna offesa. Di una Spagna che concepiva la lotta come uno scontro leale e ad armi pari. Uno scontro leale come quello della corrida dove un uomo ingaggia la lotta con un animale più forte di lui rischiando la propria vita. Invece il bombardamento aereo rappresenta quanto di più vile l’uomo possa attuare, perché la distruzione piove dal cielo senza che gli si possa opporre resistenza. La fine di un modo di concepire la guerra viene rappresentato, anche in basso, da un braccio che ha in mano una spada spezzata: la spada, come simbolo dell’arma bianca, ricorda la lealtà di uno scontro che vede affrontarsi degli uomini ad armi pari. A destra si allungano il profilo stilizzato di una testa umana e un braccio che tiene accesa sulla scena una lampada a petrolio, forse a rappresentare le ricerche dei feriti avvenute di notte al termine del bombardamento o semplicemente una persona che si affaccia dalla propria casa cercando di capire cosa stia accadendo. Sul margine destro della piramide centrale ,vi è una figura di donna che guarda in alto con un’espressione ignara non capendo cosa cade dal cielo. Sulla estrema destra tra case e finestre vi è una figura col capo rovesciato all'indietro, la bocca spalancata in un grido di dolore mentre è avvolta dalle fiamme. A sinistra,giace,al suolo con le braccia aperte quasi fosse crocefisso, la figura di un uomo, forse una statua, che stringe con la mano destra una spada spezzata. Gli occhi e la bocca ricordano un uomo morto ma il collo finisce con una forma geometrica più simile ad una statua rotta. Le sue braccia mostrano i nervi tesi in uno estremo dolore. Quasi al centro vi è rappresentato un cavallo che sembra essere ferito ed è raffigurato in una posizione innaturale con le fauci dolorosamente spalancate da cui fuoriescono strazianti nitriti. Forse impazzito dal rumore assordante del bombardamento. Nella bocca ha una sagoma che ricorda quella di una bomba. Esso è la figura che simboleggia la violenza del bombardamento, che sconvolge la vita quotidiana della cittadina basca ed è la prima cosa che l’osservatore vede guardando il quadro. Sopra la testa del cavallo s'innalza un grande "Occhio di Dio" messo come monito alla violenza e a ricordare che tutto ciò che accade viene sempre visto dall’Occhio di Dio.

Francesco Guccini:

Francesco Guccini è nato a Modena il 14 giugno 1940, ma a causa della guerra ha trascorso l’infanzia e parte dell’adolescenza nel paese dei nonni paterni, Pàvana, località dell’Appennino Pistoiese. Ha frequentato l’Istituto magistrale a Modena e la facoltà di Magistero Lettere a Bologna, città nella quale si è trasferito nel 1960. Ha fatto per due anni il cronista alla Gazzetta di Modena ed ha insegnato per vent’anni lingua italiana presso un’Università Americana (Dickinson College) con sede a Bologna. Ha cominciato a suonare e scrivere canzoni alla fine degli anni cinquanta, a metà degli anni ’60 è uscito il suo primo Long playing, un disco in vinile a 33 giri. Ha alle spalle la realizzazione di 19 Long playing e può contare, in Italia, su un seguito consolidato in trent’anni di attività. Ama considerarsi appartenente alla famiglia dei cantastorie dai quali ha ereditato una tecnica raffinata nella costruzione dei versi delle sue canzoni, unica nel suo genere. È stato considerato a lungo il cantautore politicizzato per eccellenza. E questo è una specie di equivoco alla creazione del quale hanno contribuito in modo determinante eventi storici che facevano sì che ogni affermazione venisse interpretata alla lettera, con l’occhio di quei tempi. Guccini è certamente “politico”, ma nel senso lato del termine. Politico è il suo modo di raccontare le cose, mai, o quasi mai, avulse da una realtà che dal particolare, può arrivare all’universale. Politico è il suo modo di narrare, strettamente legato ad una forma dubitativa espressa attraverso una velata ironia che è una delle caratteristiche più interessanti di Guccini. Il “ma”, il “forse”, l’ ”oppure” cui ricorre ampiamente nelle sue canzoni servono a stemperare le sue affermazioni, che, più che tali, sono invece pensieri suscettibili di diverse interpretazioni. Non è certo un caso che Guccini venga oggi studiato nelle scuole come esempio di “poeta” contemporaneo e che gli sia stato conferito nel 1992 il Premio Librex-Guggenheim. In seguito, ha deciso di proporsi come scrittore. Il suo primo libro “Croniche Epifaniche”, autunno 1989, è diventato un
best-seller.

Auschwitz:

Auschwitz è indubbiamente una delle più celebri canzoni di Guccini, simbolo della sua partecipazione ai drammi umani e del suo intendere la musica non solo come diletto, ma come strumento di denuncia anche se non necessariamente apportatore di rivoluzioni. Egli prende in esame il tema dell’olocausto, ma la seconda parte della canzone trascende tale contesto per abbracciare una più estesa riflessione sulla ferinità umana. Guccini scrive e canta la storia terribile ed emblematica di un anonimo bambino morto e bruciato nel famigerato campo di sterminio nazista. Si tratta di una storia-simbolo delle altre sei milioni di vittime dell'orrore hitleriano.

Son morto con altri cento
Son morto ch'ero bambino
Passato per il camino
E adesso sono nel vento,
E adesso sono nel vento.

Ad Auschwitz c'era la neve
Il fumo saliva lento
Nel freddo giorno d'inverno
E adesso sono nel vento,
E adesso sono nel vento.

Ad Auschwitz tante persone
Ma un solo grande silenzio
È strano, non riesco ancora
A sorridere qui nel vento,
A sorridere qui nel vento

Io chiedo, come può un uomo
Uccidere un suo fratello
Eppure siamo a milioni
In polvere qui nel vento,
In polvere qui nel vento.

Ancora tuona il cannone,
Ancora non è contenta
Di sangue la belva umana
E ancora ci porta il vento,
E ancora ci porta il vento.

Io chiedo quando sarà
Che l'uomo potrà imparare
A vivere senza ammazzare
E il vento si poserà,
E il vento si poserà.

Io chiedo quando sarà
Che l'uomo potrà imparare
A vivere senza ammazzare
E il vento si poserà,
E il vento si poserà.

L’egalitè:

Le principe d’ègalitè s’est affirmè en France le long d’un parcours de plusieurs siècles à travers des ètapes fondamentales:
26 août 1789: Dèclaration des droits de l’homme et du citoyen.
La Dèclaration universelle des droits de l’homme incite les peoples à un comportement fraternal. Chacun peut combattre le racisme e la xènophobie.
art. premier: “Les hommes naissent et demeurent libres et ègaux en dignitè et en droits. Ils sont douès de raison et de con science et doivent agir les uns envers les autres dans un esprit de fraternità”.
art. septième: “Tous sont ègaux devant la loi et ont droit sans distinction à une ègale protection de la loi. Tous ont droit à une protection ègale contre toute discrimination qui violerait la prèsente Dèclaration et contre toute provocation à une telle discrimination”.
1.Quelques definitions de dèlits racists
a) Propos qui infèriorisent de manière rèpètèe une personne à cause de ses origins.
b) Port de la croix gammèe, d’uniformes SS, etc., dans un lieu public.
c) Refus d’embauche ou de stage, sanction ou licenciement,entrave à l’exercice normal d’une activitè èconomique, refus de fournir un bien ou un service, refus d’accès à un lieu accueillant du public.
d) Menace ècrite ou orale de commetre un crime ou un dèlit contre une o des personnes.
e) Lors d’une èpreuve sportive, port d’insignes èvoquant une idèologie raciste ou xènophobe, provocation à la haine ou à la violence à l’ègard d’une personne ou d’un groupe de personnes.
f) Injure raciste (publique ou non ), diffamation raciste (publique ou non), provocation à la haine ou à la violence raciste, conte station de l’existence des crimes contre l’humannitè, ou au contraire leur èloge.

Pallavolo:

La pallavolo è un gioco “aggregante”, in cui la squadra partecipa coralmente ed ogni componente ha le sue responsabilità. L’azione di gioco è veloce, richiede interventi che migliorano la coordinazione,i tempi della reazione motoria,l’abilità. Ciascun giocatore “presidia” una zona del campo e si muove in sintonia con gli altri. La pallavolo è un gioco a squadre che si pratica su un terreno di m 18 x 9.Lo spazio al di sopra del campo deve essere libero,per le gare ufficiali,almeno 7 metri; a livello mondiale, 8 metri.
Nelle palestre, la superficie di gioco deve essere di colore chiaro. Le linee che delimitano le varie zone devono essere di colore diverso dal terreno e larghe 5 cm.
La rete è posta sopra la linea centrale,ad un’altezza di m 2,43 per gli uomini e 2,42 per le donne. La palla deve avere una circonferenza di 66 cm e pesare 260/280 grammi.
Le squadre possono disporre di 12 giocatori ciascuna:6 in campo e 6 in panchina. I 6 in campo si dispongono ugualmente divisi nelle due zone del proprio terreno:3 in attacco e 3 in difesa,disposti a seconda delle esigenze della partita. Ogni giocatore non può toccare il pallone per due volte consecutive e la squadra può effettuare un massimo di tre tocchi netti,per rinviare il pallone nel campo opposto. Il gioco ha inizio con il fischio dell’arbitro che comanda la battuta,da parte della squadra che ha vinto il sorteggio;il pallone,colpito con una sola mano, può anche toccare la rete,durante il tiro nel campo avverso. Si perde invece il punto se il pallone finisce a rete,va fuori del campo o cade nel proprio terreno di gioco. La squadra che conquista il punto ha diritto alla battuta successiva. Quando una squadra conquista la battuta,prima di effettuarla deve far spostare i giocatori,con una rotazione in senso orario, in modo che chi sta in zona 2 si incarichi di battere. Ogni partita si divide in set. Il set si vince a 25 punti. In caso di parità ai 24 punti, il gioco continua fino allo scarto di due lunghezze. Due sono gli arbitri che dirigono la partita,coadiuvati da due giudici di linea e da un segnapunti.


I falli più comuni, che determinano la perdita del punto, sono:
●infrazione di “doppia”(doppio tocco):un giocatore colpisce la palla con due diverse
parti del corpo,oppure prima con una mano e poi con l’altra,o infine la tocca due volte
consecutivamente;
●infrazione di “trattenuta”: il pallone non viene respinto con un tocco netto,ma viene
trattenuto o accompagnato;
●fallo di “rotazione”:quando uno o più giocatori non mantengono l’ordine di
rotazione,dettato dalla formazione iniziale;
●fallo di “posizione”:al momento della battuta,uno o più giocatori non sono in posizione
corretta;
●fallo di “rete”:la rete non deve essere mai toccata;il contatto è punito;
●fallo di “invasione”:quando il giocatore invade il campo avversario in fase aerea o a
terra


Le figure che dirigono la partita sono:
-il primo arbitro:situato a lato della rete,su una scaletta,che dirige le operazioni della partita,ha il compito di chiarire eventuali contrasti,di sanzionare i falli,di comandare l’inizio e la fine di ogni set e della partita;
-il secondo arbitro:posizionato dalla parte opposta al primo,vicino al tavolo del segnapunti,che segnala i falli a rete;controlla che le rotazioni avvengano secondo le regole;controlla le interruzioni del gioco;
-il segnapunti:che compila il referto cioè documento ufficiale della gara;registra i nomi dei giocatori,le sostituzioni, il punteggio,i tempi di sospensione
-due (o quattro) giudici di linea:che indicano quando la palla è caduta nel campo

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