Alienazione
Sotto la voce alienus.
Alienazione deriva dall'aggettivo latino e questo, a sua volta, dal pronome indefinito alius (in greco allos): altro.
Il termine fa riferimento a colui che non appartiene alla nostra comunità e che, quindi, ci è estraneo. L'alienazione, nel suo verbo “alienare”, fa parimenti riferimento all'atto dell'allontanare o dell'estraniare da sé e, quindi, all'atto di prendere distanza da qualcuno o da qualcosa.
La terminologia legata a questa parola viene spesso usata anche per indicare i folli, gli alienati mentali per l'appunto, o chi vive ai margini della società e della comunità umana. Altre volte il termine viene utilizzato per indicare genericamente il disagio dell'uomo nella moderna civiltà industriale, in cui l'artificio, che gli è proprio, lo fa sentire lontano dalle proprie radici naturali.
Può ancora essere inteso come quel processo mediante il quale l'individuo o una collettività trasformano la propria coscienza fino a renderla contraddittoria con ciò che si doveva aspettare dalla sua condizione. È anche lo stato mentale caratterizzato da una perdita del senso della propria identità.
Come si può notare, questo termine nasconde molteplici interpretazioni che furono usate da noti filosofi come Rousseau, Hegel, Marx ed Engels. Ritroviamo ancora questo tema in autori inglesi: emblematico fu il romanzo 1984 di George Orwell. Anche tra quelli italiani, a mio giudizio, risalta mirabilmente la figura di Luigi Pirandello.
Con l'avvento della cinematografia, furono girati film sul tema dell'alienazione, e un esempio significativo è “Tempi moderni”, interpretato da Charlie Chaplin.
Karl Marx
Filosofia marxista: brevi cenni
Per poter parlare di alienazione in modo fluido e pratico è utile approfondire gli studi di colui che, meglio di ogni altro filosofo, ha saputo coniugare la teoria con la prassi. Con il suo pensiero si apre una nuova visione sugli aspetti dell'alienazione: dalle sue cause storiche agli effetti ripercossi sulla società.
Il marxismo rappresenta una delle componenti intellettuali e politiche più importanti dell'età moderna. E Marx, oltre che essere stato il “filosofo del comunismo”, è anche un “classico” della cultura, il cui pensiero riveste quindi una portata universale.
Infatti “il marxismo non si lascia collocare in nessuno dei comparti tradizionali del sistema delle scienze borghesi, e anche se si intendesse approntare appositamente per esso... un nuovo comparto chiamato sociologia, esso non vi rimarrebbe tranquillamente, ma continuerebbe a uscirne per infilarsi in tutti gli altri.”
Il secondo tratto caratterizzante del marxismo è quello di una filosofia non a sé stante, ma che vuole coniugare la teoria con la prassi, ideale che Marx ha perseguito tutta la vita.
Determinante fu il contrasto con la filosofia di Hegel, con la quale venne a contatto già negli anni giovanili-universitari. La figura di questo suo collega farà da maestro in tutta la sua vita, sebbene Marx critichi e vada oltre alle teorie hegeliane.
Il primo testo in cui Marx si misura con il maestro è la “Critica della filosofia hegeliana del diritto pubblico” (1843), nella quale confuta l'idealismo di Hegel che consiste nel fare delle realtà empiriche delle manifestazioni necessarie dello Spirito e quindi che lo Stato presuppone per forza una sovranità, che si incarna necessariamente nel monarca, che è la sovranità statale personificata.
Inoltre, poiché ciò che è necessario, per Hegel, è anche razionale, egli deduce la piena logicità della monarchia, identificandola con la razionalità politica in atto.
Marx definisce questo procedimento “misticismo logico”, poiché in virtù di esso le istituzioni, anziché comparire per ciò che di fatto sono, finiscono per essere allegorie di una realtà spirituale che se ne sta occultamente dietro di esse.
L'idealismo fa dunque del concreto la manifestazione dell'astratto, e di ciò che viene prima la manifestazione di ciò che viene dopo.
Il metodo “mistico” di Hegel è di tipo conservatore sul piano politico, poiché porta a canonizzare la realtà esistente, trasformando i dati di fatto in manifestazioni razionali e necessarie dello Spirito.
A questo punto Marx muove ad Hegel l'appunto di aver giocato troppo sulle opposizioni concettuali, anziché su quelle reali, dimenticando che nella realtà gli opposti stanno come due “armate nemiche” fra cui non c'è sintesi, ma solo lotta o esclusione.
Tutta la filosofia marxista, da qui in avanti, verte il suo fulcro nella critica alla società moderna che prende forma nel capitalismo, società in cui domina la frattura fra società civile e Stato.
Per rendere più semplice questo concetto egli paragona la società contemporanea alla società esistente al tempo delle polis greche: mentre nella polis l'individuo non conosceva differenza fra sfera individuale e sfera sociale, nella società moderna l'uomo è costretto a vivere due vite, cioè, in chiave allegorica, una in cielo e una in terra.
Tuttavia il “cielo” dello Stato è puramente illusorio in quanto dovrebbe essere finalizzato ad “imbrigliare” la società per il bene comune; contrariamente è la società che lo imbriglia per il bene individuale.
Con questo Marx riscopre i tratti della società moderna nell'individualismo e nell'atomismo, tratti che effettivamente vengono legalizzati con la libertà individuale e con la proprietà privata. Con ciò lo Stato non diviene altro che la proiezione politica di una società a-sociale.
Come è possibile smantellare questa società malata, la quale volontariamente si scontra con il concetto di società stessa? Ricordiamo che la prima intenzione di Marx era unire la teoria alla prassi e per questo critica le soluzioni teoriche di Hegel.
La società capitalista portò con sé lo sviluppo di una nuova classe dominante, ma allo stesso tempo creò l'arma che la porterà alla distruzione, sempre secondo Marx, che viene a personificarsi con il proletariato, che condurrà la rivoluzione con cui si porrà fine allo sfruttamento di un uomo su un altro uomo.
Con questa rivoluzione si potrà abolire la proprietà privata, primo simbolo delle diseguaglianze fra gli uomini. In fin dei conti il proletariato è la classe meno abbiente, più oppressa e che nulla ha da perdere.
Alla società capitalistica si accosta inevitabilmente l'economia borghese che viene, da un lato, apprezzata da Marx in quanto espressione teorica della società stessa, ma, dall'altro lato, duramente accusata di fornire una realtà falsa del mondo borghese in quanto essa si pone, come il metodo naturale, di produrre e distribuire la ricchezza e non come uno dei tanti che si susseguirono nella storia.
Inoltre l'economia politica non scorge la propria struttura contraddittoria, cioè l'opposizione che c'è tra capitale e lavoro salariato, opposizione che viene espressa mediante il concetto di alienazione.
A differenza dei suoi predecessori, Marx intende il concetto di alienazione come una condizione patologica di scissione, di dipendenza e di autoestraniazione, ma che, a differenza di Feuerbach, diviene un fatto reale, di natura socio-economica, in quanto si identifica con la condizione del salariato.

Sintesi tesina sul lavoro
Nella seguente tesina viene sottolineato come il termine alienazione deriva dal termine "alienus", ovvero colui che non appartiene a una determinata comunità, per cui è considerato come un estraneo. Molto spesso si utilizza questo termine per descrivere le persone che si trovano ai margini della società o per indicare talvolta il disagio dell'uomo nella moderna civiltà industriale. Nell'ambito di questa tesina multidisciplinare il tema dell'alienazione viene ripreso da autori come Karl Marx, Rousseau, Hegel, Engels; il filosofo che studia più a fondo il tema dell'alienazione è però Marx, che lo descrive in quattro punti: l'alienazione da parte dell'operaio e il prodotto del suo lavoro; l'attività produttiva non è considerata come il soddisfacimento di un bisogno, ma come uno strumento che serve al fine della soddisfazione dei bisogni estranei al lavoro stesso; l'operaio perde la sua essenza vera, ovvero il lavoro; l'alienazione del lavoratore rispetto al prossimo.
Spesso il lavoro può causare situazioni di stress, per cui problemi che mettono a dura prova la salute fisica dell'uomo. Hans Selye elaborò la prima definizione di stress per indicare la "sindrome prodotta da vari agenti nocivi”; questa definizione è presente in “Nature” in un lavoro del 1936. Oggi le persone affette da stress sono tante e sono molte le persone che ne soffrono nella società odierna, per esempio negli Stati Uniti e in Italia.
La tesina sul lavoro vuole quindi dimostrare come la società odierna sia colpita dal problema dell'alienazione specialmente tra i giovani che vivono per di più una situazione di grande precariato. Spesso però si verifica che nell'ambito lavorativo l'individuo trovi un grande appagamento personale che, con l'ottenimento di importanti risultati, lo spinge a dare il meglio di sé.
Collegamenti.
Tesina sul lavoro
- Filosofia: Karl Marx e il concetto di alienazione.
- Biologia: Il sistema nervoso.
- Sociologia: I giovani e il precariato.
Altre tesine sul lavoro
- Diritto del lavoro - Tesina per ITI che analizza il tema del lavoro considerato come un diritto.
- Lavoro minorile - Tesina che affronta il tema del lavoro minorile nel mondo.
- Lavoro e risorse umane - Tesina che analizza le nuove tecnologie.
- Lavoro e lavoratori - Tesina per istituto tecnico commerciale che descrive il mondo del lavoro e la mancanza di lavoro.
- Lavoro e società - Tesina per istituto tecnico commerciale che descrive il tema del lavoro.
- Diritto al lavoro - Tesina che affronta il tema relativo alle condizioni dei lavoratori nel mondo del lavoro.
- Lavoro: le rivoluzioni industriali e le loro conseguenze - Tesina multidisciplinare che affronta il tema del lavoro.
- Costituzione e lavoro - Tesina per liceo classico che descrive il lavoro attraverso la Costituzione italiana.
- Lavoro e Tutela del Lavoratore - Tesina di maturità che affronta il tema del lavoro, il ruolo dei sindacati e il diritto allo sciopero.
- Lavoro, fondamento della società - Tesina per liceo classico sul tema del lavoro.
- Lavoro, una partita importante - Tesina che descrive il basket come un lavoro attraverso un percorso multidisciplinare.
- Mondo dei lavoratori - Tesina che analizza il mondo del lavoro e i lavoratori.
- Job shop: organizzazione del lavoro dal taylorismo ad oggi. - Tesina che analizza la strutturazione del lavoro dal taylorismo ad oggi.
- Labor Vicit Omnia - Tesina che analizza la tematica del lavoro attraverso il taylorismo e il fordismo.