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Violenza sulle donne, tema

Una riflessione sulla legalità, sul ruolo dei mezzi di comunicazione e sugli affetti. Quali sono a tuo parere le cause delle violenze che avvengono tra le persone che dovrebbero amarsi e rispettarsi? Madri, padri, figli, fidanzati, mariti e mogli.

tema sulla violenza sulle donne

Il tema della violenza sulle donne è sempre sentito nella società contemporanea. Il 23 Marzo 2013 è morta suicida Fakhra Younas, donna pakistana che tentò il divorzio col marito, ma questo in risposta le sfregiò per sempre il volto con l’acido. E questo è solo uno dei numerosi atti di violenza verso le donne. Proprio così, le statistiche dei giornali parlano chiaro: nel mondo una donna viene uccisa ogni otto minuti, e l’Italia è la prima nazione in Europa per omicidi in famiglia; una donna su tre tra i 16 e i 70 anni ha subito almeno una volta atti violenti da parte di uomini.

Questi atti di violenza sono riconducibili a varie cause: una di esse è la religione, soprattutto quella musulmana, nei paesi in cui c’è la maggiore concentrazione di fondamentalisti islamici, come Pakistan e Afghanistan. Infatti l’integralismo islamico, che ha avuto ampia diffusione negli ultimi anni, sembra accanirsi ossessivamente proprio contro la figura femminile. Sotto il regime dei talebani, le donne sono costrette a indossare il burqa, oltre che a subire numerose altre sofferenze, come la mutilazione genitale o la lapidazione. E l’uomo, a cui è concesso il totale potere sulla moglie, molte volte non viene meno dal picchiarla o maltrattarla, fino anche a ucciderla. E tutto ciò è lecito. Inoltre, quando una donna assume atteggiamenti occidentali, magari truccandosi o esprimendo la volontà di cambiare stile di vita, è lo stesso marito che si occupa di punirla severamente, ad esempio uccidendola tramite la lapidazione. La cultura occidentale, molto più evoluta da tutti i punti di vista, è contro la violenza, e in particolare contro quella sulle donne. Ma ciò non significa assolutamente che non ci siano casi – per giunta anche numerosi – di violenza in famiglia. Infatti, accanto alla religione, c’è l’amore. Naturalmente finto. Amare qualcuno fino al punto di ucciderlo non significa volergli bene. Innumerevoli sono i casi di omicidio in cui il sangue è lo stesso tra la vittima e l’uccisore, divorzi non accettati da un coniuge, gelosia…
Nell'ambito del tema sulla violenza sulla donna, i casi più frequenti sono tra i più giovani. <<Sei mia>> è una frase molto frequente tra i fidanzati, ma che lascia un po’ perplessi. All’amore-sentimento si sta sostituendo l’amore-possesso, che inevitabilmente in caso di separazione porta a tragiche conseguenze. Ecco quindi lo stalking, un “amore malato”, e cioè quando un uomo non accetta il fatto che la propria donna lo abbia lasciato e la perseguita fino a distruggerla psicologicamente. Questo naturalmente è un reato, severamente punito dalla legge. Come è anche punito lo sfruttamento della prostituzione: alcuni uomini costringono le loro mogli a prostituirsi per guadagnare, anteponendo il denaro all’amore vero. Purtroppo molte volte le donne per paura o per vergogna non denunziano questi atti commessi ai loro danni, lasciando impuniti questi crimini.
Il tema sulla violenza sulle donne mostra come le donne non sono le uniche vittime delle violenze in famiglia. Infatti, assieme a loro si collocano i bambini, che, indifesi, sono vittime di omicidi o rapimenti, in famiglie separate, oppure maltrattati eccessivamente dai genitori. Anche nei loro riguardi c’è un’incongruenza tra i paesi moderni e quelli come l’India, dove se il nato è femmina, molte volte si procede senza pensarci due volte a ucciderlo; pratica che fortunatamente è disusata in Europa.
Se si parla infine del peso che ha la criminalità organizzata sulle tragedie familiari, si può solo piangere. A prescindere dal grado di parentela, il mafioso a cui è ordinato di uccidere la moglie, ad esempio, perché è una pentita, agisce senza esitare. Molti di questi esempi sono accaduti sia nei confronti di mogli, ma anche di figli, uccisi perché non volevano schierarsi con la criminalità.
Dopo tutti questi esempi di temi di violenza sulle donne in famiglia, viene da chiedersi che ruolo abbia l’informazione in tutto questo. Ebbene, molte volte queste tristi vicende vengono strumentalizzate dai mass media per avere più ascolti e aumentare i profitti. In che modo? Attorno ad un omicidio di una moglie, ad esempio, si vengono a creare delle vere e proprie fiction: la televisione “bombarda” il pubblico con continui servizi di telegiornali, dibattiti e tutte le risorse che ha a disposizione, anche senza novità, ripetendo quindi le stesse notizie. E tutto ciò piace al pubblico, che però vede la vicenda non più come un orrore da non imitare, ma come un film con una suspance durante la quale quasi ci si diverte a giocare a indovinare chi sia l’assassino.
Secondo me l’informazione, nell'ambito del tema della violenza sulla donna, dovrebbe invece evidenziare l’illegalità del fatto, pensando all’impatto morale da dare al pubblico piuttosto che allo scoop o all’esclusiva sulla notizia.
Nel mio punto di vista i crimini in generale sono orribili, ma quando avvengono nel nucleo familiare, la cosa diventa ancora più intollerabile. Spero che un giorno si capisca che l’importanza e la sacralità della famiglia, che anche gli Antichi Romani, duemila anni prima di noi, osservavano.

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