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Tema svolto - Rielaborazione di una fiaba famosa
Un giorno, i tre porcellini decisero di andare via di casa.
Dopo una lunga camminata, si ritrovarono davanti a un laghetto. Erano molto stanchi, e decisero di fermarsi a fare un bagno. Appena si tuffarono si ritrovarono in un altro mondo: il primo in un abbeveratoio per mucche, il secondo in una pozzanghera su una strada asfaltata nella città di “Wood Town” e il terzo in una fontana davanti a un grattacielo.
Il primo andò a bussare alla porta di una cascina, e indovinate chi gli aprì: Cappuccetto Rosso, la quale stupita gli rispose: <Anche tu qua?>. <Ci sono finito per sbaglio, e tu?>. < Vieni dentro e ti spigherò tutto...>. Il porcellino entrò e sbalordito per tutto quel lusso chiese: <Come hai fatto a permetterti questa casa?!>. Lei che era stressata e nervosa urlò con voce stridula: <Siediti e ti spiegherò tutto!!!>. Il porcellino, intimorito, non aprì bocca finché non arrivò alla sala da tè con un mega-schermo al plasma e impianto a dodici casse per ascoltare la musica. La bambina andò a preparare il thé e accese le casse sulla frequenza radio “Rock4ever”, insomma non quello che si sarebbe aspettato il porcellino... Cappuccetto tornò con un bellissimo servizio di tazzine bianche con fiorellini rosa ma alzando la tazzina il nuovo ospite rimase sconcertato dalla scritta “Made in China”, non disse nulla non volendo stressare ulteriormente la padroncina di casa. Lei iniziò a parlare: <Sai, la nonna è morta di infarto quando ha visto che mi ero tinta i capelli di blu con le méches fucsia...> tirò un sospiro <...e allora ereditai tutta la sua fortuna e mi comprai questa cascina, ma...> il porcellino pensò “se la nonna aveva così tanti soldi perché non si è fatta installare un impianto di sicurezza nella casetta?” ma non fece la domanda alla stressata Cappuccetto Rosso, che continuò lentamente a spiegare l'accaduto: <...un signore mi ha rubato tutto il raccolto e le galline e non ha toccato la casa, ho il presentimento che mi volesse fare un dispetto, però pensandoci bene... sembrava un lupo!>, un'idea sul chi fosse e cosa volesse i due ce l'avevano: il lupo che aveva mangiato Cappuccetto e la nonna. La bambina agitata continuò a parlare: <Certo, ora è un criminale e si vede che m voleva fare un dispetto per quello che gli aveva fatto il cacciatore!>.

Nel frattempo il secondo porcellino stava percorrendo la strada di Wood Town, e stranamente, non vedeva nessun bosco! Cammina cammina, si imbatté in una casa di legno, bussò, e indovinate che gli aprì: un vecchietto che gli ricordava qualcuno ma non sapeva chi... fu lui stesso a risolvere questo enigma: <Sono il falegname della città e tutti mi chiamano Mastro Geppetto, piacere... io ti conosco! Sei il secondo dei tre porcellini!>. Il porcellino: <Ma ciao! Non ci siamo più visti dal matrimonio della Bella Addormentata! Come stai? E Pinocchio? L'ultima volta che l'ho visto era ancora un burattino>. Geppetto soddisfatto e felice della visita lo invitò a entrare prima di rispondere: <Pinocchio è cresciuto ha aperto un teatro a Roma, si chiama “Collodi”, strano vero?>.
Nello stesso momento il terzo porcellino entrò nell'ascensore del grattacielo e guardò chi abitava lì, tra quei nomi scorse “Bianca Neve”, gli ricordava qualcuno... Salì al 150esimo piano e mentre saliva si addormentò, al suo risveglio stava ancora salendo. Quando arrivò al piano erano passate due ore e pensò alla povera Bianca quando doveva uscire. Suonò il campanello e gli aprì Biancaneve circondata da cerbiatti, conigli e uccellini blu, ma non erano pappagalli, e gli rispose: <Ciao! Da quanto non ci si vede, pure tu sei venuto sulla Terra!?> Il porcellino rispose: <Per la verità mi sono tuffato in un laghetto e sono finito nella fontana laggiù> indicando un puntolino dalla finestra e chiese: <Tu come fai a scendere da qua? Io per salire ho impiegato due ore>. <Beh, solitamente uso la “funivia-lampo”, ma ci vuole comunque mezz'ora, entra>. Quello che gli si presentò davanti era tutto il contrario della casa di Cappuccetto Rosso: mobili usati, parquet graffiato, cucina ammaccata e altezza fortemente impegnativa! Biancaneve spiegò: <Avevo un'azienda che costruiva case, ma...> iniziò a piangere < ...sigh sigh... mi hanno mandata in rovina... sigh sigh sigh... e questo è il meglio che posso permettermi per continuare a vivere>. Il terzo porcellino ebbe un'idea.
Però ora torniamo dalla stressatissima Cappuccetto Rosso che in quel momento si era sdraiata sul suo mega-divano a vedere la sua mega-tv, perché era troppo sconvolta dalla scoperta e cercò di distrarsi guardando “Beautiful”, ma essendo la replica di una puntata che aveva visto con la nonna, si mise a piangere. Allora arrivò la fata madrina che disse: <Perché piangi piccola mia?> e lui rispose con la sua solita voce stridula: <Hai sbagliato favola!>. <Oh, che sbadata!> e scomparì lasciando una scia di brillantini blu. Il porcellino chiese alla bambina se poteva costruirsi una casetta con la paglia e lei acconsentì.
In quel preciso istante anche il secondo porcellino stava facendo la stessa domanda a Geppetto e la risposta fu affermativa. Però l'unico materiale che aveva a disposizione era il legno e il porcellino non ci sapeva fare con l'intaglio, così lo aiutò Geppetto.
Non dimentichiamoci di Biancaneve. Al terzo porcellino era venuta un'idea geniale: creare una nuova azienda, ma come prima cosa costruì una casa per Bianca e per sé.
Ritorniamo da Cappuccetto. Il porcellino aveva finito la casetta e gli piaceva perché gli ricordava proprio la sua vecchia casa, e la bambina era contenta che qualcuno le facesse compagnia. Un giorno il lupo tornò ma non immaginava di trovare il porcellino: lo aveva cercato così a lungo! Quella che credeva fosse la sua prossima preda si trasformò in cacciatore, il porcellino era preparato e sparò un tranquillante, chiamò la polizia e divenne l'eroe dei contadini del posto, ormai la sua casa era lì, e non poteva lasciare sola Cappuccetto. La settimana successiva arrivò un altro ladro che, invece, puntava alla casa, e travestito da dottore, disse che stava passando a fare una visita i controllo alla bambina ordinato dalla madre. Il porcellino non si accorse di nulla, e nemmeno Cappuccetto! Quando i due si resero conto del furto era troppo tardi e il porcellino pensò “Sono davvero terribili gli umani!”
Intanto il secondo porcellino aveva molta fame e si diresse verso il mercato: pieno di frutta e cibo a volontà, quando vide una bancarella che vendeva le carni, in particolare notò la carne di maiale e pensò “La crudeltà degli umani è infinita”.
La ditta del terzo porcellino andava a gonfie vele e arrivò a vendere ben venti case in un giorno. Ma la “Regina delle case” che era una donna perfida non era contenta di questo perché voleva il mercato immobiliare tutto per sé. Con il porcellino collaboravano sette impiegati molto bassi, che prima lavoravano per Bianca, tutti i giorni lo avvertivano: “Non firmare mai contratti senza osservare attentamente, è questo il modo in cui si è rovinata la Signorina Neve!” Quello stesso giorno, tra i suoi contratti per le case, finì un altro documento che firmò senza guardare, perché pensava che nessuno lo volesse ingannare in quel modo. Quel documento fu mandato da Lei, sì, proprio quella che aveva mandato in rovina Bianca, firmandolo, il porcellino perse la proprietà della ditta. La notizia arrivò alla tv la sera stessa e il porcellino rimase sconvolto dalla cattiveria degli umani.
Nel frattempo il secondo porcellino stava tornando a casa preoccupato e due truffatori che si presentarono al personaggio delle favole come “il gatto e la volpe”, un nome che gli ricordava qualcosa, presto riuscirono a truffarlo e lui, ancora più triste di prima tornò a casa per telefonare ai due fratelli che gli raccontarono le loro disavventure e decisero di tornare a casa con i loro amici delle favole, anche loro delusi da questo mondo inquinato e ingiusto.

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