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Tema sulla giustizia


Il romanzo dei promessi sposi è ambientato nel '600, in questo c'è un forte senso di ingiustizia soprattutto nei confronti delle persone più povere.
Come abbiano visto nel terzo capitolo Renzo va dall'avvocato Azzeccagarbugli che prima lo accoglie, interessandosi del suo caso, e cercando di trovare una soluzione, perché pensava fosse un Bravo, poi dopo aver capito la verità, caccia via bruscamente Renzo.

Azzeccagarbugli è molto ingiusto nei confronti di Renzo, e di tutte le persone povere come lui.
Nei promessi sposi c'è anche un senso di differenza, le persone più debole vengono "usate" da quelle superiori, hanno paura di queste persone quindi si sottomettono a loro così come ha fatto Don Abbondio nel primo capitolo quando incontra i Bravi.
Quando li incontra per prima volta, all'inizio cerca una via di fuga, per non affrontarli, poi quando capisce che da lì non può più scappare gli va incontro sempre però, avendo paura. Alle richieste dei bravi non si oppone, anche se gli dispiace per il futuro di Renzo e Lucia, accetta perché non ha altre alternative.
Queste due vicende mettono in chiara la giustizia di quell'epoca, giustizia che spettava solamente ai ricchi, a don Rodrigo e ai suoi Bravi.
C'è un altro aspetto, che non centra con la giustizia, ma con la non uguaglianza.
Quando Renzo va da Don Abbondio, egli utilizza il "latinorum" cioè il latino, lingue che Renzo non capisce. Appunto per questo don Abbondio lo utilizza, anche per far vedere le differenze di culture e conoscenze.
Tutto questo oggi non avviene, o per lo meno in modo meno frequente. La giustizia oggi protegge anche le persone che hanno difficoltà nella nostra società.
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