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"Nel futuro ognuno sarà famoso al mondo per quindici minuti” A.Wahrol. Analizza il valore assegnato alla fama (effimera o meno) nella società odierna, e rifletti sul concetto di fama proposto dall’industria televisiva (reality show) o diffuso dai social media (twitter,facebook,youtube,weblog)
Tutti ambiscono alla fama, tutti vogliono diventare qualcuno. A chiunque piacerebbe essere famoso, anche solo per quindici minuti, o lasciare un segno di se’ che verrà ricordato a lungo, non lo si può negare. Nella società di oggi la fama ha senza dubbio un ruolo di fondamentale importanza, ma spesso e volentieri non è duratura ,è solo passeggera. Possono essere moltissimi i casi per cui si diventa famosi, che siano legati a ad una dote particolare o ad una capacità, o ancora qualche scoperta, scientifica e non, di grande importanza. Ma come gli aspetti positivi possono rendere qualcuno conosciuto da tutti, allo stesso modo possono farlo anche gli aspetti negativi. Si può essere conosciuti per aver commesso un crimine ad esempio, che vada da un omicidio ad una rapina. L’idea della “fama” può portare alla follia, può rendere un essere umano capace di fare qualsiasi cosa. La notorietà è considerata un punto d'arrivo, viene esaltata la meta ma non si vengono sottolineati i mezzi per raggiungere l'ambito premio, per questo motivo molti giovani scelgono ingenuamente la strada più facile che raramente corrisponde a quella più leale. Il messaggio che passa attraverso la televisione è che il fine giustifica i mezzi.

Negli ultimi anni, dopo il successo della prima edizione del “Grande Fratello”, sono andati in onda altri reality show simili, dalla Fattoria, all’Isola dei Famosi. Questi programmi dovrebbero portare nelle case delle famiglie, la gente comune, quella che si vede tutti i giorni sull’autobus mentre a scuola o al lavoro. Ma è davvero così? Queste trasmissioni e Internet, hanno invece creato dei veri e propri modelli, stili di vita da seguire. Se non sei come loro, non sei nessuno. Tanti ragazzi cercano a tutti i costi di imitare i protagonisti di questo o quel programma, si vestono come loro, parlano come loro, coltivano i loro stessi sogni e desideri, che poi si riducono a quelli di essere famosi, guadagnare soldi, fare serate, firmare autografi. Passeggiando un sabato pomeriggio in centro si vedono schiere di persone omologate, senza personalità, che dicono, fanno e desiderano le stesse cose. La comunicazione ci deve portare a questo? Alla perdita totale di personalità? E la massima aspirazione di ognuno deve essere quella di apparire, seppur per pochi minuti in un programma televisivo o su un canale internet?
La maggior parte di noi ha un profilo facebook, twitter, instagram, ecc, che possono essere un punto di incontro per interessi comuni di lavoro, musica, sport, letture,e sicuramente ognuno di noi li visita quotidianamente. Questo dimostra come siamo dipendenti dalla rete, dai suoi mille labirinti di indirizzi che ci portano a essere al centro dell’attenzione, almeno nella nostra community preferita.Diventare famosi in televisione, o esserlo all’interno della nostra cerchia di conoscenze virtuali, non deve significare agire seguendo la massa. Bisogna avere il coraggio di coltivare i propri interessi al di fuori della rete, le amicizie e gli amori possono si nascere su facebook, ma devono crescere fuori di esso.
Spostando il discorso ai reality, vi pare che l’immagine dell’uomo vincente deve essere quella di una persona che passa la giornata ad ostentare il proprio fisico, la propria ignoranza o semplicemente il proprio modo di parlare o comportarsi? Personalmente credo proprio di no,credo fermamente che ognuno di noi debba essere in grado di dare a questo quarto d’ora la giusta luce,e che la vera fama derivi dalle vere capacità.

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