Il tema del doppio: la disgregazione dell’Io e l’alter ego dell’uomo
Erika Soggetti
Classe 5A A.S. 2015/2016
Liceo Linguistico
Convitto Nazionale Cesare Battisti
Lovere
Indice
- 1. Premessa ............................................................ pag. 3
- 2. Introduzione ......................................................... pag. 4
- 3. Letteratura tedesca: Der Sandmann ................................. pag. 6
- 3.1 E.T.A. Hoffmann
- 3.2 Die Handlung
- 3.3 Die Struktur der Erzählung
- 3.4 Der Doppelgänger
- 3.4.1 Coppelius/Coppola und seine zerstörerische Funktion
- 4. Filosofia: Il mito del “doppio” agli albori della teoria psicanalitica: dal Doppelgänger di Rank al Perturbante di Freud ................................................ pag. 8
- 4.1 Der Doppelgänger
- 4.2 Das Unheimliche, ovvero “il perturbante”
- 4.2.1 Il “perturbante” nella narrativa di Hoffmann
- 5. Letteratura italiana: Il fu Mattia Pascal .......................... pag. 11
- 5.1 Luigi Pirandello
- 5.2 Struttura, trama, personaggi
- 5.3 I temi del romanzo
- 5.4 La poetica dell’umorismo: i “personaggi” e le “maschere nude”, la “forma” e la “vita”
- 5.5 Il doppio, lo specchio, la crisi d’identità
- 6. Storia dell’arte: René Magritte e la molteplicità dell’Io ........ pag. 15
- 6.1 René Magritte
- 6.1.1 Stile e tecnica
- 6.2 La riproduzione vietata (Ritratto di Edward James)
- 6.2.1 Il soggetto
- 6.2.2 Lo specchio, il doppio, la molteplicità dell’Io
- 6.2.3 Il regolare riflesso del libro
- 7. Letteratura inglese: Mrs Dalloway ................................. pag. 18
- 7.1 Virginia Woolf
- 7.2 The story
- 7.3 The setting
- 7.4 The title of the novel
- 7.5 A modern novel
- 7.6 Mrs Dalloway
- 7.7 Septimus Warren Smith
- 7.8 The theme of the double
- 8. Letteratura spagnola: El Otro ...................................... pag. 21
- 8.1 Jorge Luis Borges
- 8.2 Trama
- 8.3 Un juego literario entre el sueño y la vigilia
- 8.4 Entre la identidad y el cambio 1
- 9. Biochimica: La clonazione ............................................ pag. 24
- 9.1 Che cos’è la clonazione
- 9.2 I primi tentativi
- 9.3 La clonazione animale genera individui identici
- 9.4 Aspetti morali della clonazione di viventi non umani
- 9.5 Aspetti morali della clonazione di individui umani
- 10. Fisica: Campi magnetici generati da magneti ..................... pag. 27
- 10.1 I poli dei magneti
- 10.2 Poli magnetici e cariche elettriche
- 10.3 I campi dei magneti
- 10.4 La forza di un magnete su un filo percorso da corrente
- 10.5 L’intensità della forza magnetica
- 10.6 L’intensità del campo magnetico
- →
- 10.7 Modulo del vettore B
- 10.8 Le linee di campo del campo magnetico
- 10.9 Un campo magnetico uniforme
- 10.10 Il campo magnetico terrestre
- 10.10.1 La Terra come un magnete
- 11. Conclusione .......................................................... pag. 31
- 12. Bibliografia e sitografia ........................................... pag. 32
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Premessa
1.
Uno degli assiomi su cui si fonda l’esistenza umana consiste nella certezza, da parte di ogni singolo individuo, di poter fare affidamento sulla perfetta coincidenza fra l’immagine somatica che ha di sé e l’Io che vi corrisponde o, in altri termini, sulla sua personale ed esclusiva identità.
Gli studi incentrati sul concetto di identità soggettiva chiariscono che l’esercizio di essa corrisponde alla cosiddetta “affermazione del sé”, la quale si realizza in due momenti interdipendenti: uno autoreferenziale che, come appena accennato, è legato alla coerente e indiscutibile aderenza dell’identità personale all’assetto somatico dell’individuo; l’altro, momento referenziale, di relazione, in cui l’identità riceve conferma dal confronto con l’alterità, nel senso che l’individuo, dalla registrazione delle differenze che lo distinguono dall’altro, riceve la garanzia della sua originalità.
Tuttavia, il valore assiomatico di tali affermazioni sembra destinato ad essere messo in crisi da una pratica che, nella realtà, smentisce la relazione di perfetta biunivocità tra l’Io e la sua apparenza: da sempre, difatti, la suggestione prodotta dalla violazione di tale rapporto sollecita l’immaginario collettivo a costellare le proprie elaborazioni fantastiche di doppie apparenze, identità moltiplicate e figure multiformi. Proprio tale azione eversiva costituisce il centro d’interesse della mia ricerca: non l’identità in quanto tale, bensì le sue alterazioni, e non tutte le forme di alterazione, bensì quelle che si traducono nella disgiunzione dell’Io che vi corrisponde.
Occorre precisare, tuttavia, che l’elaborato che andrò a presentare non si limiterà all’analisi della sola disgiunzione dell’Io relativa alla mancata coincidenza tra immagine somatica e Io corrispondente, bensì si protrarrà verso le sue più remote conseguenze; esse si traducono nella disgregazione dell’essere, i cui perturbanti effetti possono corrodere l’uomo al punto da condannarlo all’incapacità di riconoscersi in un’unica personalità, fino all’estrema condizione di annullamento.
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Introduzione
Il tema che andrò ad affrontare richiede di ripercorrere, seppur brevemente, la gamma delle motivazioni alla base dell’apparizione nella letteratura della disgiunzione di cui si è detto nella premessa. Com’è noto, la sua attestazione nella storia letteraria è accreditatissima dalle produzioni di tutte le epoche, da quelle più antiche alle contemporanee.
La prima suggestione in merito sembra averla prodotta la somiglianza fisica tra due persone che, sul piano situazionale, produce quegli equivoci che già presso gli autori classici si consolidarono in solidi schemi d’opera; storie di amici e di fratelli, che con scambi e sostituzioni reciproche, volontarie, dettate dal caso o prodotte per magia, accrescevano la sorpresa e la meraviglia nel lettore. Accanto a ciò, irrinunciabile è il cenno all’immensa fortuna goduta dalla forma di duplicazione mediante figura riflessa, con le varianti dell’ombra e del ritratto, che affonda le proprie radici nel mito raccolto e diffuso da Ovidio nelle sue Metamorfosi1.
Tali elementi narrativi, così costituiti, passarono, poi, in consegna alle letterature rinascimentale e barocca, le quali, oltre a sfruttarne tutte le implicazioni di senso e a riconnettervi esiti nuovi, non più scontatamente comici, addirittura approdarono alla codificazione del motivo in un genere specifico, come nel caso della Comedy of Errors2 di William Shakespeare.
Fu il Romanticismo, invece, a confrontarsi con l’idea di “polarità”, secondo cui la duplicazione della coscienza investe i tratti caratteriali dei personaggi, ne governa le azioni e realizza la duplicità nel senso della rottura: due io a confronto personificano l’eterna lotta tra bene e male, con esito quasi sempre irreconciliabile. E man mano che il secondo Sé assume una connotazione psicologica, in una progressione che vede spostare la problematica dal piano delle apparenze esteriori a quello della psiche dell’individuo, la paura dell’incontro con il proprio “doppio” si fa sempre più perturbante, fino ad assumere i tratti del “demoniaco”, come ben esemplifica E. T. A. Hoffmann nella sua opera Der Sandmann.
A questo punto, appare doveroso fare riferimento al saggio di Sigmund Freud Il Perturbante, dichiaratamente ispirato, in primo luogo, alla ricerca di Otto Rank, filosofo e psicoanalista austriaco, e, in secondo luogo, al carattere ambiguo assunto dal doppio nell’opera di Hoffmann sopraccitata. Freud, infatti, si propone di chiarire, con gli strumenti della psicanalisi, le ragioni per cui l’incontro con il doppio produca emozioni angosciose, di turbamento e perfino di terrore in chi vi partecipa.
Sarà proprio l’avvento della psicoanalisi, unita alle teorie freudiane, a determinare l’evoluzione di pensiero di inizio secolo XX. Nel nuovo panorama culturale la produzione di duplicati immaginari, fantastici o allegorici attira su di sé il marchio del “patologico”, con la conseguente esperienza di alienazione che vede l’individuo costantemente impegnato nella fuga da se stesso. Da ciò derivano, allora, i concetti di “identità rubata” e “duplicazione dell’io”, tanto cari alla narrativa novecentesca: i testi appaiono attraversati dal conflitto tra istanze psichiche opposte e la scomposizione dell’identità, dalla dissonanza tra l’Io e il mondo; il soggetto si struttura sulla base di una mancata distinzione primaria tra Io e non Io, su una frammentazione dell’identità che lo porta a non riconoscersi più in un Io unico ed integro.
Efficace espressione di tale condizione è l’opera pirandelliana Il fu Mattia Pascal, che vede come fulcro la tematica legata al doppio e alla crisi d’identità che condurrà il protagonista, in primo luogo, all’incapacità di riconoscersi pienamente nella sua immagine riflessa allo specchio e, infine, al fallimento della disperata ricerca del proprio Sé, con il conseguente estraniamento rispetto al “gioco della vita”.
A tal proposito, un esempio emblematico è René Magritte, nelle cui opere è proprio lo specchio a presentarsi, in tutta la sua ambiguità, come elemento cardine attorno al quale il pittore surrealista belga sviluppa la sua personale concezione del mistero dell’identità individuale e della difficoltà dell’uomo a riconoscersi come
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soggetto unico e compatto; lo specchio che, sulla base della logica, dovrebbe costituire una certezza per l’occhio, viene invece raffigurato come mezzo rivelatore di una condizione umana che si presenta come fonte di profondo spaesamento.
Il disagio provocato da tale processo di disgregazione interiore viene ben sottolineato da Virginia Woolf, scrittrice inglese di fine XIX secolo, la quale fornisce un’interpretazione tutta psicologica del doppio; nel suo celebre romanzo Mrs Dalloway, l’autrice pone l’empatia della protagonista nei confronti della sua controparte come indicatore di una personalità che si completa e riconosce solo nell’unitarietà delle due figure, cioè i protagonisti del romanzo, al punto che, venendone meno una, la “parte rimanente” sperimenta il senso di fallimento e di inadeguatezza di fronte alla vita nella medesima maniera e con le stesse pulsioni interiori del suo alter ego nel momento in cui quest’ultimo si decide per il suicidio.
Analogamente, la rappresentazione del scisso costituisce un punto fermo all’interno della produzione letteraria di Jorge Luis Borges, seppur con una differente declinazione di significato: ne El Otro, breve racconto contenuto nella raccolta El libro de arena, viene narrato in forma autobiografica l’incontro tra due figure fisicamente separate, ma paradossalmente appartenenti alla stessa totalità. Si tratta di un ulteriore esempio di molteplicità dell’essere, di una frantumazione interiore che spinge alla riflessione sulla propria identità e sulla propria evoluzione del corso dell’esistenza.
Il tema del “doppio” non resta estraneo nemmeno all’ambito scientifico. Basti pensare al fenomeno fisico del magnetismo, alla base del quale si inseriscono i concetti di “polo positivo” e “polo negativo”; le interazioni tra i due definiscono le caratteristiche del fenomeno stesso e determinano l’impossibilità di operare una scissione polare, volta all’eventuale generazione dello sperimentale “monopolo magnetico”. Nell’ambito della ricerca biochimica è opportuno, invece, fare riferimento agli studi condotti sulla clonazione per fissione gemellare, in cui individui perfettamente identici vengono generati da un dato genitore. Ciò che avviene in ambito animale, e che si può anche considerare semplicemente secondo il dato fisico, è più complesso dal punto di vista di una ricerca che preveda la clonazione umana: desiderare una copia di sé non si rinchiude nel solo ambito somatico, ma si spinge a una reduplicazione del sé interiore o della propria psiche, in quanto per l’uomo il riconoscimento del proprio “doppio” avviene mediante il fatto che l’altro da sé è visto in realtà come un altro sé.
Proprio questo aspetto, per le numerose valenze e problematiche morali, scientifiche e psicologiche che porta in sé, mi permette di asserire che l’indagine sommariamente esposta in questo lavoro è utile a comprendere l’evoluzione storica e le interconnessioni culturali, artistiche e scientifiche di un aspetto tutt’altro che scontato per l’essere umano: la ridefinizione del Sé psico-somatico in una differenza specifica che lo renda unico e irripetibile, capace di una reale soggettività indipendente.
1Ovidio, Metamorfosi, libro III, 2-8 d.C.: A seguito di una punizione divina, Narciso si innamora della sua stessa immagine riflessa in uno specchio d’acqua e muore, infine, cadendo nel fiume in cui si rimira.
2William Shakespeare, The Comedy of Errors, 1589-1594: La commedia degli errori racconta la storia di due coppie di gemelli identici separati dalla nascita. Antifolo di Siracusa ed il suo servo, Dromio di Siracusa, arrivano ad Efeso, che si scopre essere la città in cui vivono i loro fratelli gemelli, Antifolo di Efeso ed il suo servo, Dromio di Efeso. Quando i siracusani incontrano gli amici e i familiari dei loro gemelli, inizia una serie di incidenti basati sullo scambio d’identità che portano a baruffe, seduzioni quasi incestuose, l’arresto di Antifolo di Efeso, e le accuse di infedeltà, furto, pazzia e possessione diabolica.
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Der Sandmann
Der „Doppelgänger“, der böse Teil des Ichs, und das Motiv der psychischen Dissoziation spielten eine wichtige Rolle in Hoffmanns Werk; das Dämonische und Unbewußte, das mit einer bedrohlichen und zerstörerischen Wirkung plötzlich in das normale Leben einbricht, steht im Mittelpunkt der Nachtstücke (1816), unter denen Der Sandmann das berühmteste ist.
3.1 E.T.A. Hoffmann
E.T.A Hoffmann, der wichtigste Vertreter der Berliner Romantik, wurde am 24. Februar 1776 in Königsberg geboren. Er wurde wie sein Vater Jurist, war aber auch ein vortrefflicher Musiker, Komponist, Operndirektor, Dichter, Maler und Karikaturist. Er begann zunächst in Berlin die Karriere als Beamten, wurde aber wegen boshafter Karikaturen gegen die Obrigkeit nach Posen versetzt, dann nach Warschau, wo er eine Polin heiratete. Danach war er als Kapellmeister in Bamberg tätig, wo er sich leidenschaftlich in die Gesangschülerin Julia Marc verliebte. 1816 trat Hoffmann wieder in den preußischen Staatsdienst in Berlin ein, musste jedoch ein Disziplinarverfahren hinnehmen, weil er gegen die Polizeibehörden Stellung genommen hatte.
Ein ständiges Leitmotiv in Hoffmanns Werk ist das Leiden des Künstlers, der als Außenseiter in einem konfliktreichen Verhältnis zur Gesellschaft steht. Manchmal ist der Zwiespalt zwischen Künstler und bürgerlicher Welt so tief, dass eine Lösung erst im Wahnsinn oder im Tod möglich ist. Hoffmanns Helden sind deshalb oft Sonderlinge, zerrissene Menschen, die von ihrer fantasielosen Umwelt ausgelacht werden. Zwei Welten leben bei Hoffmann neben- und gegeneinander: der gehasste, philiströse, bürgerliche Alltag und die Welt der phantastischen, gespenstischen Visionen. Das Ineinandergreifen von Wirklichkeit und Irrealität, die Schockwirkungen, mit denen der Autor das Gespenstische, Unheimliche mitten in die Normalität des Alltags einführt, bewirken da Groteske. E.T.A. Hoffmann starb 1822.
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Introduzione tema del doppio, tesina
Il tema che andrò ad affrontare nella mia tesina di maturità richiede di ripercorrere, seppur brevemente, la gamma delle motivazioni alla base dell’apparizione nella letteratura della disgiunzione di cui si è detto nella premessa. Com’è noto, la sua attestazione nella storia letteraria è accreditatissima dalle produzioni di tutte le epoche, da quelle più antiche alle contemporanee.
La prima suggestione in merito sembra averla prodotta la somiglianza fisica tra due persone che, sul piano situazionale, produce quegli equivoci che già presso gli autori classici si consolidarono in solidi schemi d’opera; storie di amici e di fratelli, che con scambi e sostituzioni reciproche, volontarie, dettate dal caso o prodotte per magia, accrescevano la sorpresa e la meraviglia nel lettore. Accanto a ciò, irrinunciabile è il cenno all’immensa fortuna goduta dalla forma di duplicazione mediante figura riflessa (con le varianti dell’ombra e del ritratto) che affonda le proprie radici nel mito raccolto e diffuso da Ovidio nelle sue Metamorfosi.
Tali elementi narrativi, così costituiti, passarono, poi, in consegna alle letterature rinascimentale e barocca, le quali, oltre a sfruttarne tutte le implicazioni di senso e a riconnettervi esiti nuovi, non più scontatamente comici, addirittura approdarono alla codificazione del motivo in un genere specifico, come nel caso della Comedy of Errors² di William Shakespeare.
Fu il Romanticismo, invece, a confrontarsi con l’idea di “polarità”, secondo cui la duplicazione della coscienza investe i tratti caratteriali dei personaggi, ne governa le azioni e realizza la duplicità nel senso della rottura: due io a confronto personificano l’eterna lotta tra bene e male, con esito quasi sempre irreconciliabile. E man mano che il secondo Sé assume una connotazione psicologica, in una progressione che vede spostare la problematica dal piano delle apparenze esteriori a quello della psiche dell’individuo, la paura dell’incontro con il proprio “doppio” si fa sempre più perturbante, fino ad assumere i tratti del “demoniaco”, come ben esemplifica E. T. A. Hoffmann nella sua opera Der Sandmann.
A questo punto, appare doveroso fare riferimento al saggio di Sigmund Freud Il Perturbante, dichiaratamente ispirato, in primo luogo, alla ricerca di Otto Rank (filosofo e psicoanalista austriaco) e, in secondo luogo, al carattere ambiguo assunto dal doppio nell’opera di Hoffmann sopraccitata. Freud, infatti, si propone di chiarire, con gli strumenti della psicanalisi, le ragioni per cui l’incontro con il doppio produca emozioni angosciose, di turbamento e perfino di terrore in chi vi partecipa.
Sarà proprio l’avvento della psicoanalisi, unita alle teorie freudiane, a determinare l’evoluzione di pensiero di inizio secolo XX. Nel nuovo panorama culturale la produzione di duplicati immaginari, fantastici o allegorici attira su di sé il marchio del “patologico”, con la conseguente esperienza di alienazione che vede l’individuo costantemente impegnato nella fuga da se stesso. Da ciò derivano, allora, i concetti di “identità rubata” e “duplicazione dell’io”, tanto cari alla narrativa novecentesca: i testi appaiono attraversati dal conflitto tra istanze psichiche opposte e la scomposizione dell’identità, dalla dissonanza tra l’Io e il mondo; il soggetto si struttura sulla base di una mancata distinzione primaria tra Io e non Io, su una frammentazione dell’identità che lo porta a non riconoscersi più in un Io unico ed integro.
Efficace espressione di tale condizione è l'opera pirandelliana Il fu Mattia Pascal, che vede come fulcro la tematica legata al doppio e alla crisi d'identità che condurrà il protagonista, in primo luogo, all’incapacità di riconoscersi pienamente nella sua immagine riflessa allo specchio e, infine, al fallimento della disperata ricerca del proprio Sé, con il conseguente estraniamento rispetto al “gioco della vita”.
A tal proposito, un esempio emblematico è René Magritte, nelle cui opere è proprio lo specchio a presentarsi, in tutta la sua ambiguità, come elemento cardine attorno al quale il pittore surrealista belga sviluppa la sua personale concezione del mistero dell’identità individuale e della difficoltà dell’uomo a riconoscersi come soggetto unico e compatto; lo specchio che, sulla base della logica, dovrebbe costituire una certezza per l’occhio, viene invece raffigurato come mezzo rivelatore di una condizione umana che si presenta come fonte di profondo spaesamento.
Il disagio provocato da tale processo di disgregazione interiore viene ben sottolineato da Virginia Woolf, scrittrice inglese di fine XIX secolo, la quale fornisce un’interpretazione tutta psicologica del doppio; nel suo celebre romanzo Mrs Dalloway, l’autrice pone l’empatia della protagonista nei confronti della sua controparte come indicatore di una personalità che si completa e riconosce solo nell’unitarietà delle due figure (cioè i protagonisti del romanzo), al punto che, venendone meno una, la “parte rimanente” sperimenta il senso di fallimento e di inadeguatezza di fronte alla vita nella medesima maniera e con le stesse pulsioni interiori del suo alter ego nel momento in cui quest’ultimo si decide per il suicidio.
Analogamente, la rappresentazione dello scisso costituisce un punto fermo all’interno della produzione letteraria di Jorge Luis Borges, seppur con una differente declinazione di significato: ne El Otro, breve racconto contenuto nella raccolta El libro de arena, viene narrato in forma autobiografica l’incontro tra due figure fisicamente separate, ma paradossalmente appartenenti alla stessa totalità. Si tratta di un ulteriore esempio di molteplicità dell’essere, di una frantumazione interiore che spinge alla riflessione sulla propria identità e sulla propria evoluzione nel corso dell’esistenza.
Il tema del “doppio” non resta estraneo nemmeno all’ambito scientifico. Basti pensare al fenomeno fisico del magnetismo, alla base del quale si inseriscono i concetti di “polo positivo” e “polo negativo”; le interazioni tra i due definiscono le caratteristiche del fenomeno stesso e determinano l’impossibilità di operare una scissione polare, volta all’eventuale generazione dello sperimentale “monopolo magnetico”. Nell’ambito della ricerca biochimica è opportuno, invece, fare riferimento agli studi condotti sulla clonazione per fissione gemellare, in cui individui perfettamente identici vengono generati da un dato genitore. Ciò che avviene in ambito animale, e che si può anche considerare semplicemente secondo il dato fisico, è più complesso dal punto di vista di una ricerca che preveda la clonazione umana: desiderare una copia di sé non si rinchiude nel solo ambito somatico, ma si spinge a una reduplicazione del sé interiore o della propria psiche, in quanto per l’uomo il riconoscimento del proprio “doppio” avviene mediante il fatto che l’altro da sé è visto in realtà come un altro sé. Proprio questo aspetto, per le numerose valenze e problematiche morali, scientifiche e psicologiche che porta in sé, mi permette di asserire che l’indagine sommariamente esposta in questo lavoro è utile a comprendere l’evoluzione storica e le interconnessioni culturali, artistiche e scientifiche di un aspetto tutt’altro che scontato per l’essere umano: la ridefinizione del Sé psico-somatico in una differenza specifica che lo renda unico e irripetibile, capace di una reale soggettività indipendente. La mia tesina permette vari collegamenti interdisciplinari.
Collegamenti
Tema del doppio, tesina
- Letteratura tedesca - "Der Sandmann" di E.T.A. Hoffmann.
- Filosofia - Il mito del Doppio agli albori della teoria psicanalitica: dal "Doppelgänger" di Rank al "Perturbante" di Freud.
- Letteratura italiana - "Il fu Mattia Pascal" di L. Pirandello.
- Storia dell'Arte - "La riproduzione vietata (Ritratto di Edward James)" di R. Magritte.
- Letteratura inglese - "Mrs Dalloway" di Virginia Woolf.
- Letteratura spagnola - "El Otro" di J. L. Borges.
- Biochimica - La clonazione: aspetti tecnici e aspetti morali.
- Fisica - Campi magnetici generati da magneti.