bubu69 di bubu69
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Tema - Immagina di essere un emigrante scaricato 13 volte

Immagina di essere un emigrante, scegli la meta e il destino che ti è riservato.


Mi chiamo Paolo, ho 20 anni, sono nato in una cittadina dell’Italia del nord, vicino a Cuneo, Dronero il 5 gennaio 1994. Fin da bambino ho sempre amato guardare la mamma e la nonna in cucina, e appena ho potuto provare a cucinare io, mamma e papà sognavano per me un futuro da laureato, con una grande carriera in qualche grande azienda, finite le scuole, ho frequentato la scuola alberghiera sognando di diventare chef; mi sono trasferito a Torino per l’università, volevo accontentare mamma e papà. Ma da subito ho capito che lo studio non faceva per me, o almeno non quel genere di studi, intanto mi ero cercato un lavoro, l’unica cosa che ho trovato è stata fare il cameriere in un paio di ristorantini della città, finche un giorno ho servito un ragazzo, a Torino come turista, parlava italiano ma con un accento strano, anche se non erano fatti miei mi sono fatto coraggio e gli ho chiesto da dove venisse. Mi ha raccontato di arrivare dall’Australia, era nato li, ma i suoi nonni erano Italiani, emigrati in cerca di fortuna, e l’hanno trovata, ora i suoi genitori hanno una catena di bar, dopo aver parlato ancora un po’ mi ha lasciato la sua mail, nel caso io un giorno avessi voluto andare in Australia. Tornato a casa alla sera, divido l’appartamento con altri 4 ragazzi, mi sono collegato a internet e ho iniziato a cercare notizie sull’Australia, e di qui è iniziata la mia emigrazione.

Sono passati diversi mesi dall’incontro con Simone, ma oggi son qui in Australia anch’io, sono arrivato con un permesso di soggiorno chiamato Working Holyday Visa, che permette ai giovani italiani tra i 18 e 30 anni di passare un anno in Australia, lavorando e viaggiando. Punto dritto su Melbourne, ho un anno per cercare la mia strada, e se avrò bisogno di aiuto Simone mi ha detto che potrò contare su di lui. Appena arrivato in aeroporto scopro che siamo in tanti, giovani con lo stesso sogno, una nuova vita.
Inizio come lavapiatti nelle cucine, pagato pochissimo, ma quel che basta per mantenermi, poi continuo a cercare e passati alcuni mesi trovo un altro locale che mi prende come aiuto cuoco, qui le cose iniziano a migliorare, il lavoro mi piace, è quello che ho sempre desiderato. Ma qui oltre al lavoro ho incontrato anche l’amore, a lavorare con me c’è una bellissima ragazza, Helen australiana, mi racconta di essere qui per guadagnare i soldi per la scuola di specializzazione da chef, e mi chiede se interessa anche a me.
Mi interessa eccome, mi faccio spiegare e tutto e mi iscrivo anch’io. La scuola dura due anni, così ho il permesso rinnovato, intanto continuo a lavorare come aiuto cuoco in vari ristornati e alla fine della scuola io e Helen decidiamo di sposarci. Ottenuta la specializzazione da cuochi, ci trasferiamo in campagna. Tra mille sacrifici, ci comperiamo una casa, e decidiamo di trascorrere il viaggio di nozze a casa, cosi faccio conoscere a Helen l’Italia. A casa i miei genitori ci hanno organizzato un’altra festa di nozze, sono potuti venire solo loro, e i miei due fratelli con le famiglie e un paio di amici, tra cui il mio testimone e migliore amico fin dai tempi dell’asilo, per il matrimonio, il viaggio è lungo, sono quasi 24 ore, e l’aereo costa, io non posso permettermi di offrirlo a tutti, ma tra casa nostra e quelle dei fratelli di Helen li ospitiamo tutti. Nei primi anni in Italia dopo il viaggio di nozze non sono più tornato, abbiamo deciso di provare ad aprire un ristorante nostro, e il lavoro non mancava, ma il tempo per far tutto si. Sono trascorsi parecchi anni ormai, sono padre di tre figli, due maschi e una femmina che ha seguito le nostre orme, diventando chef anche lei, gli altri due uno è diventato ingegnere in Italia a Torino e nei fine settimana andava a trovare i nonni, l’altro è diventato avvocato; abbiamo 5 splendidi nipotini e tre rinomati ristornati, uno che offre cucina italiana, uno australiana e il terzo un po’ di tutto, dalle bistecche con patatine alla vera pasta italiana. Posso dire che in Australia ho trovato la fortuna, ho lavorato duramente, fatto molti sacrifici, ma ci sono riuscito, in Italia ormai non torno più sono troppo vecchio per il lungo viaggio, ma i mie figli e i miei nipoti hanno imparato ad amarla e quando riescono tornano sia a “casa” sia a visitare il resto del paese.

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