Video appunto: Tema Covid

Tema sul Covid-19



Credevo fortemente che questo 2020 sarebbe stato un anno stupendo, pieno di esperienze che purtroppo sono svanite in un colpo: avrei dovuto trascorrere il mese di giugno a Valencia, tramite progetto Erasmus finanziato dalla scuola. Ero felicissima all’idea di poter fare un sacco di cose che avevo programmato da tempo.
Da inizio Gennaio la situazione è decaduta, c’è stato un susseguirsi di avvenimenti che hanno stravolto la vita di tutti. A partire dall’incendio in Australia, causato dai cambiamenti climatici che ormai hanno invaso il mondo, tanto da produrre fenomeni atmosferici rari e fuori controllo, fino ad arrivare alla diffusione di un virus letale in tutto il mondo.

La pandemia del COVID-19 in Italia ha avuto le sue manifestazioni iniziali il 30 gennaio, quando due turisti provenienti dalla Cina sono risultati positivi al tampone a Roma. Successivamente la situazione si è aggravata a tal punto che si è creato un vero e proprio focolaio di infenzioni in Lombardia. I casi salivano giorno dopo giorno e in poco tempo si sono registrati anche i primi decessi. Alla data di oggi, 13 aprile, i morti registrati sono più di 20mila e circa 160mila casi postivi. Il governo italiano ha proclamato lo stato di emergenza l’8 marzo. Da quel giorno è stato imposto a tutti noi cittadini di rimanere a casa. L’intero paese si è trovato all’improvviso di fronte ad un’emergenza epocale che ha stravolto tutti, a partire dai medici e tutti coloro che lavorano ogni giorno negli ospedali, sacrificando la loro vita per salvare quelle degli altri. Loro sono stati i primi a trovarsi impreparati davanti ad una situazione grave. Presto però tutte le strutture ospedaliere si sono adoperate attivamente per riorganizzare i reparti. Questa è una delle analogie che possiamo ritrovare all’interno della peste descritta da Boccaccio. Come non mancarono nel lontano 300 le persone che fuggirono dalle città, ritornando dai parenti in campagna, così diffondendo il morbo al di fuori delle mura ove era nato, anche oggi come allora sono state numerose le persone che sono fuggite da Milano poco prima che venne emanata l’emergenza, assalendo la stazione centrale per prendere il primo treno pur di scappare e rifugiarsi in un luogo più sicuro per salvare se stessi, ma allo stesso tempo mettendo in pericolo le vite altrui. L’Italia intera si è fermata, quasi tutto il mondo, tutti chiusi nelle case per salvare vite umane e soprattutto per il proprio bene. A mio parere, è come se la natura si fosse ribellata all’uomo, ai suoi comportamenti, come ha detto Papa Francesco: “Dio perdona sempre, la natura no”. Il coronavirus è uno dei tanti aspetti negativi della mano dell’uomo, distruggere la natura finisce quasi sempre per avere un impatto sulla nostra salute. Ogni giorno mi pongo la stessa domanda; quando finirà tutto questo incubo? Quando finalmente potrò riabbracciare le persone che mi stanno a cuore? Cerco di vedere il tutto in modo positivo e soprattutto trovo ogni giorno la forza per affrontare questo periodo. Non mi sarei mai aspettata che nel 2020 potesse accadere una cosa del genere, ma grazie a ciò ho riscoperto lati di me che prima non conoscevo. Inoltre mi ritengo abbastanza fortunata. Anzi credo che ognuno di noi debba ritenersi fortunato, perché pensandoci, ci è stato semplicemente chiesto di restare a casa e non di andare in guerra. E quando questa epidemia finirà, scopriremo l’importanza di tutto quello che forse abbiamo sempre dato per scontato, di tante cose che abbiamo sottovalutato e impareremo ad avere il coraggio di fare ciò che avremmo sempre voluto fare, senza aver paura del giudizio altrui o delle conseguenze. A capire che il tempo, e non il denaro, è la risorsa più preziosa che abbiamo. Il tempo sembra essersi fermato e tutto ciò che vorremmo fare è scappare e ritornare a quello che prima criticavamo così tanto, a quella vita fatta di attimi, di gesti che consideravamo scontati. Personalmente approfitto di questi tempo per riscoprire e migliorare me stessa, per capire davvero chi è disposto a starti accanto nonostante tutto. Nella solitudine bisogna imparare a stare con se stessi ed è proprio quando mi sento sola che rifletto e penso a tutte le cose di cui sento maggiormente la mancanza. Ciò che mi manca è il sapore della libertà. Mi manca trascorrere pomeriggi al mare con i miei amici tra litigi e risate. Mi mancano i nonni, la mia famiglia, i miei compagni di scuola. Stranamente sento la mancanza della scuola, che prima odiavo tanto. Mi mancano le corse fatte ogni mattina pur di non perdere l’autobus. Mi manca fare la salita di scuola, che a prima mattina sembra non finire mai. Mi manca tornare a casa, dopo una lunga giornata di compiti e interrogazioni, stanca ma felice e soddisfatta. Mi manca la spensieratezza. Mi manca ritrovarmi al bar con i miei amici. Mi mancano gli abbracci. Mi manca camminare sulla spiaggia a piedi scalzi e osservare il tramonto, pieno di colori e immenso in tutte le sue sfaccettature. Mi mancano le cose più banali, ma sono certa che mettendoci un pizzico di buon senso, noi tutti ce la faremo e torneremo a svolgere la nostra vita, portando nel cuore un insegnamento, che niente dura per sempre. Credo fortemente che questo periodo che stiamo vivendo, nel bene o nel male, lo ricorderemo sempre sia per la paura che ci ha dato nei confronti dei nostri cari più deboli, sia per averci impedito di svolgere semplici attività o fare cose, alle quali, prima di ciò, non davamo importanza. Resto fiduciosa e spero fortemente che riusciremo ad oltrepassare questa grande difficoltà e a vivere la nostra vita in modo diverso, con un bagaglio pieno di nuove cose apprese durante questo lungo viaggio tra le mura di casa. Inoltre spero che alla fine di ciò, ognuno di noi assumerà un approccio diverso anche nei confronti dell’ambiente, stando semplicemente più attenti e assumendo un atteggiamento rispettoso.