melaisa di melaisa
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SOS per il pianeta Terra


Lo smog a Tokio è cosi denso che qualcuno si chiede se valga la pena di avere un automobile quando non c’è più un cielo azzurro sotto cui viaggiare.
Gli svizzeri, cosi amanti della pulizia, sono rimasti costernati nello scoprire che due dei loro laghi un tempo cristallini si stanno intorbidendo a causa degli scarichi delle città e delle industrie rivierasche. Le trote e i pesci persici che popolavano un tempo le loro acque sono quasi scomparsi. In Italia le immondizie, dopo essere state funzionalmente raccolte in sacchi di plastica, vengono poi sparse per la campagna. Alcuni dei leggendari fiordi norvegesi sono insozzati da maleodoranti rifiuti solidi.
L’inquinamento non conosce frontiere. Il Reno scorre per 1300 chilometri lungo le miniere di potassa dell’Alsazia, attraverso la valle industriale della Ruhr e su fino al Mare del Nord. Questo fiume, ha acque cosi sporche che persino le resistenti anguille stentano a sopravviverci. Gli Olandesi che vivono alla foce del Reno hanno coniato questo : “l’Olanda è la pattumiera del mondo”. In Svezia, quando qualche anno da nella provincia di Smaland cadde neve nera, le autorità sospettarono che il fenomeno fosse stato provocato dalla densa fuliggine trasportata dal vento attraverso il mare.
Negli Stati Uniti l’ambiente è gravemente minacciato dagli abbondanti rifiuti della più ricca economia del mondo. I piloti degli aerei di linea dicono che miasmi di color giallognolo visibili a 100 chilometri di distanza avvolgono quasi tutte le città del paese. La maggior parte degli americani respirano oggi qualcosa che somiglia più all’aria viziata di un ambiente chiuso che all’aria pura. All’inquinamento si è fatta ormai l’abitudine cosi come alle strade soffocate dal traffico e alle campagne disseminate di rifiuti.
La Terra ha un suo sistema per eliminare i rifiuti, che però ha dei limiti. I venti fanno circolare l’aria solo fino ad un massimo di dieci chilometri di altitudine; i rifiuti tossici possono uccidere i minuscoli organismi che normalmente puliscono l’acqua dei fiumi. Intanto la tecnologia moderna violenta la natura con decine di migliaia si sostanze sintetiche. Ci sono barattoli di alluminio che non si arrugginiscono, materie plastiche che possono durare decenni, petroli galleggianti che possono mutare la riflessione termica dei mari.
Ma dove vanno a finire tutte queste sostanze inquinanti? Probabilmente nei mari che hanno un grandissimo potere di autopurificazione. Tuttavia anche i mari non possono assorbire più di una certa quantità di immondizie.
Non esiste soltanto il pericolo di un peggioramento nelle condizioni di vita dell’uomo: è in gioco la sua stessa sopravvivenza.
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