Società e cyberbullismo


<<Per cyber bullismo si intende qualunque forma di pressione, aggressione, molestia il cui scopo intenzionale sia quello di isolare uno o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un atto dannoso, o la loro messa in ridicolo>>. Con questa definizione, la Costituzione Italiana ha illustrato qualsiasi tipo di atteggiamento dannoso rispetto ad un singolo o ad un gruppo di vittime.
Tuttavia, il vero danno di queste azioni non sta nell’azione in sé, ma nella visibilità che essa acquista. Infatti, come afferma Federico Tonioni in “Cyber bullismo. Come aiutare le vittime e i persecutori”, un atto di bullismo richiede una vittima, un persecutore e la presenza di spettatori. È proprio la presenza di questi ultimi che talvolta può alimentare l’aggressione, ma, d’altra parte, essendo l’elemento determinante, è in grado di far cessare l’atto.
Egli inoltre rafforza la sua tesi ammettendo che con la creazione del web si sia data molta più visibilità a questi eventi, solo che, non essendo dipendente da uno spazio fisico, risulta inutile ed impossibile cambiare il luogo in cui si vive per sfuggire dalle derisioni.

Nonostante questo lato negativo, esso, come citato da Mura e Diamantini, è uno dei primi luoghi dove le persone coinvolte in queste aggressioni cercano aiuto. Esso infatti accoglie ogni tipo di vicenda, e, grazie a ciò, chiunque è in grado di rispecchiarsi in un certo episodio, cercando al suo interno una soluzione.

Benché il web offra una via di salvezza, sta ai giovani fare di questo un posto migliore. Proprio perché questo compito risiede in ragazzi così giovani, non è purtroppo realmente vero che essi siano in grado di comprendere la necessità di difendere i propri diritti e quelli di altre persone.

Come riportato sul sito “garanteprivacy.it”, i giovani devono essere consapevoli che le proprie azioni in rete possono produrre effetti negativi nella vita reale e per un tempo indefinito.
Non solo le vittime devono chiedere aiuto, ma in particolare gli esecutori. Essi devono porre fine all’uso di questi atteggiamenti in modo da prevalere sugli altri. I comportamenti possono essere scaturiti da eventi vissuti in prima persona da un certo individuo ma anche dalla visione di azioni eseguite a danno di altri. Attraverso il bullismo, il bullo crede di acquistare importanza grazie alla visibilità delle sue azioni, ma inevitabilmente continua a provare un forte sentimento di tristezza al proprio interno.

Credo che ognuno di noi abbia una parte all’interno di sé che è influenzata da questo tipo di atteggiamento, ma è la capacità di sottometterla e di risaltare per altre azioni positive che fanno di una persona un soggetto significante.

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