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tema su bullismo e cyberbullismo


Traccia: anche alla luce dei recenti fatti di cronaca, dimostra con opportune argomentazioni quanto il bullismo e il cyber bullismo siano fenomeni diffusi e sempre più preoccupanti nel mondo adolescenziale


Si sa che l’adolescenza è un periodo difficile della vita di ogni essere umano: sbalzi di umore, conoscenza del mondo esterno, nuove e molte amicizie, cambiamento del nostro corpo, e molti sono i problemi legati a questo periodo. Uno molto radicato che si fa spesso sentire è il bullismo, che consiste nel compiere atti molesti o aggressivi nei confronti di altre persone. Negli ultimi anni questo fenomeno si sta trasformando nel cyber bullismo, che consiste nel compiere questi atti attraverso la rete. Con il progresso tecnologico è diventato molto semplice poter conversare con una persona online e, purtroppo, ciò ha creato un terreno fertile per la nascita e lo sviluppo di questo nuovo fenomeno, che negli ultimi periodi si sta affermando come uno dei problemi più preoccupanti diffuso tra gli adolescenti. I dati statistici parlano chiaro: secondo una ricerca condotta dall’Istat nel 2014 poco più del 50% degli undici-diciassetteni ha subito negli ultimi dodici mesi qualche episodio offensivo da parte di altri ragazzi o ragazze. Invece, il 19% ne ha subiti più di una volta al mese e il 9% settimanalmente. La fascia d’età più colpita dal bullismo è quella che va dagli undici ai tredici anni, che costituiscono il 22% del totale. In genere si tratta dei ragazzini che effettuano il passaggio dalle scuole elementari a quelle medie. Molto spesso sono vittime dei più grandi, soggetti che, sfruttando la timidezza e l’ingenuità dei piccoli, compiono su di loro questi atti di molestie, perché, essendo nettamente più forti dal punto di vista fisico, riescono a far risaltare maggiormente la loro “forza”, per poi potersene vantare con i coetanei e mettersi in mostra. Alcuni dei ragazzini più piccoli sanno reagire prontamente e, quindi, le molestie terminano, andando a concentrarsi sui soggetti che sono più deboli o che, in generale, presentano delle diversità. Infatti, è proprio la diversità che qualcuno possiede che svolge un ruolo principale nell’elezione della vittima da parte del bullo: egli è facilmente attirabile da qualsiasi cosa che non rientra nel normale, quindi modi di vestire, difetti fisici, colore della pelle, opinioni, orientamento sessuale o bellezza e si usano queste caratteristiche come motivo per compiere soprusi sulle persone interessate. Principalmente si tratta di aggressioni verbali, che con il tempo maturano in aggressioni fisiche: il 3.8% dichiara di aver ricevuto spintoni, botte, calci o pugni. Il genere più colpito è quello femminile, con una percentuale del 20% contro il 18% dei maschi. Questo perché spesso le ragazze hanno un animo più sensibile e, quindi, appaiono ai bulli come vittime facili, che raramente sono in grado di ribellarsi. Principalmente vengono prese di mira per i loro difetti fisici: la tipologia di queste vittime costituisce il 6%. Lo stesso vale per il cyber bullismo. Infatti, il molestatore si serve della comunità di internauti per diffamare e diffondere immagini o video che vanno a deridere i difetti fisici della vittima: il 5% ha subito atti di questo genere. I danni in questo caso sono enormemente moltiplicati, dal momento che non si tratta più di un pubblico di al massimo un centinaio di persone, ma di migliaia e migliaia di utenti che visualizzano questi contenuti diffamatori. La vittima in questo caso è disperata e, oppressa dal pensiero di non poter gestire, eliminare dalla realtà l’offesa ricevuta, arriva a togliersi la vita. In questo specifico caso il cyber bullo rischia di essere incriminato, dato che gli atti di bullismo e cyber bullismo vanno a costituire una violazione del Codice civile, del Codice penale e del Codice della Privacy.
A differenza del cyber bullismo, dove gli atti avvengono tramite la rete, nel bullismo essi possono avvenire direttamente, con aggressioni fisiche, o indirettamente, cioè prive di contatti fisici: il 17% afferma di aver subito del bullismo diretto, mentre l’11% quello indiretto. Da ciò si capisce che il bullo è propenso ad agire dal punto di vista fisico, in quanto se vuole commettere atti molestatori indirettamente, si usa della rete, dove i risultati ottenuti sono nettamente migliori. Tra le ragazze il bullismo diretto e indiretto è diffuso in percentuali quasi uguali, cioè rispettivamente 16% e 14%, mentre i maschi tendono di più ad avere delle aggressioni fisiche: il 17% ha subito del bullismo diretto, contro il 7% di quello indiretto. Tutto ciò sta nella natura dei due sessi, dal momento che le femmine utilizzano di più la via diffamatoria o verbale per atti molestatori, mentre i maschi ricorrono più spesso all’atto fisico.
Sempre secondo gli studi, è emerso che le vittime sono per di più persone emarginate, che preferiscono o viene loro imposto dalla società di stare da soli o frequentare pochi amici: il 23% di coloro che si vedono raramente con gli amici è stato vittima di bullismo, mentre di coloro che si frequentano con coetanei il 18%. Questo perché il bullo tende sempre ad individuare le “prede” più facili e, quindi, sceglie come vittime coloro che hanno poche o nessuna possibilità di essere difesi da amici o che si trovano per la maggior parte del tempo da soli. Invece, preferisce lasciare stare chi è in compagnia di altre persone, in quanto si potrebbe trovare da solo contro molti. Però, se anche lui ha una sua “gang” può attaccare un altro gruppo di vittime, visto che si viene a creare un notevole squilibrio. Può accadere, però, che il gruppo non faccia niente per aiutare l’amico in difficoltà, ma si limiti ad assistere pietrificato. Infatti, ben il 63% degli adolescenti dichiara di aver visto comportamenti vessatori di alcuni ragazzi su altri, mentre il 24% di avervi assistito una o più volte al mese.
Oltre alle aggressioni fisiche e alla diffusione di contenuti diffamatori, gli atti di bullismo più diffusi rimangono quelli verbali: parolacce, offese, insulti, prese in giro, dato che sono le più semplici da compiere. Esse in particolare hanno trovato un largo impiego all’interno della rete e sono gli atti utilizzati maggiormente dai cyber bulli: pesanti offese, incitazioni a morire, prese in giro sui difetti fisici sono quelli che provocano i danni peggiori. Infatti, sono queste le offese che portano nella maggioranza nei casi la vittima ad escludersi dalla vita sociale. Stando da sola, senza confrontarsi con amici e a forza di insulti arriva addirittura ad auto convincersi che tutto quello che l’aggressore dice è vero e inizia anche a insultarsi da sola. Quando arriva alla massima depressione, seguita da un livello di autostima pari a meno di zero, la vittima inizia a compiere gesti di autolesionismo, fino ad arrivare al suicidio. Coloro che hanno subito molestie di questo genere sono il 20% degli intervistati.
Per rendersi conto di quanto il fenomeno del bullismo e del cyber bullismo sia diffuso in Italia, ma anche moltissimo in tutto il mondo, basta prendere un sito di un giornale e possiamo vedere gli innumerevoli articoli di suicidi, tentati suicidi o, in generale, di atti di bullismo che ci sono. Ancora più numerosi e molto significativi sono i video caricati in rete dagli amici delle vittime, per poter far conoscere al mondo chi e com’erano coloro che sono stati portati a compiere un gesto così estremo. E vediamo come esso coinvolga l’opinione pubblica: moltissimi i messaggi di persone che si emozionano, ma numerosi sono anche i messaggi di odio e di disprezzo verso chi ha provocato la morte.

I dati del fenomeno


Perciò, come i dati rivelano, il bullismo e il cyber bullismo sono fenomeni preoccupanti e molto diffusi tra gli adolescenti. Moltissimi altri studi sono stati effettuati su questo argomento da enti diversi, provenienti da Stati diversi, e tutti hanno dimostrato la stessa cosa. Per arginare questo fenomeno bisognerebbe sensibilizzare i giovani, educandoli ad evitare ogni comportamento di questo genere e aiutandoli a sviluppare una consapevolezza su questo fenomeno. Un ruolo fondamentale lo ricoprono la scuola e la famiglia, che hanno il compito di captare e interpretare dei segnali dagli adolescenti, che possano rivelare dei problemi, aiutandoli sempre. Però, finché l’uomo non si convincerà che la violenza in tutte le sue forme, in questo caso in quella adolescenziale, deve essere repressa e scomparire, episodi e atti di bullismo e cyber bullismo esisteranno per sempre.
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