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Tema: gli sbarchi a Lampedusa


Da anni ormai sentiamo parlare degli immigrati che decidono di sbarcare a Lampedusa, mettendo a repentaglio la propria vita.
Questi arrivano in Italia soprattutto perché, nella loro terra d’origine non hanno nessun diritto e non hanno alcuna libertà: per questi motivi decidono di allontanarsi o meglio, scappare.
Tutti i giorni si sente parlare che gli immigrati, dovevano e devono pagare una notevole somma di denaro pur di arrivare in Italia, forniti di carte false e, solo chi avesse pagato una somma più alta sarebbe stato fornito delle protezioni.
Intraprendono “viaggi” lunghissimi di speranza, sperando di trovare un lavoro o comunque di vivere in situazioni migliori rispetto a quelle da dove scappano.
Si affidano a barconi o motoscafi molto spesso instabili e per questo motivo si sente parlare di immigrati morti nel momento in cui vengono salvati, o addirittura dispersi durante il tragitto.
Una volta sbarcati a Lampedusa vengono visitati affinché stiano bene e che non abbiano malattie. Questi successivamente possono decidere se chiedere asilo politico, essere rimpatriati o molti decidono di fuggire. Nei barconi non si trovano solo uomini, ma anche donne e bambini, per questo vengono inseriti in delle apposite strutture di accoglienza, anche se queste si trovano al collasso, dati gli numerosi sbarchi.
L’operazione militare umanitaria che si occupa di questi sbarchi nel Mediterraneo viene chiamata Mare nostrum, realizzata soprattutto grazie alla marina militare e alla guardia costiera. Questa operazione, iniziata nel 2013, consiste nel garantire la salvaguardia della vita in mare e di assicurare alla giustizia tutti coloro che guadagnano dal traffico illegale di persone.
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