La rivolta del pane a cui fa riferimento il romanzo dei Promessi Sposi è la sommossa che si scatenò a Milano nei giorni 11 e 12 Novembre 1628 e per questo detta "tumulto di San Martino" o,anche,"rivolta del pane". Viene descritta nei capitoli XI, XII e XIII del romanzo e vede Renzo spettatore degli eventi.La causa della rivolta è la carestia che affligge il milanese negli anni 1627/1628 e che ha prodotto un notevole rincaro del prezzo del grano e,quindi,del pane,mentre il popolo accusava ingiustamente i fornai di nascondere la farina per fare alzare il prezzo del pane.L
'imposizione di un calmiere al prezzo del pane, su iniziativa del cancelliere Ferrer, viene accolta con favore dal popolo ma lascia insoddisfatti i fornai costretti a produrre una gran quantità di pane ed a venderlo sottocosto con conseguenti perdite economiche. La revoca del provvedimento, ad opera di una commissione, fa respirare i fornai ma inasprisce il popolo che,esasperato dalla penuria di pane,assalta i forni a cominciare da quello delle Grucce. La rivolta a Milano nel 1600 si manifesta con il pane che viene rubato dai forni e lasciato per strada mentre oggi in Sardegna, per la rivolta del latte migliaia di litri di latte ovino-caprino vengono versati per le strade. Il motivo è il prezzo del latte, ossia il prezzo troppo basso che viene pagato ai pastori da parte delle aziende trasformatrici, industrie e cooperative. Negli ultimi anni il prezzo del latte è variato da 1 euro a 50 centesimi di euro al litro, con conseguenze economiche molto gravi per i produttori del latte ovino, costretti così ad indebitarsi per far fronte alla gestione della loro azienda. E'proprio la vendita di questo latte sottocosto che ha portato i pastori sardi a versarlo in strada,non solo per sensibilizzare, con un gesto così eclatante, l'opinione pubblica, ma anche per sottolineare che vendere il latte a 50 centesimi di euro alle industrie e buttarlo per la strada a loro, economicamente,non fa differenza, ovvero è meglio sprecarlo che consegnarlo alle industrie di trasformazione in cambio di un'elemosina. La rivolta dei pastori sardi ha assunto le dimensioni di una rivolta popolare, coinvolgendo studenti, calciatori, consumatori. La rivolta del pane e la rivolta del latte: denominatore comune è il prezzo di questi beni primari. In entrambe le rivolte c'è un altro denominatore comune:è chi fa le proposte più vicine al popolo. Questa è la famosa demagogia. Il populismo è il principale nemico del buon governo e della società. Lo era e lo è ancora oggi. Nelle vicende del Manzoni espressione di questo populismo è il cancelliere Ferrer che, abbassando il prezzo del pane, ha creato problemi ai fornai, esaurito le esigue scorte di farina e dato sollievo al popolo ma solo in modo momentaneo,transitorio e, per questo,pericoloso infatti, la rivolta è scatenata dalla revoca del calmiere al prezzo del pane imposto dal cancelliere Ferre. Oggi espressione di questo populismo, nella rivolta del latte, è il ministro Salvini che, in Sardegna, promette la soluzione del problema con un intervento dello Stato nello stabilire un prezzo di base ed un eventuale soluzione. Ad oggi il problema non è stato risolto in attesa delle elezioni del 24 Febbraio. Per concludere, da sempre e ovunque se manca il pane (o il latte)nascono le rivolte.

A cura di Giuliana Recco
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